Qualche tempo fa, l’insegnante di Scienze di mia figlia mi chiese di tenere una lezione sul “sistema immunitario” alla sua classe di quinta della scuola primaria. Accettai di buon grado l’invito convinto di potere sbrigare la questione in breve tempo. Mi misi subito all’opera cercando di preparare la lezione “pescando”, qua e là, tra le diapositive presenti nel mio hard-disk ed utilizzate nei meeting con i colleghi medici o con gli infermieri. In breve tempo, realizzai di essere in un vicolo cieco e che se avessi proseguito sulla strada intrapresa avrei prodotto solo una noiosa sequenza di nozioni che non avrebbe lasciato ai bambini alcun messaggio da portare a casa.

Mentre lavoravo sul “sistema immunitario per bambini” mi sono reso conto che il compito che stavo svolgendo per la classe di mia figlia era, in realtà, molto simile a quello che i genitori dei giovani pazienti allergici sono costretti a svolgere, già all’uscita dall’ambulatorio, completando quelle poche spiegazioni ricevute nei tempi canonici di una visita allergologica.

Partendo dalle “semplificazioni” che inconsciamente, nel corso degli anni, hanno formato una sorta di bagaglio di risposte alle domande più frequenti rivoltemi dai pazienti più giovani e malgrado ogni bambino ed ogni famiglia siano diversi, credo che ci siano alcune indicazioni utili per i genitori per spiegare le malattie allergiche ai loro figli e fare in modo che il motto “più conosco, meglio mi curo” valga anche per i più piccoli.

Per prima cosa dovremmo rivolgerci ai bambini allergici non come a dei “malati” ma come a “persone speciali”. Non diremo una bugia spiegando che il loro corpo, in realtà, si comporta in maniera particolare in quanto considera gli acari, le uova o qualsiasi altro allergene come un invasore da combattere e sconfiggere. In qualche modo, il loro corpo, ed in particolare il loro sistema immunitario, è più vigile e “scontroso” di quello dei bambini non allergici. Quando compaiono i sintomi delle allergie, i globuli bianchi agiscono come dei “soldati” che accorrono nella zona del corpo che ha bisogno di aiuto e protezione. Nel caso degli allergici, i soldati hanno ricevuto l’ordine sbagliato di attaccare qualcosa che, in realtà, è innocuo. Per colpa di questa insulsa guerra, gli acari, le uova, etc. diventano dei veleni che vanno evitati.

Non trascuriamo di spiegare (e rispiegare anche a distanza di tempo!) come si usa l’adrenalina autoniettabile ai bambini cui è stata prescritta. L’adrenalina per i bambini allergici è una sorta di “antidoto” contro il veleno con cui si può venire a contatto accidentalmente. Insegniamo loro quando devono usarla, quali sono i “segnali” cui prestare attenzione e come maneggiarla con sicurezza. Ci potrebbe essere la malaugurata possibilità che debbano praticarsela da soli e il panico potrebbe giocare brutti scherzi. In alcuni casi, scopriremo che i bambini sono sorprendentemente lucidi di fronte al pericolo, talvolta più di noi genitori.

Insegniamo che cosa è sicuro per loro. Per i bambini con allergie alimentari, sceglieremo marche alternative e gli alimenti “sicuri” mostrando loro le confezioni. Facciamoci aiutare durante la spesa nella ricerca dei prodotti che possono mangiare. In questo modo impareranno a mettere in discussione quello che gli altri servono loro in quanto, a volte, gli adulti e gli altri bambini possono commettere un errore pensando che un particolare alimento sia sicuro. Insegnando ai bambini allergici ciò che è sicuro, riconosceranno se qualcosa appare diverso da quello che assumono abitualmente.

Incoraggiamoli a mettere in discussione ogni cosa. Tutti i bambini fanno naturalmente delle domande. Quelli allergici ne devono fare molte di più. Hanno bisogno di mantenere costantemente il controllo, chiedere e chiedersi se le pietanze, le situazioni e le circostanze siano veramente sicure per loro. Meglio dei piccoli “rompiscatole” che corse affannose al pronto soccorso!

Insegniamo loro a riconoscere quando la situazione è seria, senza spaventarli. Alcune allergie possono metterli a rischio di vita e, malgrado questo concetto possa essere difficilmente comprensibile per i bambini, non dobbiamo spaventarli. L’obiettivo da raggiungere è che si rendano conto che il latte, le uova o gli altri alimenti cui sono allergici può provocare loro sintomi così severi da dover correre in pronto soccorso obbligandoli a lasciare gli amici ed i giochi che stavano facendo. Se hanno avuto la sfortuna di sperimentare una reazione anafilattica, probabilmente non vogliono che ciò accada di nuovo e potrebbero essere molto spaventati. Spieghiamo loro che si è trattato di un evento serio senza drammatizzare oltre il dovuto. Non neghiamo quello che è accaduto ma, facciamo in modo che si rendano conto che si tratta di una faccenda seria. Coinvolgere i fratelli in queste spiegazioni può essere di aiuto in quanto possono, anch’essi, individuare situazioni di pericolo che ci sono sfuggite.

La prevenzione degli episodi di anafilassi da alimenti comincia dentro casa. È innegabile che l’avere un membro della famiglia affetto da allergia alimentare influenza la qualità della vita dell’intera famiglia. Nel caso di allergie ad alimenti particolari come, ad esempio, al sesamo, è più facile fare in modo che in casa non entri alcun alimento che contenga tale spezia. È più difficile essere così radicali per le allergie ad alimenti più diffusi come il latte, le uova, etc. In questo caso, facciamo in modo che tutti i membri più giovani della famiglia siano pienamente consapevoli delle difficoltà di convivere con qualcuno che soffra di un’allergia potenzialmente fatale. Spieghiamo loro il concetto di “contaminazione crociata” e della conservazione attenta degli alimenti privi di contaminanti. Se si preparano pietanze con uova, grano o prodotti di derivazione dal latte cui qualcuno dei nostri bambini è allergico, queste devono essere conservate in modo sicuro, magari in un contenitore sigillato e chiaramente contrassegnato (possono essere utili degli adesivi colorati), in modo che il bambino allergico eviti anche solo di toccarli.

Le cose si complicano quando si va fuori casa. A casa di amici, a scuola, in vacanza e negli altri luoghi diversi da quello domestico, i bambini allergici devono essere in grado di imparare a riconoscere e fronteggiare le situazioni pericolose. Quando sono molto piccoli bisogna fare in modo che chiedano ai genitori, o a chi li abbia in custodia, l’autorizzazione a mangiare qualsiasi cosa affinché si abbia la possibilità di verificare che sia sicura. Per i bambini più piccoli, infine, è bene considerare che possono essere pericolosi anche residui di cibo accidentalmente lasciati nell’area giochi o nelle scodelle degli animali domestici.

Malgrado sia complicato spiegare le allergie ai bambini, anche quando ne abbiamo uno come ospite in una festa di compleanno, se ci sforziamo di comprendere e far comprendere il suo essere “speciale”, verremo appagati di tutta la fatica ed avremo aiutato le nuove generazioni a comprendere e rispettare le diversità – non solo degli allergici!

Dal nuovo anno, nelle migliori librerie, sarà disponibile la guida per “sopravvivere” alle allergie scritta per i pazienti.

Il libro, edito dalla casa editrice “Pagine” ed acquistabile nelle migliori librerie, ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, il lettore potrà capire come si sviluppano le malattie allergiche prendendo in esame le allergopatie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, da farmaci, da veleno di insetti (api e vespe), da lattice della gomma fino ad arrivare ai quadri drammatici come l’anafilassi. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici. Dal momento che le malattie allergiche potrebbero, teoricamente, non manifestarsi se si riuscisse ad evitare l’esposizione agli agenti esterni che le provocano (gli allergeni e gli apteni), vengono presentate, di volta in volta, le possibilità di attuare manovre di prevenzione. Quando tali manovre sono attuabili, è possibile ridurre il numero e la severità delle reazioni allergiche.

Il numero di persone che soffrono di malattie allergiche è in costante aumento e questa tendenza non mostra segni di rallentamento. La regione di tale aumento non è ancora chiara ma gli esperti sospettano che dipenda da motivi ambientali (inquinanti, cattiva alimentazione, etc.) sulla nostra salute. Il Dr. Verna si augura che diffondendo in maniera semplice le conoscenze finora acquisite dalla scienza medica gettando uno sguardo sul prossimo futuro si possa contribuire a migliorare la qualità della vita degli allergici e delle loro famiglie nella convinzione che sapere significhi poter affrontare con maggiori chance di successo la propria malattia.

Scheda del libro

ISBN: 9788875575090 / 8875575096

Titolo: Allergie: manuale per pazienti

Autore: Nicola Verna

Casa editrice: Pagine

Anno di pubblicazione: 2017

Numero pagine: 148

Edizione: copertina morbida

Costo: 18,00 €

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Libreria Mondadori – Piazza Sirena, 9, Francavilla al Mare. Tel. 085/4918734; email: libreriagiana@gmail.com

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La fine dell’estate può rapidamente trasformarsi in stagione piena di starnuti grazie ai nuovi allergeni che stanno venendo alla ribalta. Le principali cause di allergie respiratorie di fine estate sono rappresentate dal polline di Ambrosia e dalle spore delle muffe.

L’allergia all’Ambrosia è una delle pollinosi più fastidiose. La pianta responsabile di tali pollinosi è l’Ambrosia artemisiifolia, una specie derivante dal Nord America che da molti anni si sta diffondendo anche in Italia. La peculiarità di questa pianta è che nel corso dell’anno ha più periodi di fioritura, e quindi di impollinazione: fiorisce da Maggio a Giugno ma, poi, ritorna attiva nel mese di Agosto e, in alcuni, casi fino ad Ottobre. Chi è allergico a questa pianta facilmente è sensibilizzato anche nei confronti di altri pollini e si ritrova così a lottare con i caratteristici sintomi per un periodo di tempo notevolmente lungo.
Le muffe proliferano soprattutto durante l’estate e l’autunno, quando il clima è più caldo ed umido. Tuttavia, le spore vengono aerodisperse durante tutto l’anno e, per questa ragione, possono causare allergie in qualunque momento. Le muffe più allergizzanti in Italia sono l’Alternaria che cresce su ortaggi e frutta in decomposizione e in ambienti particolarmente umidi, il Cladosporium, l’Aspergillus che cresce su vegetali, fiori, fieno e terreno e il Penicillium.
I sintomi dell’allergia all’Ambrosia ed alle muffe sono simili a quelli delle altre allergie respiratorie ed hanno le caratteristiche della rinite e sono spesso confusi con una sindrome influenzale: starnuti, naso chiuso, sgocciolamento, congiuntivite, bruciore e prurito agli occhi, affaticamento, difficoltà a respirare, tosse e, nei casi più gravi, si può arrivare all’asma.
Per difendersi da tali allergie è bene consultare i calendari pollinici che riportano, spesso, anche la conta delle spore fungine presenti negli ambienti esterni. Nella maggior parte dei casi, però, le manovre individuali di evitamento dell’esposizione non sono sufficienti ed è necessario sottoporsi ad una visita allergologica nel corso della quale verrà posta la corretta diagnosi e verrà fornito un “piano di azione” per la rinite ed, eventualmente, per l’asma. Esso prevede l’utilizzo di farmaci sintomatici da iniziare prima della fioritura e/o della aerodispersione delle spore e, in casi selezionati, all’immunoterapia specifica.

Letture consigliate

Bordas-Le Floch V, et al. New insights into ragweed pollen allergens. Curr Allergy Asthma Rep. 2015 Nov;15(11):63.

 

Per tenere sotto controllo le allergie, arriva “Allergy Control” la nuova app gratuita per conoscere le allergie respiratorie, gli allergeni, i calendari pollinici, le terapie e gestire al meglio l’Immunoterapia Allergene Specifica.

L’obiettivo di Allergy Control è quello di aiutare il paziente allergico, accompagnandolo dopo la prima visita nella gestione della terapia concordata con l’allergologo. Questo grazie alla possibilità di consultare il calendario pollinico per regione, ma soprattutto grazie al diario dell’allergico dove, compilando i campi, si potrà registrare l’andamento della patologia nel tempo, archiviando informazioni che permetteranno al paziente di incontrare l’allergologo, nelle visite programmate, con un quadro chiaro e preciso del proprio stato. Tra le funzionalità dell’app si segnalano infine anche una raccolta di domande e risposte ricorrenti sulla gestione dell’AIT sia per gli adulti che per i bambini.

E’ possibile scaricarla gratuitamente dal sito di FederAsma e Allergie Onlus: http://www.federasmaeallergie.org/allergy-control/

Le malattie allergiche affliggono il 10,3% della popolazione italiana con un impatto sociale ed economico rilevante. Nonostante tali numeri, non è ancora presente una corrispondente sensibilità alle difficoltà quotidiane che il paziente allergico deve affrontare. Per questo è molto importante aderire ad associazioni che tutelino gli interessi di una fetta così ampia della popolazione.
APA-Italia si prefigge ai essere parte attiva e propositiva per instaurare un innovativo rapporto tra il Sistema Sanitario Nazionale ed il paziente con malattie allergo/immunoiogiche.
APA-Italia sta procedendo secondo un piano, approvato nel corso dell’ultima assemblea dei soci:
- consolidamento della sua presenza mediante la formazione di coordinamenti regionali;
- miglioramento della comunicazione attraverso il sito web;
- attuazione di giornate formative destinate ai pazienti.
Iscriversi all’associazione é semplice e gratuito. E’ sufficiente, infatti, visitare il sito web: www.apaitalia.it, cliccare sul pulsante in alto a destra “iscriviti all’associazione”, compilare i campi con i propri dati personali, infine copiare il codice di controllo nell’apposita casella e procedere con l’invio della richiesta.
Si riceverà una email di conferma della ricezione della richiesta di adesione.
L’adesione è gratuita!

Associazione Pazienti Allergici – Sede Legale: Via Torregalli, 3, 50143 Firenze

Web: www.apaitalia.it; mail: info@apaitalia.it; Codice Fiscale:  94185090480.

Uno studio svedese suggerisce che i genitori che lavano i piatti a mano, piuttosto che in una lavastoviglie, possono involontariamente abbassare la probabilità dei loro figli di sviluppare asma ed allergie. Lo studio pubblicato sulla rivista Pediatrics si basa sulla “ipotesi igienica” di David P. Strachan secondo la quale l’esposizione microbica durante i primi anni di vita induce la tolleranza immunologica attraverso la stimolazione del sistema immunitario riducendo il rischio di sviluppare allergie.

I ricercatori hanno analizzato, attraverso un questionario, diversi fattori dello stile di vita delle famiglie di 1.029 bambini di età compresa tra 7 e 8 anni della zona di Göteborg, sulla costa sud occidentale della Svezia.

Lo studio ha evidenziato un’associazione statistica tra il lavare i piatti a mano ed un ridotto rischio di sviluppare malattie allergiche nei bambini. Tale effetto “protettivo”, inoltre, sarebbe amplificato se i bambini mangiano cibi fermentati o se le famiglie acquistano gli alimenti direttamente dalle aziende agricole locali.

I risultati dello studio hanno dimostrato solo una associazione e non un rapporto di causa-effetto. Rimane, infatti, da chiarire se questi comportamenti provochino direttamente una riduzione delle allergie. Saranno necessari ulteriori studi per chiare se lavare i piatti in maniera “meno efficiente” possa realmente esporre i bambini a batteri con effetti “benefici” sul sistema immunitario.

Riferimenti

Bill Hesselmar, Anna Hicke-Roberts, and Göran Wennergren. Allergy in Children in Hand Versus Machine Dishwashing. Pediatrics peds.2014-2968; published ahead of print February 23, 2015

Le malattie allergiche colpiscono oltre 150 milioni di cittadini europei. Tra questi, alcuni sono affetti da gravi malattie debilitanti che vengono trascurate come problema di “salute pubblica”. I membri del Parlamento europeo hanno ora l’opportunità di invitare la Commissione Europea e gli Stati Membri dell’Unione Europea ad agire con la firma di una dichiarazione scritta che prevede il RICONOSCIMENTO DELL’IMPORTANZA DELLE MALATTIE ALLERGICHE. La raccolta delle firme sarà possibile fino al 21 gennaio prossimo.

Le allergie sono comunemente percepite come malattie “banali” ma, possono avere un forte impatto sulle prestazioni sociali, professionali ed educative delle persone che ne soffrono a causa dei sintomi e della necessità di evitare particolari allergeni. Inoltre, le allergie sono responsabili dell’80% di tutti i casi di asma e sono la causa più comune di visite al pronto soccorso per i bambini. Le allergie alimentari, da farmaci e da insetti possono causare la morte nei casi peggiori.

La dichiarazione da presentare al Parlamento Europeo è sostenuta da un gruppo di undici deputati di diversi paesi e gruppi politici (la portavoce italiana in tal senso è Elisabetta Gardini) e invita la Commissione a incoraggiare la cooperazioni e il coordinamento fra Stati Membri al fine di promuovere: l’attuazione di programmi nazionali per ridurre l’onere della malattia e le disparità sanitarie; il miglioramento della formazione nel campo delle allergie e della ricerca scientifica sui fattori di rischio di malattia allergica, sia diretti che indiretti, per migliorare la gestione della malattia e ridurre il costo della stessa per la società.

E’ possibile scaricare la dichiarazione in lingua, italiana, al seguente link.

Se si è interessati a promuovere il riconoscimento delle malattie allergiche da parte del Parlamento europeo, si può scaricare l’apposita lettera dal seguente link ed inviarla al proprio deputato europeo (MEP) rintracciabile dal seguente link o alla stessa Gardini che se ne è fatta promotrice.

Per ulteriore informazioni si può consultare il sito internet dell’Accademia Europea di Allergologica ed Immunologia Clinica – EAACI.

Negli Stati Uniti il numero di bambini con diagnosi di disturbo da deficit di attenzione (attention deficit disorder – ADHD), allergia e asma è in aumento in questo paese. Secondo un recente studio, ci potrebbe essere addirittura una correlazione tra la crescita di queste tre condizioni.

Lo studio, pubblicato nel numero di agosto degli “Annals of Allergy, Asthma & Immunology“, la rivista scientifica dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI), ha evidenziato che vi è un aumentato rischio di ADHD nei ragazzi che hanno una storia di allergia o asma.

“L’ADHD, un disturbo cronico di salute mentale, è più comunemente riscontrato nei maschi, ed anche l’asma è più comune nei ragazzi rispetto alle ragazze”, ha dichiarato Eelko Hak, autore leader dello studio. “Abbiamo trovato che vi è un aumentato rischio di ADHD nei bambini con una storia di asma e un rischio ancora più forte associato con l’intolleranza al latte.”

Alcuni ricercatori nei Paesi Bassi e di Boston hanno studiato 884 bambini con ADHD e 3.536 ragazzi senza il disturbo. Dei bambini con ADHD, il 34 per cento è risultato affetto da asma e il 35 per cento da un disturbo allergico. Lo studio suggerisce che farmaci usati per il trattamento di queste patologie possono essere associate ad un aumentato rischio di ADHD.

Il dottor Gailen Marshall, capo-redattore degli Annals of Allergy, Asthma & Immunology ha affermato che “Sono necessarie ulteriori ricerche per capire il perché sembra esserci un aumentato rischio di sviluppare ADHD nei bambini con allergia e asma. I farmaci per queste condizioni sono di gran lunga superiori ai rischi e possono essere salva-vita in alcune condizioni. Il trattamento non deve essere interrotto a meno che non sia stato consigliato da uno Specialista Allergologo.”

Secondo l’ACAAI, allergia e asma spesso hanno una familiarità. Se entrambi i genitori hanno una allergia, il bambino ha una probabilità del 75% di essere allergico. Se nessuno dei genitori è allergico, la possibilità di un bambino di sviluppare un’allergia è solo del 10-15%. Allergologi sanno anche che allergie e asma sono collegati. Si stima che circa 60-80% dei bambini con asma hanno anche un’allergia. Le cause dell’ADHD sono, invece, sconosciute anche se si pensa che anche per questo disturbo ci sia una familiarità.

Riferimenti

Attention-deficit/hyperactivity disorder stimulant medication reaction masquerading as chronic cough. Ann Allergy Asthma Immunol. 2013 Aug;111(2):82-3.