Allergologia


Andrea Ballarini nella sua rubrica “Manuale di Conversazione”, pubblicata su Il Foglio, ha simpaticamente raccolto una lista di luoghi comuni sulle allergie che frequentemente spuntano tra gli argomenti di conversazione delle cene tra amici o in altre occasioni di aggregazione sociale. La mancanza di substrato scientifico di tali conversazioni crea “leggende metropolitane“. Esse, da un lato, contribuiscono a conferire alla branca allergologica una impronta quasi “esoterica” che sfocia nel ricorso, da parte degli ignari pazienti, a test diagnostici scientificamente non validati e terapie a dir poco “singolari”; dall’altro, ufficializzano la convinzione che le malattie allergiche non esistano o rappresentino una delle espressioni più moderne dell’ipocondria.
E’ presumibile che tale convinzione sia stata recepita anche dalla nostra classe politica alla spasmodica ricerca di facili tagli alle spese ed abbia finito per danneggiare i “veri allergici”. Questi ultimi, infatti, si sono visti complicare la possibilità effettuare gli esami diagnostici allergologici validati (quelli “veri”) ed aumentare le spese da sostenere in base al Decreto Ministeriale del 9 dicembre 2015 sulle “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2016. Il decreto citato prevede che la totalità degli esami diagnostici allergologici, sia in vivo (test cutanei a lettura immediata, ovvero, i prick-test, e quelli a lettura ritardata, i patch-test), sia in vitro (il dosaggio delle IgE specifiche) debbano essere autorizzati dagli specialisti pubblici del settore dietro pagamento di una prima impegnativa per la visita specialistica. Successivamente, lo specialista emetterà una seconda impegnativa (se non una terza ed una quarta…) per gli esami diagnostici che i pazienti dovranno regolarizzare, se non esentati dal pagamento del ticket.
Se, da un lato, il principio che ha guidato la stesura del decreto appare condivisibile e riassumibile nella necessità di evitare l’effettuazione di “esami inutili”, dall’altro il legislatore non ha tenuto conto dell’esiguo numero di centri allergologici sull’intero territorio nazione in grado di evadere, in tempi ragionevoli, le richieste degli allergici che rappresentano, secondo le stime più recenti, il 30-35% della popolazione generale!
In Italia, infatti, a fronte di una elevata domanda di prestazioni sanitarie nel settore allergologico ed una offerta di personale formato da parte delle università, negli ultimi anni, si sta assistendo ad un vuoto normativo ai danni sia dei pazienti allergici sia dei medici specialisti Allergologi ed Immunologici Clinici per l’assenza nell’”Elenco delle Malattie e Condizioni Croniche e Invalidanti” (Supplemento Ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – allegato 8 del 18/3/2017) di tutte le patologie allergiche, comprese quelle a rischio di condizioni potenzialmente fatali come l’anafilassi. Tale vuoto normativo sta provocando una progressiva ed inesorabile scomparsa delle strutture “pubbliche” dedicate all’Allergologia ed Immunologia Clinica ritenute “non essenziali” per la salute pubblica.
I prevedibili ritardi nella diagnosi a causa delle chilometriche liste di attesa dei pochi centri allergologici pubblici sopravvissuti sono “pericolosi” soprattutto per le forme potenzialmente fatali causate da allergie ad evoluzione anafilattica provocate da allergie alimentarida farmaci e da veleno di insetti. Il precoce inquadramento diagnostico specialistico allergologico alla ricerca delle cause di anafilassi consente, infatti, di fornire ai pazienti dettagliate istruzioni per l’evitamento degli allergeni responsabili delle reazioni, la autogestione di eventuale riesposizioni accidentali e, quando indicato, la prescrizione delle immunoterapie specifiche in grado di fornire alti indici di protezione nei confronti di nuovi eventi potenzialmente fatali.
C’è da augurarsi una rapida presa di coscienza da parte della classe politica dirigente di questo grave vuoto normativo che mette a rischio la salute dei cittadini.

Riferimenti

Le Allergie di Andrea Ballarini su “Il Foglio”

Elenco delle Malattie e Condizioni Croniche e Invalidanti Supplemento ordinario n. 15 alla GAZZETTA UFFICIALE

- “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2016

Gli estratti di veleno di api sono utilizzati come immunoterapia specifica per i soggetti allergici a tale sostanza per ridurre il rischio di nuove reazioni anafilattiche in caso di ri-puntura. A fronte della comprovata efficacia di tale terapia nei pazienti allergici, l’immunoterapia specifica con tale veleno non è priva di rischi, malgrado tutte le accortezze che gli specialisti allergologi possano mettere in atto. L’incidenza media di reazioni sistemiche non trascurabile è pari al 10%. Nella maggior parte dei casi, esse sono di lieve entità clinica ma, sono possibili anche reazioni anafilattiche potenzialmente letali. Sottoporsi, pertanto, ad un trattamento iniettivo a base di veleno di api va fatto solo dopo un’accurata valutazione allergologica. Lo specialista allergologo, dopo aver accertato la presenza di una allergia a tale sostanza, valuta il rischio di reazioni potenzialmente fatali derivanti dalla ri-putura “naturale” e quelle derivanti dalla immunoterapia specifica. Solo allora propone al paziente un tale trattamento consistente nella somministrazione di estratto standardizzato di veleno a dosi progressivamente crescenti fino a condurre il paziente alla tolleranza.
Tale rapporto costi/benefici sarà apparso del tutto trascurabile all’attore e produttore cinematografico cinquantenne di origini scozzesi, Gerard Butler alle prese con la sua ultima fatica cinematografica, Geostorm, nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 1° novembre prossimo. La necessità di trovare sollievo dai dolori osteo-muscolari derivanti dal dover indossare un pesante costume di scena in ambienti con gravità ridotta ed in posizioni scomode per cinque settimane di riprese, ha spinto l’attore a rivolgersi ad un tale che prometteva di risolvere il problema con iniezioni a base di veleno di ape. Dopo una serie di dieci iniezioni, l’attore è stato ricoverato in ospedale per alcuni giorni vittima di uno shock anafilattico. Non contento, Butler si è sottoposto ad un nuovo trattamento finendo per una seconda volta in ospedale con la stessa diagnosi.
Ci auguriamo, per lui e per sui fans, che abbia imparato la lezione!
Le ventilate proprietà anti-infiammatorie del veleno di ape sono ancora tutte da dimostrare ed i rischi di reazioni anafilattiche non giustificano un simile trattamento antidolorifico. Ben altra cosa è l’immunoterapia specifica per veleno di api prescritta da medici specialisti allergologi a pazienti con comprovata ipersensibilità a tale sostanza per evitare nuove reazioni anafilattiche in caso di ri-puntura.

Riferimenti

Gerard Butler recounts how he almost died from bee venom

L’UE ha recentemente approvato l’impiego di “dupilumab” per tale patologia, al momento solo per gli adulti. Si tratta di un anticorpo monoclonale umano, specificamente disegnato per inibire l’attività di due proteine chiave nella malattia rappresentate dall’IL-4 e l’IL-13. Queste due proteine sono considerate le principali responsabili dell’infiammazione cronica caratteristica della dermatite atopica. Dupilumab sarà disponibile in una siringa premiscelata per l’iniezione bi-settimanale.
La buona notizie è duplice in quanto il farmaco è anche in studio per altre patologie che si ritiene siano dovute a un’infiammazione scatenata dall’azione delle interleuchine 4 e 13 che interessano gli stessi pazienti con dermatite atopica rappresentate dall’asma persistente non controllata, la poliposi nasale e l’esofagite eosinofila.Gli effetti collaterali più frequenti sono stati osservati nei pazienti che assumono dose più elevate del farmaco. Queste includono reazioni del sito di iniezione; infiammazione degli occhi e delle palpebre, incluse rossore, gonfiore e prurito; e afte  in bocca o sulle labbra.
Dupilumab è attualmente in fase di valutazione per il trattamento della dermatite atopica in un programma che comprende studi su bambini di età compresa tra 6 mesi e 11 anni che presentano grave dermatite atopica e studi in pazienti di età compresa tra 12 e 17 anni che presentano dermatite atopica da moderata a grave.

Riferimenti

La ALK, industria farmaceutica danese, ha ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia degli Stati Uniti che regola i farmaci, per la prima terapia sublinguale (pillole da sciogliere sotto la lingua) per chi soffre di rinite allergica da acari della polvere.

Si tratta di compresse contenenti un estratto allergenico di acari della polvere più nota come immunoterapia sublinguale (sublingual immunotherapy – SLIT) approvata dalla FDA per l’uso in pazienti con più di 18 anni e fino ai 65 anni di età. Tali compresse sono commercializzate in Europa e in Australia con il marchio ACARIZAX® e in Giappone come MITICURETM. Finora, il farmaco è stato approvato in 14 paesi e gli studi clinici condotti hanno coinvolto circa 6.000 pazienti.

L’immunoterapia ha lo scopo di esporre i pazienti agli allergeni degli acari, “insegnando” gradualmente al sistema immunitario a tollerarli in quantità maggiori riducendo la frequenza e gravità dei sintomi dell’allergia del naso e degli occhi.

Come altre immunoterapie sublinguali, è costituita da compresse da assumere una volta al giorno. Esse si sciolgono rapidamente una volta messa sotto la lingua. La prima dose viene somministrata, generalmente, sotto la supervisione di un medico, che osserva il paziente per almeno 30 minuti per eventuali reazioni avverse. Se viene ben tollerata, il paziente può continuare la terapia a casa.

L’allergia agli acari della polvere è una delle più comuni nei paesi occidentali sia per l’ampia diffusione (le case moderne creano un microclima ideale per lo sviluppo degli acari a qualsiasi latitudine) sia per l’elevata allergenicità di questi piccoli artropodi. Addirittura numerosi studi hanno documentato che gli acari rappresentano il principale fattore di rischio per lo sviluppo di asma.

Nel nostro Paese, una persona su tre è affetta da patologie allergiche. Tra le malattie più diffuse la fanno da padrone l’asma e la rinite di cui soffrono, rispettivamente, 3 e 12 milioni di italiani. Esse sono provocate da pollini, acari della polvere o derivati epidermici di animali, come cani e gatti.

Ci si augura che l’approvazione di tale farmaco anche nel nostro paese e la dispensazione gratuita a carico del Sistema Sanitario Nazionale possa contribuire a ridurre gli effetti delle malattie allergiche che, secondo stime accreditate, entro 10 anni interesserà il 50% della popolazione.

Riferimenti

ALK announces FDA approval for its house dust mite sublingual allergy immunotherapy tablet (ACARIZAX® in Europe)

“Allergie: Manuale per i Pazienti” verrà presentato venerdì 10 marzo 2017 alle ore 18 presso la Libreriacoop del Centro d’Abruzzo in via Po, 1 di San Giovanni Teatino.

Una guida per affrontare al meglio le allergie scritta per i pazienti. Il libro edito dalla casa editrice “Pagine” ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, vengono affrontate le allergie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, le allergie da farmaci, da veleno di api e vespe, etc. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici.

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Il trattamento ottimale attualmente impiegato per gli ictus cerebrali causati da coaguli di sangue è rappresentato dall’infusione terapeutica dell’attivatore tissutale del plasminogeno (tPA). Tale farmaco ha una elevata efficacia nello “sciogliere” i coaguli e ripristinare il flusso sanguigno dei vasi cerebrali ostruiti da un ictus ischemico. Questo trattamento, in gergo chiamato “trombolisi” non è privo di rischi. Essi sono rappresentati dal sanguinamento e dall’edema (“rigonfiamento”) del tessuto cerebrale. Il trattamento, inoltre, deve essere intrapreso entro tre ore dopo l’inizio dello stroke. Questi aspetti limitano fortemente i benefici clinici della trombolisi.

Alcuni ricercatori dello Joslin Diabetes Center di Boston nello stato del Massachusetts degli Stati Uniti hanno evidenziato, attraverso uno studio su topi, che l’impiego di un inibitore della callicreina plasmatica in associazione con la “trombolisi” riduce significativamente il sanguinamento, l’edema ed il conseguente danno cerebrale provocato dall’ictus ischemico. Tale effetto sarebbe il risultato del blocco che l’inibitore della callicreina eserciterebbe sul suo bersaglio (la callicreina) attivata dal tPA tramite il fattore XII della coagulazione.

La Food and Drug Administration ha già approvato un inibitore della callicreina plasmatica per il trattamento dell’angioedema ereditario. Diverse aziende farmaceutiche stanno sviluppando ulteriori inibitori in grado di bloccare tali reazioni enzimatiche per questa malattia genetica e altre condizioni, tra cui l’edema della macula dell’occhio del paziente diabetico (maculopatia diabetica). I risultati dei ricercatori di Boston suggeriscono la possibilità di opportunità terapeutiche aggiuntive per gli inibitori della callicreina nella terapia trombolitica dell’ictus ischemico che interessa, secondo le stime, circa 160.000 individui all’anno solo nel nostro paese.

Riferimenti

Fabrício Simão, Tuna Ustunkaya, Allen C. Clermont, Edward P. Feener. Plasma kallikrein mediates brain hemorrhage and edema caused by tissue plasminogen activator therapy in mice after stroke. Blood, January 2017.

L’insonnia può aumentare il rischio di asma negli adulti fino a tre volte. Questo è quanto emergerebbe dallo studio prospettico HUNT i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sullo European Respiratory Journal a firma di alcuni ricercatori norvegesi

Lo studio è stato condotto su circa 18.000 norvegesi di età compresa tra i 20 ed i 65 anni. I ricercatori hanno scoperto che le persone che affermavano di aver difficoltà ad addormentarsi “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio, rispettivamente, del 65% e del 108% di sviluppare asma negli 11 anni successivi. Le persone che hanno detto di svegliarsi troppo presto e che non riuscivano a tornare a dormire “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio di sviluppare asma, rispettivamente, del 92 e del 36%. Coloro, infine, che hanno dichiarato di avere una scarsa qualità del sonno per almeno una volta alla settimana è risultata avere un rischio aumentato di sviluppare asma del 94%.

Lo studio non dimostra una relazione causa-effetto tra insonnia ed asma ma, se ciò fosse dimostrato dai prossimi studi, la cura dell’insonnia potrebbe rientrare nei consigli di prevenzione per gli oltre 300 milioni di persone affette da tale patologia respiratoria in tutto il mondo. Se a questo aggiungiamo che l’asma è stata collegata con l’aumento del rischio di sviluppare una serie di malattie mortali tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiache, è intuibile che la cura dell’insonnia cronica potrebbe diventare una priorità dei sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo.

Riferimenti

Brumpton B. et al. Prospective study of insomnia and incident asthma in adults: the HUNT study. European Respiratory Journal 2017, 49.

Qualche tempo fa, l’insegnante di Scienze di mia figlia mi chiese di tenere una lezione sul “sistema immunitario” alla sua classe di quinta della scuola primaria. Accettai di buon grado l’invito convinto di potere sbrigare la questione in breve tempo. Mi misi subito all’opera cercando di preparare la lezione “pescando”, qua e là, tra le diapositive presenti nel mio hard-disk ed utilizzate nei meeting con i colleghi medici o con gli infermieri. In breve tempo, realizzai di essere in un vicolo cieco e che se avessi proseguito sulla strada intrapresa avrei prodotto solo una noiosa sequenza di nozioni che non avrebbe lasciato ai bambini alcun messaggio da portare a casa.

Mentre lavoravo sul “sistema immunitario per bambini” mi sono reso conto che il compito che stavo svolgendo per la classe di mia figlia era, in realtà, molto simile a quello che i genitori dei giovani pazienti allergici sono costretti a svolgere, già all’uscita dall’ambulatorio, completando quelle poche spiegazioni ricevute nei tempi canonici di una visita allergologica.

Partendo dalle “semplificazioni” che inconsciamente, nel corso degli anni, hanno formato una sorta di bagaglio di risposte alle domande più frequenti rivoltemi dai pazienti più giovani e malgrado ogni bambino ed ogni famiglia siano diversi, credo che ci siano alcune indicazioni utili per i genitori per spiegare le malattie allergiche ai loro figli e fare in modo che il motto “più conosco, meglio mi curo” valga anche per i più piccoli.

Per prima cosa dovremmo rivolgerci ai bambini allergici non come a dei “malati” ma come a “persone speciali”. Non diremo una bugia spiegando che il loro corpo, in realtà, si comporta in maniera particolare in quanto considera gli acari, le uova o qualsiasi altro allergene come un invasore da combattere e sconfiggere. In qualche modo, il loro corpo, ed in particolare il loro sistema immunitario, è più vigile e “scontroso” di quello dei bambini non allergici. Quando compaiono i sintomi delle allergie, i globuli bianchi agiscono come dei “soldati” che accorrono nella zona del corpo che ha bisogno di aiuto e protezione. Nel caso degli allergici, i soldati hanno ricevuto l’ordine sbagliato di attaccare qualcosa che, in realtà, è innocuo. Per colpa di questa insulsa guerra, gli acari, le uova, etc. diventano dei veleni che vanno evitati.

Non trascuriamo di spiegare (e rispiegare anche a distanza di tempo!) come si usa l’adrenalina autoniettabile ai bambini cui è stata prescritta. L’adrenalina per i bambini allergici è una sorta di “antidoto” contro il veleno con cui si può venire a contatto accidentalmente. Insegniamo loro quando devono usarla, quali sono i “segnali” cui prestare attenzione e come maneggiarla con sicurezza. Ci potrebbe essere la malaugurata possibilità che debbano praticarsela da soli e il panico potrebbe giocare brutti scherzi. In alcuni casi, scopriremo che i bambini sono sorprendentemente lucidi di fronte al pericolo, talvolta più di noi genitori.

Insegniamo che cosa è sicuro per loro. Per i bambini con allergie alimentari, sceglieremo marche alternative e gli alimenti “sicuri” mostrando loro le confezioni. Facciamoci aiutare durante la spesa nella ricerca dei prodotti che possono mangiare. In questo modo impareranno a mettere in discussione quello che gli altri servono loro in quanto, a volte, gli adulti e gli altri bambini possono commettere un errore pensando che un particolare alimento sia sicuro. Insegnando ai bambini allergici ciò che è sicuro, riconosceranno se qualcosa appare diverso da quello che assumono abitualmente.

Incoraggiamoli a mettere in discussione ogni cosa. Tutti i bambini fanno naturalmente delle domande. Quelli allergici ne devono fare molte di più. Hanno bisogno di mantenere costantemente il controllo, chiedere e chiedersi se le pietanze, le situazioni e le circostanze siano veramente sicure per loro. Meglio dei piccoli “rompiscatole” che corse affannose al pronto soccorso!

Insegniamo loro a riconoscere quando la situazione è seria, senza spaventarli. Alcune allergie possono metterli a rischio di vita e, malgrado questo concetto possa essere difficilmente comprensibile per i bambini, non dobbiamo spaventarli. L’obiettivo da raggiungere è che si rendano conto che il latte, le uova o gli altri alimenti cui sono allergici può provocare loro sintomi così severi da dover correre in pronto soccorso obbligandoli a lasciare gli amici ed i giochi che stavano facendo. Se hanno avuto la sfortuna di sperimentare una reazione anafilattica, probabilmente non vogliono che ciò accada di nuovo e potrebbero essere molto spaventati. Spieghiamo loro che si è trattato di un evento serio senza drammatizzare oltre il dovuto. Non neghiamo quello che è accaduto ma, facciamo in modo che si rendano conto che si tratta di una faccenda seria. Coinvolgere i fratelli in queste spiegazioni può essere di aiuto in quanto possono, anch’essi, individuare situazioni di pericolo che ci sono sfuggite.

La prevenzione degli episodi di anafilassi da alimenti comincia dentro casa. È innegabile che l’avere un membro della famiglia affetto da allergia alimentare influenza la qualità della vita dell’intera famiglia. Nel caso di allergie ad alimenti particolari come, ad esempio, al sesamo, è più facile fare in modo che in casa non entri alcun alimento che contenga tale spezia. È più difficile essere così radicali per le allergie ad alimenti più diffusi come il latte, le uova, etc. In questo caso, facciamo in modo che tutti i membri più giovani della famiglia siano pienamente consapevoli delle difficoltà di convivere con qualcuno che soffra di un’allergia potenzialmente fatale. Spieghiamo loro il concetto di “contaminazione crociata” e della conservazione attenta degli alimenti privi di contaminanti. Se si preparano pietanze con uova, grano o prodotti di derivazione dal latte cui qualcuno dei nostri bambini è allergico, queste devono essere conservate in modo sicuro, magari in un contenitore sigillato e chiaramente contrassegnato (possono essere utili degli adesivi colorati), in modo che il bambino allergico eviti anche solo di toccarli.

Le cose si complicano quando si va fuori casa. A casa di amici, a scuola, in vacanza e negli altri luoghi diversi da quello domestico, i bambini allergici devono essere in grado di imparare a riconoscere e fronteggiare le situazioni pericolose. Quando sono molto piccoli bisogna fare in modo che chiedano ai genitori, o a chi li abbia in custodia, l’autorizzazione a mangiare qualsiasi cosa affinché si abbia la possibilità di verificare che sia sicura. Per i bambini più piccoli, infine, è bene considerare che possono essere pericolosi anche residui di cibo accidentalmente lasciati nell’area giochi o nelle scodelle degli animali domestici.

Malgrado sia complicato spiegare le allergie ai bambini, anche quando ne abbiamo uno come ospite in una festa di compleanno, se ci sforziamo di comprendere e far comprendere il suo essere “speciale”, verremo appagati di tutta la fatica ed avremo aiutato le nuove generazioni a comprendere e rispettare le diversità – non solo degli allergici!

Dal nuovo anno, nelle migliori librerie, sarà disponibile la guida per “sopravvivere” alle allergie scritta per i pazienti.

Il libro, edito dalla casa editrice “Pagine” ed acquistabile nelle migliori librerie, ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, il lettore potrà capire come si sviluppano le malattie allergiche prendendo in esame le allergopatie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, da farmaci, da veleno di insetti (api e vespe), da lattice della gomma fino ad arrivare ai quadri drammatici come l’anafilassi. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici. Dal momento che le malattie allergiche potrebbero, teoricamente, non manifestarsi se si riuscisse ad evitare l’esposizione agli agenti esterni che le provocano (gli allergeni e gli apteni), vengono presentate, di volta in volta, le possibilità di attuare manovre di prevenzione. Quando tali manovre sono attuabili, è possibile ridurre il numero e la severità delle reazioni allergiche.

Il numero di persone che soffrono di malattie allergiche è in costante aumento e questa tendenza non mostra segni di rallentamento. La regione di tale aumento non è ancora chiara ma gli esperti sospettano che dipenda da motivi ambientali (inquinanti, cattiva alimentazione, etc.) sulla nostra salute. Il Dr. Verna si augura che diffondendo in maniera semplice le conoscenze finora acquisite dalla scienza medica gettando uno sguardo sul prossimo futuro si possa contribuire a migliorare la qualità della vita degli allergici e delle loro famiglie nella convinzione che sapere significhi poter affrontare con maggiori chance di successo la propria malattia.

Scheda del libro

ISBN: 9788875575090 / 8875575096

Titolo: Allergie: manuale per pazienti

Autore: Nicola Verna

Casa editrice: Pagine

Anno di pubblicazione: 2017

Numero pagine: 148

Edizione: copertina morbida

Costo: 18,00 €

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Libreria Mondadori – Piazza Sirena, 9, Francavilla al Mare. Tel. 085/4918734; email: libreriagiana@gmail.com

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Casa Editrice Pagine

00136 Roma – Via Gualtiero Serafino 8

Amministrazione: 06/45468600
Redazione: 06/45468600
24 h su 24 h Fax: 06/39738771

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha tolto dalle farmacie l’antiasmatico Montelukast della Teva a scopo cautelativo a causa dei risultati fuori specifica evidenziati durante gli studi di stabilità in alcune confezioni.

Il lotto interessato è quello delle compresse masticabili da 5 milligrammi: n. M75033 scadenza 03/2017 Montelukast TE 28Cpr mast 5mg – AIC 040672178.

Il farmaco è usato nel trattamento dell’asma come terapia aggiuntiva, non per gli attacchi acuti ma, soprattutto per la prevenzione dell’insorgenza dell’asma. I farmaci indicati non vanno utilizzati e riportati in farmacia.

Riferimenti

Comunicato AIFA

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