Giugno 2014


I ricercatori della Melbourne University in Australia hanno scoperto che il sulforafano naturalmente presente nei broccoli ed in altre verdure della famiglia delle Cruciferae (o Brassicacae) avrebbe un’azione protettiva contro l’infiammazione delle vie respiratorie che può causare asma. I risultati dello studio sono pubblicati su Hellenic Journal of Nuclear Medicina.
In attesa di maggiori dettagli sulla reale utilità dei broccoli, per il momento, è bene mantenere una dieta equilibrata ricca di vegetali che contengono molti antiossidanti.

Riferimenti

Shelley Z, Royce SG, Ververis K, Karagiannis TC. Cell cycle effects of L-sulforaphane, a major antioxidant from cruciferous vegetables: The role of the anaphase promoting complex. Hell J Nucl Med. 2014 Jan-Apr;17 Suppl 1:11-6.

I dati di un recente studio epidemiologico condotto negli Stati Uniti sembrano supportare lo slogan “più infezioni = meno allergie” della cosiddetta teoria igienica proposta per la prima volta, da David P. Strachan nel 1989. La teoria nasce dall’osservazione epidemiologica di una minore incidenza di rinite allergica e dermatite atopica (entrambi malattieallergiche) nei bambini di famiglie numerose e, quindi, presumibilmente più esposti ad agenti infettivi.

La mancata esposizione, nei primi anni di vita, ad alcuni agenti infettivi modificherebbe la risposta del sistema immunitario nei confronti del mondo esterno. Lo squilibrio della risposta immunitaria in senso allergico induce un’attivazione dello stesso sistema immunitario anche nei confronti di agenti non particolarmente dannosi per l’organismo (allergeni).

In particolare, uno studio, pubblicato online il 6 Giugno scorso su Journal of Allergy and Clinical Immunology, ha esaminato i fattori ambientali connessi con il wheezing  ricorrente (il respiro sibilante tipico dell’asma) negli ambienti urbani su una coorte di 560 bambini di Baltimora, Boston, New York e St. Louis. Secondo lo studio i bambini maggiormente esposti a specifici allergeni e batteri, durante il loro primo anno di vita, hanno una minore probabilità di sviluppare wheezing ricorrente e sensibilizzazioni allergiche. Questi risultati suggeriscono che l’esposizione concomitante ad alti livelli di determinati allergeni e batteri nei primi anni di vita potrebbe essere addirittura “utile” potendo aprire la strada a nuove strategie di prevenzione per il wheezing e le malattie allergiche in generale.

In effetti, alcuni dei batteri “protettivi” sono abbondanti negli scarafaggi e nei topi, la fonte di questi allergeni comuni. L’esposizione, durante il primo anno di vita, alla polvere domestica contenente alti livelli di due specifici gruppi di batteri particolarmente abbondanti nell’intestino umano – i Bacteriodes ed i Firmicutes – è associata ad un minor rischio di asma. Se tali dati sono confermati da ulteriori studi, si potrebbe valutare una strategia “protettiva” contro le allergopatie somministrando adeguati ceppi batterici ai bambini nei primi anni di vita.

Riferimenti

1) D. P. Strachan. Hay fever, hygiene, and household size. BMJ. Nov 18, 1989; 299(6710): 1259–1260.

2) Susan V. Lynch, Robert A. Wood et al. Effects of early-life exposure toallergens and bacteria on recurrent wheeze and atopy in urban children. JACI Published online 06 June 2014.

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha recentemente approvato Oralair (prodotto dalla francese Stallergenes) per il trattamento della rinite allergica provocata da alcuni pollini di graminacee in persone di età compresa tra i 10 e 65 anni. Oralair è il primo estratto per immunoterapia specifica sublinguale approvato negli Stati Uniti.

L’immunoterapia specifica sublinguale consiste nella somministrazione di piccole dosi di allergeni sotto la lingua che, dopo un breve periodo iniziale di osservazione medica, viene effettuata a casa. Oralair prevede la somministrazione giornaliera di compresse che si dissolvono rapidamente dopo che sono state poste sotto la lingua.

La sicurezza e l’efficacia del trattamento è stata valutata in vari studi condotti negli Stati Uniti e in Europa che hanno coinvolto circa 2.500 persone. Ad alcuni pazienti è stato somministrato l’Oralair, ad altri un farmaco inattivo (placebo). Al fine di valutare l’efficacia, i pazienti hanno annotato i loro sintomi ed i farmaci aggiuntivi di cui hanno avuto bisogno durante la stagione pollinica. Durante il trattamento per una stagione pollinica, i pazienti che hanno assunto Oralair hanno riferito una riduzione del 16-30% dei sintomi e della necessità di farmaci rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo.  

Le reazioni avverse più comuni registrate dai pazienti adulti sono state prurito nelle orecchie ed in bocca o sulla lingua, “gonfiore” della mucosa orale bocca ed “irritazione” della gola. Nei bambini, le reazioni avverse più comunemente registrate sono state prurito e gonfiore in bocca e irritazione della gola.

Riferimenti

FDA news relalease, 2 Aprile 2014

Questo è risultato di uno studio osservazionale condotto in quattro degli stati membri degli USA (Indiana, Kentucky, Louisiana and Mississippi) su persone di età superiore ai 18 anni. Tra i 17.863 intervistati che dichiaravano di non aver mai fumato, il 7,4% ha dichiarato di soffrire di asma al momento dell’intervista, mentre il 12,3% ha dichiarato di essere stato esposto nei 7 giorni precedenti a fumo passivo all’interno di un veicolo. Gli adulti esposti a fumo passivo in un veicolo hanno mostrato un più elevato odds ratio relativo all’asma, ovvero una maggiore probabilità di manifestare la malattia al momento dell’intervista, rispetto ai non esposti.

E’ buon norma, pertanto, evitare di fumare in tutti gli ambienti frequentati da altre persone, soprattutto se di piccole dimensioni come le automobili.

Riferimenti

Nguyen KH, King BA, Dube SR. Association between current asthma and secondhand smoke exposure in vehicles among adults living in four US states. Tob Control. 2014 May 2.