Ottobre 2013


E’ iniziata “Ispirami”, l’iniziativa dedicata ai pazienti affetti da asma allergica grave promossa da Federarma in collaborazione con Novartis. L’asma allergica grave è una condizione che interessa tra l’1 e il 2% dei 3 milioni di italiani affetti da asma. L’obiettivo è mettere in condizione i pazienti di condividere la loro esperienza di malattia attraverso il racconto. Fino al 30 novembre, in più di 50 centri medici specializzati per la diagnosi e la terapia dell’asma allergica, compresa l’Unità Operativa di Allergologia Clinica dell’Ospedale di Pescara, sarà possibile trovare poster e cartoline che invitano i pazienti a raccontarsi con lo strumento a loro più congeniale: un disegno, una frase, un racconto. Chi vorrà partecipare potrà lasciare il suo elaborato in una delle urne appositamente collocate nel centro, o inviarlo per e-mail all’indirizzo ispirami@playvox.it.
Al termine dell’iniziativa, gli elaborati proposti dai pazienti saranno raccolti in un e-book disponibile sul sito di FederAsma. Su questo sito le persone interessate troveranno la descrizione dell’iniziativa, l’elenco dei Centri Ospedalieri che hanno aderito, il regolamento completo oltre a preziose informazioni sulle malattie allergiche e l’asma allergica.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito: http://www.federasma.org/index.php/attivita/attivita/403-progetto-inspire.
La Genentech – membro del gruppo Roche che ha sviluppato e commercializzato, insieme al gruppo Novartis, lo Xolair ® (omalizumab) – ha recentemente annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha accettato di valutare la richiesta di autorizzazione all’utilizzo di del farmaco per le persone con orticaria cronica idiopatica (CIU) refrattaria al trattamento con antistaminici alle dosi approvate. La richiesta presentata alla FDA segue una serie di osservazioni scientifiche segnalate in un precedente articoloe si basa, principalmente, su due studi multicentrici randomizzati controllati in doppio-cieco con placebo di fase globale III (ASTERIA I e ASTERIA II) su un totale di 642 pazienti (rispettivamente 319 e 323) affetti da orticaria cronica idiopatica di grado moderato-grave refrattaria al trattamento con la terapia con antistaminici H1 alle dosi approvate. A questi studi, va aggiunto un terzo studio (GLACIAL) di fase globale III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli controllato contro placebo su 336 pazienti volto a valutare come end-point primario il profilo di sicurezza di Xolair come terapia aggiuntiva nei pazienti CIU che sono rimasti sintomatici nonostante altri trattamenti con antistaminici .

L’omalizumab è, attualmente, un farmaco a somministrazione sottocutanea, approvato per il trattamento dell’asma allergica grave persistente causata da allergeni perenni in pazienti di età superiore ai 12 anni che non rispondono alla sola terapia inalatoria.
La decisione della FDA statunitense sull’impiego nella CIU è attesa per il secondo trimestre del 2014.

Riferimenti

FDA Files Genentech’s Supplemental Biologics License Application of Xolair® (omalizumab) for Chronic Idiopathic Urticaria (CIU)

Dagli Stati Uniti potrebbe sbarcare presto, anche in Italia, l’idea di una mamma di Baltimora, Michele Welsh, di utilizzare tatuaggi temporanei – i “SafetyTat” – per segnalare le allergie alle persone che possono servire cibo ai bambini. Questa sembra l’ultima “tendenza” in fatto di allergia e potrebbe aiutare a proteggere i bambini con allergie alimentari note nell’età in cui essi potrebbero non essere in grado di esprimere il pericolo che corrono ingerendo alcuni cibi.
È evidente che tale “moda” non potrà sostituire il piano di azione dei genitori-insegnanti-baby-sitter volto ad evitare l’ingestione accidentale ed ad instaurare il “piano di emergenza” qualora l’ingestione fosse già avvenuta ma, potrebbe rappresentare un valido e “divertente” aiuto per condividere importanti informazioni per i bambini allergici al di fuori dell’ambiente domestico.
La Sanofi ha ottenuto l’autorizzazione a commercializzare, negli Stati Uniti, senza necessità di ricetta medica, lo spray nasale per la rinite allergica a base di triamcinolone acetonide (Nasacort AQ®) come avevamo preannunciato in un nostro precedente articolo. Il Nasacort AQ è il secondo prodotto farmacologico per le allergie di proprietà della Sanofi che è passato dalla necessità di prescrizione a specialità da banco dopo l’antistaminico fexofenadina (Allegra®) avvenuta nel 2011.

Nel 2008, il triamcinolone è stato approvato per la rinite allergica negli adulti e nei bambini a partire dai due anni di età. Anche la vendita senza ricetta medica avrà gli stessi limiti anagrafici. Molti membri del comitato consultivo della Food and Drug Administration (FDA) avevano espresso preoccupazione per l’uso del farmaco nei bambini suggerendo l’approvazione come specialità da banco solo per gli adulti e la necessità di ricetta medica per i bambini. Malgrado tale suggerimento non sia stato accolto, la FDA impone che tutti i prodotti a base di corticosteroidi endonasali ed inalatori indichino, nel foglietto illustrativo, avvertimenti circa la loro possibile soppressione della crescita.

Il foglietto illustrativo deve contenere anche i seguenti avvertimenti:
- Rischio di effetti locali sulle cavità nasali che vanno dalle infezioni alla perforazione del setto;
- Rischio di cataratta o glaucoma, la soppressione del sistema immunitario e dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene;
- Interrompere l’uso se si verificano emorragie nasali gravi o frequenti o febbre persistente;
- Consultare un medico prima dell’uso in caso di una recente ulcera nasale, chirurgia nasale o lesioni nasale che non è guarita;
Lo spray nasale al triamcinolone è dovrebbe essere disponibile, negli Stati Uniti, come specialità da banco in primavera 2014.

Riferimenti

 

Le due compagnie francesi, Stallergenes e DBV Technologies, hanno recentemente annunciato di aver stipulato un accordo per la ricerca e lo sviluppo di un trattamento per l’allergia alla betulla per via epicutanea (cerotto). La Stallergenes metterà a disposizione la sua consolidata esperienza nel settore dell’immunoterapia specifica; la DBV Technologies fornirà la sua esperienza nei devices per la somministrazione epicutanea. Tale via di somministrazione dovrebbe consentire di somministrare l’allergene (il polline di betulla) attraverso la cute intatta evitando il trasferimento massiccio dello stesso nel sangue riducendo i possibili rischi di reazioni allergiche sistemiche (shock anafilattico).

Riferimenti

- Stallergenes and DBV Technologies Announce Respiratory Allergy Research and Development Collaboration for Birch Pollen

Per le persone obese con allergie potenzialmente fatali (shock anafilattico), gli aghi degli autoiniettori dell’adrenalina potrebbero essere troppo corti per essere efficaci. E’ quanto sarebbe emerso da un recente studio pubblicato su The American Journal of Emergency Medicine da alcuni ricercatori dell’Ohio negli Stati Uniti. L’adrenalina, infatti, funziona meglio quando viene iniettata nel muscolo. Quando viene iniettata nello strato di grasso della pelle richiede più tempo per raggiungere il flusso sanguigno.

Se l’ago dell’iniettore non è abbastanza lungo per raggiungere il tessuto muscolare, il tempo necessario perché l’adrenalina raggiunga il torrente circolatorio potrebbe ridurre le chance di sopravvivenza delle persone che sono colpite da reazioni anafilattiche gravi.
In una persona allergica al veleno di ape, la puntura dell’insetto può causare la morte in 15 minuti. Lo studio ha dimostrato che l’adrenalina arriva nel sangue, in media, dopo 8 minuti da quando è somministrata nel muscolo ma, tale tempo si allunga a 34 minuti, se somministrata nello strato di grasso della pelle.
L’ago più lungo degli auto-iniettori di adrenalina disponibili in commercio ed analizzato dai ricercatori ha una lunghezza di 16 millimetri. Il 31% dei 120 pazienti giunti al Pronto Soccorso ed arruolati per lo studio aveva uno strato di grasso più spesso di 16 mm intorno alla coscia (sede di iniezione preferenziale dell’adrenalina) a causa dell’obesità.
I risultati sono ancora “ipotetici”, dal momento che i ricercatori non hanno effettuato lo studio su persone con attacchi di allergia per vedere l’efficacia degli iniettori.

Dallo studio sarebbe emerso che ci sarebbe bisogno di una lunghezza dell’ago di 18 mm per far sì che il farmaco arrivi nel muscolo nel 95% degli uomini e di 35 millimetri perché avvenga lo stesso nel 95% delle donne. Di contro, aghi di 35 mm potrebbero arrivare all’osso e diventare potenzialmente pericolosi per alcune persone.

Una soluzione potrebbe essere quella di avere una più ampia varietà di formati dell’ago o di un iniettore automatico che regola automaticamente la lunghezza dell’ago durante l’inserimento.

Riferimenti

Bhalla MC, Gable BD, Frey JA, Reichenbach MR, Wilber ST. Predictors of epinephrine autoinjector needle length inadequacy. Am J Emerg Med. 2013 Oct 4.