Dicembre 2014


Un recente studio pubblicato su Annals Allergy, Asthma and Immunology da un gruppo di ricercatori del Texas ha confermato un’osservazione frequente da parte degli operatori sanitari. Malgrado molti pazienti siano provvisti di dispositivi salvavita, si trovano, spesso, a dover affrontare situazioni potenzialmente fatali a causa del non corretto utilizzo degli stessi. Secondo lo studio, infatti, solo il 16% dei pazienti utilizza gli autoiniettori di adrenalina in modo corretto e solo il 7% utilizza gli inalatori per l’asma come previsto.

I ricercatori del Texas hanno scoperto che l’errore più comune nell’utilizzo degli autoniettori dell’adrenalina consiste nel non mantenere il dispositivo in posizione per almeno 10 secondi dopo lo scatto. Sue 102 pazienti adulti che hanno partecipato allo studio, i tre quarti hanno commesso questo errore.

Per quanto riguarda gli inalatori per l’asma, l’errore più comune è stato quello di non espirare completamente l’aria dai polmoni prima di utilizzare il dispositivo. Tale errore potrebbe ridurre la quantità di farmaco inalata. Su 44 pazienti esaminati, due terzi hanno dimenticato tale fase dell’erogazione del farmaco.

I risultati di questo piccolo studio pongono l’accento sulla necessità di dedicare maggiore attenzione all’educazione sull’utilizzo dei dispositivi e rivalutare a distanza (1-2 volte l’anno) l’effettivo apprendimento delle procedure di somministrazione dei farmaci.

Riferimenti

Bonds RS, Asawa A, Ghazi AI. Misuse of medical devices: a persistent problem in self-management of asthma and allergic disease. Ann Allergy Asthma Immunol. 2014 Nov 18.

Abbiamo cercato di riassumere in dieci punti le regole che gli asmatici dovrebbero rispettare per una ottimale gestione della loro patologia.

1. Comprendere la malattia

Molte persone cui viene diagnostica l’asma non hanno idea di quali siano i meccanismi che sottendono alla malattia. Altre persone pensano di sapere tutto ciò che riguarda l’asma ma, in realtà, sanno molto poco o hanno ottenuto informazioni non corrette sui meccanismi della malattia. Quando si deve affrontare una patologia come l’asma, la conoscenza è potere. Capire cosa scatena l’asma, quali sono i sintomi cui prestare attenzione e il piano per trattare i sintomi dell’asma sono le priorità assolute. E’ importante conoscere le nozioni di base sull’asma per capire cosa accade realmente durante una riesacerbazione dell’asma. E’ utile, in tal senso, diventare membro attivo di una associazione di pazienti allergici (es. Federasma e AllergieAssociazione Pazienti AllergiciIo e l’Asma, etc.), partecipare agli eventi da loro organizzati e rendersi promotori per la propria zona di residenza.

2. Conoscere i vari farmaci che sono stati prescritti per l’asma

La maggior parte delle persone con asma hanno bisogno di più di un farmaco: essi, generalmente, hanno a disposizione, almeno, un farmaco ”di salvataggio” e un farmaco “di controllo” . Ogni asmatico ha a disposizione un farmaco di salvataggio per l’immediato sollievo dai sintomi ma, non in grado di trattare l’infiammazione delle vie respiratorie alla base della malattia. Gli asmatici, inoltre, devono avere almeno un farmaco “di controllo” per trattare l’infiammazione delle vie respiratorie che sottende all’asma. Esso contribuisce a ridurre i sintomi nel lungo periodo e, generalmente, non aiuta a dare sollievo immediato dai sintomi durante le riesacerbazioni. Molte persone con asma sono convinte di aver bisogno solo dei farmaci “di salvataggio” mentre, gli studi dimostrano che l’80% (4 su 5 persone con asma), in realtà, ha bisogno di una terapia “di controllo” quotidiana per controllare i sintomi della malattia. E’ importante conoscere i principi generali del meccanismo di azione dei farmaci e come usarli correttamente.

3. Saper utilizzare i farmaci per l’asma

Saper utilizzare i farmaci per l’asma – in particolare gli inalatori - è fondamentale per chiunque abbia tale malattia. Una tecnica dell’utilizzo degli inalatori non corretta ha come conseguenza una mancato ingresso del farmaco nelle vie respiratorie dove  svolge la sua azione farmacologica. Un aiuto in tal senso può venire anche da filmati presenti su YouTube (es. 123456, etc.). I bambini, gli anziani e le persone con problemi di coordinamento devono sempre utilizzare un distanziatore con un inalatore MDI. Alcune persone, specialmente i bambini e le persone con asma grave e, talvolta, gli anziani, possono avere bisogno di un nebulizzatore (apparecchio per aerosol) per effettuare correttamente la terapia dell’asma. Il nebulizzatore è un compressore d’aria che trasforma la formulazione liquida di un farmaco per l’asma in un aerosol facilmente inalabile.Per i farmaci della terapia di fondo, ci sono numerose possibilità di scelta tra i dispositivi presenti sul mercato. Chiedete allo specialista Allergologo o Pneumologo, al Medico di Medicina Generale o al Farmacista di mostrarvi la corretta tecnica di tali dispositivi inalatori. In generale, è sempre buona norma sciacquare la bocca e / o lavarsi i denti dopo l’uso dei vari farmaci inalatori, specialmente se il farmaco è un corticosteroide per via inalatoria. Tale buona abitudine può ridurre la possibilità di comparsa di micosi del cavo orale (mughetto).

4. Capire se l’asma è sotto controllo

Molti pazienti asmatici sottovalutano la gravità dell’asma e, quindi, la maggior parte non sono trattati adeguatamente. Il trattamento non adeguato dell’asma può portare a gravi conseguenze tra cui la riduzione della funzione polmonare, i ricoveri in pronto soccorso e negli altri reparti ospedalieri per asma, fino a possibili decessi correlati alla malattia. Un metodo semplice ed immediato per sapere se l’asma è controllata può essere quello di rispondere ad alcune semplici domande di specifici questionari (es. l’Asthma Control Test) e/o sottoporsi ad una spirometria.

5. Sottoporsi ad una visita allergologica

Gli studi dimostrano che le persone seguite in ambiente allergologico per l’asma sono costrette ad un numero minore di ricoveri in pronto soccorso o negli altri reparti ospedalieri a causa di questa patologia. Gli Allergologi sono in grado di valutare il livello di controllo dell’asma mediante i test di funzionalità polmonare e, grazie alla loro formazione specialistica, sono anche in grado di determinare il ruolo, spesso determinante, delle allergie sull’asma, attraverso l’impiego dei test allergometrici. Gli Allergologi, inoltre, sanno gestire l’immunoterapia specifica (iniettiva e sublinguale) che può contribuire, in casi selezionati, al controllo dell’asma modificando in senso più favorevole la storia naturale della malattia.

6. Eseguire una spirometria

La spirometria è una metodica diagnostica per quantificare la funzionalità polmonare di una persona. È una parte molto importante della diagnosi e del trattamento dell’asma. Tutte le persone con asma dovrebbero effettuare una spirometria almeno due volte l’anno o, più di frequente, quando l’asma è grave o sia necessario valutare la risposta alla terapia. Anche i bambini di età superiore ai 6 anni sono, generalmente, in grado di effettuare l’esame. Dal momento che la spirometria può identificare problemi con l’asma ancor prima della comparsa dei sintomi, è importante per gli asmatici sottoporsi a tale esame anche se non hanno sintomi.

7. Sottoporsi a test allergometrici

I test allergologici possono aiutare un asmatico imparare a riconoscere tempestivamente quali sono i fattori scatenanti (trigger) allergici. Tale conoscenza può tradursi in un migliore controllo dei sintomi dell’asma adottando semplici misure di evitamento (bonifica ambientale) o di intervento terapeutico. Le prove allergiche hanno anche lo scopo di far conoscere le stagioni “critiche” per l’asmatico allergico al fine di consentire un pronto adeguamento della terapia. I test allergometrici, infine, sono necessari per stabilire una corretta immunoterapia specifica.

8. Stilare un piano di azione dell’asma con il proprio specialista

Un piano d’azione per l’asma può basarsi sui valori ottenuti dal misuratore di picco di flusso espiratorio, sulla frequenza dei sintomi dell’asma o su entrambi. Il misuratore di picco di flusso espiratorio è un dispositivo portatile che misura la velocità con la cui una persona riesce ad espellere l’aria dai propri polmoni. Se si osserva una riduzione del valore di picco di flusso espiratorio rispetto al normale, bisogna mettere in pratica le istruzioni riportate sul piano d’azione al fine di ottenere il controllo dei sintomi dell’asma. Ci sono molte opzioni per tali istruzioni nel piano d’azione dell’asma e possono variare da medico a medico.

9. Controlli medici periodici per l’asma

Le persone con asma dovrebbero vedere il loro medico per le visite “programmate” almeno ogni 6 mesi. Se le visite avvengono secondo il calendario proposto dal medico, senza incontri “extra” significa che l’asma è stabile e non ci sono problemi. Le visite saranno inevitabilmente più frequenti se non si è ancora raggiunto un controllo ottimale dell’asma e sono presenti riesacerbazioni.

10. Sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale

Gli asmatici sono particolarmente suscettibili a gravi complicanze quando contraggono il virus dell’influenza. Gli esperti ed il Ministero della Salute raccomandano agli asmatici di vaccinarsi per l’influenza ogni anno.  Recenti studi dimostrano che il vaccino antinfluenzale è sicuro anche per la maggior parte delle persone con allergia all’uovo.

Riferimenti

Progetto Mondiale Asma
Documenti sull’asma dell’American Thoracic Society
Global Asthma Network

La vaccinazione antinfluenzale riduce in tutti gli individui la possibilità di contrarre l’influenza. Essa è particolarmente importante per quel gruppo ad alto rischio delle complicanze dell’infezione rappresentato dai pazienti asmatici. Malgrado tali evidenze, la maggior parte degli individui adulti non si sottopongono alla vaccinazione annuale per l’influenza. Poco più di un terzo degli asmatici, infatti, si vaccina contro l’influenza e i giovani sono quelli meno propensi a vaccinarsi rispetto ai malati anziani.

Le ragioni che consigliano la vaccinazione anti-influenzale per gli asmatici nascono dal fatto che le infezioni respiratorie (come l’influenza) sono più gravi nei pazienti asmatici rispetto ai pazienti con polmoni sani. Il virus influenzale provoca, infatti, edema (rigonfiamento) e infiammazione delle vie respiratorie che possono portare a un peggioramento dei sintomi asmatici come il respiro sibilante, l’oppressione toracica, il fiato corto e la tosse. L’influenza, inoltre, può portare a polmonite ed altri problemi respiratori acuti. Durante le epidemie di influenza, gli adulti ed i bambini asmatici hanno maggiori probabilità di essere ricoverati in ospedale con malattie respiratorie acute rispetto ai pazienti senza asma. La vaccinazione antinfluenzale riduce significativamente la probabilità di sviluppare complicanze influenzali.

E’ bene notare che la vaccinazione antinfluenzale stagionale deve essere somministrata quando il paziente asmatico è in fase di remissione, ovvero ha un’asma controllata.

E’ altrettanto importante, ad ogni modo, capire se si hanno delle condizioni che controindicano l’effettuazione della vaccinazione antinfluenzale. Tale trattamento, infatti, non è per tutti. Non è approvato per i bambini con meno di 6 mesi di età. Sebbene la maggior parte delle altre persone possono ricevere un vaccino antinfluenzale, è necessario discutere la vaccinazione antinfluenzale con il proprio medico se ci si trova nelle seguenti condizioni:

- Si soffre di un’allergia grave alle proteine dell’uovo.

- In passato di è avuta una reazione grave con la vaccinazione antinfluenzale.

- Si è sviluppata una sindrome di Guillain-Barre entro 6 settimane dall’effettuazione, in precedenza, di una vaccinazione antinfluenzale.

- E’ in corso una malattia moderata-grave con la febbre. Si dovrebbe attendere fino alla guarigione prima di farsi vaccinare.

Riferimenti

- Yokouchi Y1, Katsumori H, Shirakawa S, Fujiwara M, Kashima K, Kozawa R, Koike Y. Protective effects of influenza A (H1N1) pandemic 2009 vaccination against the onset of influenza-like illness and asthma exacerbation in Japanese children. J Asthma. 2014 Oct;51(8):825-31.

- Greenhawt MJ. Influenza vaccination in asthmatic patients. J Allergy Clin Immunol. 2014 Apr;133(4):1233-4.

- Circolare del Ministero della Salute Italiano per la “Prevenzione e controllo dell’influenza:  raccomandazioni per la stagione 2014-2015.

Un esempio di qualunquismo, nemmeno tanto strisciante, è rappresentato dall’articolo intitolato “L’intolleranza fa status, e quando tocchi la dittatura dell’allergico c’è l’insulto” recentemente apparso su Il Foglio diretto da Giuliano Ferrara.

La piccola conquista da parte degli allergici volta ottenere “per legge” la consapevolezza della presenza (almeno, ahimè) di 14 degli alimenti più allergizzanti anche nei prodotti alimentari non confezionati secondo la normativa EU FIR 1169/2011 ed i successivi emendamenti, è descritta come una fastidiosa limitazione dell’espressione della cucina nostrana. L’autore dell’articolo non si è minimamente preoccupato del lavoro di ricerca scientifica e di mediazione politica dietro tale normativa che avrà un impatto notevole sulla qualità della vita dei pazienti allergici ed in termini di riduzione di decessi per anafilassi da allergia alimentare. Viene il sospetto che tale atteggiamento possa essere alla base della scarsa considerazione generale dei problemi degli allergici per quanto riguarda le esenzioni ticket, il rimborso dei farmaci e delle immunoterapie specifiche, etc. in nome della quanto mai azzeccata citazione cinematografica: “Macarò, m’hai provocato…”.

Riferimenti

EAACI: Dichiarazione Pubblica Europea volta ad aumentare la sensibilizzazione sul problema in cui sollecita un accesso più facile ai trattamenti d’emergenza, di aumentare le risorse nella ricerca e di avere misure di etichettatura più esigenti.