Un recente studio condotto a Boston ha cercato di fotografare la prevalenza delle allergie ai farmaci più comunemente usati e le caratteristiche dei pazienti sulla base dei fascicoli sanitari elettronici di due grandi ospedali.


Lo studio condotto su più di 1,7 milioni di pazienti ha evidenziato che le donne hanno un numero significativamente maggiore di allergie ai farmaci più comunemente usati rispetto agli uomini.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Allergy, ha preso in esame le allergie a singoli farmaci e classi di farmaci in pazienti trattati in due ospedali di Boston per oltre due decenni. Nessuna delle allergie individuate è più frequente tra gli uomini. La ricerca ha anche mostrato che i pazienti bianchi hanno significativamente più allergie a farmaci rispetto agli altri gruppi razziali.
I ricercatori hanno utilizzato i fascicoli sanitari elettronici per monitorare le allergie ai farmaci nei pazienti trattati presso il Brigham and Women’s Hospital ed il Massachusetts General Hospital, dal 1990 al 2013. Più di un terzo ha avuto almeno una allergia ai farmaci ed il 31% di questi pazienti sono risultati allergici a due o più farmaci.
Le allergie più frequentemente segnalate sono state quelle alle penicilline, agli antibiotici sulfamidici ed agli oppiacei. Tra le donne, il 15% è risultata allergica alle penicilline rispetto al 10% degli uomini. Le donne hanno anche significativamente più allergie ad altre classi di antibiotici ed ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), tra cui l’aspirina e l’ibuprofene. I sintomi più comuni delle allergie da farmaci sono l’orticaria, il rash e la febbre. Alcune allergie ai farmaci risultano più comuni nella popolazione di colore, comprese le allergie agli ACE-inibitori, utilizzati per l’ipertensione, ed i FANS.
Lo studio ha evidenziato che le allergie agli ACE-inibitori e alle statine, prescritte per abbassare il colesterolo, sono più che raddoppiate a partire dai primi anni dopo il 2000. Sono colpiti da allergie alle statine l’1,5% di entrambi i sessi, forse perché tali farmaci vengono prescritti soprattutto agli uomini.

Riferimenti

Zhou L, Dhopeshwarkar N, et al. Drug allergies documented in electronic health records of a large healthcare system. Allergy. 2016 Sep;71(9):1305-13.

Le penicilline sono tra i farmaci più spesso ritenuti responsabili di allergie. L’orticaria cronica è una condizione molto spesso scambiata per allergia alle penicilline. Un recente studio epidemiologico pubblicato su Annals of Allergy, Asthma and Immunology, da parte di ricercatori dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia negli Stati Uniti, ha evidenziato che la prevalenza di orticaria cronica in pazienti che affermano di essere allergici alla penicillina è risultata 3 volte superiore rispetto alla popolazione generale.

L’orticaria cronica è quella sindrome che è caratterizzata dalla persistenza di pomfi per più di 6 settimane, che dipende raramente da una causa allergica e che può avere una durata imprevedibile. Alcuni studi sull’orticaria cronica hanno messo in evidenza che la malattia dura per più di un anno nel 50% dei casi e può arrivare a durare fino a 20 anni nel 20% dei casi.

La maggior parte delle reazioni allergiche da farmaci iniziano, invece, entro pochi minuti dall’assunzione del farmaco (reazioni allergiche immediate). Le manifestazioni di alcune reazioni allergiche possono comparire anche dopo alcune ore o giorni dall’inizio della somministrazione di un farmaco e possono perdurare per alcune settimane (reazioni allergiche ritardate).

Silverman ed i suoi colleghi di Philadelphia hanno hanno riesaminato le cartelle cliniche di 11.143 pazienti visitati presso il loro centro di Allergologica tra il 2007 e il 2014 e che riferivano allergia alle penicilline o orticaria cronica. In entrambi i gruppi di pazienti (quelli con riferita allergia alle penicilline e quelli con orticaria cronica), i ricercatori hanno cercato di trovare la percentuale di pazienti che hanno avuto sia allergia alla penicillina sia orticaria cronica.

Complessivamente, 1.332 pazienti dello studio hanno avuto una diagnosi di orticaria e, di questi ultimi, 666 pazienti hanno avuto una diagnosi di orticaria cronica. Tra i pazienti con la diagnosi di orticaria cronica, 220 hanno riferito di aver avuto una reazione avversa che ritenevano causata da una penicillina. I ricercatori hanno anche trovato che 440 dei 1.516 pazienti che riferivano di avere una allergia alle penicilline ha avuto orticaria, e 220 di questi aveva avuto un’orticaria cronica.

Hanno anche trovato 9.627 pazienti che non riferivano alcuna allergia alla penicillina. Di questi ultimi, solo 446 (4,6%) hanno avuto orticaria cronica. Quest’ultimo dato risulta in linea con i dati epidemiologi già noti che descrivono una prevalenza di orticaria cronica tra lo 0,5% ed il 5% nella popolazione generale. Tale dato appare, altresì, molto distante dalla prevalenza quasi 3 volte superiore (14,5%) osservata nei pazienti con riferita allergia alle penicilline con orticaria cronica.

L’osservazione epidemiologica di un apparente legame tra orticaria cronica e riferite allergia alle penicilline evidenzia la necessità di approfondire le “presunte” allergie da farmaci nei pazienti con orticaria cronica con gli opportuni test allergometrici per evitare l’incongrua eliminazione di tali antibiotici, l’impiego di farmaci alternativi, talvolta più costosi e meno efficaci per l’infezione in atto. D’altro canto, i pazienti che riferiscono di avere una allergia alle penicilline potrebbero effettivamente avere un’orticaria cronica. Tutti quei pazienti che riferiscono una allergia alle penicilline, pertanto, dovrebbero essere attentamente valutati dal medico per l’orticaria cronica.

Riferimenti

Silverman S, et al. Association between chronic urticaria and self-reported penicillin allergy. Ann Allergy Asthma Immunol. 2016 Jan 9. pii: S1081-1206(15)00825-X. doi: 10.1016/j.anai.2015.11.020. [Epub ahead of print]