4 Agosto 2007
Allergie e reazioni avverse da farmaci
Posted by Blog Admin under Argomenti vari, Medicina | Tag: Abruzzo, allergia, allergia da farmaci, allergologia, Ampicillina, Amplital, anafilassi, antibiotici, asma, aspirina, Cefixoral, Chieti, farmaci, idiosincrasia, orticaria, Penicillina, Pescara, Prove allergiche, prurito, pseudoallergia, shock, shock anafilattico, Sindrome di Widal, Zimox |1 Commento
La reazione allergica è un evento raro ed indesiderato che rappresenta solo uno dei possibili tipi di reazioni avverse che possono insorgere dopo l’assunzione di un farmaco.
Le reazioni avverse da farmaci possono essere distinte in:
1) Reazioni prevedibili: sono dose-dipendenti, piuttosto frequenti e nella maggior parte dei casi di modesta gravità e si distinguono a loro volta in: a) reazioni da sovradosaggio: un alto dosaggio di farmaco può avere effetti tossici (es. gli antibiotici del gruppo degli aminoglicosidi se somministrati a lungo e in grande quantità possono danneggiare l’udito e i reni); b) effetti collaterali: sono effetti non desiderati ma, inevitabili e legati all’azione del farmaco (es. la sonnolenza provocata dagli antistaminici); c) effetti secondari, provocati dall’azione principale del farmaco (es. alterazioni della flora intestinale in corso di terapia antibiotica); d) interazioni farmacologiche: due o più farmaci somministrati contemporaneamente possono potenziare o ridurre la loro azione farmacologica (es. gli antiacidi e gli antidolorifici competono per assorbimento provocando una riduzione a vicenda dell’efficacia se somministrati contemporaneamente).
2) Reazioni imprevedibili: sono in genere indipendenti dalla dose (possono verificarsi anche con dosi molto piccole), sono meno frequenti ma, possono provocare quadri clinici anche molto gravi e, talvolta, mortali. Si distinguono in: a) allergia/ipersensibilità immediata, reazione nella quale è dimostrabile un meccanismo immunologico, provocata da immunoglobuline di tipo E (IgE) o da linfociti specificamente sensibilizzati (caso tipico: gli antibiotici della famiglia delle penicilline); b) pseudoallergia, reazione con manifestazioni cliniche simili a quelle dell’allergia di tipo immediato, ma nella quale non sono dimostrabili meccanismi immunologici; spesso viene utilizzato anche il termine intolleranza come sinonimo di pseudoallergia (caso tipico: l’aspirina e gli altri FANS); c) idiosincrasia, rara, causata da deficit enzimatici e metabolici geneticamente determinati.
Le reazioni allergiche, dal punto di vista delle manifestazioni, possono spaziare dal lieve rossore localizzato sulla pelle a seri effetti su organi vitali. La risposta dell’organismo può interessare molti apparati ma, la pelle è il distretto più spesso interessato.
E’ importante riconoscere i sintomi di una allergia da farmaci in quanto quest’ultima può mettere a rischio la vita di chi ne è colpito. Ad ogni modo, la morte in seguito ad una reazione allergica da farmaci è un evento estremamente raro. Non tutte le reazione avverse da farmaci sono allergie. Di fatto, meno del 10% delle reazioni avverse a farmaci dipendono da un meccanismo allergico.
Una reazione allergica non avviene, spesso, alla prima somministrazione del farmaco. E’ molto più probabile che la reazione si sviluppi ad una successiva assunzione del farmaco.
L’allergia a farmaci e le reazioni a farmaci: qual’è la differenza?
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Segni e sintomi tipici |
Allergia a farmaci |
Altre reazioni avverse a farmaci |
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Lievi |
Rash Prurito Pomfi |
Nausea, vomito, diarrea Dolore muscolare Dolore di testa Affaticamento Sonnolenza o insonnia |
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Da moderati a severi |
Rigonfiamento della faccia (angioedema) Difficoltà respiratoria Rapida caduta della pressione del sangue Irregolarità del battito cardiaco |
Abnorme sanguinamento Danno del rene Danno del fegato Deterioramento muscolare Confusione mentale |
Una reazione allergica ad un farmaco, come tutte le reazioni allergiche, è causata dal sistema immunitario che reagisce esageratamente nei confronti del medicinale che viene visto come un “invasore” chimico (chiamato tecnicamente antigene).
Le fasi della risposta del sistema immunitario nella reazione allergica possono essere riassunte come segue:
1) Il corpo produce anticorpi verso gli antigeni e li conserva legate sulla superficie di cellule speciali (chiamate mastociti e basofili). Gli anticorpi responsabili della reazione allergica sono chiamati immunoglobuline E o IgE.
2) Quando il corpo viene esposto di nuovo al farmaco, gli anticorpi danno il segnale ai mastociti ed ai basofili di rilasciare sostanze chimiche chiamate “mediatori”. L’istamina è un esempio di tali mediatori.
3) Gli effetti di questi mediatori sugli organi e sulle altre cellule provocano i sintomi della reazione.
I più comuni agenti scatenanti delle allergia a farmaci sono gli antibiotici (soprattutto quelli della famiglia delle penicilline). Ciò è dovuto anche alla diffusione di tali farmaci e dalle molteplici indicazioni che essi hanno.
I fattori di rischio per lo sviluppo di allergia a farmaci sono:
- Frequente assunzione di farmaci;
- Alte dosi del farmaco;
- Somministrazione del farmaco per iniezione piuttosto che per bocca
L’aspirina e gli altri farmaci antinfiammatori non steroidei
Gli antidolorifici/antinfiammatori non steroidei (come l’aspirina, l’ibuprofene, il ketoprofene, etc.) sono responsabili, come già detto, per lo più di reazioni pseudoallergiche con sintomi simili all’allergia vera ma senza un intervento dimostrabile del sistema immunitario.
In alcune persone affette da asma, l’aspirina e gli altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono provocare la ricomparsa dei sintomi asmatici, congestione nasale (con comparsa, in alcuni casi, di polipi) e, qualche volta, eritemi ed edemi del volto.
Tali reazioni sono dovute all’alterazione congenita che tali individui hanno del metabolismo enzimatico di tali farmaci. Tale alterazione dà il via libera ad alcune reazioni enzimatiche che provocano il rilascio di mediatori chimici in grado di infiammare e restringere le vie respiratorie, aumentarne la produzione di muco e causare attacchi di asma.
Sintomi delle allergie a farmaci
Le allergie a farmaci possono causare diversi sintomi. Quelle descritte di seguito sono le reazioni più comuni:
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Reazione |
Forma cliniche |
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Reazioni esclusivamente cutanee |
- Rash cutaneo morbilliforme - Pomfi – rigonfiamenti leggermente arrossati della pelle di forma irregolare e pruriginosi. - Fotodermatiti – sensibilità alla luce solare, un reazione eczematosa e pruriginosa quando ci si espone ai raggi solari. - Eritema polimorfo – lesioni a bersaglio arrossate, sollevate, pruriginose, qualche volta ad occhio di bue, alcune volte con rigonfiamento della faccia e della lingua. |
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Febbre |
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Dolori muscolari ed articolari |
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Ingrossamento dei linfonodi |
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Infiammazione dei reni |
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Anafilassi o reazione anafilattica Questa è una reazione allergica seria che può portare a morte. Una persona con anafilassi deve essere trattata in una rianimazione ospedaliera. |
- Reazione cutanea come pomfi, rossore/flushing, senso di calore, prurito - Difficoltà respiratoria – Oppressione toracica, respiro sibilante, senso di costrizione alla gola - Svenimento – Senso di leggerezza alla testa o perdita di coscienza dovuti al drastico decremento della pressione del sangue (“shock”) - Battito cardiaco rapido o irregolare - Edema della faccia, della lingua, delle labbra, della gola, delle articolazioni, delle mani o dei piedi |
Quando e che tipo di assistenza medica richiedere in caso di reazione avversa da farmaci
Contattare sempre il medico che ha prescritto il farmaco per informarlo sull’accaduto.
* Se i sintomi sono lievi, come nel caso di prurito e pomfi localizzati, il medico potrebbe cambiare medicina, raccomandare di non prendere quella responsabile della reazione e, se appropriato, prescrivere antistaminici per attenuare i sintomi.
* Se non si riesce a contattare il medico prescrittore per informarlo rapidamente, mettersi al riparo andando in un pronto soccorso ospedaliero.
* Se si hanno sintomi “sistemici” (che interessano tutto l’organismo) come febbre o vomito, sospendere l’assunzione del farmaco e chiedere una visita medica.
* Se si ha difficoltà respiratoria, ingrossamento della gola e sensazione di svenimento, potremmo essere agli esordi di una reazione anafilattica. E’ necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso con l’aiuto di qualcuno. Non arrischiarsi a guidare da soli. Se non c’è nessuno disponibile ad accompagnarci, chiamare il 118 per un ambulanza. In attesa dell’ambulanza è importante rimanere tranquilli.
Esami e test specifici per le allergie da farmaci
Generalmente la diagnosi di allergia da farmaci viene posta dal riconoscimento di caratteristici segni e sintomi. Gli specialisti Allergologi sono particolarmente addestrati a riconoscere i sintomi (pomfi, edemi, rash cutanei, etc.) che insorgono in corso di reazioni allergiche.
Nel corso della visita verrà chiesto quali farmaci si sono assunti in prossimità con la reazione, quali farmaci si assumono abitualmente e quali fattori concomitanti potrebbero aver scatenato o contribuito alla reazione. Prima della visita specialistica allergologica, bisogna, quindi, fare mente locale su tutti gli aspetti appena menzionati.
Vanno evitati atteggiamenti irrazionali come quello di buttare la confezione del farmaco. Più informazioni si forniscono allo specialista allergologo, più completa sarà la diagnosi, meno tempo si perderà in indagini non necessarie, meno rischi si correranno nei test cui si dovrà essere sottoposti.
In casi particolari, nel corso della visita, potrebbero essere prescritti anche esami sul sangue ed altri esami per valutare se altre malattie possono in qualche modo essere esse stesse responsabili della reazione o aver un ruolo importante.
Dopo la completa risoluzione della reazione, quindi, è bene consultare uno specialista in Allergologia per valutare con lui la necessità di effettuare test allergometrici al fine di individuare con maggiore certezza i farmaci responsabili della reazione ed i farmaci alternativi da poter assumere in caso di necessità.
N.B.: i test allergometrici attualmente disponibili non hanno valore predittivo per eventuali future allergie. In assenza di una pregressa reazione allergica da farmaci, non c’è l’indicazione a sottoporsi a tali test per prevedere possibili future allergie. In altri termini, la scienza medica non è attualmente in grado di prevedere se un individuo svilupperà nuove allergie.
Prevenzione
Non si conosce alcun metodo sicuro per prevenire le allergia a farmaci. Il buon senso consiglia di prendere il minor numero di farmaci possibile in base alle condizioni di salute. E’ intuitivo il concetto che maggiore è l’esposizione ai farmaci e più alto è il rischio di reazioni avverse ed allergiche da farmaci.
Dire sempre ad ogni nuovo medico che si consulta le allergie e le reazioni che si sono avute prima di ogni nuova prescrizione.
Non assumere farmaci che hanno dato reazioni in passato. Una volta che si è avuta una reazione ad un farmaco, si è a rischio di avere una reazione più severa alla riassunzione.
Considerare l’opportunità di indossare medagliette annesse ad un braccialetto o ad una collana, o portare con se un documento nel portafogli indicante le allergia a farmaci. Essi possono essere importantissimi in caso di necessità di cure in momenti nei quali si è privi di coscienza e, quindi, impossibilitati a raccontare ai medici le proprie allergie ai farmaci.
Sullo stesso argomento è possibile scaricare un file audio mp3 relativo all’intervista curata dalla Dr.ssa Di Fabio Lorenza per “Radio Speranza” nel Dicembre 2010: http://www.mediafire.com/?0m7yr20vuj7najn
Riferimenti: Dr. Nicola Verna Info: n.verna@tiscali.it Telefona gratis: 085/65360


7 Novembre 2008 at 20:43
gentile dr.Verna,dal lontano 1983 a causa di eritemi fissi non prendevo determinati farmaci tipo optalidon,cibalgina ecc.ecc.però riscontravo anche in altri farmaci alcuni disturbi di conseguenza per anni non facevo uso di farmaci a parte moment per i continui mal di testa che tolleravo bene. 4 anni fa sono stata operata al setto nasale e a causa di un antibiotico (levofloxacin 500 mg x 1/die) al secondo giorno dell’assunzione ho avuto edema orale e faringolaringeo. Sono andata all’ospedale Niguarda per i test dove mi hanno diagnosticato una sospetta sindrome di steven-johnson. Ora mi ritrovo con artrite reumatoide e sindrome di sjogren ma la terapia di base cortisone, metotrexate non sono riuscita a tollerarli. Dopo vari giorni di day-hospital per testare i farmaci mi dicono che non ho una polisesinsibilità immuno-ampia ai farmaci ma che ho un riflusso gastroesofageo che va ad aggravare la sindrome di sjogren provocandomi i disturbi, laringite disfonia e broncospasmo. Sono rimasta basita, dopo anni di problemi ai farmaci,riscontrati da vari medici,stamattina dopo l’ennesimo disturbo, un’ottorino mi ha guardato in gola e ha fatto la diagnosi. Ora mi chiedo, non ho mal di stomaco, non ho rigurgito,posso soffrire di reflusso? E se si questo può influire sulla sindrome di sjogren e influire sull’assunzione dei farmaci? E con un semplice gastroprottetore io potrò assumere tutti i farmaci che voglio? La ringrazio per la sua cortese risposta.
vorrei aggiungere il mio mail per la risposta…se mai volesse darmela. Grazie [*@*]
Gentile visitatrice,
Malgrado i suoi quesiti non rispondano ai criteri che ho dato sul blog per le risposte (ovvero: “Non vengono forniti consulti individuali via e-mail. Vengono presi in considerazione solo commenti e domande di interesse generale che possono aiutare a chiarire meglio gli argomenti trattati”) le rispondo, dicendole che in realtà il collega ORL ha solo posto un sospetto diagnostico di malattia da reflusso gastro-esofageo. La conferma di tale sospetto deve necessariamente venire da esami specialistici Gastroenterologici (pH-metria ed impedenzometria esofagea fino all’esofago-gastro-duodeno-scopia). Solo a seguito di questi esami potrà aversi un’idea chiara sulla diagnosi, su quale “gastro-protettore” eventualmente assumere e su cosa aspettarsi in termini prognostici sull’efficacia.
Cordiali saluti,
Dr. Nicola Verna