L’adrenalina autoiniettabile, in Italia, viene fornita gratuitamente ai pazienti dal Sistema Sanitario Nazionale dopo la prescrizione di un medico ospedaliero. Recentemente, negli Stati Uniti, si è assistito ad un aumento di prezzo dell’Epipen, l’autoiniettore di adrenalina più diffuso, del 500% rispetto al 2007 e gli americani arrivano a pagare circa 300 dollari per uno di tali device. Tale situazione ha portato diversi pazienti e genitori di bambini allergici a non potersi permettere l’acquisto di tale farmaco “salvavita”. Il caso più eclatante si è avuto a Kirkland nello stato di Washington. Qui, un preside si è visto costretto a rimandare a casa un bambino di prima elementare con allergia potenzialmente fatale alle arachidi in quanto sprovvisto di adrenalina autoinettabile che i genitori non hanno potuto acquistare.

I pazienti italiani cui è stata prescritta l’adrenalina autoniettabile dovrebbero far tesoro dell’esperienza statunitense per apprezzare i loro device portandoli sempre dietro. Deve far riflettere, inoltre, il dato epidemiologico che molte delle reazioni fatali da allergia alimentare avviene in persone che pur essendo provviste di adrenalina autoiniettabile, non la hanno prontamente disponibile nel momento della necessità!!!

Riferimenti

Joshua Winter. Price of EpiPen rises again, up 500% since 2007. The Threefold Advocate. Posted on September 10, 2016 at 9:15 pm

Matt Markovich. First-grader sent home for not providing school with EpiPen. Katu 2 On Your Side. Saturday, September 10th 2016

I Centri per il Controllo e la Prevenzione della Malattie (Centers for Disease Control and Prevention – CDC) degli Stati Uniti hanno recentemente pubblicato della linee guida volontarie per la gestione delle allergie alimentari in ambiente scolastico.

Secondo i CDC, le scuole dovrebbero:

- Evitare gli allergeni alimentari più comuni nelle attività di classe, feste, spuntini, esperimenti scientifici etc.

- Il personale scolastico dovrebbe essere addestrato ad usare l’adrenalina (come l’Epi-Pen), nel caso in cui uno studente sia vittima di una reazione allergica.

- Far in modo che i bambini con allergie alimentari non siano esclusi dalle gite, le attività extrascolastiche, l’educazione fisica, etc.

- Considerare l’individuazione di zone allergene-prive nella sala mensa.

- Usare “premi” non alimentari come incentivi per gli studenti.

Ci si augura l’acquisizione di linee guida uniche nazionali anche da parte del Ministero dell’Istruzione del nostro paese per aumentare il livello di sicurezza di quel 4-6% di ragazzi che soffrono di allergia alimentare nell’ambiente scolastico.

Riferimenti

CDC

Nei pazienti capita frequentemente di osservare il passaggio da uno stato di ansia, prima della diagnosi di allergia alimentare e la conoscenza dell’alimento o degli alimenti responsabili delle reazioni, ad uno stato di frustrazione. Quest’ultimo stato d’animo è legato alla realizzazione dell’enorme impatto che la diagnosi di allergia alimentare ha sulla vita quotidiana in termini di “gestione”.

(continua…)