Agosto 2014


Secondo un recente articolo pubblico su “The Wall Street Journal”, i genitori statunitensi avrebbero iniziato ad inserire, nella lista degli acquisti per il ritorno a scuola, i biglietti da visita con le informazioni  sulle allergie dei loro bambini. Tali biglietti, come è avvenuto per tatuaggi e braccialetti, potrebbero rappresentare un metodo efficace per informare il nuovo gruppo di insegnanti, allenatori e baby-sitter sulle allergie dei figli.

La “carta delle allergie”, di solito delle dimensioni di un biglietto da visita, fornisce dettagli sulle allergie del bambino, istruzioni su come gestire una reazione ed i numeri di telefono da chiamare in caso di emergenza.

Questi biglietti consente ai genitori di informare più efficacemente tutte le persone che si prendono cura dei loro figli e sollevano i bambini dall’onere di dover dare frequentemente spiegazioni sulle loro allergie a patto che ci si preoccupi di verificare se il messaggio sia stato recepito e che non crei allarmismi ingiustificati.

Riferimenti

Allergy Cards Help Spread Word About Children’s Health Risks

Nel Regno Unito, una bambina di quattro anni ha avuto una reazione anafilattica quasi fatale dopo che un passeggero ha aperto una confezione di frutta con guscio su un volo di ritorno da Tenerife. La bambina è svenuta ed è andata in arresto respiratorio mentre era in aereo di ritorno dalle vacanze ed un passeggero, seduto a distanza di quattro file, ha aperto un sacchetto di arachidi.

Erano state prese tutte le precauzioni del caso. La madre aveva avvertito il personale di bordo della grave allergia della bambina per la frutta con guscio, la compagnia, oltre ad evitare di servire tale alimento, ha dato tre avvertimenti chiari a tutti i passeggeri.

Un passeggero, ignorando gli avvertimenti, ha aperto una confezione di arachidi e le particelle di tale alimento sono state diffuse dal sistema di aerazione dell’aeromobile. Alla bambina andata in shock anafilattico è stata subito praticata un’iniezione di adrenalina da parte di un altro passeggero – autista di ambulanza – ed è subito trasportata in ospedale dopo che l’aereo è atterrato a Stansted.

L’uomo, che non parlava un inglese fluente, ritenuto responsabile dell’accaduto, è stato bandito dai voli Ryanair per due anni.

L’episodio pone l’accento, oltre che sulla necessità di eliminare le barriere linguistiche, anche sulla poca conoscenza della potenziale pericolosità di alcune allergie e sulla necessità della diffusione degli autoiniettori di adrenalina.

Riferimenti

Nut Allergies: Ryanair Bans Passenger for Putting Little Girl’s Life in Danger

Nel corso degli ultimi tre giorni, ad Alba nel Cuneese ed a Padova, ci sono stati due episodi, purtroppo, fatali di riesacerbazioni asmatiche. Tali episodi, richiamano l’attenzione su quel piccolo numero di pazienti con “asma severa” che non rispondono alle terapie. Tali pazienti hanno bisogno di dosi massicce di farmaci, la malattia può inficiare le normali attività quotidiane rendendo pessima la qualità di vita e possono andare incontro a riesacerbazioni potenzialmente fatali. Si stima che i pazienti con asma severa siano intorno al 15% di tutti gli asmatici. Oltre che per la drammaticità dei quadri clinici, essi meritano una particolare attenzione in quanto assorbono la maggior parte della spesa socio-sanitaria stanziata per l’asma – fino al 50% delle intere risorse investite per la patologia (1).

Al fianco di tali sfortunati pazienti, però, esiste un più ampio numero di asmatici con asma “non controllata”. Il mancato controllo, in questi casi, non dipende dalla severità della malattia ma, dalla “non aderenza” alle terapia prescritte. Il nostro paese sembra avere un triste primato in questo aspetto. La prevalenza, infatti, di asma non controllato tra gli utilizzatori di steroidi inalatori, in Italia, sembra essere tra le più elevate d’Europa (2).

I motivi per i quali i pazienti asmatici non seguono le indicazioni dei medici sono le più svariate (3). Vediamone qualcuno:

- Ho smesso la terapia perché ho l’impressione che non funziona:  prima di sospendere la terapia è bene consultare il proprio medico. Questi verificherà la mancata risposta alla terapia e, in caso affermativo, ridiscuterà i possibili errori di tecnica di somministrazione dei farmaci o sulla necessità di dosaggi più elevati.

- Ho smesso la terapia perché ho paura che non funzioni più se ne faccio troppa: tale affermazione è vera solo per i farmaci inalatori da prendere al bisogno (broncodilatatori). Un loro uso troppo frequente va segnalato al medico che provvederà con gli opportuni aggiustamenti terapeutici. Non c’è, invece, da avere alcuna preoccupazione per i farmaci inalatori da prendere costantemente tutti i giorni (terapia di controllo).

- Sono stato bene ed ho sospeso la terapia: l’asma è una malattia cronica e, purtroppo, non va via dopo qualche ciclo di terapia. I processi infiammatori delle vie aeree che portano alle riesacerbazioni dell’asma si mantengono inesorabilmente attivi in assenza di terapia. E’ bene tenere a mente che stiamo bene perché stiamo effettuando la terapia.

- Sono troppo impegnato per fare la terapia: questa è la scusa più frequente ma, basterebbe considerare alla perdita di produttività che procurano le riesacerbazioni asmatiche per capire che, a conti fatti, effettuare la terapia quotidianamente è “più produttivo” rispetto al non farla.

- Ho finito le medicine: tale scusa è facilmente aggirabile con un po’ di pianificazione. Se consideriamo che molti degli inalatori attualmente disponibili ci avvertono del numero di erogazioni mancanti, risulta facile organizzarsi.

- Non ho capito come prendere le medicine: gli errori nella tecnica di somministrazione rappresentano la causa più frequente di inefficacia della terapia. In caso di dubbio, non esitiamo a chiedere spiegazioni ai medici ed agli infermieri. Una domanda in più ci porta via meno tempo di un ricovero ospedaliero per una riesacerbazione dell’asma.

- Ho paura degli effetti collaterali: la maggior parte degli effetti collaterali dei farmaci per l’asma sono prevedibili e affrontabili con piccoli accorgimenti o sostituzioni del farmaco stesso. Non esitiamo a parlarne con il nostro medico.

Riferimenti

1) Ministero della Salute. L’Asma.

2) Asthma control in Europe: A real-world evaluation based on an international population-based study. Cazzoletti, L. et al. Journal of Allergy & Clinical Immunology. 120(6):1360-1367, December 2007

3) Role of Health Education and Self-Action Plan in Improving the Drug Compliance in Bronchial AsthmaGajanan S. Gaude, Jyothi Hattiholi, and Alisha Chaudhury. J Family Med Prim Care. 2014 Jan;3(1):33-8.