Dicembre 2013


Convivere in casa con il “miglior amico dell’uomo” potrebbe avere un azione protettiva nei bambini sullo sviluppo di allergie e asma. Uno recente studio condotto sui topi potrebbe spiegare il perché: la polvere proveniente dalle case che ospitano i cani contiene una maggiore quantità di batteri “benefici”. Ciò aiuterebbe a stabilire, nei soggetti giovani, un sistema immunitario equilibrato, meno propenso ad attaccare allergeni innocui.
Susan Lynch, Professore Associato di Medicina presso l’Università di California, San Francisco ed i suoi colleghi hanno cercato di capire quali sono gli organismi che esercitano una sorta di protezione nei confronti dello sviluppo di allergie. La professoressa ed i suoi colleghi hanno esposto giovani topi sia alla polvere proveniente da una casa che ospita un cane, sia alla polvere di una casa senza cane. Hanno, poi, esposto i topi a comuni allergeni. I ricercatori hanno scoperto che i topi esposti alla polvere provenienti dalla casa che ospita il cane avevano meno probabilità di avere reazioni allergiche e infiammazione delle vie respiratorie (uno dei segni di asma) rispetto a quelli esposti alla polvere senza cane. I risultati dello studio sono stati pubblicati la scorsa settimana sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences.
Un particolare batterio è stato identificato nella polvere della casa con il cane, il Lactobacillus johnsonii. I ricercatori hanno trovato che dandolo direttamente ai topi li proteggeva contro i virus respiratori anche se lo stesso effetto non si otteneva con la polvere della casa che ospita il cane. Altri batteri benefici sono, probabilmente, presenti in questa polvere e sono, pertanto necessari ulteriori studi per identificarli. In altri termini, allo stato attuale è presto per poter parlare di un integratore probiotico con Lactobacillus johnsonii o altri tipi di batteri “buoni” per prevenire le allergie e l’asma nei bambini.

Riferimenti

Fujimura KE, Demoor T, Rauch M, Faruqi AA, Jang S, C Johnson C, Boushey HA, Zoratti E, Ownby D, Lukacs NW, Lynch SV. House dust exposure mediates gut microbiome Lactobacillus enrichment and airway immune defense against allergens and virus infection. Proc Natl Acad Sci U S A. 2013 Dec 16.

Alcuni persone mi hanno chiesto cosa regalare ai loro amici allergici. La domanda, all’inizio, mi ha preso alla sprovvista non avendo alcun libro di testo o articolo scientifico cui fare riferimento. Chiedendo ai pazienti cosa avrebbero voluto ricevere di utile per la affrontare meglio la loro malattia ho raccolto le seguenti idee.

Una pochette per l’iniettore dell’adrenalina. Ho cercato nei negozi e nei siti web italiani dei contenitori per l’adrenalina autoiniettabile ma, non ne ho trovati. Ad ogni modo, una pochette che sia ampia almeno 20 cm e larga e profonda 4-5 cm sarà sufficientemente grande per contenere l’autoniettore di adrenalina. Dimensioni più grandi possono consentire di riporvi anche altri farmaci (cortisonici, antistaminici, broncodilatatori, etc.) che spesso si usano in caso di reazione anafilattica. Sceglierei dei colori vivaci e facilmente riconoscibili per poter facilmente indicare ed individuare la pochette nei momenti di emergenza.

Libri di ricette di cucina per gli allergici. Trovare un libro di ricette per le singole persone affette da allergie alimentari non è semplice. I libri che mi sono sembrati più utili sono i seguenti:

- “Il nuovo menù del bambino allergico. Prodotti, ricette e consigli per gestire l’allergia alimentare” di Novembre E., Vierucci A. e Massai C. edito da Le Lettere nel 2004.

- Allergie Alimentari. 100 ricette senza uova, senza latticini, senza glutine, senza frutta a guscio, di Alice Sherwood, edito da Tecniche Nuove nel 2008.

- Dolcezze senza latte e senza uova di Deborah Castro pubblicato da Red edizioni nel 2008.

Cosmetici e prodotti per l’igiene “ipoallergenici” o sicuramente privi di ingredienti cui il destinatario del regalo è allergico. Esistono diverse linee di prodotti di cosmetici e prodotti per l’igiene personale cosiddetti “ipoallergenici”, ovvero privi dei più comuni agenti allergizzanti (profumi, parabeni, conservanti, ftalati, etc.). La scelta migliore, comunque, è quella di chiedere al diretto interessato, o a persone a lui vicine, a cosa sia allergico e scegliere i prodotti privi delle specifiche sostanza leggendo attentamente le etichette.

Un cesto natalizio pieno di alimenti rigorosamente privi della sostanza cui il destinatario è allergico. Anche questo acquisto richiede una “rigorosa” lettura delle etichette evitando i prodotti con la dizione “può contenere…”.

Dato che le persone con allergie alimentari o le mamme di bambini allergici sono costrette a trascorrere molto tempo in cucina per preparare pietanze “sicure”, potrebbe far loro piacere ricevere attrezzi che facciano risparmiare tempo come macchine per fare il pane, cuocere il riso, mulini domestici per preparare farine prive di allergeni (es. farine di legumi, mais, riso, etc.).

Quelle elencate sono alcune idee, se avete altri suggerimenti, annotateli tra i commenti di questo post.

Buone feste,

I probiotici non sembrano avere un’azione preventiva sullo sviluppo di asma. Queste le conclusioni di una metanalisi che ha riassunto i risultati di 20 studi clinici eseguiti in Europa, Australia, Nuova Zelanda e Taiwan su più di 4.800 bambini le cui madri hanno assunto probiotici durante la gravidanza o somministrato loro probiotici nel primo anno vita.

Il tasso di asma nel gruppo di bambini che hanno ricevuto i probiotici è risultato dell’11,2% e del 10,2% nel gruppo che ha ricevuto il placebo. Malgrado le differenze degli studi recensiti relative alla lunghezza del periodo di osservazione, i microorganismi ed i dosaggi diversi impiegati,  secondo la metanalisi, l’assunzione dei probiotici non ha alcun effetto sullo sviluppo di asma e non può essere consigliata come strategia per prevenire l’asma.

Riferimenti

Azad MB, Coneys JG, et al. Probiotic supplementation during pregnancy or infancy for the prevention of asthma and wheeze: systematic review and meta-analysis. BMJ. 2013 Dec 4;347.

Il Ministero della Salute Italiano ha raccomandato l’effettuazione del vaccino anti-influenzale a partire dal sesto mese di vita per i pazienti affetti da asma persistente.

L’asma è la condizione di base più comune tra le persone ricoverate per la pandemia del virus influenzale A (H1N1) nel 2009. Malgrado le persone affetta da asma non abbiano una probabilità di contrarre l’influenza superiore alla popolazione generale, l’influenza può peggiorare i sintomi dell’asma, scatenare attacchi di asma e portare a polmonite o altre complicazioni che richiedono l’ospedalizzazione e che possono portare fino alla morte.

Malgrado tali evidenze, la percentuale di asmatici che negli Stati Uniti si è sottoposta alla vaccinazione anti-influenzale nella campagna 2010-2011 non è andata oltre il 50%.

Riferimenti

1) FAQ – Influenza e vaccinazione antinfluenzale. Sito del Ministero della Salute Italiano.

2) Jain, S, Kamimoto L, Bramley, AM, et al. Hospitalized patients with 2009 H1N1 influenza in the United States, April–June 2009. N Engl J Med 2009;361:1935–44.

3) Vaccination Coverage Among Persons with Asthma — United States, 2010–2011 Influenza Season – CDC Report, December 6, 2013 / 62(48);973-978

Secondo un recente studio svedese pubblicato nel numero di Dicembre di Journal of Allergy and Clinical Immunology, l’allergia alla carne rossa sarebbe fortemente correlata alle punture di zecche.

Il meccanismo sembra essere il seguente. Il morso di una zecca inietta uno zucchero, l’alpha-gal, nella pelle stimolando il sistema immunitario di alcune persone predisposte a produrre una gran quantità di anticorpi immunoglobuline E, gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche. Poche settimane più tardi, quando i segni delle puntura di zecca sono scomparsi, il soggetto mangia un pezzo di carne rossa. Per due o tre ore , non accade nulla. Poi, compare orticaria, spesso seguita da gonfiore sul viso (angioedema), forte calo della pressione sanguigna e, nei casi più gravi, anafilassi. Dato che il soggetto è stato sensibilizzazione all’alpha-gal dal morso di zecca, il corpo reagisce in maniera esagerata all’alfa-gal della carne con una risposta allergica.

E’ da notare che lo zucchero galattosio-alpha-1,3-galattosio (alpha-gal) è ben conosciuto da tempo come barriera immunologica ai trapianti d’organo tra gli animali e l’uomo, ma non si sapeva che potesse essere causa di allergie IgE-mediate, generalmente causate da proteine.

Per diagnosticare un’allergia alla carne rossa secondaria a morso di zecca è necessario un esame del sangue, non ancora commercializzato in Italia al momento della redazione di questo post. Ad ogni modo, se l’allergia all’alfa-gal viene confermata, il paziente dovrà rinunziare a gran parte delle carni rosse, soprattutto quelle grasse. L’alfa-gal, infatti, è più concentrata nei grassi animali, motivo per cui la reazione è di tipo “ritardato” (i grassi hanno bisogno di maggior tempo per essere digeriti).

La buona notizia è che, generalmente, l’allergia all’alpha-gal viene superata con il tempo (8 mesi – 3 anni), se non si viene ripunti da una zecca. Per coloro che rimangono allergici, invece, non rimane che una dieta vegetariana con la “magra” consolazione che essa risulta essere salutare e che, secondo alcuni studi, evitando la carne rossa, si possono scongiurare tumori, malattie cardiache, diabete di tipo II e persino la cataratta.

Riferimenti

Hamsten C, Tran TA, Starkhammar M, Brauner A, Commins SP, Platts-Mills TA, van Hage M. Red meat allergy in Sweden: Association with tick sensitization and B-negative blood groups. J Allergy Clin Immunol. 2013 Dec;132(6):1431-1434.