E’ iniziata la campagna di vaccinazioni anti-influenzale della ASL di Pescara

18 Novembre 2014 Nessun commento

Il 13 Novembre, nella ASL di Pescara è iniziata la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale che, tra gli allergici, è rivolta principalmente agli asmatici, come riportato anche dalla Circolare del Ministero della Salute. Le infezioni influenzali peggiorano notoriamente i sintomi dell’asma nelle persone che soffrono di questa malattia potendo causare “difficoltà respiratoria”, tosse, respiro sibilante e senso di costrizione toracica. Inoltre, gli asmatici possono andare incontro più facilmente alle complicazioni dell’infezione influenzale  quali attacchi di asma grave e polmonite che possono comportare l’ospedalizzazione e diventare potenzialmente fatali, se non opportunamente trattate.

E’ possibile, pertanto, rivolgersi al Medico di Medicina Generale. Qualora quest’ultimo non partecipasse alla campagna vaccinazioni, a Pescara ci si può recare presso l’Ambulatorio Vaccinazioni al vecchio ospedale (palazzina ex-Urologia, II piano) nelle giornate di Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 15:00 alle 17:30. Negli altri comuni, ci si potrà recare presso gli ambulatori vaccinali presenti nel territorio del proprio distretto di appartenenza.

Riferimenti

Campagna Antinfluenzale 2014-15 ASL di Pescara

Meno reazioni allergiche alimentari con le nuove etichette europee?

1 Novembre 2014 Nessun commento

Gli studi epidemiologici suggeriscono che la maggior parte dei problemi derivanti da allergie alimentari sono causati da alimenti “non confezionati”. Entro il 13 Dicembre del 2014, pertanto, in tutti i paesi membri della Comunità Europea, anche i prodotti alimentari non confezionati dovranno essere venduti con le informazioni relative al contenuto di ingredienti che possono causare allergia o intolleranza in accordo con la normativa EU FIR 1169/2011 ed i successivi emendamenti relativi al contenuto di glutine (Regolamento Delegato UE n. 1155/2013), alcuni cereali che provocano allergie o intolleranze e alimenti addizionati con fitosteroli, esteri di fitosterolo ed esteri fitostanolici (Regolamento Delegato UE n. 78/2014).

Cosa cambierà entro la fine dell’anno?

Le imprese che svolgano attività connesse alle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, per rispettare la nuova normativa 1169/2011 FIR UE, devono fornire informazioni al consumatore nel caso un prodotto alimentare contenga o sia stato ottenuto con l’impiego o dalla trasformazione di un ingrediente derivato da una delle 14 sostanze o prodotti elencati di seguito:

  1. Cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridi)
  2. Crostacei
  3. Arachide
  4. Uovo
  5. Pesce
  6. Lupino
  7. Latte
  8. Molluschi
  9. Frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, anacardi, noci pecan, noci brasiliane, pistacchi e noci macadamia
  10. Soia
  11. Sesamo
  12. Sedano
  13. Senape
  14. Il biossido di zolfo (se in concentrazione superiore a 10 mg / kg o 10 mL / L in prodotti pronti per il consumo o ricostituiti).

In altri termini, dal 13 Dicembre 2014, i consumatori, e soprattutto gli allergici, dovranno essere informati per legge su ogni singola voce del menu. Non potranno essere accettate diciture come, ad esempio, “tutti i nostri piatti possono contenere allergeni”, o risposte come “non sappiamo quali allergeni contenga il piatto o la bevanda che ha scelto”.

Riferimenti

 

La visita allergologica: cosa aspettarsi e come prepararsi

25 Ottobre 2014 Nessun commento

 

L’allergia è la più comune malattia del sistema immunitario. Secondo recenti studi epidemiologici condotti nel nostro paese, il 25% della popolazione compresa tra i 18 ed 44 anni soffre di rinite allergica e il 5% soffre di asma. Alcune malattie allergiche danno dei quadri clinici lievi; altre, invece, possono essere potenzialmente fatali. Al momento attuale, non esistono cure definitive per le allergie ma, tali malattie possono essere gestite attraverso trattamenti regolari. La visita allergologica da parte di un medico specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica può aiutare a identificare i fattori scatenanti specifici dei sintomi di allergia. Evitando l’allergene specifico responsabile della malattia si può aumentare la qualità della vita diminuendo la necessità dell’utilizzo dei farmaci.

Chi sono gli specialisti in Allergologia ed Immunologia Clinica?

Sono medici specializzati nella diagnosi e nel trattamento delle seguenti condizioni: rinite allergicaallergie alimentariasma allergicareazioni allergiche cutaneeallergie da farmacirinosinusiti allergiche, infezioni ricorrenti e reazioni punture di insetti.

Quando bisognerebbe essere visitati da un Allergologo ed Immunologo Clinico?

Si dovrebbe essere visitati da un Allergologo se:

- Le allergie già note stanno causando sintomi quali rinosinusiti croniche, congestione nasale e difficoltà respiratorie non controllate dalla terapia a disposizione.

- Si verificano sintomi di rinite o altri sintomi di allergia parecchi mesi l’anno.

- Si manifestano reazioni dopo aver mangiato alimenti specifici.

- Si ha secchezza e prurito cutaneo.

- Si ha il sospetto di un’allergia da farmaci quali ad esempio la penicillina.

- Si è avuta una reazione grave dopo una puntura di api o vespe.

- Gli antistaminici ed i farmaci “da banco” non controllano i sintomi di allergia o causano effetti collaterali inaccettabili come la sonnolenza.

- Si verificano sintomi gravi di asma quali: difficoltà respiratoria, respiro sibilante o tosse, soprattutto di notte o dopo l’esercizio, senso di oppressione al torace, sensazione di “fiato corto”.
- È già stata posta una diagnosi di asma, in precedenza, ma si continuano ad avere attacchi frequenti malgrado l’assunzione dei farmaci prescritti.

Cosa succede durante una visita allergologica?

L’Allergologo esaminerà lo stile di vita del paziente e le attività recenti per scoprire tutte le informazioni inerenti le allergie. Verranno, inoltre, discusse le conoscenze e l’applicazione delle manovre di prevenzione per evitare l’esposizione agli allergeni. In molti casi, è impossibile evitare completamente alcuni allergeni specifici, l’Allergologo può fornire suggerimenti specifici per ridurne al minimo l’esposizione.

Se è necessario, vengono eseguiti i test allergometrici per determinare lo/gli allergene/i scatenante/i e vengono prescritti i trattamenti e i farmaci più recenti ed efficaci.

I test cutanei

Il prick-test e le intradermoreazioni possono essere il primo passo del percorso diagnostico-terapeutico. Questi test sono molto sensibili e possono identificare rapidamente gli allergeni specifici in grado di causare i sintomi. I test possono essere eseguiti su comuni allergeni come pollini, muffe, acari della polvere, peli di animali, insetti, vari cibi e anche farmaci come la penicillina. Tali test sono relativamente indolori e non prevedono alcun prelievo di sangue. Sono, ancora oggi, i test più comunemente impiegati per identificare le allergie IgE-mediate. Durante il test, l’Allergologo metterà quantità diluite di allergeni sospetti sulla pelle (prick-test) o negli strati più superficiali della cute (intradermoreazione). Una serie di piccole punture consentiranno alla soluzione di penetrare nella pelle. Nelle persone allergiche, si svilupperà un piccolo pomfo nella zone di iniezione della soluzione entro 15-20 minuti.

Il patch-test viene effettuato per cercare di capire se, ad esempio, una lozione, un cosmetico, un metallo (ad esempio, gioielli), la tintura per capelli, alcuni farmaci o conservanti siano responsabili di una reazione allergica ritardata responsabile di una dermatite allergica da contatto. Questo test precede l’applicazione, generalmente dietro la schiena, di cerotti (patch) contenenti apteni specifici (es. nickel, cobalto cloruro, etc.). Dopo 48-72 ore i cerotti vengono rimossi e la pelle del paziente viene esaminata per individuare eventuali segni di rash cutaneo o irritazione nel sito di applicazione dei singoli cerotti. In alcuni casi, l’esame può protrarsi anche oltre le 72 ore.

Come ci si deve preparare ad una visita allergologica

Se, in accordo con il Medico di Medicina Generale ed il Pediatra di Libera Scelta, i sintomi sono compatibili con una malattia allergica ed è consigliabile sottoporsi ad una visita allergologica, ecco alcuni consigli per prepararsi:

- Redigere un diario dei sintomi.

- Se si dispone di cartelle cliniche precedenti, portarle in visione allo specialista Allergologo.

- Chiamare in anticipo per sapere se ci sono istruzioni particolari per la preparazione alla visita. L’assunzione di antistaminici può interferire con i test allergologici. Potrebbe essere necessario sospendere tali farmaci 3-7 giorni prima dei test al fine di ottenere risultati accurati.

Prendere coscienza della proprie allergie rappresenta la miglior “terapia” soprattutto di reazioni allergiche potenzialmente fatali (allergie da alimenti, farmaci ed insetti). Se si ha il sospetto di avere un’allergia è importante parlarne con il proprio Medico di Medicina Generale e con il Pediatra di Libera Scelta e concordare con loro l’opportunità di una visita allergologica ed i relativi test.


Malattie allergiche e cancro

20 Settembre 2014 Nessun commento

L’atopia è definita come una predisposizione a sviluppare reazioni di ipersensibilità di tipo allergico ed è associata ad un alto rischio di malattie come la rinite allergica, l’asma allergica, la dermatite atopica (eczema) e le allergie alimentari. Recentemente l’atopia è notevolmente aumentata nelle popolazioni occidentali. Tale aumento di prevalenza ha stimolato alcune indagini per valutare gli effetti sulla salute di tale condizione, non solo sullo sviluppo di malattie allergiche. In particolare, nonostante il problema sia sotto osservazione da molto tempo, non sappiamo ancora se le persone con atopia o malattie atopiche hanno un rischio più elevato di sviluppare tumori rispetto alla popolazione generale.

In un articolo recentemente pubblicato su The Journal of Allergy and Clinical Immunology: in Practice, Skaaby e suoi colleghi hanno studiato lo sviluppo di neoplasie su una popolazione danese di adulti composta di 14.849 soggetti sia atopici che non atopici. L’atopia è stata valutata con un esame del sangue (IgE totali) ed i partecipanti sono stati seguiti per circa 12 anni in collegamento con il Registro Tumori Danese. Sono stati individuati un totale di 3.994 atopici e 10.855 non atopici. Tra i 1.919 nuovi casi di neoplasia emersi durante il follow-up, gli autori non hanno trovato alcuna associazione statisticamente significative tra atopia e lo sviluppo totale di neoplasie o sviluppo di specifici tipi di neoplasie come il cancro al seno e il cancro del polmone. Questi dati non supportano l’ipotesi che l’atopia sia associata ad un rischio generale più elevato di cancro o un rischio specifico più elevato per specifici tumori anche se un qualche modesto effetto dell’atopia su specifici tipi di cancro non può essere escluso.

Come espresso anche dagli autori di questo studio, il rischio di sviluppare una neoplasia non deve essere una preoccupazione particolare per le persone con atopia. Tale affermazione è sicuramente rassicurante, malgrado, le malattie atopiche siano sempre più frequenti.

Riferimenti

Tea Skaaby, et al. Atopy and Development of Cancer: A Population-Based Prospective Study. The Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice. In press.


			

Immunoterapia a veleno di api e vespe: l’illustre sconosciuta

15 Settembre 2014 Nessun commento

Prendiamo spunto da un articolo letto su “Il Centro” di oggi nel quale si parla di un signore di Carsoli salvato dalla reazione anafilattica in seguito alla puntura di una vespa. Malgrado la gravità delle reazioni che il veleno di tali insetti può provocare nei soggetti allergici, si registra, ancora una volta, un’informazione parziale sulle possibilità terapeutiche citando correttamente l’adrenalina ma, omettendo l’immunoterapia specifica.

L’adrenalina è sicuramente il farmaco più importante nelle fasi immediatamente successive la puntura dell’insetto nei pazienti che manifestano segni e sintomi compatibili con l’anafilassi.

L’immunoterapia specifica (il “vaccino”) rappresenta, però, l’unico mezzo di prevenzione attuabile negli individui a rischio di anafilassi da punture di tali insetti. Con tale trattamento, in questi pazienti, il rischio di reagire a nuove punture si riduce fino a al 3% rispetto a quello dei non trattati, che è di circa il 50%. L’immunoterapia specifica per veleno di Imenotteri è considerata insostituibile e salvavita ed è a carico del Sistema Sanitario Nazionale (ovvero, gratuito per il paziente) nella maggior parte delle regioni d’Italia, compreso l’Abruzzo.

È chiara, quindi, la necessità di consultare un Centro di Allergologia in caso di gravi reazioni a veleno di api e vespe.

Riferimenti

Allergia al veleno di Imenotteri (Apidi e Vespidi)

Correre con l’asma

13 Settembre 2014 Nessun commento

E’ noto che la corsa è uno dei più importanti fattori scatenanti dell’asma. La necessità di compiere uno sforzo fisico costante ed all’aperto esponendo l’asmatico a fattori ambientali presenti fuori casa – soprattutto inquinamento ed allergeni – rende questa attività fortemente connessa con le riesacerbazioni dell’asma. Tale dato non deve rappresentare un motivo per evitare a priori la corsa.

Prima di tutto è importante consultare il proprio medico. Come per ogni malattia cronica, se soffriamo di asma, è necessario parlare con il medico prima di  iniziare un regime di esercizio fisico significativo. Prima di iniziare a correre, i paziente asmatici devono raggiungere un controllo ottimale dell’asma ed avere un “piano d’azione” che descriva cosa fare se compaiono i sintomi della malattia durante la corsa. E’ importante, inoltre, portare sempre con sé i farmaci di emergenza.

Dove correre
La presenza di pollini, muffe e piccole particelle derivanti dal traffico veicolare (PM10) consigliano di evitare di correre accanto a strade trafficate o in zone dove ci sono parecchi prati e alberi. La necessità di respirare a bocca aperta durante la corsa, inoltre, fa perdere l’importante azione di filtro esercitata dal naso soprattutto sulle particelle inquinanti sospese nell’aria.

Quando correre

La scelta della stagione e dell’ora del giorno può fare la differenza. Per gli allergici è più indicato correre al mattino presto. La sera, generalmente, la concentrazione pollinica nell’aria è più elevata. Una buona abitudine è quella di pianificare la corsa in anticipo evitando i giorni in cui le previsioni della conta pollinica è più elevata con l’aiuto dei bollettini pollinici (es. http://www.ilpolline.it/bollettino-pollinico/). Un altro suggerimento è quello di sfruttare le ore appena dopo la pioggia. In tale periodo, infatti, il polline è stata “lavato” via dall’aria. Tali ore, però, non sono indicate per gli allergici alle muffe. Le spore di tali microrganismi, infatti, vengono rilasciate durante periodi caratterizzati da intensa umidità. Farsi la doccia appena dopo la corsa evita di inalare gli allergeni depositatisi sui capelli e sui vestici. Valutare insieme al proprio specialista Allergologo anche la possibilità di assumere antistaminici e/o broncodilatatori inalatori come misura preventiva.

La corsa di mattina presto può essere consigliata anche alle persone che vivono in città particolarmente trafficate.
Non trascurare la possibilità di indossare una sciarpa o uno scaldacollo per coprire la bocca nelle giornate particolarmente fredde. Respirare con la bocca aperta evita, oltre all’azione di filtro, anche quella di riscaldamento ed umidificazione esercitata dal naso. Anche il freddo, purtroppo, è un possibile fattore scatenante dell’asma.

Come correre

I pazienti con asma da esercizio fisico possono beneficiare di sessioni di recupero intervallate a sessioni di corsa. Tale tipo di allenamento dà la possibilità di recupero sia alle vie respiratorie sia alla muscolatura delle gambe mirando ad ottenere una respirazione profonda ed a ridurre la frequenza degli atti respiratori e dei battiti cardiaci.

Delle accelerazioni della corsa ad intervalli sono utili come riscaldamento per innescare spasmi della muscolatura respiratoria meno intensi riducendo, così, il rischio di gravi spasmi più tardi durante una corsa più prolungata. Ad ogni modo, le accelerazioni e lo sforzo che esse richiedono possono rappresentare essi stessi dei fattori scatenanti dell’asma. In questo caso è meglio pianificare un allenamento per la distanza piuttosto che per lo sprint.

Pianificando la corsa in base alle esigenze individuali ed evitando di praticarla quando ci sono basse temperature, alte concentrazioni di polline o di particelle di inquinamento, non c’è motivo per evitare del tutto tale attività motoria. L’esercizio fisico, inoltre, ha un’azione particolarmente benefica nel rafforzare i muscoli respiratori, tenere sotto controllo il peso corporeo, aumentare l’autostima e diminuire il rischio di malattie cardio-vascolari.

I benefici per la salute derivanti dalla corsa superano di gran lunga le preoccupazioni per praticarla.

Attenzione alle allergie da farmaci: la maggior parte degli “incidenti” avviene per farmaci cui si sa già di essere allergici!

4 Settembre 2014 Nessun commento

L’Istituto Nazionale per la Salute e l’Eccellenza nella Cura britannico (il National Institute for Health and Care Excellence – NICE) ha recentemente pubblicato le linee guida sulle allergie da farmaci. Lo sconfortante dato epidemiologico in esse citato, basato su periodo di osservazione in campo nazionale nel Regno Unito che va dal 2005 al 2013, è che la maggior parte di questi “incidenti” ha coinvolto un farmaco che è stato prescritto, dispensato o somministrato ad un paziente con allergia precedentemente conosciuta a quel farmaco o ad un farmaco della stessa classe.

La diagnosi di allergia ai farmaci può essere difficile e vi è una notevole variabilità sia nel modo in cui essa è gestita e sia di accesso ai servizi specialistici che se ne occupano. Questo può portare ad una sotto-diagnosi, ad una diagnosi errata e ad un’auto-diagnosi. A tal proposito, è bene conoscere un altro dato epidemiologico: meno del 10% delle persone che pensano di essere allergiche alla penicillina lo sono sul serio!

In caso di sospetto di allergia da farmaci, è bene, quindi, rivolgersi ai propri Medici di Medicina Generale. Questi valuteranno se le reazioni riferite sono compatibili con un’allergia da farmaci e, in caso affermativo, provvederanno ad inviare i pazienti presso Centri di Allergologia specializzati in tale settore che opteranno per i test più opportuni. E’ bene anche precisare che, sulla base degli studi attualmente disponibili, nessuna società scientifica raccomanda di sottoporre a test allergometrici soggetti senza una storia di reazioni compatibile con allergia da farmaci.

Riferimenti

Drug allergy: diagnosis and management of drug allergy in adults, children and young people. NICE guidelines [CG183] Pubblicato in Settembre 2014.

Biglietti da visita utili per le allergie

29 Agosto 2014 Nessun commento

Secondo un recente articolo pubblico su “The Wall Street Journal”, i genitori statunitensi avrebbero iniziato ad inserire, nella lista degli acquisti per il ritorno a scuola, i biglietti da visita con le informazioni  sulle allergie dei loro bambini. Tali biglietti, come è avvenuto per tatuaggi e braccialetti, potrebbero rappresentare un metodo efficace per informare il nuovo gruppo di insegnanti, allenatori e baby-sitter sulle allergie dei figli.

La “carta delle allergie”, di solito delle dimensioni di un biglietto da visita, fornisce dettagli sulle allergie del bambino, istruzioni su come gestire una reazione ed i numeri di telefono da chiamare in caso di emergenza.

Questi biglietti consente ai genitori di informare più efficacemente tutte le persone che si prendono cura dei loro figli e sollevano i bambini dall’onere di dover dare frequentemente spiegazioni sulle loro allergie a patto che ci si preoccupi di verificare se il messaggio sia stato recepito e che non crei allarmismi ingiustificati.

Riferimenti

Allergy Cards Help Spread Word About Children’s Health Risks

La Ryanair bandisce un passeggero dai suoi aeromobili dopo che ha provocato una reazione allergica quasi fatale ad una bambina di quattro anni

20 Agosto 2014 Nessun commento

Nel Regno Unito, una bambina di quattro anni ha avuto una reazione anafilattica quasi fatale dopo che un passeggero ha aperto una confezione di frutta con guscio su un volo di ritorno da Tenerife. La bambina è svenuta ed è andata in arresto respiratorio mentre era in aereo di ritorno dalle vacanze ed un passeggero, seduto a distanza di quattro file, ha aperto un sacchetto di arachidi.

Erano state prese tutte le precauzioni del caso. La madre aveva avvertito il personale di bordo della grave allergia della bambina per la frutta con guscio, la compagnia, oltre ad evitare di servire tale alimento, ha dato tre avvertimenti chiari a tutti i passeggeri.

Un passeggero, ignorando gli avvertimenti, ha aperto una confezione di arachidi e le particelle di tale alimento sono state diffuse dal sistema di aerazione dell’aeromobile. Alla bambina andata in shock anafilattico è stata subito praticata un’iniezione di adrenalina da parte di un altro passeggero – autista di ambulanza – ed è subito trasportata in ospedale dopo che l’aereo è atterrato a Stansted.

L’uomo, che non parlava un inglese fluente, ritenuto responsabile dell’accaduto, è stato bandito dai voli Ryanair per due anni.

L’episodio pone l’accento, oltre che sulla necessità di eliminare le barriere linguistiche, anche sulla poca conoscenza della potenziale pericolosità di alcune allergie e sulla necessità della diffusione degli autoiniettori di adrenalina.

Riferimenti

Nut Allergies: Ryanair Bans Passenger for Putting Little Girl’s Life in Danger

Di asma si muore ancora … e non sempre per sfortuna

12 Agosto 2014 Nessun commento

Nel corso degli ultimi tre giorni, ad Alba nel Cuneese ed a Padova, ci sono stati due episodi, purtroppo, fatali di riesacerbazioni asmatiche. Tali episodi, richiamano l’attenzione su quel piccolo numero di pazienti con “asma severa” che non rispondono alle terapie. Tali pazienti hanno bisogno di dosi massicce di farmaci, la malattia può inficiare le normali attività quotidiane rendendo pessima la qualità di vita e possono andare incontro a riesacerbazioni potenzialmente fatali. Si stima che i pazienti con asma severa siano intorno al 15% di tutti gli asmatici. Oltre che per la drammaticità dei quadri clinici, essi meritano una particolare attenzione in quanto assorbono la maggior parte della spesa socio-sanitaria stanziata per l’asma – fino al 50% delle intere risorse investite per la patologia (1).

Al fianco di tali sfortunati pazienti, però, esiste un più ampio numero di asmatici con asma “non controllata”. Il mancato controllo, in questi casi, non dipende dalla severità della malattia ma, dalla “non aderenza” alle terapia prescritte. Il nostro paese sembra avere un triste primato in questo aspetto. La prevalenza, infatti, di asma non controllato tra gli utilizzatori di steroidi inalatori, in Italia, sembra essere tra le più elevate d’Europa (2).

I motivi per i quali i pazienti asmatici non seguono le indicazioni dei medici sono le più svariate (3). Vediamone qualcuno:

- Ho smesso la terapia perché ho l’impressione che non funziona:  prima di sospendere la terapia è bene consultare il proprio medico. Questi verificherà la mancata risposta alla terapia e, in caso affermativo, ridiscuterà i possibili errori di tecnica di somministrazione dei farmaci o sulla necessità di dosaggi più elevati.

- Ho smesso la terapia perché ho paura che non funzioni più se ne faccio troppa: tale affermazione è vera solo per i farmaci inalatori da prendere al bisogno (broncodilatatori). Un loro uso troppo frequente va segnalato al medico che provvederà con gli opportuni aggiustamenti terapeutici. Non c’è, invece, da avere alcuna preoccupazione per i farmaci inalatori da prendere costantemente tutti i giorni (terapia di controllo).

- Sono stato bene ed ho sospeso la terapia: l’asma è una malattia cronica e, purtroppo, non va via dopo qualche ciclo di terapia. I processi infiammatori delle vie aeree che portano alle riesacerbazioni dell’asma si mantengono inesorabilmente attivi in assenza di terapia. E’ bene tenere a mente che stiamo bene perché stiamo effettuando la terapia.

- Sono troppo impegnato per fare la terapia: questa è la scusa più frequente ma, basterebbe considerare alla perdita di produttività che procurano le riesacerbazioni asmatiche per capire che, a conti fatti, effettuare la terapia quotidianamente è “più produttivo” rispetto al non farla.

- Ho finito le medicine: tale scusa è facilmente aggirabile con un po’ di pianificazione. Se consideriamo che molti degli inalatori attualmente disponibili ci avvertono del numero di erogazioni mancanti, risulta facile organizzarsi.

- Non ho capito come prendere le medicine: gli errori nella tecnica di somministrazione rappresentano la causa più frequente di inefficacia della terapia. In caso di dubbio, non esitiamo a chiedere spiegazioni ai medici ed agli infermieri. Una domanda in più ci porta via meno tempo di un ricovero ospedaliero per una riesacerbazione dell’asma.

- Ho paura degli effetti collaterali: la maggior parte degli effetti collaterali dei farmaci per l’asma sono prevedibili e affrontabili con piccoli accorgimenti o sostituzioni del farmaco stesso. Non esitiamo a parlarne con il nostro medico.

Riferimenti

1) Ministero della Salute. L’Asma.

2) Asthma control in Europe: A real-world evaluation based on an international population-based study. Cazzoletti, L. et al. Journal of Allergy & Clinical Immunology. 120(6):1360-1367, December 2007

3) Role of Health Education and Self-Action Plan in Improving the Drug Compliance in Bronchial AsthmaGajanan S. Gaude, Jyothi Hattiholi, and Alisha Chaudhury. J Family Med Prim Care. 2014 Jan;3(1):33-8.