Medicina


La ALK, industria farmaceutica danese, ha ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia degli Stati Uniti che regola i farmaci, per la prima terapia sublinguale (pillole da sciogliere sotto la lingua) per chi soffre di rinite allergica da acari della polvere.

Si tratta di compresse contenenti un estratto allergenico di acari della polvere più nota come immunoterapia sublinguale (sublingual immunotherapy – SLIT) approvata dalla FDA per l’uso in pazienti con più di 18 anni e fino ai 65 anni di età. Tali compresse sono commercializzate in Europa e in Australia con il marchio ACARIZAX® e in Giappone come MITICURETM. Finora, il farmaco è stato approvato in 14 paesi e gli studi clinici condotti hanno coinvolto circa 6.000 pazienti.

L’immunoterapia ha lo scopo di esporre i pazienti agli allergeni degli acari, “insegnando” gradualmente al sistema immunitario a tollerarli in quantità maggiori riducendo la frequenza e gravità dei sintomi dell’allergia del naso e degli occhi.

Come altre immunoterapie sublinguali, è costituita da compresse da assumere una volta al giorno. Esse si sciolgono rapidamente una volta messa sotto la lingua. La prima dose viene somministrata, generalmente, sotto la supervisione di un medico, che osserva il paziente per almeno 30 minuti per eventuali reazioni avverse. Se viene ben tollerata, il paziente può continuare la terapia a casa.

L’allergia agli acari della polvere è una delle più comuni nei paesi occidentali sia per l’ampia diffusione (le case moderne creano un microclima ideale per lo sviluppo degli acari a qualsiasi latitudine) sia per l’elevata allergenicità di questi piccoli artropodi. Addirittura numerosi studi hanno documentato che gli acari rappresentano il principale fattore di rischio per lo sviluppo di asma.

Nel nostro Paese, una persona su tre è affetta da patologie allergiche. Tra le malattie più diffuse la fanno da padrone l’asma e la rinite di cui soffrono, rispettivamente, 3 e 12 milioni di italiani. Esse sono provocate da pollini, acari della polvere o derivati epidermici di animali, come cani e gatti.

Ci si augura che l’approvazione di tale farmaco anche nel nostro paese e la dispensazione gratuita a carico del Sistema Sanitario Nazionale possa contribuire a ridurre gli effetti delle malattie allergiche che, secondo stime accreditate, entro 10 anni interesserà il 50% della popolazione.

Riferimenti

ALK announces FDA approval for its house dust mite sublingual allergy immunotherapy tablet (ACARIZAX® in Europe)

“Allergie: Manuale per i Pazienti” verrà presentato venerdì 10 marzo 2017 alle ore 18 presso la Libreriacoop del Centro d’Abruzzo in via Po, 1 di San Giovanni Teatino.

Una guida per affrontare al meglio le allergie scritta per i pazienti. Il libro edito dalla casa editrice “Pagine” ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, vengono affrontate le allergie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, le allergie da farmaci, da veleno di api e vespe, etc. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici.

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Il trattamento ottimale attualmente impiegato per gli ictus cerebrali causati da coaguli di sangue è rappresentato dall’infusione terapeutica dell’attivatore tissutale del plasminogeno (tPA). Tale farmaco ha una elevata efficacia nello “sciogliere” i coaguli e ripristinare il flusso sanguigno dei vasi cerebrali ostruiti da un ictus ischemico. Questo trattamento, in gergo chiamato “trombolisi” non è privo di rischi. Essi sono rappresentati dal sanguinamento e dall’edema (“rigonfiamento”) del tessuto cerebrale. Il trattamento, inoltre, deve essere intrapreso entro tre ore dopo l’inizio dello stroke. Questi aspetti limitano fortemente i benefici clinici della trombolisi.

Alcuni ricercatori dello Joslin Diabetes Center di Boston nello stato del Massachusetts degli Stati Uniti hanno evidenziato, attraverso uno studio su topi, che l’impiego di un inibitore della callicreina plasmatica in associazione con la “trombolisi” riduce significativamente il sanguinamento, l’edema ed il conseguente danno cerebrale provocato dall’ictus ischemico. Tale effetto sarebbe il risultato del blocco che l’inibitore della callicreina eserciterebbe sul suo bersaglio (la callicreina) attivata dal tPA tramite il fattore XII della coagulazione.

La Food and Drug Administration ha già approvato un inibitore della callicreina plasmatica per il trattamento dell’angioedema ereditario. Diverse aziende farmaceutiche stanno sviluppando ulteriori inibitori in grado di bloccare tali reazioni enzimatiche per questa malattia genetica e altre condizioni, tra cui l’edema della macula dell’occhio del paziente diabetico (maculopatia diabetica). I risultati dei ricercatori di Boston suggeriscono la possibilità di opportunità terapeutiche aggiuntive per gli inibitori della callicreina nella terapia trombolitica dell’ictus ischemico che interessa, secondo le stime, circa 160.000 individui all’anno solo nel nostro paese.

Riferimenti

Fabrício Simão, Tuna Ustunkaya, Allen C. Clermont, Edward P. Feener. Plasma kallikrein mediates brain hemorrhage and edema caused by tissue plasminogen activator therapy in mice after stroke. Blood, January 2017.

L’insonnia può aumentare il rischio di asma negli adulti fino a tre volte. Questo è quanto emergerebbe dallo studio prospettico HUNT i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sullo European Respiratory Journal a firma di alcuni ricercatori norvegesi

Lo studio è stato condotto su circa 18.000 norvegesi di età compresa tra i 20 ed i 65 anni. I ricercatori hanno scoperto che le persone che affermavano di aver difficoltà ad addormentarsi “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio, rispettivamente, del 65% e del 108% di sviluppare asma negli 11 anni successivi. Le persone che hanno detto di svegliarsi troppo presto e che non riuscivano a tornare a dormire “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio di sviluppare asma, rispettivamente, del 92 e del 36%. Coloro, infine, che hanno dichiarato di avere una scarsa qualità del sonno per almeno una volta alla settimana è risultata avere un rischio aumentato di sviluppare asma del 94%.

Lo studio non dimostra una relazione causa-effetto tra insonnia ed asma ma, se ciò fosse dimostrato dai prossimi studi, la cura dell’insonnia potrebbe rientrare nei consigli di prevenzione per gli oltre 300 milioni di persone affette da tale patologia respiratoria in tutto il mondo. Se a questo aggiungiamo che l’asma è stata collegata con l’aumento del rischio di sviluppare una serie di malattie mortali tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiache, è intuibile che la cura dell’insonnia cronica potrebbe diventare una priorità dei sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo.

Riferimenti

Brumpton B. et al. Prospective study of insomnia and incident asthma in adults: the HUNT study. European Respiratory Journal 2017, 49.

Qualche tempo fa, l’insegnante di Scienze di mia figlia mi chiese di tenere una lezione sul “sistema immunitario” alla sua classe di quinta della scuola primaria. Accettai di buon grado l’invito convinto di potere sbrigare la questione in breve tempo. Mi misi subito all’opera cercando di preparare la lezione “pescando”, qua e là, tra le diapositive presenti nel mio hard-disk ed utilizzate nei meeting con i colleghi medici o con gli infermieri. In breve tempo, realizzai di essere in un vicolo cieco e che se avessi proseguito sulla strada intrapresa avrei prodotto solo una noiosa sequenza di nozioni che non avrebbe lasciato ai bambini alcun messaggio da portare a casa.

Mentre lavoravo sul “sistema immunitario per bambini” mi sono reso conto che il compito che stavo svolgendo per la classe di mia figlia era, in realtà, molto simile a quello che i genitori dei giovani pazienti allergici sono costretti a svolgere, già all’uscita dall’ambulatorio, completando quelle poche spiegazioni ricevute nei tempi canonici di una visita allergologica.

Partendo dalle “semplificazioni” che inconsciamente, nel corso degli anni, hanno formato una sorta di bagaglio di risposte alle domande più frequenti rivoltemi dai pazienti più giovani e malgrado ogni bambino ed ogni famiglia siano diversi, credo che ci siano alcune indicazioni utili per i genitori per spiegare le malattie allergiche ai loro figli e fare in modo che il motto “più conosco, meglio mi curo” valga anche per i più piccoli.

Per prima cosa dovremmo rivolgerci ai bambini allergici non come a dei “malati” ma come a “persone speciali”. Non diremo una bugia spiegando che il loro corpo, in realtà, si comporta in maniera particolare in quanto considera gli acari, le uova o qualsiasi altro allergene come un invasore da combattere e sconfiggere. In qualche modo, il loro corpo, ed in particolare il loro sistema immunitario, è più vigile e “scontroso” di quello dei bambini non allergici. Quando compaiono i sintomi delle allergie, i globuli bianchi agiscono come dei “soldati” che accorrono nella zona del corpo che ha bisogno di aiuto e protezione. Nel caso degli allergici, i soldati hanno ricevuto l’ordine sbagliato di attaccare qualcosa che, in realtà, è innocuo. Per colpa di questa insulsa guerra, gli acari, le uova, etc. diventano dei veleni che vanno evitati.

Non trascuriamo di spiegare (e rispiegare anche a distanza di tempo!) come si usa l’adrenalina autoniettabile ai bambini cui è stata prescritta. L’adrenalina per i bambini allergici è una sorta di “antidoto” contro il veleno con cui si può venire a contatto accidentalmente. Insegniamo loro quando devono usarla, quali sono i “segnali” cui prestare attenzione e come maneggiarla con sicurezza. Ci potrebbe essere la malaugurata possibilità che debbano praticarsela da soli e il panico potrebbe giocare brutti scherzi. In alcuni casi, scopriremo che i bambini sono sorprendentemente lucidi di fronte al pericolo, talvolta più di noi genitori.

Insegniamo che cosa è sicuro per loro. Per i bambini con allergie alimentari, sceglieremo marche alternative e gli alimenti “sicuri” mostrando loro le confezioni. Facciamoci aiutare durante la spesa nella ricerca dei prodotti che possono mangiare. In questo modo impareranno a mettere in discussione quello che gli altri servono loro in quanto, a volte, gli adulti e gli altri bambini possono commettere un errore pensando che un particolare alimento sia sicuro. Insegnando ai bambini allergici ciò che è sicuro, riconosceranno se qualcosa appare diverso da quello che assumono abitualmente.

Incoraggiamoli a mettere in discussione ogni cosa. Tutti i bambini fanno naturalmente delle domande. Quelli allergici ne devono fare molte di più. Hanno bisogno di mantenere costantemente il controllo, chiedere e chiedersi se le pietanze, le situazioni e le circostanze siano veramente sicure per loro. Meglio dei piccoli “rompiscatole” che corse affannose al pronto soccorso!

Insegniamo loro a riconoscere quando la situazione è seria, senza spaventarli. Alcune allergie possono metterli a rischio di vita e, malgrado questo concetto possa essere difficilmente comprensibile per i bambini, non dobbiamo spaventarli. L’obiettivo da raggiungere è che si rendano conto che il latte, le uova o gli altri alimenti cui sono allergici può provocare loro sintomi così severi da dover correre in pronto soccorso obbligandoli a lasciare gli amici ed i giochi che stavano facendo. Se hanno avuto la sfortuna di sperimentare una reazione anafilattica, probabilmente non vogliono che ciò accada di nuovo e potrebbero essere molto spaventati. Spieghiamo loro che si è trattato di un evento serio senza drammatizzare oltre il dovuto. Non neghiamo quello che è accaduto ma, facciamo in modo che si rendano conto che si tratta di una faccenda seria. Coinvolgere i fratelli in queste spiegazioni può essere di aiuto in quanto possono, anch’essi, individuare situazioni di pericolo che ci sono sfuggite.

La prevenzione degli episodi di anafilassi da alimenti comincia dentro casa. È innegabile che l’avere un membro della famiglia affetto da allergia alimentare influenza la qualità della vita dell’intera famiglia. Nel caso di allergie ad alimenti particolari come, ad esempio, al sesamo, è più facile fare in modo che in casa non entri alcun alimento che contenga tale spezia. È più difficile essere così radicali per le allergie ad alimenti più diffusi come il latte, le uova, etc. In questo caso, facciamo in modo che tutti i membri più giovani della famiglia siano pienamente consapevoli delle difficoltà di convivere con qualcuno che soffra di un’allergia potenzialmente fatale. Spieghiamo loro il concetto di “contaminazione crociata” e della conservazione attenta degli alimenti privi di contaminanti. Se si preparano pietanze con uova, grano o prodotti di derivazione dal latte cui qualcuno dei nostri bambini è allergico, queste devono essere conservate in modo sicuro, magari in un contenitore sigillato e chiaramente contrassegnato (possono essere utili degli adesivi colorati), in modo che il bambino allergico eviti anche solo di toccarli.

Le cose si complicano quando si va fuori casa. A casa di amici, a scuola, in vacanza e negli altri luoghi diversi da quello domestico, i bambini allergici devono essere in grado di imparare a riconoscere e fronteggiare le situazioni pericolose. Quando sono molto piccoli bisogna fare in modo che chiedano ai genitori, o a chi li abbia in custodia, l’autorizzazione a mangiare qualsiasi cosa affinché si abbia la possibilità di verificare che sia sicura. Per i bambini più piccoli, infine, è bene considerare che possono essere pericolosi anche residui di cibo accidentalmente lasciati nell’area giochi o nelle scodelle degli animali domestici.

Malgrado sia complicato spiegare le allergie ai bambini, anche quando ne abbiamo uno come ospite in una festa di compleanno, se ci sforziamo di comprendere e far comprendere il suo essere “speciale”, verremo appagati di tutta la fatica ed avremo aiutato le nuove generazioni a comprendere e rispettare le diversità – non solo degli allergici!

Dal nuovo anno, nelle migliori librerie, sarà disponibile la guida per “sopravvivere” alle allergie scritta per i pazienti.

Il libro, edito dalla casa editrice “Pagine” ed acquistabile nelle migliori librerie, ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, il lettore potrà capire come si sviluppano le malattie allergiche prendendo in esame le allergopatie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, da farmaci, da veleno di insetti (api e vespe), da lattice della gomma fino ad arrivare ai quadri drammatici come l’anafilassi. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici. Dal momento che le malattie allergiche potrebbero, teoricamente, non manifestarsi se si riuscisse ad evitare l’esposizione agli agenti esterni che le provocano (gli allergeni e gli apteni), vengono presentate, di volta in volta, le possibilità di attuare manovre di prevenzione. Quando tali manovre sono attuabili, è possibile ridurre il numero e la severità delle reazioni allergiche.

Il numero di persone che soffrono di malattie allergiche è in costante aumento e questa tendenza non mostra segni di rallentamento. La regione di tale aumento non è ancora chiara ma gli esperti sospettano che dipenda da motivi ambientali (inquinanti, cattiva alimentazione, etc.) sulla nostra salute. Il Dr. Verna si augura che diffondendo in maniera semplice le conoscenze finora acquisite dalla scienza medica gettando uno sguardo sul prossimo futuro si possa contribuire a migliorare la qualità della vita degli allergici e delle loro famiglie nella convinzione che sapere significhi poter affrontare con maggiori chance di successo la propria malattia.

Scheda del libro

ISBN: 9788875575090 / 8875575096

Titolo: Allergie: manuale per pazienti

Autore: Nicola Verna

Casa editrice: Pagine

Anno di pubblicazione: 2017

Numero pagine: 148

Edizione: copertina morbida

Costo: 18,00 €

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Libreria Mondadori – Piazza Sirena, 9, Francavilla al Mare. Tel. 085/4918734; email: libreriagiana@gmail.com

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Riferimenti

Casa Editrice Pagine

00136 Roma – Via Gualtiero Serafino 8

Amministrazione: 06/45468600
Redazione: 06/45468600
24 h su 24 h Fax: 06/39738771

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha tolto dalle farmacie l’antiasmatico Montelukast della Teva a scopo cautelativo a causa dei risultati fuori specifica evidenziati durante gli studi di stabilità in alcune confezioni.

Il lotto interessato è quello delle compresse masticabili da 5 milligrammi: n. M75033 scadenza 03/2017 Montelukast TE 28Cpr mast 5mg – AIC 040672178.

Il farmaco è usato nel trattamento dell’asma come terapia aggiuntiva, non per gli attacchi acuti ma, soprattutto per la prevenzione dell’insorgenza dell’asma. I farmaci indicati non vanno utilizzati e riportati in farmacia.

Riferimenti

Comunicato AIFA

Le persone che soffrono di allergie potenzialmente fatali – shock anafilattico – sono, attualmente, dotate di “penne” di adrenalina auto-iniettabile. Per questi pazienti è in sperimentazione una pillola che potrebbe evitare la necessità di effettuare le iniezioni risolvendo molti dei problemi derivanti alla tecnica di somministrazione del farmaco.
Secondo il sito Popular Science, Mutasem RAWAS-Qalaji, ricercatore presso la Nova Southeastern University della Florida, sta sviluppando una compressa di adrenalina da sciogliere sotto la lingua. Tale via di somministrazione risolverebbe anche i problemi dei pazienti che non riescono ad ingoiare, per vari motivi, le pillole evitando il coinvolgimento dell’apparato digerente e facendo il modo che il farmaco arrivi rapidamente nel torrente sanguigno attraverso la zona molto irrorata che abbiamo sotto la lingua.
I vantaggi di tale formulazione farmacologica dell’adrenlina, oltre ai problemi della tecnica di iniezione di cui sono gravati gli attuali iniettori, potrebbe allungare il tempo di scadenza del farmaco, attualmente di circa un anno, e i problemi di trasporto delle “penne” che molti pazienti ritengono ingombranti e difficilmente trasportabili.
La pillola sublinguale di adrenalina, infatti, dovrebbe avere una durata della scadenza che potrebbe essere al massimo di sette anni.
La nuova pillola deve essere vagliata per l’efficacia su pazienti potenzialmente a rischio di anafilassi scontrandosi con problemi etici. E’, infatti, impensabile provocare di proposito reazioni anafilattiche che mettano a rischio la vita delle persone per il semplice studio di un nuovo farmaco. Un’altra incognita è quale possa essere l’assorbimento dell’adrenlina per via sottolinguale in un paziente con angioedema (gonfiore) del cavo orale, come spesso accade nelle reazioni anafilattiche.
Ci sarebbe già stato un incontro tra il gruppo di ricerca di Mutasem RAWAS-Qalaji e gli esponenti della Food and Drug Administration degli Stati Uniti per discutere gli aspetti “registrativi” della pillola, e la strutturazione degli studi clinici sull’uomo. Al momento, non si conosce la data di inizio degli studi clinici. Le uniche indiscrezioni trapelate sono relative al dosaggio che, secondo gli studi effettuati finora solo su conigli, sarà di 20 mg per tentare di eguagliare l’efficacia della dose di 0,3 mg fornita dagli attuali iniettori sull’uomo. Il prezzo, inoltre, dovrebbe essere più basso degli iniettori attualmente in commercio.
I ben informati, comunque, ritengono che il farmaco sarà sugli scaffali delle farmaci prima del 2025.

Riferimenti

Pupular Science


La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in collaborazione che le maggiori società scientifiche nazionali del settore dell’Allergologia, ha pubblicato un documento per cercare di fare un po’ di chiarezza nel settore delle allergie e delle intolleranze alimentari.

La lettura del documento è fortemente consigliata e ci si augura possa aiutare i pazienti ad evitare di subire ritardi nel raggiungere la corretta diagnosi delle loro patologie e ingiustificati esborsi economici dando credito a vere e proprie “bufale”. Buon lettura,

CLICCA PER LEGGERE IL DOCUMENTO

L’adrenalina autoiniettabile, in Italia, viene fornita gratuitamente ai pazienti dal Sistema Sanitario Nazionale dopo la prescrizione di un medico ospedaliero. Recentemente, negli Stati Uniti, si è assistito ad un aumento di prezzo dell’Epipen, l’autoiniettore di adrenalina più diffuso, del 500% rispetto al 2007 e gli americani arrivano a pagare circa 300 dollari per uno di tali device. Tale situazione ha portato diversi pazienti e genitori di bambini allergici a non potersi permettere l’acquisto di tale farmaco “salvavita”. Il caso più eclatante si è avuto a Kirkland nello stato di Washington. Qui, un preside si è visto costretto a rimandare a casa un bambino di prima elementare con allergia potenzialmente fatale alle arachidi in quanto sprovvisto di adrenalina autoinettabile che i genitori non hanno potuto acquistare.

I pazienti italiani cui è stata prescritta l’adrenalina autoniettabile dovrebbero far tesoro dell’esperienza statunitense per apprezzare i loro device portandoli sempre dietro. Deve far riflettere, inoltre, il dato epidemiologico che molte delle reazioni fatali da allergia alimentare avviene in persone che pur essendo provviste di adrenalina autoiniettabile, non la hanno prontamente disponibile nel momento della necessità!!!

Riferimenti

Joshua Winter. Price of EpiPen rises again, up 500% since 2007. The Threefold Advocate. Posted on September 10, 2016 at 9:15 pm

Matt Markovich. First-grader sent home for not providing school with EpiPen. Katu 2 On Your Side. Saturday, September 10th 2016

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