Gli estratti di veleno di api sono utilizzati come immunoterapia specifica per i soggetti allergici a tale sostanza per ridurre il rischio di nuove reazioni anafilattiche in caso di ri-puntura. A fronte della comprovata efficacia di tale terapia nei pazienti allergici, l’immunoterapia specifica con tale veleno non è priva di rischi, malgrado tutte le accortezze che gli specialisti allergologi possano mettere in atto. L’incidenza media di reazioni sistemiche non trascurabile è pari al 10%. Nella maggior parte dei casi, esse sono di lieve entità clinica ma, sono possibili anche reazioni anafilattiche potenzialmente letali. Sottoporsi, pertanto, ad un trattamento iniettivo a base di veleno di api va fatto solo dopo un’accurata valutazione allergologica. Lo specialista allergologo, dopo aver accertato la presenza di una allergia a tale sostanza, valuta il rischio di reazioni potenzialmente fatali derivanti dalla ri-putura “naturale” e quelle derivanti dalla immunoterapia specifica. Solo allora propone al paziente un tale trattamento consistente nella somministrazione di estratto standardizzato di veleno a dosi progressivamente crescenti fino a condurre il paziente alla tolleranza.
Tale rapporto costi/benefici sarà apparso del tutto trascurabile all’attore e produttore cinematografico cinquantenne di origini scozzesi, Gerard Butler alle prese con la sua ultima fatica cinematografica, Geostorm, nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 1° novembre prossimo. La necessità di trovare sollievo dai dolori osteo-muscolari derivanti dal dover indossare un pesante costume di scena in ambienti con gravità ridotta ed in posizioni scomode per cinque settimane di riprese, ha spinto l’attore a rivolgersi ad un tale che prometteva di risolvere il problema con iniezioni a base di veleno di ape. Dopo una serie di dieci iniezioni, l’attore è stato ricoverato in ospedale per alcuni giorni vittima di uno shock anafilattico. Non contento, Butler si è sottoposto ad un nuovo trattamento finendo per una seconda volta in ospedale con la stessa diagnosi.
Ci auguriamo, per lui e per sui fans, che abbia imparato la lezione!
Le ventilate proprietà anti-infiammatorie del veleno di ape sono ancora tutte da dimostrare ed i rischi di reazioni anafilattiche non giustificano un simile trattamento antidolorifico. Ben altra cosa è l’immunoterapia specifica per veleno di api prescritta da medici specialisti allergologi a pazienti con comprovata ipersensibilità a tale sostanza per evitare nuove reazioni anafilattiche in caso di ri-puntura.

Riferimenti

Gerard Butler recounts how he almost died from bee venom

Anche quest’anno, FederASMA e ALLERGIE hanno lanciato la campagna di informazione per le allergie al veleno di api e vespe (Imenotteri).
Tale campagna si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su tale patologia.
L’opinione pubblica dovrà prendere coscienza della ridotta percezione del problema: si stima, infatti, che si rivolgono ad un allergologo meno del 20% dei potenziali allergici a tali veleni.
Le istituzioni devono prendere coscienza dell’esistenza di un trattamento, l’immunoterapia specifica, con una efficacia che raggiunge livelli elevatissimi nel prevenire nuove reazioni anafilattiche potenzialmente fatali e che tale trattamento non è ancora gratuito in tutte le regioni d’Italia.
La campagna, inoltre, è volta a far conoscere i centri di Allergologia sul territorio nazionale che si occupano di tale patologia.

Riferimenti

Punto dal vivo 2016

E’ stata recentemente depositata dal Consigliere Regionale, Domenico Pettinari del “Movimento 5 Stelle”, una interpellanza sulla “spinosa” questione abruzzese relativa ai “vaccini per veleno di api e vespe” (immunoterapia specifica a veleno di Imenotteri).

Malgrado la comprovata efficacia nel prevenire nuove reazioni potenzialmente fatali di tale trattamento ed il riconoscimento, da parte del Sistema Sanitario Nazionale, come trattamento “insostituibile e salvavita”, la regione Abruzzo non si è ancora dotata di una regolamentazione snella, uniforme e valida su tutto il suo territorio per l’erogazione di tale trattamento.

Si auspica che, dalla discussione politica, scaturisca un miglioramento ed una uniformità di trattamento per i pazienti abruzzesi allergici a veleno di Imenotteri che potrebbe portare anche un contenimento della spesa sanitaria.

Riferimenti

Interpellanza: Allergie a veleno di Imenotteri, L’Aquila 9/7/2015.

In questo periodo, per un anno scolastico più proficuo e sereno, oltre all’acquisto di libri, zaini, diari, etc., i genitori di bambini asmatici ed allergici devono preoccuparsi di comunicare il “piano di azione” per l’asma e le allergie al personale della scuola.

L’asma colpisce 300.000.000 di persone nel mondo! In Italia ne soffrono il 10% degli ragazzi al disotto dei 14 anni (Gruppo di Lavoro GARD-Italy “Asma ed Allergie nel Bambino” – Assemblea Generale GARD-I, Ministero Salute, 25 Giugno 2015). In Italia, nel 2004-2005, le malattie allergiche sono state tra le patologie croniche più diffuse (10,7%): per la fascia di età 0-14 anni, la malattia allergica esclusa l’asma (9,6%) rappresenta la forma cronica più frequente, seguita dall’asma bronchiale (2,9%) (Allergie alimentari e sicurezza del consumatore – Documento di indirizzo e stato dell’arte – Ministero della Salute – 26 Marzo 2014).

Malgrado gli allarmanti dati epidemiologici, molti bambini con asma e allergie alimentari non hanno un “piano di azione per le allergie e l’asma” per la scuola. Tale piano, inoltre, non ha alcun senso se non è condiviso con gli operatori scolastici.

Il primo passo da attuare è quello di avere delle chiare misure per il controllo dell’asma e delle allergie in casa al fine di ridurre l’esposizione ai fattori scatenanti ed assumere regolarmente i farmaci prescritti. A scuola, è importante che gli insegnanti siano messi a conoscenza dei fattori scatenanti dell’asma e delle allergie del bambino in modo che possano aiutarlo ad evitarli in classe.

I bambini a rischio di reazioni allergiche potenzialmente fatali in seguito all’ingestione di determinati alimenti o punture di insetti devono portare gli auto-iniettori di adrenalina sempre con loro ed averli a pronti all’uso in caso di necessità (ricordarsi di verificarne periodicamente la scadenza!).

I bambini con asma e allergie dovrebbero essere in grado di praticare qualsiasi sport scolastico, purché seguano i consigli del proprio medico. I genitori dovrebbero informare gli insegnanti di educazione motoria dei loro figli e gli allenatori in genere su come devono comportarsi in caso di una emergenza asmatica.

La maggior parte dei bambini con allergie alimentari sono in grado di identificare da soli quello che possono e non possono mangiare ma, è utile che gli altri genitori e gli amici siano informati soprattutto per i buffet delle feste di compleanno e le gite scolastiche.

Letture consigliatate

Uno studio pubblicato lo scorso Giugno su Annals of Allergy, Asthma and Immunology, l’organo di stampa dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI), ha esaminato le cartelle cliniche di 484 bambini ricoverati in pronto soccorso per anafilassi. I ricercatori hanno puntato l’attenzione sui casi che hanno presentato una seconda reazione dopo quella iniziale (anafilassi bifasica). Le reazioni ritardate si verificano quando i primi sintomi della reazione allergica sono apparentemente regrediti e ricompaiono dopo ore, senza l’esposizione alla sostanza che ha causato la reazione iniziale.

Dai dati dello studio si evince che il 75% delle reazioni secondarie si verifica entro sei ore dalla prima. L’aver avuto una reazione iniziale grave si associa ad una maggiore probabilità di avere una seconda reazione.

I bambini con più elevata probabilità di sviluppare reazioni secondarie gravi sono risultati i seguenti:

  • Quelli di età compresa tra i sei ed i nove anni di età;

  • Quelli che hanno avuto bisogno di più di una dose di adrenalina

  • Quelli che non sono stati immediatamente trattati con l’adrenalina

  • Quelli che hanno avuto bisogno anche della somministrazione di beta-2-agonisti inalatori (es. salbutamolo).

Almeno la metà delle reazioni ritardate sono state considerate gravi ed hanno richiesto un trattamento con adrenalina.

I risultati dello studio confermano la necessità di utilizzare l’adrenalina ai primi segni di reazione allergica grave con interessamento cardio-vascolare e/o respiratorio per evitare il peggioramento dei sintomi che può essere fatale. In caso di reazione grave che abbia richiesto l’uso dell’adrenalina è necessario recarsi o farsi immediatamente accompagnare in un pronto soccorso dove si potranno, eventualmente, ricevere ulteriori dosi del farmaco. Malgrado in Italia il Sistema Sanitario Nazionale fornisca gratuitamente un solo autoiniettore di adrenalina ai pazienti a rischio di anafilassi, può essere utile valutare l’opportunità di acquistare un secondo autoiniettore!

La visita al pronto soccorso per anafilassi deve essere sempre seguita da una visita di un Allergologo per confermare le cause dell’anafilassi, ricevere consigli per evitare future esposizioni, ridefinire il piano di azione in caso di nuove esposizioni accidentali e ricevere il trattamento immunoterapico specifico, ove possibile, come nel caso di allergia a veleno di insetti (Imenotteri).

Riferimenti

Alqurashi W, Stiell I, Chan K, Neto G, Alsadoon A, Wells G. Epidemiology and clinical predictors of biphasic reactions in children with anaphylaxis. Ann Allergy Asthma Immunol. 2015 Jun 11: S1081-1206(15)

 

E’ nato da poco il primo punto di incontro virtuale su FaceBook promosso da Federasma per le reazioni a punture di insetti. Vi si possono trovare informazioni pratiche per chi sospetta di essere allergico alle punture di Imenotteri. Si stima che ogni anno 5 milioni di italiani vengano punti da insetti e che l’1-8% sviluppi una reazione allergica con conseguenze potenzialmente fatali.

Per saperne di più è possibile visitare la comunità virtuale PUNTO NEL VIVO

E’ disponibile su Youtube la trasmissione ”Dottor Star Bene” andata in onda su TV6 condotta dalla giornalista Francesca Romana Testi e che ha visto il Dr. Verna come ospite. Nel corso della trasmissione si è parlato di Rinite Allergica e Ipersensibilità a Veleno di Insetti.

La rinite allergica è un disturbo comune, molte volte sottovalutato e le cui complicanze sono spesso più importanti della malattia stessa. Le complicanze più frequenti sono le infezioni dell’orecchio e dei seni paranasali (rinosinusiti acute e croniche, poliposi nasale), malattie ortodontiche, mancato controllo dell’asma, riduzione della qualità del sonno, dell’attenzione e dell’apprendimento. L’immunoterapia specifica è l’unico trattamento che, quando praticabile, offre un beneficio a lungo termine per le malattie allergiche.

Quando si viene punti da  api e vespe, generalmente si manifestano solo delle reazioni locali. La piccola quota dei pazienti allergici può manifestare reazioni potenzialmente fatali (anafilassi). Tali pazienti devono essere dotati di un piano dettagliato per affrontare nuove punture ed essere sottoposti ad immunoterapia specifica per il veleno cui sono allergici.

Vai alla trasmissione

Prendiamo spunto da un articolo letto su “Il Centro” di oggi nel quale si parla di un signore di Carsoli salvato dalla reazione anafilattica in seguito alla puntura di una vespa. Malgrado la gravità delle reazioni che il veleno di tali insetti può provocare nei soggetti allergici, si registra, ancora una volta, un’informazione parziale sulle possibilità terapeutiche citando correttamente l’adrenalina ma, omettendo l’immunoterapia specifica.

L’adrenalina è sicuramente il farmaco più importante nelle fasi immediatamente successive la puntura dell’insetto nei pazienti che manifestano segni e sintomi compatibili con l’anafilassi.

L’immunoterapia specifica (il “vaccino”) rappresenta, però, l’unico mezzo di prevenzione attuabile negli individui a rischio di anafilassi da punture di tali insetti. Con tale trattamento, in questi pazienti, il rischio di reagire a nuove punture si riduce fino a al 3% rispetto a quello dei non trattati, che è di circa il 50%. L’immunoterapia specifica per veleno di Imenotteri è considerata insostituibile e salvavita ed è a carico del Sistema Sanitario Nazionale (ovvero, gratuito per il paziente) nella maggior parte delle regioni d’Italia, compreso l’Abruzzo.

È chiara, quindi, la necessità di consultare un Centro di Allergologia in caso di gravi reazioni a veleno di api e vespe.

Riferimenti

Allergia al veleno di Imenotteri (Apidi e Vespidi)

L’Accademia Americana di Allergologia, Asma ed Immunologia (AAAAI) ha creato un simpatico ed utile giochino on line (in inglese) per imparare a riconoscere gli insetti “pungitori”. E’ importante riconoscerli, soprattutto per i pazienti allergici al loro veleno.

http://www.aaaai.org/conditions-and-treatments/just-for-kids/stinging-insect-matching-game.aspx

Le reazioni anafilattiche da punture di Imenotteri costituiscono una delle emergenze allergologiche più importanti sia per la loro frequenza sia per la drammaticità del quadro clinico. Attualmente la prognosi dei pazienti affetti da allergia al veleno di Imenotteri è molto soddisfacente: lo specialista può disporre di procedure diagnostiche che abitualmente consentono di identificare l’insetto responsabile e di un trattamento, l’immunoterapia con veleni purificati, caratterizzato da percentuali di successo vicine al 100%. Accanto a queste considerazioni deve essere tuttavia sottolineato che alcune problematiche sono ancora irrisolte e oggetto di ricerca: in particolare gli studi futuri dovranno fornire adeguate risposte sulle indicazioni, sulla durata dell’immunoterapia e sulla storia naturale della malattia.

(continua…)