Andrea Ballarini nella sua rubrica “Manuale di Conversazione”, pubblicata su Il Foglio, ha simpaticamente raccolto una lista di luoghi comuni sulle allergie che frequentemente spuntano tra gli argomenti di conversazione delle cene tra amici o in altre occasioni di aggregazione sociale. La mancanza di substrato scientifico di tali conversazioni crea “leggende metropolitane“. Esse, da un lato, contribuiscono a conferire alla branca allergologica una impronta quasi “esoterica” che sfocia nel ricorso, da parte degli ignari pazienti, a test diagnostici scientificamente non validati e terapie a dir poco “singolari”; dall’altro, ufficializzano la convinzione che le malattie allergiche non esistano o rappresentino una delle espressioni più moderne dell’ipocondria.
E’ presumibile che tale convinzione sia stata recepita anche dalla nostra classe politica alla spasmodica ricerca di facili tagli alle spese ed abbia finito per danneggiare i “veri allergici”. Questi ultimi, infatti, si sono visti complicare la possibilità effettuare gli esami diagnostici allergologici validati (quelli “veri”) ed aumentare le spese da sostenere in base al Decreto Ministeriale del 9 dicembre 2015 sulle “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2016. Il decreto citato prevede che la totalità degli esami diagnostici allergologici, sia in vivo (test cutanei a lettura immediata, ovvero, i prick-test, e quelli a lettura ritardata, i patch-test), sia in vitro (il dosaggio delle IgE specifiche) debbano essere autorizzati dagli specialisti pubblici del settore dietro pagamento di una prima impegnativa per la visita specialistica. Successivamente, lo specialista emetterà una seconda impegnativa (se non una terza ed una quarta…) per gli esami diagnostici che i pazienti dovranno regolarizzare, se non esentati dal pagamento del ticket.
Se, da un lato, il principio che ha guidato la stesura del decreto appare condivisibile e riassumibile nella necessità di evitare l’effettuazione di “esami inutili”, dall’altro il legislatore non ha tenuto conto dell’esiguo numero di centri allergologici sull’intero territorio nazione in grado di evadere, in tempi ragionevoli, le richieste degli allergici che rappresentano, secondo le stime più recenti, il 30-35% della popolazione generale!
In Italia, infatti, a fronte di una elevata domanda di prestazioni sanitarie nel settore allergologico ed una offerta di personale formato da parte delle università, negli ultimi anni, si sta assistendo ad un vuoto normativo ai danni sia dei pazienti allergici sia dei medici specialisti Allergologi ed Immunologici Clinici per l’assenza nell’”Elenco delle Malattie e Condizioni Croniche e Invalidanti” (Supplemento Ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – allegato 8 del 18/3/2017) di tutte le patologie allergiche, comprese quelle a rischio di condizioni potenzialmente fatali come l’anafilassi. Tale vuoto normativo sta provocando una progressiva ed inesorabile scomparsa delle strutture “pubbliche” dedicate all’Allergologia ed Immunologia Clinica ritenute “non essenziali” per la salute pubblica.
I prevedibili ritardi nella diagnosi a causa delle chilometriche liste di attesa dei pochi centri allergologici pubblici sopravvissuti sono “pericolosi” soprattutto per le forme potenzialmente fatali causate da allergie ad evoluzione anafilattica provocate da allergie alimentarida farmaci e da veleno di insetti. Il precoce inquadramento diagnostico specialistico allergologico alla ricerca delle cause di anafilassi consente, infatti, di fornire ai pazienti dettagliate istruzioni per l’evitamento degli allergeni responsabili delle reazioni, la autogestione di eventuale riesposizioni accidentali e, quando indicato, la prescrizione delle immunoterapie specifiche in grado di fornire alti indici di protezione nei confronti di nuovi eventi potenzialmente fatali.
C’è da augurarsi una rapida presa di coscienza da parte della classe politica dirigente di questo grave vuoto normativo che mette a rischio la salute dei cittadini.

Riferimenti

Le Allergie di Andrea Ballarini su “Il Foglio”

Elenco delle Malattie e Condizioni Croniche e Invalidanti Supplemento ordinario n. 15 alla GAZZETTA UFFICIALE

- “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2016