Da Febbraio di quest’anno è disponile il testo di 523 pagine dal titolo “MALATTIE DEL SISTEMA IMMUNITARIO” curato da Raffaele D’Amelio, Massimo Fiorilli, Roberto Paganelli e Roberto Perricone, con i quali ho collaborato per alcuni capitoli sulle malattie allergiche.

Il testo è scritto in modo semplice e comprensibile anche per i non addetti ai lavori, inoltre, è aggiornato, approfondito ed educativo. Nei vari capitoli sono presenti tutti gli aspetti eziopatogenetici e clinici delle malattie del sistema immunitario, ad esempio, le immunodeficienze e le malattie allergiche. Vengono anche trattate situazioni immunopatologiche causate dal cattivo funzionamento del sistema immunitario con localizzazione in vari organi e apparati, che storicamente o per tradizione, ma in modo errato, son considerate malattie di competenza di altre specialità.

Le nozioni contenute saranno di grande aiuto agli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia, a quelli di discipline affini, ai medici di medicina generale, ai cultori di altre specialità vicine all’Immunologia ed all’Allergologia, ovviamente, agli specializzandi e specialisti di Allergologia e Immunologia Clinica.

Riferimenti

Società Editrice Universo

La maggior parte delle persone che credono di essere allergiche alle penicilline non risultano tali quando vengono sottoposte ai test allergometrici specifici per tali antibiotici. L’anafilassi da penicillina, ovvero, quella grave reazione allergica, potenzialmente fatale, in seguito all’assunzione del farmaco, inoltre, è una evento estremamente raro.

Molte persone non sanno nemmeno perché sono state “etichettate” come allergiche alle penicilline. Ad altre è stato raccontato di aver manifestato una reazione avversa quando erano bambini, mentre erano in trattamento con tali antibiotici. Altre persone non assumono le penicilline solo perché un membro della loro famiglia ha avuto una reazione allergica. Altre ancora hanno avuto dei rush cutanei perché sono stati trattati con le penicilline mentre erano affetti da malattie virali come, ad esempio, la mononucleosi. Le malattie virali, da un lato, non beneficiano del trattamento antibiotico, dall’altro, nel caso di un’ingiustificata prescrizione di tali farmaci, possono produrre rush cutanei o altri effetti collaterali erroneamente attribuiti alle penicilline.

Le penicilline sono antibiotici beta-lattamici derivanti dalle ricerche di Alexander Fleming che gli sono valse il conferimento del Premio Nobel per la Medicina nel 1945. Tali antibiotici sono utilizzati per diverse malattie che vanno dalle faringiti alle otiti. I “veri allergici” alla penicillina sono costretti ad assumere degli antibiotici alternativi più costosi e che possono avere maggiori effetti collaterali.

Una reazione allergica “vera” alla penicillina può causare una ampia varietà di sintomi. Le manifestazioni più comuni sono eruzioni cutanee, pomfi (orticaria), prurito, gonfiore del volto o altre regioni del corpo (angioedema), difficoltà di respirazione, sintomi e segni di anafilassi. La contemporanea presenza di vomito, nausea e diarrea possono possono far preludere all’evenienza più rara è più temibile rappresentata dall’anafilassi. Essa può manifestarsi con la chiusura completa delle vie respiratorie e della gola fino all’arresto respiratorio, il severo calo della pressione sanguigna, il polso debole ed accelerato, le vertigini e lo stordimento fino alla perdita di coscienza.

Riconoscere la differenza tra una reazione allergica alla penicillina e gli effetti collaterali segnalati nel foglietto illustrativo del farmaco consente di capire quando sia necessario richiedere l’immediato intervento di un medico. Le vere reazioni allergiche insorgono rapidamente dopo l’assunzione del farmaco, generalmente entro 10-15 minuti e, quasi tutte, entro 1-2 ore. La comparsa di mal di stomaco tre giorni dopo l’inizio di un ciclo di terapia con la penicillina, probabilmente, non è indicativa di una reazione allergica. Questo tipo di reazione è più probabilmente inquadrabile come un effetto collaterale.

Bisogna notare che, allo stato attuale delle conoscenze mediche, il protocollo dei test cutanei per le penicilline è l’unico standardizzato. Per gli altri antibiotici sono ancora in fase di studio dei protocolli per verificarne e confermarne le allergie.

Nei casi di sospetta allergia alla penicillina è bene chiedere un consulto allergologico che potrebbe dirimere i dubbi anche con il colloquio. Le informazioni utili da raccogliere prima della visita allergologica sono il nome del farmaco (o dei farmaci) coinvolto/i nella reazione, quando è avvenuta la reazione, i sintomi della reazione, l’eventuale comparsa di sintomi simili in assenza dell’assunzione di farmaci, i farmaci successivamente assunti senza manifestare reazioni.

I test allergologici per le penicilline aiutano a capire se un paziente è veramente allergico a tali antibiotici o se abbia “superato” l’allergia a tali farmaci. Quando una reazione alla penicillina è avvenuta molti anni fa, il sistema immunitario può “dimenticare” l’allergia, nel caso l’antibiotico non sia stato più assunto. Dopo 10 anni dalla reazione, fino al 90 per cento delle persone sembra aver superato l’allergia alla penicillina e la probabilità di avere una reazione è molto bassa. Tale dato epidemiologico, non rende, però, sicura la riassunzione della penicillina senza una consulenza allergologica ed i relativi test.

Riferimenti

- Brockow K1, Garvey LH, et al. Skin test concentrations for systemically administered drugs — an ENDA/EAACI Drug Allergy Interest Group position paper. Allergy. 2013 Jun;68(6):702-12.

- Macy E. Practical Management of Patients with a History of Immediate Hypersensitivity to Common non-Beta-Lactam Drugs. Curr Allergy Asthma Rep. 2016 Jan;16(1):4.

Una recente ricerca suggerisce che i trattamenti oggi disponibili non sono in grado di ridurre il rischio di tale evoluzione. Bisogna, pertanto, lavorare sulla prevenzione dei fattori di rischio, rappresentati dal fumo di tabacco e l’inquinamento.

Un recente studio pubblicato il 12 Maggio scorso sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine parte dall’osservazione che molti bambini affetti da asma, migliorano nel corso della vita. Alcuni, però, circa il 20%, possono sviluppare una broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) già nelle prime fasi dell’età adulta. I dati dei ricercatori suggeriscono che i bambini con funzionalità respiratoria polmonare e crescita polmonare più ridotte sono quelli a più alto rischio di sviluppare una BPCO.

Lo studio multicentrico è stato condotto su quasi 700 bambini asmatici. Esso ha evidenziato che la compromissione durante l’infanzia della funzione polmonare e il sesso maschile sono i fattori predittivi più significativi per lo sviluppo di una ostruzione bronchiale irreversibile e, quindi, della BPCO. La maggior probabilità del sesso maschio verso la prognosi peggiore potrebbe, comunque, derivare dalla maggiore prevalenza dell’asma nei ragazzi rispetto alle ragazze.

Sembra che, attualmente, si possa incidere su questa infausta evoluzione verso la BPCO solo evitando i fattori di rischio (soprattutto il fumo di tabacco e l’inquinamento) ma, non si esclude che i nuovi farmaci biologici e l’immunoterapia specifica possa giocare un ruolo nel ridurre tale rischio.

Riferimenti

McGeachie MJ, Yates KP, et al. Patterns of Growth and Decline in Lung Function in Persistent Childhood Asthma. N Engl J Med. 2016 May 12;374(19):1842-52.

Alcune persone escludono immotivatamente alcuni alimenti dalla loro dieta senza una diagnosi di allergia, altre non si sottopongono alla vaccinazione anti-influenzale a causa di una presunta sensibilità all’uovo senza una chiara dimostrazione di allergia. Questi sono solo alcuni esempi di luoghi comuni che creano confusione e riducono la qualità della vita delle persone che non hanno ottenuto una corretta diagnosi specialistica di allergia.

“Ho un’allergia ai coloranti artificiali”

Alcuni attribuiscono i disturbi più svariati (orticaria cronica, asma, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, etc.) all’allergia ai coloranti artificiali utilizzati per gli alimenti. Finora non vi è alcuna prova scientifica che i coloranti artificiali possano causare questi disturbi.

“Sono sensibile alle proteine dell’uovo e non posso sottopormi alle vaccinazioni anti-influenzali”

Alcune persone sensibili alle proteine delle uova rifiutano la vaccinazione anti-influenzale. Gli attuali vaccini anti-influenzali sono sicuri per la maggior parte delle persone con allergia all’uovo in quanto, pur essendo ottenuti coltivando i virus su uova di gallina, contengono quantità molto basse di proteine di tale alimento. E’ solo per gli individui con allergia “severa” all’uovo che è consigliabile consultare uno Specialista in Allergologia per una valutazione del rischio.

“Ho la rinite allergica e non posso fare l’anestesia locale dal dentista”

Alcuni pazienti pensano di doversi sottoporre a test allergometrici per gli anestetici locali usanti dal Dentista perché sono affetti da una rinite allergica. Non è stata mai dimostrata una cross-reattività tra le sostanze che provocano rinite allergica e gli anestetici locali. L’effettuazione dei test allergometrici per gli anestetici locali, nei pazienti che non hanno mai avuto alcuna reazione avversa a tali farmaci, non ha alcuna utilità. Allo stato attuale delle conoscenze mediche, infatti, i test allergometrici non sono in grado di prevedere nuove reazioni allergiche in pazienti che non hanno mai assunto un dato farmaco o non abbiamo mai avuto manifestazioni compatibili con allergia ad un dato farmaco.

“Non si devono somministrare alimenti allergizzanti ai bambini piccoli”

A causa anche di alcune linee guida di qualche anno fa, si è diffusa la convinzione che sarebbe pericoloso somministrare alimenti come noci e pesce ai bambini fino ai 12 mesi di età. Le raccomandazioni contenute in tali linee guida non erano basate su evidenze scientifiche e sono state successivamente smentite. In realtà, ci sono prove emergenti a favore dell’introduzione precoce di alimenti solidi, anche potenzialmente allergenici, affiancata all’allattamento al seno. Tale prassi sembra promuovere la tolleranza verso gli alimenti e ridurre le allergie.

“Il mio gatto è ipoallergenico!!!

Non esistono animali con pelliccia veramente ipoallergenica. In realtà, tutti gli animali secernono alcuni allergeni nella loro saliva, dalle ghiandole sebacee e quelle perianali: non è la pelliccia che scatena le allergie. Alcune razze sono solo meno “fastidiose” per chi soffre di allergie rispetto ad altre. Attenzione anche pesci e tartarughe d’acqua dolce. Essi sono, spesso, considerati una valida alternativa per gli allergici ai derivati epidermici. Senza manutenzione sufficiente, però, anche il simpatico pesciolino “Nemo” può scatenare i sintomi delle allergie. In varie parti degli acquari o delle vaschette possono svilupparsi delle muffe potenzialmente allergizzanti!

“La diagnosi di allergia si fa con un prelievo di sangue”

Gli esami del sangue (dosaggio delle IgE specifiche ed ISAC) da soli sono in grado di evidenziare solo le “sensibilizzazioni” agli allergeni. L’essere sensibili ad una sostanza non è sinonimo di esserne allergici. E’ solo uno specialista Allergologo che può porre una diagnosi di allergia sulla base del racconto del paziente, i test cutanei, gli esami del sangue ed i test di provocazione. Basare la diagnosi solo su un test può portare a interpretazioni errate, confusione diagnostica e l’eliminazione ingiustificata di alcuni alimenti, farmaci etc.

Vediamo in dettaglio quali sono le allergie che potrebbero verificarsi dal dentista e come affrontarle

Una seduta dal dentista non è, spesso, in cima alla lista delle nostre priorità. Molti di noi tendono a rimandare gli appuntamenti dal dentista per la paura di doversi sottoporre a procedure dolorose. Altri, invece, vanno incontro ad esperienze spiacevoli a causa di manifestazioni allergiche che possono verificarsi mentre sono dal dentista. Alcune persone, infatti, possono avere una allergia al lattice della gomma, agli anestetici locali o ai materiali odontoiatrici che possono manifestarsi durante una seduta. Se già sappiamo di avere una di queste allergie è necessario informare il nostro dentista prima di iniziare qualsiasi trattamento!!!

Allergia al lattice della gomma

Il lattice è il costituente principale della maggior parte dei prodotti in gomma e si trova comunemente in prodotti utilizzati nel settore sanitario inclusi i guanti di protezione in lattice. Alcune persone possono sviluppare un’allergia al lattice che può causare reazioni di diverso grado di gravità. Essa vanno dall’orticaria, al prurito nel sito di contatto o generalizzato, al senso di costrizione alla gola, al respiro affannoso, alla difficoltà di respirazione fino all’anafilassi. Tali evenienze allergiche potrebbero verificarsi quando si va da un dentista che indossa guanti in lattice.

Allergia agli anestetici locali

Le reazioni agli anestetici locali sono relativamente comuni anche se, nella maggior parte dei casi, non dipendono da una vera allergia. I sintomi che si verificano dopo l’uso di anestetici locali possono anche essere causati da ansia, iperventilazione o dipendere dagli effetti collaterali dell’adrenalina che viene, spesso, aggiunta agli anestetici locali per rendere l’anestesia più duratura nel tempo. Quando si ha, comunque, il sospetto di aver avuto una reazione avversa agli anestetici locali, è necessario parlarne con il proprio dentista che prenderà le opportune precauzioni per evitare nuove reazioni o consiglierà i test allergometrici nel caso ci sia il fondato sospetto di una vera allergia.

Dermatite da contatto da materiali odontoiatrici

Molti prodotti chimici e materiali utilizzati in uno studio dentistico sono in grado di causare dermatiti da contatto sul viso, sulle labbra e sulle gengive. Gli ingredienti dell’amalgama dentale, i collanti o la porcellana possono causare arrossamento, gonfiore e irritazione delle gengive. Gli aromi che si trovano in collutori, dentifrici e trattamenti al fluoro potrebbero causare eruzioni cutanee pruriginose all’interno della bocca o sulla pelle intorno alle labbra. Infine, le “dighe dentali” contenenti composti in gomma, di solito diversi da lattice, possono provocare dermatite da contatto intorno alla bocca. Altri potenziali allergeni da contatto presenti nello studio del dentista possono causare reazioni intorno alla bocca, sulle labbra, o all’interno della bocca. Informiamo il nostro dentista se abbiamo avuto in passato reazioni simili. Egli ci consiglierà, con l’aiuto di un allergologo, i test allergometrici più appropriati.

Riferimenti

Che cosa è il polline?

I pollini sono piccoli “corpuscoli” sferoidali rilasciati da piante con i fiori (Gimnosperme e Angiosperme) trasportati dal vento o dagli insetti. Servono per l’impollinazione di altre piante dello stesso tipo a fini riproduttivi. Quando i granuli pollinici sono sospesi nell’aria possono venire in contatto con gli occhi, il naso e i polmoni causando reazioni avverse nelle persone allergiche.

I sintomi delle allergie respiratorie da pollini possono essere la rinite, la congiuntivite e l’asma.

I pollini che vengono sparsi dal vento sono quelli responsabili delle allergie mentre, i pollini trasportati dagli insetti come le api, generalmente, non scatenano reazioni allergiche. In via generale possiamo dire che le piante con fiori di colori sgargianti e vivaci come le rose sono impollinate dagli insetti e non causano allergie in quanto i loro pollini non sono presenti nell’aria. Le piante responsabili di allergie respiratorie, generalmente, non sono coltivate, sono molto meno appariscenti e producono grandi quantità di pollini di dimensioni comprese da i 5 ed i 200 micron.

Come faccio a sapere se sono allergico ai pollini?

Un Allergologo può aiutare a determinare se si è affetti da allergie da pollini (pollinosi) individuando anche a quali tipi di pollini derivanti da alberi o erbe si è allergici. Questo si realizza attraverso test allergologici sia cutanei, sia di laboratorio (dosaggio delle IgE specifiche). I test allergologici sono utili per predire i periodi dell’anno in cui si hanno maggiori probabilità di comparsa dei sintomi di allergia al fine di prevenirli e trattarli con l’immunoterapia specifica.

Riferimenti

EAACI – Spring and Pollinosis

Il New Jersey è intenzionato a presentare una proposta di legge al Senato degli Stati Uniti che consente di segnalare sulla patente dei conducenti di veicoli a motore la loro condizione di allergici a farmaci come la penicillina, etc. Negli Stati Uniti ci sono circa 5,4 milioni di persone allergiche alla penicillina. La patente di guida è il mezzo più spesso utilizzato per cercare informazioni essenziali in caso di emergenza. Essa, pertanto, dovrebbero contenere informazioni che potrebbero salvare una vita in tali casi quando il tempo per prendere delle decisioni da parte degli operatori sanitari è breve. Sarebbe paradossale perdere una vita umana solo per aver ignorato informazioni già note come i farmaci da evitare a causa delle allergie!

Secondo la proposta di legge dello stato del New Jersey, gli automobilisti potranno far annotare volontariamente sulla patente la loro allergia da farmaci. Una proposta simile appare molto utile anche per il nostro paese e potrebbe essere estesa a tutta la cittadinanza con l’utilizzo della tessera sanitaria.

Riferimenti

New Jersey Assembly approves benefit for drivers with drug allergies

Che l’asma avesse una qualche influenza sulla gravidanza e la fertilità femminile è cosa risaputa da tempo ma, tale dato era basato su studi di piccole dimensioni o su studi basati solo su questionari. Un recente studio prospettico osservazionale di coorte in via di pubblicazione sullo European Respiratory Journal condotto su 245 donne ha evidenziato una relazione tra l’asma ed un tempo più lungo della gravidanza ed un tasso inferiore di natalità. Nel dettaglio, il tempo totale medio per raggiungere una gravidanza è risultato 32,2 mesi nelle donne non-asmatiche e 55,6 mesi per quelle asmatiche. Le donne asmatiche risultano avere anche un minor numero di concepimenti e tale tendenza è più evidente nelle donne più anziane.

Alla luce di questi risultati, le donne asmatiche dovrebbero essere incoraggiate alla gravidanza in età più precoce ed ad ottimizzare il loro trattamento per l’asma nel periodo che precede il concepimento.

Riferimenti

Gade EJ, Thomsen SF, Lindenberg S, Backer V. Fertility outcomes in asthma: a clinical study of 245 women with unexplained infertility.Eur Respir J. 2016 Feb 11.

Alcuni studi epidemiologici, finora, hanno evidenziato una sorta di effetto “protettivo” (associazione inversa) tra malattie tumorali ed allergie. Un ulteriore recente studio, a conferma di tale osservazione, è quello guidato da alcuni ricercatori del Texas e pubblicato on-line il 5 Febbraio 2016 sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Gli studiosi hanno avuto accesso ai dati epidemiologici di 5 diversi paesi ed inerenti le malattie allergiche ed i gliomi, tumori che rappresentano l’80% delle neoplasie maligne del cervello. Il team internazionale di ricercatori, nello specifico, ha esaminato i dati clinici di più di 4.500 pazienti affetti da glioma e quasi 4.200 persone senza cancro al cervello. Essi hanno riscontrato che la presenza di allergie respiratorie, asma e l’eczema è statisticamente associata con un ridotto rischio (-30%) di sviluppare un glioma. A fronte di tale dato, ora, è necessario capire la modalità di azione o come le allergie, l’asma e l’eczema svolgano il loro ruolo protettivo contro tali tumori per sviluppare nuove strategie di prevenzione e terapie anti-tumorali.

Riferimenti

E. Susan Amirian, Renke Zhou, et al. Approaching a Scientific Consensus on the Association between Allergies and Glioma Risk: A Report from the Glioma International Case-Control Study. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev February 2016 25; 282.

Pare che lo stesso premier russo, Vladimir Putin, si sia espresso contro gli atleti norvegesi asmatici che, secondo la sua opinione, sarebbero favoriti dall’utilizzo dei farmaci nelle performance sciistiche. La proposta di non far gareggiare gli asmatici appare, tuttavia, assurda e carica di pericolosi risvolti per l’intero mondo dello sport.

Riferimenti

Dalla Russia veleno contro la Norvegia: “I malati di asma dovrebbero essere fermati”

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