Dicembre 2012


BioMed Central, l’editore di accesso libero ha recentemente annunciato che il World Allergy Organization Journal (WAO Journal), la rivista ufficiale dell’Organizzazione Allergy mondiale (WAO), si sta muovendo nella sue piattaforma “open access”.
Le motivazioni sarebbero legate all’enorme prevalenza delle allergie ed al loro crescente impatto sulla società che rende necessario un libero accesso ai dati della ricerca per ottenere risultati sostenibili in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento.
La WAO è un’organizzazione internazionale che raggruppa le singole comunità di Allergologia i cui membri sono costituiti di 89 società regionali e nazionali in tutto il mondo che si occupano di Asma, Allergologia e Immunologia Clinica.
A partire dal gennaio 2013, i lettori WAO Journal avranno libero accesso immediato on line a tutti gli articoli pubblicati non solo sul sito BioMed Central, ma anche su PubMed Central ed altri archivi ad accesso aperto.

Riferimenti

WAO Journal

Per i bambini con allergia alimentare, l’essere vittima di atti di bullismo è una condizione ancor più comune rispetto ai bambini asmatici.
I dati derivano da uno studio su 251 bambini studiati presso il Mount Sinai Medical Center di New York e sono stati pubblicati online il 24 Dicembre sulla prestigiosa rivista “Pediatrics”.
I ricercatori hanno segnalato che il 45,4% dei bambini e il 36,3% dei genitori hanno riferito di atti di bullismo o molestie. Il 31,5 e 24,7%, rispettivamente, hanno riferito che il bullismo era specificamente legato alle allergie alimentari. Spesso gli episodi descritti sono rappresentati da minacce con il cibo e sono stati messi in atto dai compagni di classe.
Solo il 52% dei genitori era a conoscenza degli atti di bullismo subiti dai figli. La conoscenza dei genitori di tali aspetto correla con un miglioramento della qualità della vita dei bambini.
La conoscenza di questo aspetto della vita quotidiana dei bambini affetti di allergia alimentare, da parte dei medici e soprattutto dei genitori, può contribuire a migliorare la qualità di vita dei piccoli pazienti.

Riferimenti

Pediatrics. 2012 Dec 24. Child and Parental Reports of Bullying in a Consecutive Sample of Children With Food Allergy. Shemesh E, Annunziato RA, Ambrose MA, Ravid NL, Mullarkey C, Rubes M, Chuang K, Sicherer M, Sicherer SH.

Non si perde occasione per considerare i pazienti asmatici (ed allergici) come di serie “B”.
Federasma denuncia che la Commissione istituita presso il Ministero della Salute ha previsto solamente una voce riferita all’«asma lieve» trascurando completamente tutti i successivi gradi di gravità dell’asma che possono determinare anche il 100% di invalidità.

Riferimenti

Federasma

Decreto Ministeriale 507 pagina 32.

Grazie ad un apparecchio messo a punto dai ricercatori della Facoltà di Ingegneria e Scienze Applicate dell’Università Henry Samueli UCLA in California, sarà presto possibile analizzare in breve tempo gli alimenti prima di mangiarli con l’aiuto di uno smarth-phone.

Il dispositivo del peso di circa 40 grammi, chiamato iTube, si collega ad uno smarth-phone ed è in grado di rilevare gli allergeni contenuti negli alimenti. Il dispositivo si serve della fotocamera del cellulare ed un app installata sul cellulare per eseguire un test che, a detta dei ricercatori, avrebbe la stessa sensibilità di quella eseguita in un laboratorio.

Se tale dispositivo manterrà le promesse, contribuirà in maniera decisiva a ridurre l’ingestione accidentale di alimenti cui i pazienti sono allergici ed a scovare le possibili contaminazioni contaminazioni che possono verificarsi durante la lavorazione la produzione ed il trasporto degli alimenti.

Per eseguire il test, i campioni degli alimenti vengono inizialmente macinati e miscelati in una provetta con acqua calda ed un solvente di estrazione. La miscela viene lasciata sedimentare per diversi minuti. Poi, dopo una procedura in diversi step, il campione preparato viene miscelato con una serie di altri liquidi contenenti reattivi per i test. L’intera preparazione dura circa 20 minuti. Quando il campione è pronto, si misura otticamente per conoscere la concentrazione di allergeni attraverso la piattaforma iTube, utilizzando la fotocamera del cellulare e un app installata sul cellulare.

Il test fornisce non solo risposte “si” o “no”, indicando se l’allergene è o meno presente nel campione di alimento ma, indica anche la concentrazione in parti per milione. Funziona per diversi allergeni tra cui le arachidi, le mandorle, le uova, il glutine e le nocciole.

La prevenzione che resta, al momento attuale, la miglior terapia dell’allergia alimentare sembra aver fatto un grosso passo in avanti.

Riferimenti

Ahmet Coskun ,  Justin Wong ,  Delaram Khodadadi ,  Richie Nagi ,  Andrew Tey and Aydogan Ozcan. A personalized food allergen testing platform on a cellphone. Lab Chip, Received 14 Oct 2012, Accepted 28 Nov 2012

Secondo una ricerca pubblicata su “Human Reproduction”, i bambini nati dopo un trattamento per l’infertilità hanno un rischio più elevato di sviluppare asma. I ricercatori hanno studiato una coorte di circa 20.000 bambini seguendone 13.000 fino all’età di 5 anni. Lo studio ha evidenziato che i bambini nati da un genitore non fertile – che abbia dovuto aspettare un anno prima di arrivare al concepimento o che ha avuto bisogno di un trattamento per l’infertilità – hanno una probabilità più elevata del 39% di avere asma all’età di 5 anni, del 27% di avere respiro sibilante (wheezing) ed un rischio 2 volte più elevato di assumere farmaci per l’asma. In particolare, i ricercatori hanno scoperto che i bambini nati con la tecnica della riproduzione assistita, soprattutto la fecondazione in vitro e l’iniezione intracitoplasmatica di sperma, hanno un rischio superiore di 2,5 volte di avere asma all’età di 5 anni, un rischio 2 volte maggiore di avere wheezing e un rischio 4 volte superiore di assumere farmaci anti-asmatici.

Riferimenti

Asthma in children born after infertility treatment: findings from the UK Millennium Cohort Study – C. Carson1, A. Sacker, Y. Kelly, M. Redshaw1, J.J. Kurinczuk1, and M.A. Quigley1 – Human Reproduction, Vol.0, No.0 pp. 1–9, 2012.