Un recente studio decennale pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature ha evidenziato 36 loci genetici potenzialmente associati all’asma ed alle patologie allergiche in genere.
Ricercatori di Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Svezia hanno analizzato, nello specifico, i livelli di metilazione di più di trenta geni. La metilazione è un processo attraverso il quale i geni vengono inattivati con l’aggiunta di gruppo metilico alle basi di citosina o adenina. Lo studio dei processi di regolazione dell’espressione genica, tra cui la metilazione, è conosciuto come Epigenetica.
Sono stati analizzati i globuli bianchi di 355 soggetti affetti da asma alla ricerca di una associazione tra i livelli di metilazione ed i livelli nel sangue delle IgE totali – l’anticorpo associato alle malattie allergiche. Sono state individuate delle forti associazioni tra le IgE e bassi livelli di metilazione in 36 geni. Questi geni sarebbero molto più attivi nelle persone con asma nelle quali si osserva una produzione di maggiori quantità di IgE contribuiscono ad innescare i sintomi della malattia.
I geni individuati e, soprattutto, il controllo della loro attivazione potrebbero rappresentare dei nuovi potenziali bersagli farmacologici per le malattie allergiche e/o dei potenziali biomarcatori per individuare quali pazienti risponderanno alle terapie.
Riferimenti
Liming Liang, Saffron A. G. Willis-Owen, et al. An epigenome-wide association study of total serum immunoglobulin E concentration. Nature (2015) Received 29 January 2014 Accepted 27 November 2014 Published online 18 February 2015

Se ci sentiamo male dopo aver mangiato un determinato alimento viene da chiedersi se abbiamo un’allergia alimentare o un’intolleranza alimentare. Cercare di capire la differenza tra le due malattie può essere di aiuto a scegliere il medico specialista cui rivolgersi risolvendo più velocemente il problema e risparmiando esami inutili. Per aiutarci in tal senso, prenderemo in esame le storie di Antonio e Sofia.

Sabato sera, qualche minuto dopo aver mangiato pesce in un noto ristorante, Antonio si è accorto di avere le labbra gonfie ed ha iniziato ad avere prurito e difficoltà a respirare. Domenica sera, Sofia è andata a cena a casa di amici dove ha mangiato pasta alla carbonara. Nel corso della notte ha avuto “gonfiore” del volto e dolori addominali. Entrambi si sono recati al Pronto Soccorso convinti di avere una allergia alimentare. Le due storie, in realtà, dipendono da malattie diverse. E’ facile confondere le allergie alimentari con le intolleranze alimentari. La storia di Antonio, però, è più probabilmente dovuta ad un’allergia alimentare; la storia di Sofia è più tipica di un’intolleranza alimentare. Continuando a leggere capiremo le differenze tra le due malattie.

Se chiediamo in giro, anche ai nostri conoscenti, saranno in molti ad essere convinti di soffrire di allergie alimentari. Le vere allergie alimentari, invece, sono piuttosto rare e si verificano in meno del 5% della popolazione generale. Le reazioni allergiche agli alimenti si verificano immediatamente dopo l’ingestione. La quasi totalità avviene entro le due ore dall’assunzione dell’alimento responsabile e molte avvengono immediatamente, se non contemporaneamente, all’assunzione dell’alimento stesso. Le reazioni da intolleranza alimentare avvengono in ritardo rispetto all’assunzione dell’alimento, a volte anche fino a 72 ore dopo l’ingestione.
Nel caso di una allergia alimentare, una piccola quantità – in persone particolarmente sensibili anche una traccia – dell’alimento responsabile può scatenare una reazione. Le reazioni si verificano ogni volta che l’alimento viene ingerito.

Le reazioni legate alle intolleranze alimentari si verificano solo quando l’alimento è consumato in grandi quantità o in maniera frequentemente. L’allergia alimentare è potenzialmente fatale potendo provocare, in alcuni casi, l’anafilassi. I sintomi comprendono orticaria, rigonfiamento della lingua o della regione della gola, difficoltà a respirare e deglutire, e calo della pressione arteriosa.

I sintomi di una intolleranza alimentare comprendono gas e gonfiore intestinali, crampi addominali, bruciore di stomaco, mal di testa e cattivo umore.
L’allergia alimentare e intolleranza alimentare possono entrambi causare nausea, dolori addominali, diarrea e vomito. Il 90% delle allergie alimentari sono causate da una sparuta minoranza di alimenti costituiti da arachidi, noci, pesce, crostacei, latte, uova, soia e grano. Gli alimenti più spesso coinvolti nelle intolleranze alimentari sono grano, glutine, latte, frutta e verdura. In caso di allergia alimentare, il sistema immunitario ha sviluppato una immunoglobulina (IgE) specifica verso un dato alimento. Ogni volta che il sistema immunitario incontra lo stesso alimento, si attiva provocando una reazione allergica. Le persone che soffrono di altre allergie, asma o hanno qualche familiare con tali malattie hanno un rischio maggiore di sviluppare un’allergia alimentare. L’intolleranza alimentare può essere causata da una serie di fattori, tra cui la mancanza di un enzima necessario per digerire un alimento. Nel caso dell’intolleranza al lattosio, per esempio, vi è una mancanza di lattasi. Tale enzima consente la digestione del lattosio, uno zucchero presente in grande quantità nel latte.Tra le intolleranze alimentari vengono spesso annoverante anche due malattie croniche come la sindrome del colon irritabile e la malattia celiaca. La sindrome del colon irritabile provoca crampi, stitichezza e diarrea. La malattia celiaca coinvolge il sistema immunitario che viene attivato dall’ingestione di glutine, una proteina presente nel grano e altri cereali. E’ bene chiarire, però, che l’allergia alimentare al grano viene diagnosticata dall’Allergologo con i test allergometrici cutanei (prick-test) ed il dosaggio delle IgE specifiche; la celiachia viene diagnosticata dal Gastroenterologo mediante una serie di esami del sangue (anticorpi anti-transglutaminasi, anticorpi anti-endomisio, etc.) e va confermata con una biopsia intestinale.
Possiamo concludere dicendo che se soffriamo di sintomi immediatamente dopo aver mangiato un alimento ed i sintomi sono quelli descritti per l’allergia alimentare sarebbe opportuno recarsi da un Allergologo. Se, invece, i sintomi compaiono più lentamente, con grandi quantità di alimento ed hanno le caratteristiche tipiche delle intolleranze alimentari, è preferibile iniziare le indagini con un Gastroenterologo.

Riferimenti

Stefano Guandalini, Catherine Newland. Differentiating Food Allergies from Food Intolerances. Current Gastroenterology Reports October 2011, Volume 13, Issue 5, pp 426-434.

 

Sul numero del 2 Luglio di “Science Translational Medicine”, sono stati pubblicati i promettenti risultati di due studi preliminari sulla sicurezza, la farmacocinetica e l’attività del quilizumab. Si tratta di un nuovo farmaco, somministrato in tre iniezioni mensili, in grado di sopprime la produzione di anticorpi IgE, gli anticorpi che svolgono un ruolo cruciale nelle malattie atopiche come la rinite e l’asma allergiche.

Secondo gli autori, il trattamento con quilizumab è stato ben tollerato ed ha portato ad una significativa riduzione delle IgE. Tale riduzione è perdurata per almeno 6 mesi dopo la cessazione della somministrazione del farmaco.

Riferimenti

Gail M. Gauvreau, Jeffrey M. Harris et al. Targeting membrane-expressed IgE B cell receptor with an antibody to the M1 prime epitope reduces IgE production. Sci Transl Med 2 Luglio 2014: vol. 6, Numero 243, pag. 243ra85.

E’ possibile rivedere su internet la puntata del 7 Maggio 2013 della trasmissione “Dottor Star Bene” andata in onda su TV6 e condotta da Francesca Romana Testi.

Ospiti della trasmissione:

Dr. Nicola Verna – Unità Operativa Semplice di Allergologia dell’Ospedale di Pescara

Dr. Gaetano Silvestre – Unita Operativa di Fisiopatologia Pediatrica dell’AUSL di Pescara

Dr. Domenico Palmieri – Unità Operativa Complessa di Ortopedia dell’Ospedale di Pescara

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Alcuni ricercatori dell’Università di Medicina di Stanford in California hanno sintetizzato una molecola chiamata DARPin E2-79 in grado di prevenire il legame delle IgE alle mast-cellule. Tale molecola, legandosi alle mastcellule, impedisce il rilascio di mediatori come l’istamina che causano i sintomi dell’allergia in maniera più veloce ed efficace dei farmaci attualmente disponibili come, ad esempio, l’omalizumab.
La DARPin E2-79, purtroppo, non potrà diventare rapidamente un farmaco in quanto è estremamente grande e complicata per poter essere prodotta ad un prezzo accettabile. La speranza è, quindi, che si riusciranno a produrre molecole che agiscano in maniera simile che potranno diventare un farmaco di uso comune in maniera più agevole.

Riferimenti
Accelerated disassembly of IgE-receptor complexes by a disruptive macromolecular inhibitor.

La gestione ottimale delle allergopatie respiratorie non può prescindere da un’accurata identificazione dei fattori scatenanti e favorenti che hanno innescato e possono influenzare il decorso clinico della malattia allergica.

(continua…)

La rinite allergica è una comune malattia respiratoria di cui soffrono milioni di persone in tutto il mondo. E’ una malattia infiammatoria del naso. L’ostruzione, lo sgocciolamento, il prurito intranasale e gli starnuti sono i sintomi più comuni; in alcune persone tali sintomi sono accompagnati da mal di testa, riduzione del senso dell’odore e sintomi oculari (come l’eccessiva lacrimazione, il prurito e l’arrossamento degli occhi).

(continua…)

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