Marzo 2013


I pazienti allergici potranno contare su una maggiore attenzione da parte delle aziende automobilistiche ai loro problemi di salute. Si spera, infatti, che l’attenzione dedicata dalla Ford nella produzione della Fusion 2013 venga adottata anche dalle altre case automobilistiche per ridurre al minimo l’esposizione dei viaggiatori nelle vetture a sostanze allergizzanti.
Gli ingegneri Ford, nella realizzazione delle nuova Fusion, hanno evitato l’utilizzo di materiali allergizzanti oltre ad un filtro per catturare particelle inquinanti ed allergizzanti come pollini, acari e muffe. Un altro strumento per combattere le allergie è un’App gratuita (Sync AppLink-enabled version of Allergy Alert) per dispositivi iOS che fornisce informazioni sulla conta pollinica fornendo stime sulla possibilità di riacutizzazioni dei sintomi di allergia.

Fonte

Ford

L’Aspergillus fumigatus può causare delle gravi polmoniti in pazienti asmatici o affetti da fibrosi cistica. Tali polmoniti sono caratterizzate dall’infarcimento del polmone da parte di alcuni globuli bianchi, gli eosinofili, che rilasciando i loro mediatori provocano un danno irreversibile di tale organo.

La diagnosi ed il trattamento precoce sono essenziali per evitare la progressione irreversibile del danno provocato dagli eosinofili. Perciò tutti pazienti asmatici con sensibilizzazione all’Aspergillo dovrebbero essere studiati e monitorizzati con esami del sangue e radiografici per il rischio di sviluppare una broncopolmonite allergica da tale fungo.

Il trattamento punta a controllare le riesacerbazioni ed a limitare la malattia polmonare progressiva. Esso è basato sui corticosteroidi per via orale per sopprimere l’attività degli eosinofili piuttosto che sul tentativo di “eradicare” l’agente causale. Alcuni studi hanno riportato dei buoni e “rapidi” risultati con l’impiego dell’anticorpo monoclonale contro le IgE (omalizumab).

Riferimenti

1) M. Kousha, R. Tadi and A.O. Soubani. Pulmonary aspergillosis: a clinical review. Eur Respir Rev 2011; 20: 121, 156–174.

L’esofagite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica dell’esofago. L’esofago è il “tubo” attraverso cui il cibo passa dalla gola allo stomaco. Le persone affette da esofagite eosinofila hanno un numero maggiore del normale di eosinofili nel loro esofago. Gli eosinofili sono un sottotipo di globuli bianchi che possono causare infiammazione dell’esofago ed altre parti del tratto gastrointestinale.

La maggior parte degli studi suggerisce che la principale causa dell’esofagite eosinofila è un’allergia o una sensibilità alle proteine contenute in particolari alimenti. Molte persone con esofagite eosinofila hanno una storia familiare di disturbi allergici come asma, rinite, dermatite o allergia alimentare.

 Sintomi

Il sintomo più comune di esofagite eosinofila negli adulti è la “difficoltà” (disfagia) e talvolta il dolore a deglutire cibi solidi a causa dell’infiammazione dell’esofago.

Altri sintomi includono:

• Bruciore di stomaco (pirosi)

• Vomito (spesso durante i pasti)

• Dolore addominale

• Dolore toracico

Nei bambini, i sintomi possono includere una crescita ridotta, la perdita di peso, poco appetito o addirittura il rifiuto di mangiare.

Diagnosi

Per diagnosticare l’esofagite eosinofila sarà necessario sottoporsi ad un’endoscopia ed una biopsia dell’esofago. Tali esami vanno effettuati dopo aver assunto farmaci per controllare il reflusso acido gastro-esofageo e che questi ultimi non siano riusciti a migliorare i sintomi.

La diagnosi della malattia è spesso uno sforzo coordinato tra un Gastroenterologo ed un Allergologo-Immunologo Clinico.

L’Allergologo determinerà il ruolo che le allergie possono svolgere nell’esofagite eosinofila eseguendo diversi test allergologici.

Riferimenti

Editorial: should patients with suspected eosinophilic esophagitis undergo a therapeutic trial of proton pump inhibition? Hirano I. Gastroenterol Hepatol (N Y). 2012 Jul;8(7):472-3.
Adult versus pediatric eosinophilic esophagitis: important differences and similarities for the clinician to understand. Lucendo AJ, Sánchez-Cazalilla M. Expert Rev Clin Immunol. 2012 Nov;8(8):733-45.

L’Omalizumab (nome commerciale Xolair®) anticorpo che si lega alle IgE ed usato finora per la terapia dell’asma allergica, sembrerebbe efficace anche nella terapia dell’orticaria cronica idiopatica che non risponde al trattamenti antistaminico anche ad alte dosi. Questa e’ la sintesi dei risultati di uno studio condotto su 323 pazienti di età compresa tra in 17 e gli 85 anni tenuti sotto osservazione per quattro mesi. lo studio e’ stato sul New England Journal of Medicine e presentato al recente congresso annuale dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology a San Antonio in Texas.
Se i risultati dello studio dovessero venire confermati, i pazienti ed i medici potranno avere a disposizione una ulteriore scelta terapeutica gravata da minori effetti collaterali rispetto alle terapie di secondo livello attualmente utilizzate nell’orticaria cronica idiopatica non controllata dagli antistaminici.

Riferimenti
N Engl J Med. 2013 Feb 24. Omalizumab for the Treatment of Chronic Idiopathic or Spontaneous Urticaria. Maurer M, Rosén K, Hsieh HJ, Saini S, Grattan et al.