La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in collaborazione che le maggiori società scientifiche nazionali del settore dell’Allergologia, ha pubblicato un documento per cercare di fare un po’ di chiarezza nel settore delle allergie e delle intolleranze alimentari.

La lettura del documento è fortemente consigliata e ci si augura possa aiutare i pazienti ad evitare di subire ritardi nel raggiungere la corretta diagnosi delle loro patologie e ingiustificati esborsi economici dando credito a vere e proprie “bufale”. Buon lettura,

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Il recente Decreto Ministeriale dal titolo “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21/1/2016 appare fortemente penalizzante per i pazienti allergici. Esso, infatti, prevede che la totalità degli esami diagnostici allergologici, sia in vivo (test cutanei a lettura immediata, ovvero, i prick-test, e quelli a lettura ritardata, i patch-test), sia in vitro (il dosaggio delle IgE specifiche) debbano essere autorizzati dagli specialisti del settore, non sono, cioè, più prescrivibili direttamente dal Medico di Medicina Generale e dal Pediatra di Libera Scelta.

Se, da un lato, il principio di base è condivisibile, ovvero evitare l’effettuazione di “esami inutili”, dall’altro, il decreto, a firma del ministro Beatrice Lorenzin, non tiene conto dell’esiguo numero di centri allergologici sull’intero territorio nazione in grado di fare da filtro, in tempi ragionevoli, per malattie, come quelle allergiche, che interessano, secondo le stime più recenti, fino al 30-35% della popolazione generale. I prevedibili ritardi nella diagnosi, poi, sono ancora più “pericolosi” se si considerano le forme potenzialmente fatali di allergie ad evoluzione anafilattica provocata dalle allergie alimentari, da farmaci e da veleno di insetti. Il precoce inquadramento diagnostico specialistico allergologico di tipo etiologico, ovvero tramite l’individuazione delle cause di anafilassi, consente, infatti, di fornire ai pazienti dettagliate istruzioni per l’evitamento degli allergeni responsabili, la autogestione di eventuale riesposizioni accidentali e, quando indicato, la prescrizione delle immunoterapie specifiche in grado di fornire alti indici di protezione nei confronti di nuovi eventi potenzialmente fatali.

Ci si augura, pertanto, che tale decreto rappresenti solo l’inizio di una più ampia riforma del settore che preveda una ampliamento del numero e dell’organico dei centri pubblici di Allergologia per non assistere impotenti ad un incremento di decessi per malattie allergiche potenzialmente evitabili.

Riferimenti

Decreto Ministeriale 9 dicembre 2015.

All’Ospedale di Pescara, il 6 e 7 Novembre 2015, si terrà l’evento ECM dal titolo “L’Universo dell’Ostruzione Nasale”
La partecipazione è gratuita.

MODALITÀ D’ISCRIZIONE
Per partecipare all’evento occorre effettuare la prenotazione, collegandosi al sito www.dafneservizi.it – Sezione Eventi – Iscrizioni

Evento Accreditato per:
MEDICO CHIRURGO: Medici di Medicina Generale; Pediatri di Libera Scelta
INFERMIERE: Infermiere Pediatrico; Infermiere

All’evento n° 684-139047 stati assegnati N° 8,5 crediti formativi.

PROGRAMMA

Venerdì 6 Novembre

16.00 Registrazione dei partecipanti e presentazione del corso
I Sessione Teorica

L’OSTRUZIONE NASALE IN OTORINOLARINGOIATRIA
Moderatore: Claudio Donadio Caporale – Paolo Di Berardino
16:30 Ostruzione respiratoria nasale: dalla patologia adeno-tonsillare  alla rinosinusopatia cronica: cause, sintomi e terapia
Mariusz Szymanski
17:10 La poliposi nasale: inquadramento diagnostico terapeutico
Francesco Berni Canani
17:40 Discussione
II Sessione Teorica

L’OSTRUZIONE NASALE IN ALLERGOLOGIA
Moderatore: Giuliano Lombardi – Paolo Di Berardino
18:00 La rinite allergica: inquadramento diagnostico sulla base delle linee guida ARIA  - Anna Maria Tocco – Rita Capanna

18:40 La rinite allergica: l’approccio terapeutico tra linee guida e pratica clinica - Nicola Verna
19.00 Discussione
19.30 Conclusioni della giornata

Sabato 7 Novembre

Sessioni Pratiche Otorinolaringoiatriche suddivise
per metà dei partecipanti (Aula Verde)
I Sessione dalle 8:30 alle 10:00
II Sessione dalle 10:30 alle 12:00
Tutor: Francesco Berni Canani
La fibroscopia e quadri di diagnostica per immagini delle ostruzioni nasali
Sessioni Pratiche Allergologiche suddivise per metà dei partecipanti
(UO di Allergologia)
I Sessione dalle 8:30 alle 10:00
II Sessione dalle 10:30 alle 12:00
Tutor: Nicola Verna – Sandro Mosca
I test allergometrici cutanei e lo studio della citologia
(in collaborazione con il Dr. Sandro Mosca dell’Anatomia Patologica)

10:00 Coffe break

12:00 Discussione finale e questionario di valutazione (Aula Verde)
Francesco Berni Canani – Rita Capanna – Paolo Di Berardino – Claudio Donadio Caporale  Giuliano Lombardi – Sandro Mosca – Mariusz Szymanski – Anna Maria Tocco – Nicola Verna
13:00 Chiusura dei Lavori (Aula Verde)

La conta pollinica è la misurazione del numero di granuli di polline (e spesso delle spore fungine) in un metro cubo di aria. E’ un informazione importante per i pazienti allergici al fine di prendere le opportune precauzioni di evitamento e terapeutiche quando la concentrazione dei pollini cui sono allergici è particolarmente elevata.

In Abruzzo, almeno per L’Aquila e Pescara, tale servizio essenziale per gli allergici è svolto dall’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente (ARTA). I pazienti affetti da pollinosi e/o sensibilizzazione a spore fungine possono, pertanto, consultare la pagina dell’ARTA per il monitoraggio settimanale dei pollini.

Riferimenti

ARTA – Abruzzo

Abbiamo cercato di riassumere in dieci punti le regole che gli asmatici dovrebbero rispettare per una ottimale gestione della loro patologia.

1. Comprendere la malattia

Molte persone cui viene diagnostica l’asma non hanno idea di quali siano i meccanismi che sottendono alla malattia. Altre persone pensano di sapere tutto ciò che riguarda l’asma ma, in realtà, sanno molto poco o hanno ottenuto informazioni non corrette sui meccanismi della malattia. Quando si deve affrontare una patologia come l’asma, la conoscenza è potere. Capire cosa scatena l’asma, quali sono i sintomi cui prestare attenzione e il piano per trattare i sintomi dell’asma sono le priorità assolute. E’ importante conoscere le nozioni di base sull’asma per capire cosa accade realmente durante una riesacerbazione dell’asma. E’ utile, in tal senso, diventare membro attivo di una associazione di pazienti allergici (es. Federasma e AllergieAssociazione Pazienti AllergiciIo e l’Asma, etc.), partecipare agli eventi da loro organizzati e rendersi promotori per la propria zona di residenza.

2. Conoscere i vari farmaci che sono stati prescritti per l’asma

La maggior parte delle persone con asma hanno bisogno di più di un farmaco: essi, generalmente, hanno a disposizione, almeno, un farmaco ”di salvataggio” e un farmaco “di controllo” . Ogni asmatico ha a disposizione un farmaco di salvataggio per l’immediato sollievo dai sintomi ma, non in grado di trattare l’infiammazione delle vie respiratorie alla base della malattia. Gli asmatici, inoltre, devono avere almeno un farmaco “di controllo” per trattare l’infiammazione delle vie respiratorie che sottende all’asma. Esso contribuisce a ridurre i sintomi nel lungo periodo e, generalmente, non aiuta a dare sollievo immediato dai sintomi durante le riesacerbazioni. Molte persone con asma sono convinte di aver bisogno solo dei farmaci “di salvataggio” mentre, gli studi dimostrano che l’80% (4 su 5 persone con asma), in realtà, ha bisogno di una terapia “di controllo” quotidiana per controllare i sintomi della malattia. E’ importante conoscere i principi generali del meccanismo di azione dei farmaci e come usarli correttamente.

3. Saper utilizzare i farmaci per l’asma

Saper utilizzare i farmaci per l’asma – in particolare gli inalatori - è fondamentale per chiunque abbia tale malattia. Una tecnica dell’utilizzo degli inalatori non corretta ha come conseguenza una mancato ingresso del farmaco nelle vie respiratorie dove  svolge la sua azione farmacologica. Un aiuto in tal senso può venire anche da filmati presenti su YouTube (es. 123456, etc.). I bambini, gli anziani e le persone con problemi di coordinamento devono sempre utilizzare un distanziatore con un inalatore MDI. Alcune persone, specialmente i bambini e le persone con asma grave e, talvolta, gli anziani, possono avere bisogno di un nebulizzatore (apparecchio per aerosol) per effettuare correttamente la terapia dell’asma. Il nebulizzatore è un compressore d’aria che trasforma la formulazione liquida di un farmaco per l’asma in un aerosol facilmente inalabile.Per i farmaci della terapia di fondo, ci sono numerose possibilità di scelta tra i dispositivi presenti sul mercato. Chiedete allo specialista Allergologo o Pneumologo, al Medico di Medicina Generale o al Farmacista di mostrarvi la corretta tecnica di tali dispositivi inalatori. In generale, è sempre buona norma sciacquare la bocca e / o lavarsi i denti dopo l’uso dei vari farmaci inalatori, specialmente se il farmaco è un corticosteroide per via inalatoria. Tale buona abitudine può ridurre la possibilità di comparsa di micosi del cavo orale (mughetto).

4. Capire se l’asma è sotto controllo

Molti pazienti asmatici sottovalutano la gravità dell’asma e, quindi, la maggior parte non sono trattati adeguatamente. Il trattamento non adeguato dell’asma può portare a gravi conseguenze tra cui la riduzione della funzione polmonare, i ricoveri in pronto soccorso e negli altri reparti ospedalieri per asma, fino a possibili decessi correlati alla malattia. Un metodo semplice ed immediato per sapere se l’asma è controllata può essere quello di rispondere ad alcune semplici domande di specifici questionari (es. l’Asthma Control Test) e/o sottoporsi ad una spirometria.

5. Sottoporsi ad una visita allergologica

Gli studi dimostrano che le persone seguite in ambiente allergologico per l’asma sono costrette ad un numero minore di ricoveri in pronto soccorso o negli altri reparti ospedalieri a causa di questa patologia. Gli Allergologi sono in grado di valutare il livello di controllo dell’asma mediante i test di funzionalità polmonare e, grazie alla loro formazione specialistica, sono anche in grado di determinare il ruolo, spesso determinante, delle allergie sull’asma, attraverso l’impiego dei test allergometrici. Gli Allergologi, inoltre, sanno gestire l’immunoterapia specifica (iniettiva e sublinguale) che può contribuire, in casi selezionati, al controllo dell’asma modificando in senso più favorevole la storia naturale della malattia.

6. Eseguire una spirometria

La spirometria è una metodica diagnostica per quantificare la funzionalità polmonare di una persona. È una parte molto importante della diagnosi e del trattamento dell’asma. Tutte le persone con asma dovrebbero effettuare una spirometria almeno due volte l’anno o, più di frequente, quando l’asma è grave o sia necessario valutare la risposta alla terapia. Anche i bambini di età superiore ai 6 anni sono, generalmente, in grado di effettuare l’esame. Dal momento che la spirometria può identificare problemi con l’asma ancor prima della comparsa dei sintomi, è importante per gli asmatici sottoporsi a tale esame anche se non hanno sintomi.

7. Sottoporsi a test allergometrici

I test allergologici possono aiutare un asmatico imparare a riconoscere tempestivamente quali sono i fattori scatenanti (trigger) allergici. Tale conoscenza può tradursi in un migliore controllo dei sintomi dell’asma adottando semplici misure di evitamento (bonifica ambientale) o di intervento terapeutico. Le prove allergiche hanno anche lo scopo di far conoscere le stagioni “critiche” per l’asmatico allergico al fine di consentire un pronto adeguamento della terapia. I test allergometrici, infine, sono necessari per stabilire una corretta immunoterapia specifica.

8. Stilare un piano di azione dell’asma con il proprio specialista

Un piano d’azione per l’asma può basarsi sui valori ottenuti dal misuratore di picco di flusso espiratorio, sulla frequenza dei sintomi dell’asma o su entrambi. Il misuratore di picco di flusso espiratorio è un dispositivo portatile che misura la velocità con la cui una persona riesce ad espellere l’aria dai propri polmoni. Se si osserva una riduzione del valore di picco di flusso espiratorio rispetto al normale, bisogna mettere in pratica le istruzioni riportate sul piano d’azione al fine di ottenere il controllo dei sintomi dell’asma. Ci sono molte opzioni per tali istruzioni nel piano d’azione dell’asma e possono variare da medico a medico.

9. Controlli medici periodici per l’asma

Le persone con asma dovrebbero vedere il loro medico per le visite “programmate” almeno ogni 6 mesi. Se le visite avvengono secondo il calendario proposto dal medico, senza incontri “extra” significa che l’asma è stabile e non ci sono problemi. Le visite saranno inevitabilmente più frequenti se non si è ancora raggiunto un controllo ottimale dell’asma e sono presenti riesacerbazioni.

10. Sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale

Gli asmatici sono particolarmente suscettibili a gravi complicanze quando contraggono il virus dell’influenza. Gli esperti ed il Ministero della Salute raccomandano agli asmatici di vaccinarsi per l’influenza ogni anno.  Recenti studi dimostrano che il vaccino antinfluenzale è sicuro anche per la maggior parte delle persone con allergia all’uovo.

Riferimenti

 

L’allergia è la più comune malattia del sistema immunitario. Secondo recenti studi epidemiologici condotti nel nostro paese, il 25% della popolazione compresa tra i 18 ed 44 anni soffre di rinite allergica e il 5% soffre di asma. Alcune malattie allergiche danno dei quadri clinici lievi; altre, invece, possono essere potenzialmente fatali. Al momento attuale, non esistono cure definitive per le allergie ma, tali malattie possono essere gestite attraverso trattamenti regolari. La visita allergologica da parte di un medico specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica può aiutare a identificare i fattori scatenanti specifici dei sintomi di allergia. Evitando l’allergene specifico responsabile della malattia si può aumentare la qualità della vita diminuendo la necessità dell’utilizzo dei farmaci.

Chi sono gli specialisti in Allergologia ed Immunologia Clinica?

Sono medici specializzati nella diagnosi e nel trattamento delle seguenti condizioni: rinite allergicaallergie alimentariasma allergicareazioni allergiche cutaneeallergie da farmacirinosinusiti allergiche, infezioni ricorrenti e reazioni punture di insetti.

Quando bisognerebbe essere visitati da un Allergologo ed Immunologo Clinico?

Si dovrebbe essere visitati da un Allergologo se:

- Le allergie già note stanno causando sintomi quali rinosinusiti croniche, congestione nasale e difficoltà respiratorie non controllate dalla terapia a disposizione.

- Si verificano sintomi di rinite o altri sintomi di allergia parecchi mesi l’anno.

- Si manifestano reazioni dopo aver mangiato alimenti specifici.

- Si ha secchezza e prurito cutaneo.

- Si ha il sospetto di un’allergia da farmaci quali ad esempio la penicillina.

- Si è avuta una reazione grave dopo una puntura di api o vespe.

- Gli antistaminici ed i farmaci “da banco” non controllano i sintomi di allergia o causano effetti collaterali inaccettabili come la sonnolenza.

- Si verificano sintomi gravi di asma quali: difficoltà respiratoria, respiro sibilante o tosse, soprattutto di notte o dopo l’esercizio, senso di oppressione al torace, sensazione di “fiato corto”.
- È già stata posta una diagnosi di asma, in precedenza, ma si continuano ad avere attacchi frequenti malgrado l’assunzione dei farmaci prescritti.

Cosa succede durante una visita allergologica?

L’Allergologo esaminerà lo stile di vita del paziente e le attività recenti per scoprire tutte le informazioni inerenti le allergie. Verranno, inoltre, discusse le conoscenze e l’applicazione delle manovre di prevenzione per evitare l’esposizione agli allergeni. In molti casi, è impossibile evitare completamente alcuni allergeni specifici, l’Allergologo può fornire suggerimenti specifici per ridurne al minimo l’esposizione.

Se è necessario, vengono eseguiti i test allergometrici per determinare lo/gli allergene/i scatenante/i e vengono prescritti i trattamenti e i farmaci più recenti ed efficaci.

I test cutanei

Il prick-test e le intradermoreazioni possono essere il primo passo del percorso diagnostico-terapeutico. Questi test sono molto sensibili e possono identificare rapidamente gli allergeni specifici in grado di causare i sintomi. I test possono essere eseguiti su comuni allergeni come pollini, muffe, acari della polvere, peli di animali, insetti, vari cibi e anche farmaci come la penicillina. Tali test sono relativamente indolori e non prevedono alcun prelievo di sangue. Sono, ancora oggi, i test più comunemente impiegati per identificare le allergie IgE-mediate. Durante il test, l’Allergologo metterà quantità diluite di allergeni sospetti sulla pelle (prick-test) o negli strati più superficiali della cute (intradermoreazione). Una serie di piccole punture consentiranno alla soluzione di penetrare nella pelle. Nelle persone allergiche, si svilupperà un piccolo pomfo nella zone di iniezione della soluzione entro 15-20 minuti.

Il patch-test viene effettuato per cercare di capire se, ad esempio, una lozione, un cosmetico, un metallo (ad esempio, gioielli), la tintura per capelli, alcuni farmaci o conservanti siano responsabili di una reazione allergica ritardata responsabile di una dermatite allergica da contatto. Questo test precede l’applicazione, generalmente dietro la schiena, di cerotti (patch) contenenti apteni specifici (es. nickel, cobalto cloruro, etc.). Dopo 48-72 ore i cerotti vengono rimossi e la pelle del paziente viene esaminata per individuare eventuali segni di rash cutaneo o irritazione nel sito di applicazione dei singoli cerotti. In alcuni casi, l’esame può protrarsi anche oltre le 72 ore.

Come ci si deve preparare ad una visita allergologica

Se, in accordo con il Medico di Medicina Generale ed il Pediatra di Libera Scelta, i sintomi sono compatibili con una malattia allergica ed è consigliabile sottoporsi ad una visita allergologica, ecco alcuni consigli per prepararsi:

- Redigere un diario dei sintomi.

- Se si dispone di cartelle cliniche precedenti, portarle in visione allo specialista Allergologo.

- Chiamare in anticipo per sapere se ci sono istruzioni particolari per la preparazione alla visita. L’assunzione di antistaminici può interferire con i test allergologici. Potrebbe essere necessario sospendere tali farmaci 3-7 giorni prima dei test al fine di ottenere risultati accurati.

Prendere coscienza della proprie allergie rappresenta la miglior “terapia” soprattutto di reazioni allergiche potenzialmente fatali (allergie da alimenti, farmaci ed insetti). Se si ha il sospetto di avere un’allergia è importante parlarne con il proprio Medico di Medicina Generale e con il Pediatra di Libera Scelta e concordare con loro l’opportunità di una visita allergologica ed i relativi test.


Nel corso degli ultimi tre giorni, ad Alba nel Cuneese ed a Padova, ci sono stati due episodi, purtroppo, fatali di riesacerbazioni asmatiche. Tali episodi, richiamano l’attenzione su quel piccolo numero di pazienti con “asma severa” che non rispondono alle terapie. Tali pazienti hanno bisogno di dosi massicce di farmaci, la malattia può inficiare le normali attività quotidiane rendendo pessima la qualità di vita e possono andare incontro a riesacerbazioni potenzialmente fatali. Si stima che i pazienti con asma severa siano intorno al 15% di tutti gli asmatici. Oltre che per la drammaticità dei quadri clinici, essi meritano una particolare attenzione in quanto assorbono la maggior parte della spesa socio-sanitaria stanziata per l’asma – fino al 50% delle intere risorse investite per la patologia (1).

Al fianco di tali sfortunati pazienti, però, esiste un più ampio numero di asmatici con asma “non controllata”. Il mancato controllo, in questi casi, non dipende dalla severità della malattia ma, dalla “non aderenza” alle terapia prescritte. Il nostro paese sembra avere un triste primato in questo aspetto. La prevalenza, infatti, di asma non controllato tra gli utilizzatori di steroidi inalatori, in Italia, sembra essere tra le più elevate d’Europa (2).

I motivi per i quali i pazienti asmatici non seguono le indicazioni dei medici sono le più svariate (3). Vediamone qualcuno:

- Ho smesso la terapia perché ho l’impressione che non funziona:  prima di sospendere la terapia è bene consultare il proprio medico. Questi verificherà la mancata risposta alla terapia e, in caso affermativo, ridiscuterà i possibili errori di tecnica di somministrazione dei farmaci o sulla necessità di dosaggi più elevati.

- Ho smesso la terapia perché ho paura che non funzioni più se ne faccio troppa: tale affermazione è vera solo per i farmaci inalatori da prendere al bisogno (broncodilatatori). Un loro uso troppo frequente va segnalato al medico che provvederà con gli opportuni aggiustamenti terapeutici. Non c’è, invece, da avere alcuna preoccupazione per i farmaci inalatori da prendere costantemente tutti i giorni (terapia di controllo).

- Sono stato bene ed ho sospeso la terapia: l’asma è una malattia cronica e, purtroppo, non va via dopo qualche ciclo di terapia. I processi infiammatori delle vie aeree che portano alle riesacerbazioni dell’asma si mantengono inesorabilmente attivi in assenza di terapia. E’ bene tenere a mente che stiamo bene perché stiamo effettuando la terapia.

- Sono troppo impegnato per fare la terapia: questa è la scusa più frequente ma, basterebbe considerare alla perdita di produttività che procurano le riesacerbazioni asmatiche per capire che, a conti fatti, effettuare la terapia quotidianamente è “più produttivo” rispetto al non farla.

- Ho finito le medicine: tale scusa è facilmente aggirabile con un po’ di pianificazione. Se consideriamo che molti degli inalatori attualmente disponibili ci avvertono del numero di erogazioni mancanti, risulta facile organizzarsi.

- Non ho capito come prendere le medicine: gli errori nella tecnica di somministrazione rappresentano la causa più frequente di inefficacia della terapia. In caso di dubbio, non esitiamo a chiedere spiegazioni ai medici ed agli infermieri. Una domanda in più ci porta via meno tempo di un ricovero ospedaliero per una riesacerbazione dell’asma.

- Ho paura degli effetti collaterali: la maggior parte degli effetti collaterali dei farmaci per l’asma sono prevedibili e affrontabili con piccoli accorgimenti o sostituzioni del farmaco stesso. Non esitiamo a parlarne con il nostro medico.

Riferimenti

1) Ministero della Salute. L’Asma.

2) Asthma control in Europe: A real-world evaluation based on an international population-based study. Cazzoletti, L. et al. Journal of Allergy & Clinical Immunology. 120(6):1360-1367, December 2007

3) Role of Health Education and Self-Action Plan in Improving the Drug Compliance in Bronchial AsthmaGajanan S. Gaude, Jyothi Hattiholi, and Alisha Chaudhury. J Family Med Prim Care. 2014 Jan;3(1):33-8.

Insoddisfazione ed equivoci legati spesso ad autodiagnosi, talvolta effettuata tramite internet. Focus sulla diagnostica molecolare per individuare l’allergene causale. L’importanza in alcuni casi dell’immunoterapia specifica, che deve essere basata su una diagnostica corretta (specialistica). Di questo ed altro parla il neopresidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia.

Articolo completo. (su quotidianosanità.it)

 

L’esofagite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica dell’esofago. L’esofago è il “tubo” attraverso cui il cibo passa dalla gola allo stomaco. Le persone affette da esofagite eosinofila hanno un numero maggiore del normale di eosinofili nel loro esofago. Gli eosinofili sono un sottotipo di globuli bianchi che possono causare infiammazione dell’esofago ed altre parti del tratto gastrointestinale.

La maggior parte degli studi suggerisce che la principale causa dell’esofagite eosinofila è un’allergia o una sensibilità alle proteine contenute in particolari alimenti. Molte persone con esofagite eosinofila hanno una storia familiare di disturbi allergici come asma, rinite, dermatite o allergia alimentare.

 Sintomi

Il sintomo più comune di esofagite eosinofila negli adulti è la “difficoltà” (disfagia) e talvolta il dolore a deglutire cibi solidi a causa dell’infiammazione dell’esofago.

Altri sintomi includono:

• Bruciore di stomaco (pirosi)

• Vomito (spesso durante i pasti)

• Dolore addominale

• Dolore toracico

Nei bambini, i sintomi possono includere una crescita ridotta, la perdita di peso, poco appetito o addirittura il rifiuto di mangiare.

Diagnosi

Per diagnosticare l’esofagite eosinofila sarà necessario sottoporsi ad un’endoscopia ed una biopsia dell’esofago. Tali esami vanno effettuati dopo aver assunto farmaci per controllare il reflusso acido gastro-esofageo e che questi ultimi non siano riusciti a migliorare i sintomi.

La diagnosi della malattia è spesso uno sforzo coordinato tra un Gastroenterologo ed un Allergologo-Immunologo Clinico.

L’Allergologo determinerà il ruolo che le allergie possono svolgere nell’esofagite eosinofila eseguendo diversi test allergologici.

Riferimenti

Editorial: should patients with suspected eosinophilic esophagitis undergo a therapeutic trial of proton pump inhibition? Hirano I. Gastroenterol Hepatol (N Y). 2012 Jul;8(7):472-3.
Adult versus pediatric eosinophilic esophagitis: important differences and similarities for the clinician to understand. Lucendo AJ, Sánchez-Cazalilla M. Expert Rev Clin Immunol. 2012 Nov;8(8):733-45.

BioMed Central, l’editore di accesso libero ha recentemente annunciato che il World Allergy Organization Journal (WAO Journal), la rivista ufficiale dell’Organizzazione Allergy mondiale (WAO), si sta muovendo nella sue piattaforma “open access”.
Le motivazioni sarebbero legate all’enorme prevalenza delle allergie ed al loro crescente impatto sulla società che rende necessario un libero accesso ai dati della ricerca per ottenere risultati sostenibili in termini di prevenzione, diagnosi e trattamento.
La WAO è un’organizzazione internazionale che raggruppa le singole comunità di Allergologia i cui membri sono costituiti di 89 società regionali e nazionali in tutto il mondo che si occupano di Asma, Allergologia e Immunologia Clinica.
A partire dal gennaio 2013, i lettori WAO Journal avranno libero accesso immediato on line a tutti gli articoli pubblicati non solo sul sito BioMed Central, ma anche su PubMed Central ed altri archivi ad accesso aperto.

Riferimenti

WAO Journal

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