Settembre 2012


Uno studio finanziato dall’Istituto Nazionale per la Salute degli Stati Uniti (il National Institute of Health - NIH), pubblicato sul New England Journal of Medicine del 3 settembre 2012, ha messo in evidenza che la piccola riduzione del tasso di crescita dei bambini trattati in età pre-puberale con cortisonici inalatori per l’asma debba essere controbilanciato da sicuri effetti benefici sulla salute.

Gli adulti che sono stati trattati da bambini con la budesonide (uno steroide per via inalatoria)  risultano, in media, circa 1,5 cm più bassi rispetto ai soggetti che non sono stati trattati con tale sostanza. Tale differenze rimane permanente ma non è progressiva.

E’ evidente che il dato della persistenza dell’effetto sull’altezza deve essere contrapposto alle evidenze di moltissimi altri studi che dimostrano gli enormi benefici dei corticosteroidi per via inalatoria nel garatire il controllo dell’asma e prevenire le riacutizzazioni nei bambini.

Lo studio ha anche evidenziato che l’effetto sull’altezza è dipendente dal dosaggio del farmaco, ovvero, più alti sono i dosaggi del corticosteroide per via inalatoria minore sarà l’altezza del bambino in età adulta. L’individuazione, pertanto, della “dose minima necessaria” per il controllo dell’asma in ogni bambino potrebbe contribuire a trovare un equilibrio accettabile tra effetti benefici ed i potenziali effetti sulla statura consentendo scelte di trattamento consapevoli sia dei medici che dei genitori.

Bibliografia

Kelly, H. William, Sternberg, Alice L., Lescher, Rachel et al
Effect of Inhaled Glucocorticoids in Childhood on Adult Height
New England Journal of Medicine September 6, 2012 367(10):904

I risultati di uno studio presentato al congresso della European Respiratory Society in corso a Vienna indica che i bambini asmatici sono più spesso vittime di bullismo. Tra i fattori più importanti nel rendere i piccoli malati ‘soggiogati’, presi in giro e spesso anche vittime di violenza a scuola vi e’ la mancata partecipazione alle attività  sportive che fa aumentare in loro i sentimenti di tristezza, rendendoli facili prede dei ‘bulli’.

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