L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha tolto dalle farmacie l’antiasmatico Montelukast della Teva a scopo cautelativo a causa dei risultati fuori specifica evidenziati durante gli studi di stabilità in alcune confezioni.

Il lotto interessato è quello delle compresse masticabili da 5 milligrammi: n. M75033 scadenza 03/2017 Montelukast TE 28Cpr mast 5mg – AIC 040672178.

Il farmaco è usato nel trattamento dell’asma come terapia aggiuntiva, non per gli attacchi acuti ma, soprattutto per la prevenzione dell’insorgenza dell’asma. I farmaci indicati non vanno utilizzati e riportati in farmacia.

Riferimenti

Comunicato AIFA

Le persone che soffrono di allergie potenzialmente fatali – shock anafilattico – sono, attualmente, dotate di “penne” di adrenalina auto-iniettabile. Per questi pazienti è in sperimentazione una pillola che potrebbe evitare la necessità di effettuare le iniezioni risolvendo molti dei problemi derivanti alla tecnica di somministrazione del farmaco.
Secondo il sito Popular Science, Mutasem RAWAS-Qalaji, ricercatore presso la Nova Southeastern University della Florida, sta sviluppando una compressa di adrenalina da sciogliere sotto la lingua. Tale via di somministrazione risolverebbe anche i problemi dei pazienti che non riescono ad ingoiare, per vari motivi, le pillole evitando il coinvolgimento dell’apparato digerente e facendo il modo che il farmaco arrivi rapidamente nel torrente sanguigno attraverso la zona molto irrorata che abbiamo sotto la lingua.
I vantaggi di tale formulazione farmacologica dell’adrenlina, oltre ai problemi della tecnica di iniezione di cui sono gravati gli attuali iniettori, potrebbe allungare il tempo di scadenza del farmaco, attualmente di circa un anno, e i problemi di trasporto delle “penne” che molti pazienti ritengono ingombranti e difficilmente trasportabili.
La pillola sublinguale di adrenalina, infatti, dovrebbe avere una durata della scadenza che potrebbe essere al massimo di sette anni.
La nuova pillola deve essere vagliata per l’efficacia su pazienti potenzialmente a rischio di anafilassi scontrandosi con problemi etici. E’, infatti, impensabile provocare di proposito reazioni anafilattiche che mettano a rischio la vita delle persone per il semplice studio di un nuovo farmaco. Un’altra incognita è quale possa essere l’assorbimento dell’adrenlina per via sottolinguale in un paziente con angioedema (gonfiore) del cavo orale, come spesso accade nelle reazioni anafilattiche.
Ci sarebbe già stato un incontro tra il gruppo di ricerca di Mutasem RAWAS-Qalaji e gli esponenti della Food and Drug Administration degli Stati Uniti per discutere gli aspetti “registrativi” della pillola, e la strutturazione degli studi clinici sull’uomo. Al momento, non si conosce la data di inizio degli studi clinici. Le uniche indiscrezioni trapelate sono relative al dosaggio che, secondo gli studi effettuati finora solo su conigli, sarà di 20 mg per tentare di eguagliare l’efficacia della dose di 0,3 mg fornita dagli attuali iniettori sull’uomo. Il prezzo, inoltre, dovrebbe essere più basso degli iniettori attualmente in commercio.
I ben informati, comunque, ritengono che il farmaco sarà sugli scaffali delle farmaci prima del 2025.

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Pupular Science


La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in collaborazione che le maggiori società scientifiche nazionali del settore dell’Allergologia, ha pubblicato un documento per cercare di fare un po’ di chiarezza nel settore delle allergie e delle intolleranze alimentari.

La lettura del documento è fortemente consigliata e ci si augura possa aiutare i pazienti ad evitare di subire ritardi nel raggiungere la corretta diagnosi delle loro patologie e ingiustificati esborsi economici dando credito a vere e proprie “bufale”. Buon lettura,

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L’adrenalina autoiniettabile, in Italia, viene fornita gratuitamente ai pazienti dal Sistema Sanitario Nazionale dopo la prescrizione di un medico ospedaliero. Recentemente, negli Stati Uniti, si è assistito ad un aumento di prezzo dell’Epipen, l’autoiniettore di adrenalina più diffuso, del 500% rispetto al 2007 e gli americani arrivano a pagare circa 300 dollari per uno di tali device. Tale situazione ha portato diversi pazienti e genitori di bambini allergici a non potersi permettere l’acquisto di tale farmaco “salvavita”. Il caso più eclatante si è avuto a Kirkland nello stato di Washington. Qui, un preside si è visto costretto a rimandare a casa un bambino di prima elementare con allergia potenzialmente fatale alle arachidi in quanto sprovvisto di adrenalina autoinettabile che i genitori non hanno potuto acquistare.

I pazienti italiani cui è stata prescritta l’adrenalina autoniettabile dovrebbero far tesoro dell’esperienza statunitense per apprezzare i loro device portandoli sempre dietro. Deve far riflettere, inoltre, il dato epidemiologico che molte delle reazioni fatali da allergia alimentare avviene in persone che pur essendo provviste di adrenalina autoiniettabile, non la hanno prontamente disponibile nel momento della necessità!!!

Riferimenti

Joshua Winter. Price of EpiPen rises again, up 500% since 2007. The Threefold Advocate. Posted on September 10, 2016 at 9:15 pm

Matt Markovich. First-grader sent home for not providing school with EpiPen. Katu 2 On Your Side. Saturday, September 10th 2016

Un recente studio condotto a Boston ha cercato di fotografare la prevalenza delle allergie ai farmaci più comunemente usati e le caratteristiche dei pazienti sulla base dei fascicoli sanitari elettronici di due grandi ospedali.


Lo studio condotto su più di 1,7 milioni di pazienti ha evidenziato che le donne hanno un numero significativamente maggiore di allergie ai farmaci più comunemente usati rispetto agli uomini.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Allergy, ha preso in esame le allergie a singoli farmaci e classi di farmaci in pazienti trattati in due ospedali di Boston per oltre due decenni. Nessuna delle allergie individuate è più frequente tra gli uomini. La ricerca ha anche mostrato che i pazienti bianchi hanno significativamente più allergie a farmaci rispetto agli altri gruppi razziali.
I ricercatori hanno utilizzato i fascicoli sanitari elettronici per monitorare le allergie ai farmaci nei pazienti trattati presso il Brigham and Women’s Hospital ed il Massachusetts General Hospital, dal 1990 al 2013. Più di un terzo ha avuto almeno una allergia ai farmaci ed il 31% di questi pazienti sono risultati allergici a due o più farmaci.
Le allergie più frequentemente segnalate sono state quelle alle penicilline, agli antibiotici sulfamidici ed agli oppiacei. Tra le donne, il 15% è risultata allergica alle penicilline rispetto al 10% degli uomini. Le donne hanno anche significativamente più allergie ad altre classi di antibiotici ed ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), tra cui l’aspirina e l’ibuprofene. I sintomi più comuni delle allergie da farmaci sono l’orticaria, il rash e la febbre. Alcune allergie ai farmaci risultano più comuni nella popolazione di colore, comprese le allergie agli ACE-inibitori, utilizzati per l’ipertensione, ed i FANS.
Lo studio ha evidenziato che le allergie agli ACE-inibitori e alle statine, prescritte per abbassare il colesterolo, sono più che raddoppiate a partire dai primi anni dopo il 2000. Sono colpiti da allergie alle statine l’1,5% di entrambi i sessi, forse perché tali farmaci vengono prescritti soprattutto agli uomini.

Riferimenti

Zhou L, Dhopeshwarkar N, et al. Drug allergies documented in electronic health records of a large healthcare system. Allergy. 2016 Sep;71(9):1305-13.

 

La fine dell’estate può rapidamente trasformarsi in stagione piena di starnuti grazie ai nuovi allergeni che stanno venendo alla ribalta. Le principali cause di allergie respiratorie di fine estate sono rappresentate dal polline di Ambrosia e dalle spore delle muffe.

L’allergia all’Ambrosia è una delle pollinosi più fastidiose. La pianta responsabile di tali pollinosi è l’Ambrosia artemisiifolia, una specie derivante dal Nord America che da molti anni si sta diffondendo anche in Italia. La peculiarità di questa pianta è che nel corso dell’anno ha più periodi di fioritura, e quindi di impollinazione: fiorisce da Maggio a Giugno ma, poi, ritorna attiva nel mese di Agosto e, in alcuni, casi fino ad Ottobre. Chi è allergico a questa pianta facilmente è sensibilizzato anche nei confronti di altri pollini e si ritrova così a lottare con i caratteristici sintomi per un periodo di tempo notevolmente lungo.
Le muffe proliferano soprattutto durante l’estate e l’autunno, quando il clima è più caldo ed umido. Tuttavia, le spore vengono aerodisperse durante tutto l’anno e, per questa ragione, possono causare allergie in qualunque momento. Le muffe più allergizzanti in Italia sono l’Alternaria che cresce su ortaggi e frutta in decomposizione e in ambienti particolarmente umidi, il Cladosporium, l’Aspergillus che cresce su vegetali, fiori, fieno e terreno e il Penicillium.
I sintomi dell’allergia all’Ambrosia ed alle muffe sono simili a quelli delle altre allergie respiratorie ed hanno le caratteristiche della rinite e sono spesso confusi con una sindrome influenzale: starnuti, naso chiuso, sgocciolamento, congiuntivite, bruciore e prurito agli occhi, affaticamento, difficoltà a respirare, tosse e, nei casi più gravi, si può arrivare all’asma.
Per difendersi da tali allergie è bene consultare i calendari pollinici che riportano, spesso, anche la conta delle spore fungine presenti negli ambienti esterni. Nella maggior parte dei casi, però, le manovre individuali di evitamento dell’esposizione non sono sufficienti ed è necessario sottoporsi ad una visita allergologica nel corso della quale verrà posta la corretta diagnosi e verrà fornito un “piano di azione” per la rinite ed, eventualmente, per l’asma. Esso prevede l’utilizzo di farmaci sintomatici da iniziare prima della fioritura e/o della aerodispersione delle spore e, in casi selezionati, all’immunoterapia specifica.

Letture consigliate

Bordas-Le Floch V, et al. New insights into ragweed pollen allergens. Curr Allergy Asthma Rep. 2015 Nov;15(11):63.

 

Le manifestazioni cutanee pruriginose dipendono, molto spesso, da reazioni allergiche ma, possono dipendere anche da altre cause. Le reazioni allergiche, inoltre, possono essere di vari tipi e manifestarsi in maniera diversa risultando di non semplice diagnosi.

 

Le reazioni allergiche della pelle sono causate dalla riposta del sistema immunitario verso sostanze estranee al nostro organismo. Queste ultime possono scatenare la risposta immunitaria per azione diretta, e vengono definite “allergeni”, o dopo il legame a composti del nostro organismo, e vengono definite “apteni”. Dal punto di vista delle manifestazioni cutanee, le reazioni allergiche vengono suddivise in orticaria-angioedema e dermatite o eczema.

 

La manifestazione tipica dell’orticaria è il “pomfo”, un’area di pelle arrossata e leggermente sollevata in cui è presente intenso prurito. I pomfi possono avere dimensioni diverse e comparire in qualsiasi zona della pelle. L’orticaria può essere “acuta”, se dura meno di 4-6 settimane, oppure “cronica”, se dura più a lungo, fino a mesi o, addirittura, anni.

 

L’orticaria acuta ha maggiori probabilità di essere scatenata da un allergene. Al contrario, più lungo è il tempo di persistenza dell’orticaria, minori sono le possibilità che essa dipenda da un’allergia.

 

L’angioedema è il “gonfiore” che coinvolge gli strati più profondi della pelle senza rossore e prurito. Spesso coinvolge le palpebre, le labbra, la lingua, le mani e i piedi. Di solito si associa all’orticaria ma, può verificarsi anche da solo.

 

L’angioedema è una condizione che genera molta più apprensione potendo rappresentare la manifestazione di condizioni potenzialmente fatali quali l’anafilassi e l’angioedema ereditario.

 

I fattori scatenanti dell’orticaria e dell’angioedema comprendono gli alimenti, il veleno delle punture di alcuni insetti, alcuni farmaci, alcuni virus o batteri. A volte, anche il calore o il freddo, il sole, l’esercizio fisico e la pressione possono indurre orticaria.

 

La dermatite è un’infiammazione della pelle. Le manifestazioni delle dermatiti allergiche sono rosse (eritematose), squamose (eczematose) e pruriginose. Le dermatiti correlate alle allergie sono di due tipi: la dermatite atopica e la dermatite allergica da contatto.

La dermatite atopica (o eczema atopico) è una condizione molto irritante in grado, a volte, di influire pesantemente sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono. Inizia, generalmente, durante l’infanzia o, addirittura, nel periodo neonatale. Si associa, spesso, ad altre malattie allergiche come la rinite e l’asma.

La dermatite allergica da contatto si manifesta in persone sensibili quando alcune sostanze specifiche (apteni) vengono a contatto con la pelle scatenando una risposta allergica da parte del sistema immunitario. Le manifestazioni della dermatite allergica da contatto avvengono nella zona di cute a contatto con l’aptene ma, possono comparire anche in altre zone della pelle. La dermatite allergica da contatto più frequente è quella provocata dal nickel. La diagnosi delle dermatite allergica da contatto si avvale del patch-test.

Si differenzia dalla dermatite “irritativa” da contatto che si manifesta quando una sostanza danneggia direttamente la zona di pelle con cui viene a contatto senza scatenate una risposta del sistema immunitario. Spesso è più “dolorosa” che pruriginosa, interessa frequentemente le mani, ma può comparire in qualunque zona del corpo che entra in contatto con la sostanza irritante. Un esempio di dermatite irritativa da contatto è quella provocata dalla candeggina quando questo prodotto chimico viene in contatto sulle pelle senza protezioni.

Riferimenti

Hsieh FH. Year in review: urticaria and angioedema. Ann Allergy Asthma Immunol. 2015 Mar;114(3):166-7.

Mowad CM, Anderson B, et al. Allergic contact dermatitis: Patient management and education. J Am Acad Dermatol. 2016 Jun;74(6):1043-54.

Anche quest’anno, FederASMA e ALLERGIE hanno lanciato la campagna di informazione per le allergie al veleno di api e vespe (Imenotteri).
Tale campagna si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su tale patologia.
L’opinione pubblica dovrà prendere coscienza della ridotta percezione del problema: si stima, infatti, che si rivolgono ad un allergologo meno del 20% dei potenziali allergici a tali veleni.
Le istituzioni devono prendere coscienza dell’esistenza di un trattamento, l’immunoterapia specifica, con una efficacia che raggiunge livelli elevatissimi nel prevenire nuove reazioni anafilattiche potenzialmente fatali e che tale trattamento non è ancora gratuito in tutte le regioni d’Italia.
La campagna, inoltre, è volta a far conoscere i centri di Allergologia sul territorio nazionale che si occupano di tale patologia.

Riferimenti

Punto dal vivo 2016

Secondo i risultati pubblicati recentemente on-line sulla rivista Allergy, i ricercatori della Divisione di Biologia Cellulare Del Dipartimento di Pediatria del National Jewish Health di Denver in Colorado (USA) hanno osservato che il pre-trattamento di topi sensibili all’arachide con loratadina (un antagonista dei recettori H1) ed un  nuovo antagonista dei recettori H4 (l’JNJ7777120) sopprime i sintomi gastrointestinali dell’allergia alimentare.
L’istamina ha un ruolo chiave nella maggior parte delle malattie allergiche tra cui l’asma, la rinite e le allergie alimentari. Quando viene rilasciata dai basofili o dai mastociti può innescare una varietà di sintomi tra cui l’infiammazione, il prurito e la produzione di muco. Al momento attuale si conoscono quattro recettori dell’istamina presenti su un’ampia varietà di cellule del corpo umano. La maggior parte degli antistaminici disponibili in comercio bloccano selettivamente il recettore H1 antistaminico.
Meiquin Wang, Erwin Gelfand ed i loro colleghi descrivono, nell’articolo citato, gli effetti dell’antagonista H1, la loratadina (nome commerciale in Italia: Claritin, Fristamin, etc.) e dell’antagonista H4, l’JNJ7777120, somministrati separatamente ed in combinazione a topi sensibilizzati all’arachide. Quando hanno somministrato i due farmaci separatamente hanno osservato solo pochi effetti sulla risposta intestinale dei topi. Quando i topi sono stati pre-trattati con entrambi gli antistaminici contemporaneamente, la diarrea, l’infiammazione intestinale e gli altri sintomi sono stati quasi completamente bloccati. Dagli studi in vitro si è visto, inoltre, che il antistaminici agiscono sopprimendo il reclutamento e la funzione delle cellule dendritiche che, “caricando” le proteine delle arachidi sulla loro superficie, le presentano alle cellule T del sistema immunitario.
Tali risultati forniscono una nuova visione sui meccanismi delle allergie alimentari e suggeriscono potenziali terapie preventive delle reazioni allergiche ad alimenti.
Anche se recenti lavori scientifici hanno suggerito che l’esposizione precoce alle arachidi può aiutare a prevenire la sensibilizzazione verso tali alimenti, l’unica terapia efficace, attualmente disponibile, per i casi di allergia alimentare già instaurata rimane l’evitamento!

Riferimenti

L’orticaria è una delle malattie più comuni della pelle. Si stima che una persone su quattro è colpita da orticaria nel corso della vita. Sulla base di tali considerazioni epidemiologiche, alcuni sviluppatori hanno creato delle app su tale disturbo.

Al momento, una app disponibile sia su iPhone sia su Android è quella sviluppata dalla GAAPP, la Global Allergy and Asthma Patients Platform, un consorzio sorto nel 2009 a Buenos Aires da un gruppo di rappresentanti di circa 20 gruppi locali di pazienti affetti da asma e malattie allergiche con lo scopo di creare una rete di collegamento tra di loro. La “Urticaria App”, partendo dal presupposto che la gestione dell’orticaria prevede l’identificazione dei possibili fattori favorenti o scatenanti e la soglia di sensibilità individuale, fornisce informazioni generali sulla malattia, un test per capire se si soffre realmente di orticaria e di quale tipo, il test di controllo dell’orticaria, il punteggio dell’attività dell’orticaria (UAS7), il punteggio di attività dell’angioedema ed un diario clinico. La nota dolente è quella “linguistica”: l’applicazione è, attualmente, disponibile solo in inglese ed in tedesco. Una versione in russo, portoghese e spagnolo sarà presto disponibile.

La Novartis, che ha ottenuto, recentemente, l’autorizzazione dell’omalizumab (Xolair®) per l’orticaria cronica spontanea, finanzia, anche se non in maniera palese, una nuova applicazione mobile e il sito che si propone di creare una “comunità” di supporto on-line per i pazienti affetti da tale patologia. L’app denominata “Target my hives“, letteralmente “mira ai miei pomfi”, sviluppata dalla Exco InTouch vuole aiutare le persone che soffrono di orticaria in tutto il mondo ad entrare in contatto le une con le altre. L’app, attualmente disponibile solo per iPhone ma, con una versione per Android in lavorazione, avrà, secondo i creatori, anche lo scopo di consentire ai medici che si occupano di tale malattia di inserire i loro recapiti per fare in modo che i pazienti li trovino più facilmente. Novartis ed Exco InTouch vogliono anche coinvolgere le associazioni dei pazienti e società medico-scientifiche in questa comunità virtuale. L’applicazione dovrebbe permettere ai pazienti di seguire le associazioni che si occupano di orticaria cronica e partecipare alla ricerca nel mondo reale in collaborazione con il proprio medico specialista.

Per spiegare l’applicazione sono disponibili una serie di video. Anche in questo caso, non abbiamo trovato una versione dell’app in italiano. La campagna di diffusione sta sfruttando anche i social come Facebook e Twitter.

E per l’Italia?
La Novartis mette a disposizione la “Orticaria App” che si propone di aiutare i pazienti a monitorare i sintomi dell’orticaria cronica spontanea e dell’angioedema e a discuterne con il proprio medico. La app è stata sviluppata sia per iOS sia per Android. Con Orticaria App è possibile registrare la sintomatologia dell’orticaria cronica spontanea (prurito, pomfi, angioedema), registrare l’impatto dell’orticaria cronica spontanea sulla qualità di vita e monitorare nel tempo l’andamento dell’orticaria cronica spontanea. E’ possibile, inoltre, impostare un promemoria in agenda, scattare una foto e inserire note.
In definitiva, superando le barriere linguistiche con un po’ di inglese scolastico è possibile intraprendere in una comunità internazionale di pazienti che soffrono di orticaria e, anche per chi vuole comunicare solo in italiano, è possibile sfruttare le potenzialità di questi applicativi per una migliore gestione dell’orticaria in collaborazione con il proprio specialista di fiducia.

Riferimenti

- Urticaria app

- Target my hives

- Orticaria App

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