L’insonnia può aumentare il rischio di asma negli adulti fino a tre volte. Questo è quanto emergerebbe dallo studio prospettico HUNT i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sullo European Respiratory Journal a firma di alcuni ricercatori norvegesi

Lo studio è stato condotto su circa 18.000 norvegesi di età compresa tra i 20 ed i 65 anni. I ricercatori hanno scoperto che le persone che affermavano di aver difficoltà ad addormentarsi “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio, rispettivamente, del 65% e del 108% di sviluppare asma negli 11 anni successivi. Le persone che hanno detto di svegliarsi troppo presto e che non riuscivano a tornare a dormire “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio di sviluppare asma, rispettivamente, del 92 e del 36%. Coloro, infine, che hanno dichiarato di avere una scarsa qualità del sonno per almeno una volta alla settimana è risultata avere un rischio aumentato di sviluppare asma del 94%.

Lo studio non dimostra una relazione causa-effetto tra insonnia ed asma ma, se ciò fosse dimostrato dai prossimi studi, la cura dell’insonnia potrebbe rientrare nei consigli di prevenzione per gli oltre 300 milioni di persone affette da tale patologia respiratoria in tutto il mondo. Se a questo aggiungiamo che l’asma è stata collegata con l’aumento del rischio di sviluppare una serie di malattie mortali tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiache, è intuibile che la cura dell’insonnia cronica potrebbe diventare una priorità dei sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo.

Riferimenti

Brumpton B. et al. Prospective study of insomnia and incident asthma in adults: the HUNT study. European Respiratory Journal 2017, 49.

Alcuni studi epidemiologici, finora, hanno evidenziato una sorta di effetto “protettivo” (associazione inversa) tra malattie tumorali ed allergie. Un ulteriore recente studio, a conferma di tale osservazione, è quello guidato da alcuni ricercatori del Texas e pubblicato on-line il 5 Febbraio 2016 sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Gli studiosi hanno avuto accesso ai dati epidemiologici di 5 diversi paesi ed inerenti le malattie allergiche ed i gliomi, tumori che rappresentano l’80% delle neoplasie maligne del cervello. Il team internazionale di ricercatori, nello specifico, ha esaminato i dati clinici di più di 4.500 pazienti affetti da glioma e quasi 4.200 persone senza cancro al cervello. Essi hanno riscontrato che la presenza di allergie respiratorie, asma e l’eczema è statisticamente associata con un ridotto rischio (-30%) di sviluppare un glioma. A fronte di tale dato, ora, è necessario capire la modalità di azione o come le allergie, l’asma e l’eczema svolgano il loro ruolo protettivo contro tali tumori per sviluppare nuove strategie di prevenzione e terapie anti-tumorali.

Riferimenti

E. Susan Amirian, Renke Zhou, et al. Approaching a Scientific Consensus on the Association between Allergies and Glioma Risk: A Report from the Glioma International Case-Control Study. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev February 2016 25; 282.

L’atopia è definita come una predisposizione a sviluppare reazioni di ipersensibilità di tipo allergico ed è associata ad un alto rischio di malattie come la rinite allergica, l’asma allergica, la dermatite atopica (eczema) e le allergie alimentari. Recentemente l’atopia è notevolmente aumentata nelle popolazioni occidentali. Tale aumento di prevalenza ha stimolato alcune indagini per valutare gli effetti sulla salute di tale condizione, non solo sullo sviluppo di malattie allergiche. In particolare, nonostante il problema sia sotto osservazione da molto tempo, non sappiamo ancora se le persone con atopia o malattie atopiche hanno un rischio più elevato di sviluppare tumori rispetto alla popolazione generale.

In un articolo recentemente pubblicato su The Journal of Allergy and Clinical Immunology: in Practice, Skaaby e suoi colleghi hanno studiato lo sviluppo di neoplasie su una popolazione danese di adulti composta di 14.849 soggetti sia atopici che non atopici. L’atopia è stata valutata con un esame del sangue (IgE totali) ed i partecipanti sono stati seguiti per circa 12 anni in collegamento con il Registro Tumori Danese. Sono stati individuati un totale di 3.994 atopici e 10.855 non atopici. Tra i 1.919 nuovi casi di neoplasia emersi durante il follow-up, gli autori non hanno trovato alcuna associazione statisticamente significative tra atopia e lo sviluppo totale di neoplasie o sviluppo di specifici tipi di neoplasie come il cancro al seno e il cancro del polmone. Questi dati non supportano l’ipotesi che l’atopia sia associata ad un rischio generale più elevato di cancro o un rischio specifico più elevato per specifici tumori anche se un qualche modesto effetto dell’atopia su specifici tipi di cancro non può essere escluso.

Come espresso anche dagli autori di questo studio, il rischio di sviluppare una neoplasia non deve essere una preoccupazione particolare per le persone con atopia. Tale affermazione è sicuramente rassicurante, malgrado, le malattie atopiche siano sempre più frequenti.

Riferimenti

Tea Skaaby, et al. Atopy and Development of Cancer: A Population-Based Prospective Study. The Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice. In press.