La notizia della morte, in Spagna, per una riesacerbazione dell’asma, di un bambino di 7 anni curato con la sola omeopatia, apparsa recentemente sul “Corriere della Sera“, pone la necessità di riflettere prima di affidarsi alle cosiddette “terapie alternative”.
Molte terapia alternative non tradizionali sono proposte per la cura dell’asma:
  • Agopuntura
  • Omeopatia
  • Fitoterapia
  • Tecniche fisiche (chiropratica, tecniche respiratorie, yoga, etc)
  • Sistemi medici (cinese, giapponese, indiano, etc)
  • Tecniche dietetiche
  • Altre tecniche (ipnosi, speleoterapia, etc)
Nessuna di queste ha dimostrato efficacia, secondo i criteri della Medicina basata sulle Prove di Efficacia. In ogni caso, si raccomanda di non sospendere la terapia farmacologica tradizionale se si intraprende una “terapia alternativa”.

Riferimenti

- Spagna, curato solo con l’omeopatia muore d’asma a 7 anni. Il Corriere della Sera, 30 novembre 2017.

- Progetto Mondiale Asma.

 

Per molti pazienti allergici, la stagione autunnale significa dover fare i conti con disturbi soprattutto nasali e bronchiali per il picco di proliferazione degli acari della polvere e la presenza delle spore delle muffe che crescono tra le foglie cadute dagli alberi. La ricomparsa dei sintomi, inoltre, deriva dalla frequente “dimenticanza” a riprendere le terapie farmacologiche, generalmente, ridotte durante il periodo estivo. Se al tutto aggiungiamo i primi freddi, è possibile andare incontro a rinosinusiti.

COSA FARE?

È importante perseverare nella bonifica ambientale sia per gli acari della polvere sia per le muffe dedicandosi al giardinaggio con la protezione di apposite maschere di protezione. Per gli asmatici è bene valutare l’opportunità di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. E’ utile richiedere, se non è già stato programmata, una visita allergologica di controllo per valutare le condizioni prima della stagione influenzale, riformulare il piano di azione farmacologico ed iniziare i trattamenti immunoterapici specifici (vaccini anti-allergici) programmati per la stagione autunnale. Può valere la pena anche dare un’occhiata alla scadenza dei farmaci, soprattutto quelli di “emergenza” come i broncodilatori spray, le compresse cortisoniche e l’auto-iniettore dell’adrenlina (per chi ne fosse dotato). Qualora quest’ultimo fosse scaduto, è bene prendere accordi con il Centro Allergologico pubblico più vicino per rinnovarne la prescrizione. Si ricorda che l’adrenalina auto-iniettabile è un farmaco “salva-vita gratuito” che spetta, di diritto, a tutti gli allergici con diagnosi di anafilassi accertata da un centro pubblico di allergologia. Per il rinnovo della prescrizione è sempre utile, comunque, avere con sé la documentazione clinica della prima prescrizione.

DOLCETTO O SCHERZETTO? CON QUALCHE PRECAUZIONE

Anche in Italia è, ormai, consolidata l’abitudine di festeggiare Halloween. Tale festa può presentare dei rischi per i tanti bambini con asma e allergie. I pericoli non vengono esclusivamente dai soliti “responsabili” di reazioni allergiche come, ad esempio, le caramelle ed i dolcetti. Di seguito vengono riportati gli aspetti a “rischio” di tale festività per i bambini allergici.

Dolcetti e cioccolatini: possono contenere ingredienti come arachidi, noci, latte, uova e gelatine. I bambini con allergie alimentari particolarmente gravi a tali ingredienti, possono andare incontro a reazioni gravi (anafilattiche) mangiando questi alimenti tipici di Halloween. Per i bambini con allergie alimentari, sarebbe bene avere a disposizione piccoli “regalini” alternativi, magari non di tipo alimentare, da dare loro per non farli sentire esclusi dal clima di festa (piccoli giocattoli, adesivi, matite colorate, etc.); sarebbe bene insegnare ai più grandicelli a rifiutare educatamente gli alimenti “non sicuri”. E’ bene verificare che gli adulti o gli amici che partecipano alla festa con il vostro bambino conoscano le sue allergie alimentari e cosa fare in caso di emergenza. Per i bambini cui è stata prescritta l’adrenalina autoiniettabile, fate i modo che sia sempre a portata di mano.

Costumi: Se si pensa di riciclare il costume di Halloween dello scorso anno o comprarne uno di seconda mano, è doveroso considerare che lo stesso potrebbe essere rimasto chiuso in una scatola per mesi dove potrebbe essere cresciuta una notevole carica di acari della polvere. Questi ultimi potrebbero scatenare una reazione allergica o asmatica anche severa. Sarà bene, pertanto, lavare i costumi vecchi in acqua calda o acquistarne dei nuovi. Non tralasciare di dare un’occhiata agli accessori di basso costo annessi al costume che potrebbero contenere nickel (fibbie, spade, pistole, etc.). Il nickel può causare fastidiose dermatiti allergiche da contatto in grado di rovinare la festa del vostro bambino.

Trucchi: anche i trucchi economici venduti in occasione di Halloween possono contenere sostanze che possono causare reazioni allergiche. Optare per un trucco di qualità superiore e, magari, testarlo su una piccola zona della pelle del bambino alcuni giorni prima della festa di Halloween.

Zucche: le allergie alimentari alla zucca, seppur rare, sono possibili. Prestare attenzione anche zucche (vere o finte) utilizzate come decorazione dell’ambiente. Esse possono contenere muffe o polvere.

E A SCUOLA?

I bambini in classe sono spesso esposti a irritanti ed a fattori scatenanti le allergie. Questi possono includere la polvere di gesso (anche se sempre meno utilizzato) che irritando le mucose respiratorie può provocare delle riesacerbazioni della rinite e dell’asma allergiche. Gli studenti che pranzano a scuola e che soffrono di allergie alimentari possono anche essere esposti agli allergeni. I bambini con broncoconstrazione indotta da esercizio fisico potrebbero avere attacchi durante la ricreazione o le ore di educazione motoria. Aiutate il bambino a capire cosa possa scatenare i sintomi della propria allergia e l’asma e come possono alleviare i sintomi. Assicurarsi di informare la scuola di eventuali farmaci di emergenza, come ad esempio gli inalatori rapidi e l’adrenalina autoiniettabile.

A prescindere dal periodo dell’anno, è importante per coloro che pensano di soffrire di allergie o di asma chiedano un consulto allergologico. Un allergologo può aiutare a redigere un piano di trattamento che può comprendere sia farmaci che norme di evitamento all’esposizione agli allergeni.

L’UE ha recentemente approvato l’impiego di “dupilumab” per tale patologia, al momento solo per gli adulti. Si tratta di un anticorpo monoclonale umano, specificamente disegnato per inibire l’attività di due proteine chiave nella malattia rappresentate dall’IL-4 e l’IL-13. Queste due proteine sono considerate le principali responsabili dell’infiammazione cronica caratteristica della dermatite atopica. Dupilumab sarà disponibile in una siringa premiscelata per l’iniezione bi-settimanale.
La buona notizie è duplice in quanto il farmaco è anche in studio per altre patologie che si ritiene siano dovute a un’infiammazione scatenata dall’azione delle interleuchine 4 e 13 che interessano gli stessi pazienti con dermatite atopica rappresentate dall’asma persistente non controllata, la poliposi nasale e l’esofagite eosinofila.Gli effetti collaterali più frequenti sono stati osservati nei pazienti che assumono dose più elevate del farmaco. Queste includono reazioni del sito di iniezione; infiammazione degli occhi e delle palpebre, incluse rossore, gonfiore e prurito; e afte  in bocca o sulle labbra.
Dupilumab è attualmente in fase di valutazione per il trattamento della dermatite atopica in un programma che comprende studi su bambini di età compresa tra 6 mesi e 11 anni che presentano grave dermatite atopica e studi in pazienti di età compresa tra 12 e 17 anni che presentano dermatite atopica da moderata a grave.

Riferimenti

La ALK, industria farmaceutica danese, ha ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia degli Stati Uniti che regola i farmaci, per la prima terapia sublinguale (pillole da sciogliere sotto la lingua) per chi soffre di rinite allergica da acari della polvere.

Si tratta di compresse contenenti un estratto allergenico di acari della polvere più nota come immunoterapia sublinguale (sublingual immunotherapy – SLIT) approvata dalla FDA per l’uso in pazienti con più di 18 anni e fino ai 65 anni di età. Tali compresse sono commercializzate in Europa e in Australia con il marchio ACARIZAX® e in Giappone come MITICURETM. Finora, il farmaco è stato approvato in 14 paesi e gli studi clinici condotti hanno coinvolto circa 6.000 pazienti.

L’immunoterapia ha lo scopo di esporre i pazienti agli allergeni degli acari, “insegnando” gradualmente al sistema immunitario a tollerarli in quantità maggiori riducendo la frequenza e gravità dei sintomi dell’allergia del naso e degli occhi.

Come altre immunoterapie sublinguali, è costituita da compresse da assumere una volta al giorno. Esse si sciolgono rapidamente una volta messa sotto la lingua. La prima dose viene somministrata, generalmente, sotto la supervisione di un medico, che osserva il paziente per almeno 30 minuti per eventuali reazioni avverse. Se viene ben tollerata, il paziente può continuare la terapia a casa.

L’allergia agli acari della polvere è una delle più comuni nei paesi occidentali sia per l’ampia diffusione (le case moderne creano un microclima ideale per lo sviluppo degli acari a qualsiasi latitudine) sia per l’elevata allergenicità di questi piccoli artropodi. Addirittura numerosi studi hanno documentato che gli acari rappresentano il principale fattore di rischio per lo sviluppo di asma.

Nel nostro Paese, una persona su tre è affetta da patologie allergiche. Tra le malattie più diffuse la fanno da padrone l’asma e la rinite di cui soffrono, rispettivamente, 3 e 12 milioni di italiani. Esse sono provocate da pollini, acari della polvere o derivati epidermici di animali, come cani e gatti.

Ci si augura che l’approvazione di tale farmaco anche nel nostro paese e la dispensazione gratuita a carico del Sistema Sanitario Nazionale possa contribuire a ridurre gli effetti delle malattie allergiche che, secondo stime accreditate, entro 10 anni interesserà il 50% della popolazione.

Riferimenti

ALK announces FDA approval for its house dust mite sublingual allergy immunotherapy tablet (ACARIZAX® in Europe)

“Allergie: Manuale per i Pazienti” verrà presentato venerdì 10 marzo 2017 alle ore 18 presso la Libreriacoop del Centro d’Abruzzo in via Po, 1 di San Giovanni Teatino.

Una guida per affrontare al meglio le allergie scritta per i pazienti. Il libro edito dalla casa editrice “Pagine” ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, vengono affrontate le allergie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, le allergie da farmaci, da veleno di api e vespe, etc. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici.

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L’insonnia può aumentare il rischio di asma negli adulti fino a tre volte. Questo è quanto emergerebbe dallo studio prospettico HUNT i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sullo European Respiratory Journal a firma di alcuni ricercatori norvegesi

Lo studio è stato condotto su circa 18.000 norvegesi di età compresa tra i 20 ed i 65 anni. I ricercatori hanno scoperto che le persone che affermavano di aver difficoltà ad addormentarsi “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio, rispettivamente, del 65% e del 108% di sviluppare asma negli 11 anni successivi. Le persone che hanno detto di svegliarsi troppo presto e che non riuscivano a tornare a dormire “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio di sviluppare asma, rispettivamente, del 92 e del 36%. Coloro, infine, che hanno dichiarato di avere una scarsa qualità del sonno per almeno una volta alla settimana è risultata avere un rischio aumentato di sviluppare asma del 94%.

Lo studio non dimostra una relazione causa-effetto tra insonnia ed asma ma, se ciò fosse dimostrato dai prossimi studi, la cura dell’insonnia potrebbe rientrare nei consigli di prevenzione per gli oltre 300 milioni di persone affette da tale patologia respiratoria in tutto il mondo. Se a questo aggiungiamo che l’asma è stata collegata con l’aumento del rischio di sviluppare una serie di malattie mortali tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiache, è intuibile che la cura dell’insonnia cronica potrebbe diventare una priorità dei sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo.

Riferimenti

Brumpton B. et al. Prospective study of insomnia and incident asthma in adults: the HUNT study. European Respiratory Journal 2017, 49.

Qualche tempo fa, l’insegnante di Scienze di mia figlia mi chiese di tenere una lezione sul “sistema immunitario” alla sua classe di quinta della scuola primaria. Accettai di buon grado l’invito convinto di potere sbrigare la questione in breve tempo. Mi misi subito all’opera cercando di preparare la lezione “pescando”, qua e là, tra le diapositive presenti nel mio hard-disk ed utilizzate nei meeting con i colleghi medici o con gli infermieri. In breve tempo, realizzai di essere in un vicolo cieco e che se avessi proseguito sulla strada intrapresa avrei prodotto solo una noiosa sequenza di nozioni che non avrebbe lasciato ai bambini alcun messaggio da portare a casa.

Mentre lavoravo sul “sistema immunitario per bambini” mi sono reso conto che il compito che stavo svolgendo per la classe di mia figlia era, in realtà, molto simile a quello che i genitori dei giovani pazienti allergici sono costretti a svolgere, già all’uscita dall’ambulatorio, completando quelle poche spiegazioni ricevute nei tempi canonici di una visita allergologica.

Partendo dalle “semplificazioni” che inconsciamente, nel corso degli anni, hanno formato una sorta di bagaglio di risposte alle domande più frequenti rivoltemi dai pazienti più giovani e malgrado ogni bambino ed ogni famiglia siano diversi, credo che ci siano alcune indicazioni utili per i genitori per spiegare le malattie allergiche ai loro figli e fare in modo che il motto “più conosco, meglio mi curo” valga anche per i più piccoli.

Per prima cosa dovremmo rivolgerci ai bambini allergici non come a dei “malati” ma come a “persone speciali”. Non diremo una bugia spiegando che il loro corpo, in realtà, si comporta in maniera particolare in quanto considera gli acari, le uova o qualsiasi altro allergene come un invasore da combattere e sconfiggere. In qualche modo, il loro corpo, ed in particolare il loro sistema immunitario, è più vigile e “scontroso” di quello dei bambini non allergici. Quando compaiono i sintomi delle allergie, i globuli bianchi agiscono come dei “soldati” che accorrono nella zona del corpo che ha bisogno di aiuto e protezione. Nel caso degli allergici, i soldati hanno ricevuto l’ordine sbagliato di attaccare qualcosa che, in realtà, è innocuo. Per colpa di questa insulsa guerra, gli acari, le uova, etc. diventano dei veleni che vanno evitati.

Non trascuriamo di spiegare (e rispiegare anche a distanza di tempo!) come si usa l’adrenalina autoniettabile ai bambini cui è stata prescritta. L’adrenalina per i bambini allergici è una sorta di “antidoto” contro il veleno con cui si può venire a contatto accidentalmente. Insegniamo loro quando devono usarla, quali sono i “segnali” cui prestare attenzione e come maneggiarla con sicurezza. Ci potrebbe essere la malaugurata possibilità che debbano praticarsela da soli e il panico potrebbe giocare brutti scherzi. In alcuni casi, scopriremo che i bambini sono sorprendentemente lucidi di fronte al pericolo, talvolta più di noi genitori.

Insegniamo che cosa è sicuro per loro. Per i bambini con allergie alimentari, sceglieremo marche alternative e gli alimenti “sicuri” mostrando loro le confezioni. Facciamoci aiutare durante la spesa nella ricerca dei prodotti che possono mangiare. In questo modo impareranno a mettere in discussione quello che gli altri servono loro in quanto, a volte, gli adulti e gli altri bambini possono commettere un errore pensando che un particolare alimento sia sicuro. Insegnando ai bambini allergici ciò che è sicuro, riconosceranno se qualcosa appare diverso da quello che assumono abitualmente.

Incoraggiamoli a mettere in discussione ogni cosa. Tutti i bambini fanno naturalmente delle domande. Quelli allergici ne devono fare molte di più. Hanno bisogno di mantenere costantemente il controllo, chiedere e chiedersi se le pietanze, le situazioni e le circostanze siano veramente sicure per loro. Meglio dei piccoli “rompiscatole” che corse affannose al pronto soccorso!

Insegniamo loro a riconoscere quando la situazione è seria, senza spaventarli. Alcune allergie possono metterli a rischio di vita e, malgrado questo concetto possa essere difficilmente comprensibile per i bambini, non dobbiamo spaventarli. L’obiettivo da raggiungere è che si rendano conto che il latte, le uova o gli altri alimenti cui sono allergici può provocare loro sintomi così severi da dover correre in pronto soccorso obbligandoli a lasciare gli amici ed i giochi che stavano facendo. Se hanno avuto la sfortuna di sperimentare una reazione anafilattica, probabilmente non vogliono che ciò accada di nuovo e potrebbero essere molto spaventati. Spieghiamo loro che si è trattato di un evento serio senza drammatizzare oltre il dovuto. Non neghiamo quello che è accaduto ma, facciamo in modo che si rendano conto che si tratta di una faccenda seria. Coinvolgere i fratelli in queste spiegazioni può essere di aiuto in quanto possono, anch’essi, individuare situazioni di pericolo che ci sono sfuggite.

La prevenzione degli episodi di anafilassi da alimenti comincia dentro casa. È innegabile che l’avere un membro della famiglia affetto da allergia alimentare influenza la qualità della vita dell’intera famiglia. Nel caso di allergie ad alimenti particolari come, ad esempio, al sesamo, è più facile fare in modo che in casa non entri alcun alimento che contenga tale spezia. È più difficile essere così radicali per le allergie ad alimenti più diffusi come il latte, le uova, etc. In questo caso, facciamo in modo che tutti i membri più giovani della famiglia siano pienamente consapevoli delle difficoltà di convivere con qualcuno che soffra di un’allergia potenzialmente fatale. Spieghiamo loro il concetto di “contaminazione crociata” e della conservazione attenta degli alimenti privi di contaminanti. Se si preparano pietanze con uova, grano o prodotti di derivazione dal latte cui qualcuno dei nostri bambini è allergico, queste devono essere conservate in modo sicuro, magari in un contenitore sigillato e chiaramente contrassegnato (possono essere utili degli adesivi colorati), in modo che il bambino allergico eviti anche solo di toccarli.

Le cose si complicano quando si va fuori casa. A casa di amici, a scuola, in vacanza e negli altri luoghi diversi da quello domestico, i bambini allergici devono essere in grado di imparare a riconoscere e fronteggiare le situazioni pericolose. Quando sono molto piccoli bisogna fare in modo che chiedano ai genitori, o a chi li abbia in custodia, l’autorizzazione a mangiare qualsiasi cosa affinché si abbia la possibilità di verificare che sia sicura. Per i bambini più piccoli, infine, è bene considerare che possono essere pericolosi anche residui di cibo accidentalmente lasciati nell’area giochi o nelle scodelle degli animali domestici.

Malgrado sia complicato spiegare le allergie ai bambini, anche quando ne abbiamo uno come ospite in una festa di compleanno, se ci sforziamo di comprendere e far comprendere il suo essere “speciale”, verremo appagati di tutta la fatica ed avremo aiutato le nuove generazioni a comprendere e rispettare le diversità – non solo degli allergici!

Dal nuovo anno, nelle migliori librerie, sarà disponibile la guida per “sopravvivere” alle allergie scritta per i pazienti.

Il libro, edito dalla casa editrice “Pagine” ed acquistabile nelle migliori librerie, ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, il lettore potrà capire come si sviluppano le malattie allergiche prendendo in esame le allergopatie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, da farmaci, da veleno di insetti (api e vespe), da lattice della gomma fino ad arrivare ai quadri drammatici come l’anafilassi. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici. Dal momento che le malattie allergiche potrebbero, teoricamente, non manifestarsi se si riuscisse ad evitare l’esposizione agli agenti esterni che le provocano (gli allergeni e gli apteni), vengono presentate, di volta in volta, le possibilità di attuare manovre di prevenzione. Quando tali manovre sono attuabili, è possibile ridurre il numero e la severità delle reazioni allergiche.

Il numero di persone che soffrono di malattie allergiche è in costante aumento e questa tendenza non mostra segni di rallentamento. La regione di tale aumento non è ancora chiara ma gli esperti sospettano che dipenda da motivi ambientali (inquinanti, cattiva alimentazione, etc.) sulla nostra salute. Il Dr. Verna si augura che diffondendo in maniera semplice le conoscenze finora acquisite dalla scienza medica gettando uno sguardo sul prossimo futuro si possa contribuire a migliorare la qualità della vita degli allergici e delle loro famiglie nella convinzione che sapere significhi poter affrontare con maggiori chance di successo la propria malattia.

Scheda del libro

ISBN: 9788875575090 / 8875575096

Titolo: Allergie: manuale per pazienti

Autore: Nicola Verna

Casa editrice: Pagine

Anno di pubblicazione: 2017

Numero pagine: 148

Edizione: copertina morbida

Costo: 18,00 €

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Libreria Mondadori – Piazza Sirena, 9, Francavilla al Mare. Tel. 085/4918734; email: libreriagiana@gmail.com

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Riferimenti

Casa Editrice Pagine

00136 Roma – Via Gualtiero Serafino 8

Amministrazione: 06/45468600
Redazione: 06/45468600
24 h su 24 h Fax: 06/39738771

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha tolto dalle farmacie l’antiasmatico Montelukast della Teva a scopo cautelativo a causa dei risultati fuori specifica evidenziati durante gli studi di stabilità in alcune confezioni.

Il lotto interessato è quello delle compresse masticabili da 5 milligrammi: n. M75033 scadenza 03/2017 Montelukast TE 28Cpr mast 5mg – AIC 040672178.

Il farmaco è usato nel trattamento dell’asma come terapia aggiuntiva, non per gli attacchi acuti ma, soprattutto per la prevenzione dell’insorgenza dell’asma. I farmaci indicati non vanno utilizzati e riportati in farmacia.

Riferimenti

Comunicato AIFA

 

La fine dell’estate può rapidamente trasformarsi in stagione piena di starnuti grazie ai nuovi allergeni che stanno venendo alla ribalta. Le principali cause di allergie respiratorie di fine estate sono rappresentate dal polline di Ambrosia e dalle spore delle muffe.

L’allergia all’Ambrosia è una delle pollinosi più fastidiose. La pianta responsabile di tali pollinosi è l’Ambrosia artemisiifolia, una specie derivante dal Nord America che da molti anni si sta diffondendo anche in Italia. La peculiarità di questa pianta è che nel corso dell’anno ha più periodi di fioritura, e quindi di impollinazione: fiorisce da Maggio a Giugno ma, poi, ritorna attiva nel mese di Agosto e, in alcuni, casi fino ad Ottobre. Chi è allergico a questa pianta facilmente è sensibilizzato anche nei confronti di altri pollini e si ritrova così a lottare con i caratteristici sintomi per un periodo di tempo notevolmente lungo.
Le muffe proliferano soprattutto durante l’estate e l’autunno, quando il clima è più caldo ed umido. Tuttavia, le spore vengono aerodisperse durante tutto l’anno e, per questa ragione, possono causare allergie in qualunque momento. Le muffe più allergizzanti in Italia sono l’Alternaria che cresce su ortaggi e frutta in decomposizione e in ambienti particolarmente umidi, il Cladosporium, l’Aspergillus che cresce su vegetali, fiori, fieno e terreno e il Penicillium.
I sintomi dell’allergia all’Ambrosia ed alle muffe sono simili a quelli delle altre allergie respiratorie ed hanno le caratteristiche della rinite e sono spesso confusi con una sindrome influenzale: starnuti, naso chiuso, sgocciolamento, congiuntivite, bruciore e prurito agli occhi, affaticamento, difficoltà a respirare, tosse e, nei casi più gravi, si può arrivare all’asma.
Per difendersi da tali allergie è bene consultare i calendari pollinici che riportano, spesso, anche la conta delle spore fungine presenti negli ambienti esterni. Nella maggior parte dei casi, però, le manovre individuali di evitamento dell’esposizione non sono sufficienti ed è necessario sottoporsi ad una visita allergologica nel corso della quale verrà posta la corretta diagnosi e verrà fornito un “piano di azione” per la rinite ed, eventualmente, per l’asma. Esso prevede l’utilizzo di farmaci sintomatici da iniziare prima della fioritura e/o della aerodispersione delle spore e, in casi selezionati, all’immunoterapia specifica.

Letture consigliate

Bordas-Le Floch V, et al. New insights into ragweed pollen allergens. Curr Allergy Asthma Rep. 2015 Nov;15(11):63.

 

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