Il recente Decreto Ministeriale dal titolo “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21/1/2016 appare fortemente penalizzante per i pazienti allergici. Esso, infatti, prevede che la totalità degli esami diagnostici allergologici, sia in vivo (test cutanei a lettura immediata, ovvero, i prick-test, e quelli a lettura ritardata, i patch-test), sia in vitro (il dosaggio delle IgE specifiche) debbano essere autorizzati dagli specialisti del settore, non sono, cioè, più prescrivibili direttamente dal Medico di Medicina Generale e dal Pediatra di Libera Scelta.

Se, da un lato, il principio di base è condivisibile, ovvero evitare l’effettuazione di “esami inutili”, dall’altro, il decreto, a firma del ministro Beatrice Lorenzin, non tiene conto dell’esiguo numero di centri allergologici sull’intero territorio nazione in grado di fare da filtro, in tempi ragionevoli, per malattie, come quelle allergiche, che interessano, secondo le stime più recenti, fino al 30-35% della popolazione generale. I prevedibili ritardi nella diagnosi, poi, sono ancora più “pericolosi” se si considerano le forme potenzialmente fatali di allergie ad evoluzione anafilattica provocata dalle allergie alimentari, da farmaci e da veleno di insetti. Il precoce inquadramento diagnostico specialistico allergologico di tipo etiologico, ovvero tramite l’individuazione delle cause di anafilassi, consente, infatti, di fornire ai pazienti dettagliate istruzioni per l’evitamento degli allergeni responsabili, la autogestione di eventuale riesposizioni accidentali e, quando indicato, la prescrizione delle immunoterapie specifiche in grado di fornire alti indici di protezione nei confronti di nuovi eventi potenzialmente fatali.

Ci si augura, pertanto, che tale decreto rappresenti solo l’inizio di una più ampia riforma del settore che preveda una ampliamento del numero e dell’organico dei centri pubblici di Allergologia per non assistere impotenti ad un incremento di decessi per malattie allergiche potenzialmente evitabili.

Riferimenti

Decreto Ministeriale 9 dicembre 2015.

I non addetti ai lavori sono propensi a credere che in inverno i sintomi allergici scompaiono. Al contrario, alcuni pazienti possono manifestare sintomi allergici, o presunti tali, anche nei periodi freddi. Vediamo alcuni esempi.

Pollini invernali

I primi mesi dell’anno, infatti, fioriscono e, quindi, impollinano le Cupressacee. La prevalenza della pollinosi da Cupressaceae sembra essere in continuo aumento in concomitanza con l’incremento dell’uso dei cipressi come piante ornamentali, frangivento e di copertura.

I sintomi della pollinosi da Cupressaceae sono, spesso, simili a quelli di altre malattie stagionali come il raffreddore o l’influenza comune. La reale incidenza dell’allergia al polline di cipresso, pertanto, potrebbe essere sottostimata. Malgrado i sintomi possono comparire a tutte le età, l’esordio della pollinosi da Cupressaceae sembra più tipica dell’età adulta.

La ricomparsa costante ad ogni inverno di rinocongiuntivite rende più probabile la diagnosi di pollinosi da Cupressaceae che va confermata dall’Allergologo per mezzo dei test allergometrici. La corretta diagnosi consentirà di instaurare una terapia farmacologica generalmente con spray nasali a base cortisonica, antistaminici per via orale e, se indicato, con l’immunoterapia specifica. E’ importante che la maggior parte delle terapie siano intraprese, secondo le indicazioni dello specialista Allergologo, prima della comparsa dei sintomi per evitare le complicanze del mancato trattamento.

Rinite vasomotoria

Quando le temperature scendono, nelle nostre tasche ricompaiono i fazzoletti per fronteggiare gli “sgocciolamenti” del naso. Questi possono non essere dovuti ad un’allergia ma, essere causati da una rinite vasomoria. Si tratta di una rinite non allergica che provoca sgocciolamento del naso, scolo retro-nasale (post-nasal drip) e congestione nasale. E’ causata da diversi fattori scatenanti come i cambiamenti di temperatura, il vento, cambiamenti di umidità ambientale, odori, profumi e fumi particolarmente intensi.

La diagnosi della rinite vasomotoria può non essere semplice. Molti sintomi, infatti, sono comuni a quelli della rinite allergica. Non ci sono test specifici per tale malattia e, generalmente, la diagnosi si pone dopo aver attentamente escluso le altre possibili cause di rinite allergica e non allergica con l’aiuto di un Allergologo ed un Otorinolaringoiatra.

Allergia alle muffe

Le muffe sono dei funghi che producono “spore” come le piante producono semi. Le spore rimangono in sospensione nell’aria che possono essere inalate a provocare sintomi di allergia nelle persone sensibili. Esistono muffe degli ambiente esterni che crescono sui tronchi in decomposizione, tra le foglie cadute, i fili d’erba ed i cereali. A differenza della maggior parte che emettono pollini, le muffe non smettono di crescere durante i periodi freddi autunnali ed invernali ma, smettono solo di proliferare. Le muffe degli ambienti interni crescono negli ambienti particolarmente umidi come le cucine, i bagni e le cantine.

Per difendersi dalle muffe bisogna svuotare frequentemente i bidoni della spazzatura, evitare di accatastare legna in ambienti frequentati per lunghi periodi di tempo, tenere la casa asciutta, garantire un frequente ricambio d’aria soprattutto negli ambienti domestici particolarmente umidi, riparare il prima possibile le perdite di acqua dalle tubature e dai canali di scolo, etc.

Orticaria da freddo

L’orticaria da freddo è una forma di orticaria fisica che si caratterizzata dalla comparsa di orticaria ed angioedema in seguito all’esposizione al freddo. I fattori scatenanti di tale orticaria possono essere molteplici e sono rappresentati dai climi freddi, le bevande fredde e nuotare in acque fredde. Il sospetto di tali forme di orticaria può essere confermato dagli specialisti in Allergologia ricreando delle condizioni di raffreddamento con l’uso di un cubetto di ghiaccio posto sull’avambraccio, il test di immersione della mano nell’acqua fredda, etc.

Riferimenti

D. Charpin, M. Calleja et al. Allergy to cypress pollen. Allergy. Volume 60, Issue 3, pages 293–301, March 2005.

Bernstein JA. Nonallergic rhinitis: therapeutic options. Curr Opin Allergy Clin Immunol. 2013 Aug;13(4):410-6.

Rodrigues J, Caruthers C, et al. The spectrum of allergic fungal diseases of the upper and lower airways. Expert Rev Clin Immunol. 2016 Jan 16.

Abajian M, M?ynek A, Maurer M. Physical urticaria. Curr Allergy Asthma Rep. 2012 Aug;12(4):281-7.

Lo studio GAP (GRAZAX® Asthma Prevention) non ha mostrato un effetto di prevenzione sull’esordio dell’asma nei bambini trattati con immunoterapia specifica sublinguale Grazax® per polline di Graminacee. Lo studio GAP consisteva in una fase di trattamento di tre anni e una fase di osservazione di altri due anni su 812 bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni di età reclutati in 11 paesi europei (Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera). L’obiettivo primario è stato quello di studiare l’effetto di Grazax® rispetto al placebo sul rischio di sviluppare l’asma. Malgrado il fallimento dell’obiettivo primario, lo studio ha evidenziato che i bambini trattati con l’immunoterapia specifica presentano meno sintomi di asma e sono costretti ad utilizzare meno farmaci per curare la malattia.

E’ stato confermato, inoltre, che il trattamento con Grazax® riduce significativamente i sintomi di rinocongiuntivite allergica anche nei due anni dopo la fine del trattamento.

Riferimenti

ALK announces top-line results from the five-year landmark GRAZAX® Asthma Prevention (GAP) trial in children.

Gli allergici e gli asmatici possono migliorare la loro qualità della vita riducendo gli episodi di “difficoltà respiratoria”, starnuti e reazioni allergiche con cambiamenti più meno importanti della loro routine quotidiana. Riportiamo alcune strategie che i pazienti potrebbero prendere in considerazione per il nuovo anno.

  • Fare attività fisica in maniera intelligente. Coloro che soffrono di allergie ed asma dovrebbero essere in grado di godere di ampi periodi di benessere, essere attivi durante il giorno e riposare nel corso della notte. Questi obiettivi vanno raggiunti anche grazie all’attività fisica. Gli asmatici, però, dovrebbero evitare di fare esercizio fisico in ambienti freddi o, all’aperto, nelle giornate particolarmente fredde. L’inquinamento, sia degli ambienti chiusi che all’aperto, la conta pollinica elevata e le cosiddette “malattie da raffreddamento” possono causare la ricomparsa dei sintomi dell’asma durante l’esercizio fisico.

  • Pianificare i viaggi. Esplorare nuovi luoghi è un’attività particolarmente stimolante ma, il viaggio può essere scoraggiante per le persone che soffrono di allergie e asma. Un’attenta pianificazione può rendere più facile la vita dei viaggiatori. E’ importante, perciò, essere sicuri di portare con sé i farmaci per l’allergia, i farmaci per via inalatoria e l’adrenalina eventualmente prescritti dall’Allergologo se si è a rischio di gravi reazioni allergiche come l’anafilassi. Se si è sottoposti da immunoterapia specifica, pianificare con l’Allergologo il calendario delle somministrazioni per il periodo del viaggio. Valutare le politiche per le allergie delle compagnie aeree, le navi da crociera e gli alberghi di cui saremo clienti durante il viaggio. Se si è allergici agli acari della polvere, portare la biancheria da letto “anti-allergica”.

  • Rispettare le vie respiratorie. Evitare i posti con “fumi” di qualsiasi genere è una buona norma per chiunque. Per coloro che soffrono di asma e, soprattutto, nei bambini con questa malattia, è imperativo. I bambini asmatici esposti a fumo passivo hanno un rischio quasi doppio di essere ricoverati in ospedale rispetto ai bambini non esposti!

  • Consultare un Allergologo. Alcune persone evitano di farsi visitare da un Allergologo anche quanto i sintomi stanno compromettendo le loro attività quotidiane. Al momento attuale, non esistono cure definitive per le allergie ma, tali malattie possono essere gestite attraverso trattamenti regolari. L’assunzione di alcuni farmaci per le allergie vanno assunti con ampio anticipo rispetto alla comparsa dei sintomi; l’inizio dell’anno, perciò, è un momento particolarmente indicato per consultare un Allergologo e pianificare le opzioni terapeutiche. L’allergologo è in grado di determinare che cosa causa i sintomi e fornire consigli utili sul come evitare i fattori scatenanti.

  • Monitorare le proprie allergie. L’inizio dell’anno è un buon momento per “registrare” le proprie allergie per identificarne i fattori scatenanti, monitorare i sintomi e individuare farmaci più efficaci. Esistono diverse app per tali scopi. Una di queste è “Allergy Control”, app gratuita per conoscere le allergie respiratorie, gli allergeni, i calendari pollinici, le terapie e gestire al meglio l’Immunoterapia Allergene Specifica.

Con l’aiuto di un Allergologo ed i “buoni propositi” per il nuovo anno, i pazienti allergici possono osservare una riduzione del numero dei ricoveri ospedalieri e di visite al pronto soccorso, una maggior efficacia delle terapie, minori restrizioni nelle attività quotidiane ed un miglioramento della qualità globale delle vita. Buon Anno!

E’ stata recentemente depositata dal Consigliere Regionale, Domenico Pettinari del “Movimento 5 Stelle”, una interpellanza sulla “spinosa” questione abruzzese relativa ai “vaccini per veleno di api e vespe” (immunoterapia specifica a veleno di Imenotteri).

Malgrado la comprovata efficacia nel prevenire nuove reazioni potenzialmente fatali di tale trattamento ed il riconoscimento, da parte del Sistema Sanitario Nazionale, come trattamento “insostituibile e salvavita”, la regione Abruzzo non si è ancora dotata di una regolamentazione snella, uniforme e valida su tutto il suo territorio per l’erogazione di tale trattamento.

Si auspica che, dalla discussione politica, scaturisca un miglioramento ed una uniformità di trattamento per i pazienti abruzzesi allergici a veleno di Imenotteri che potrebbe portare anche un contenimento della spesa sanitaria.

Riferimenti

Interpellanza: Allergie a veleno di Imenotteri, L’Aquila 9/7/2015.

Uno studio pubblicato lo scorso Giugno su Annals of Allergy, Asthma and Immunology, l’organo di stampa dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI), ha esaminato le cartelle cliniche di 484 bambini ricoverati in pronto soccorso per anafilassi. I ricercatori hanno puntato l’attenzione sui casi che hanno presentato una seconda reazione dopo quella iniziale (anafilassi bifasica). Le reazioni ritardate si verificano quando i primi sintomi della reazione allergica sono apparentemente regrediti e ricompaiono dopo ore, senza l’esposizione alla sostanza che ha causato la reazione iniziale.

Dai dati dello studio si evince che il 75% delle reazioni secondarie si verifica entro sei ore dalla prima. L’aver avuto una reazione iniziale grave si associa ad una maggiore probabilità di avere una seconda reazione.

I bambini con più elevata probabilità di sviluppare reazioni secondarie gravi sono risultati i seguenti:

  • Quelli di età compresa tra i sei ed i nove anni di età;

  • Quelli che hanno avuto bisogno di più di una dose di adrenalina

  • Quelli che non sono stati immediatamente trattati con l’adrenalina

  • Quelli che hanno avuto bisogno anche della somministrazione di beta-2-agonisti inalatori (es. salbutamolo).

Almeno la metà delle reazioni ritardate sono state considerate gravi ed hanno richiesto un trattamento con adrenalina.

I risultati dello studio confermano la necessità di utilizzare l’adrenalina ai primi segni di reazione allergica grave con interessamento cardio-vascolare e/o respiratorio per evitare il peggioramento dei sintomi che può essere fatale. In caso di reazione grave che abbia richiesto l’uso dell’adrenalina è necessario recarsi o farsi immediatamente accompagnare in un pronto soccorso dove si potranno, eventualmente, ricevere ulteriori dosi del farmaco. Malgrado in Italia il Sistema Sanitario Nazionale fornisca gratuitamente un solo autoiniettore di adrenalina ai pazienti a rischio di anafilassi, può essere utile valutare l’opportunità di acquistare un secondo autoiniettore!

La visita al pronto soccorso per anafilassi deve essere sempre seguita da una visita di un Allergologo per confermare le cause dell’anafilassi, ricevere consigli per evitare future esposizioni, ridefinire il piano di azione in caso di nuove esposizioni accidentali e ricevere il trattamento immunoterapico specifico, ove possibile, come nel caso di allergia a veleno di insetti (Imenotteri).

Riferimenti

Alqurashi W, Stiell I, Chan K, Neto G, Alsadoon A, Wells G. Epidemiology and clinical predictors of biphasic reactions in children with anaphylaxis. Ann Allergy Asthma Immunol. 2015 Jun 11: S1081-1206(15)

 

I pollini di Graminacee e Parietaria sono i principali responsabili di allergie respiratorie agli inizi dell’estate. Il contatto con l’erba, oltre ai sintomi respiratori (rinite ed asma), può provocare anche prurito ed orticaria alle persone che sono allergiche a tali pollini. Verso la fine dell’estate, il polline delle Asteracee (Artemisia e Ambrosia) spandono i loro pollini nell’aria causando disturbi sempre più frequenti anche nel nostro paese.

Oltre ai pollini, nel periodo estivo, una pericolosa compagnia per gli allergici è rappresentata dalle spore di Alternaria, una specie di funghi particolarmente diffusa in Italia. Malgrado sia un allergene perenne, ovvero presente tutto l’anno, l’Alternaria provoca sintomi allergie respiratorie soprattutto tra luglio e settembre, periodo nel quale si ha la massima concentrazione di spore nell’aria.

Per i pazienti che sono allergici a tali allergeni, quindi, è importante seguire le prescrizioni del proprio specialista Allergologo e la conta dei pollini e delle spore fungine anche durante il periodo estivo. Per coloro che osservano per la prima volta la comparsa di sintomi compatibili con rinite, congiuntivite ed asma durante l’Estate è importante consultare un Allergologo che, dopo aver raccolto la storia del paziente ed averlo sottoposto ai test più opportuni, sarà in grado di formulare una corretta diagnosi e consigliare l’opportuna terapia farmacologica e/o immunoterapica specifica.

Se è relativamente facile evitare gli allergeni derivanti dagli acari della polvere e gli animali domestici (allergeni presenti negli ambienti domestici, allergeni indoor), è più difficile evitare l’esposizione ai pollini, presenti all’aria aperta (allergeni outdoor). Di seguito sono riportati alcuni consigli utili:

- Tenere le finestre chiuse aiuta a prevenire l’ingresso dei pollini negli ambienti domestici e di lavoro.

- Tenere i finestrini dell’auto chiusi quando si viaggia.

- Limitare la persistenza all’aperto quando la conta pollinica è segnalata come particolarmente intensa o nelle giornate di vento.

- Prendersi una vacanza durante il culmine della stagione pollinica in aree a più bassa conta pollinica, come la spiaggia o il mare.

- Evitare di tagliare l’erba o di stazionare in aree dove l’erba sia stata appena tagliata.

Riferimenti

EAACI

SIAAIC

Per tenere sotto controllo le allergie, arriva “Allergy Control” la nuova app gratuita per conoscere le allergie respiratorie, gli allergeni, i calendari pollinici, le terapie e gestire al meglio l’Immunoterapia Allergene Specifica.

L’obiettivo di Allergy Control è quello di aiutare il paziente allergico, accompagnandolo dopo la prima visita nella gestione della terapia concordata con l’allergologo. Questo grazie alla possibilità di consultare il calendario pollinico per regione, ma soprattutto grazie al diario dell’allergico dove, compilando i campi, si potrà registrare l’andamento della patologia nel tempo, archiviando informazioni che permetteranno al paziente di incontrare l’allergologo, nelle visite programmate, con un quadro chiaro e preciso del proprio stato. Tra le funzionalità dell’app si segnalano infine anche una raccolta di domande e risposte ricorrenti sulla gestione dell’AIT sia per gli adulti che per i bambini.

E’ possibile scaricarla gratuitamente dal sito di FederAsma e Allergie Onlus: http://www.federasmaeallergie.org/allergy-control/

Il primo passo è il test allergometrico, utile anche consultare il calendario dei pollini, in alcuni casi ci si può immunizzare da “Il Centro” del 9 Aprile 2015.

LEGGI L’ARTICOLO

Abbiamo cercato di riassumere in dieci punti le regole che gli asmatici dovrebbero rispettare per una ottimale gestione della loro patologia.

1. Comprendere la malattia

Molte persone cui viene diagnostica l’asma non hanno idea di quali siano i meccanismi che sottendono alla malattia. Altre persone pensano di sapere tutto ciò che riguarda l’asma ma, in realtà, sanno molto poco o hanno ottenuto informazioni non corrette sui meccanismi della malattia. Quando si deve affrontare una patologia come l’asma, la conoscenza è potere. Capire cosa scatena l’asma, quali sono i sintomi cui prestare attenzione e il piano per trattare i sintomi dell’asma sono le priorità assolute. E’ importante conoscere le nozioni di base sull’asma per capire cosa accade realmente durante una riesacerbazione dell’asma. E’ utile, in tal senso, diventare membro attivo di una associazione di pazienti allergici (es. Federasma e AllergieAssociazione Pazienti AllergiciIo e l’Asma, etc.), partecipare agli eventi da loro organizzati e rendersi promotori per la propria zona di residenza.

2. Conoscere i vari farmaci che sono stati prescritti per l’asma

La maggior parte delle persone con asma hanno bisogno di più di un farmaco: essi, generalmente, hanno a disposizione, almeno, un farmaco ”di salvataggio” e un farmaco “di controllo” . Ogni asmatico ha a disposizione un farmaco di salvataggio per l’immediato sollievo dai sintomi ma, non in grado di trattare l’infiammazione delle vie respiratorie alla base della malattia. Gli asmatici, inoltre, devono avere almeno un farmaco “di controllo” per trattare l’infiammazione delle vie respiratorie che sottende all’asma. Esso contribuisce a ridurre i sintomi nel lungo periodo e, generalmente, non aiuta a dare sollievo immediato dai sintomi durante le riesacerbazioni. Molte persone con asma sono convinte di aver bisogno solo dei farmaci “di salvataggio” mentre, gli studi dimostrano che l’80% (4 su 5 persone con asma), in realtà, ha bisogno di una terapia “di controllo” quotidiana per controllare i sintomi della malattia. E’ importante conoscere i principi generali del meccanismo di azione dei farmaci e come usarli correttamente.

3. Saper utilizzare i farmaci per l’asma

Saper utilizzare i farmaci per l’asma – in particolare gli inalatori - è fondamentale per chiunque abbia tale malattia. Una tecnica dell’utilizzo degli inalatori non corretta ha come conseguenza una mancato ingresso del farmaco nelle vie respiratorie dove  svolge la sua azione farmacologica. Un aiuto in tal senso può venire anche da filmati presenti su YouTube (es. 123456, etc.). I bambini, gli anziani e le persone con problemi di coordinamento devono sempre utilizzare un distanziatore con un inalatore MDI. Alcune persone, specialmente i bambini e le persone con asma grave e, talvolta, gli anziani, possono avere bisogno di un nebulizzatore (apparecchio per aerosol) per effettuare correttamente la terapia dell’asma. Il nebulizzatore è un compressore d’aria che trasforma la formulazione liquida di un farmaco per l’asma in un aerosol facilmente inalabile.Per i farmaci della terapia di fondo, ci sono numerose possibilità di scelta tra i dispositivi presenti sul mercato. Chiedete allo specialista Allergologo o Pneumologo, al Medico di Medicina Generale o al Farmacista di mostrarvi la corretta tecnica di tali dispositivi inalatori. In generale, è sempre buona norma sciacquare la bocca e / o lavarsi i denti dopo l’uso dei vari farmaci inalatori, specialmente se il farmaco è un corticosteroide per via inalatoria. Tale buona abitudine può ridurre la possibilità di comparsa di micosi del cavo orale (mughetto).

4. Capire se l’asma è sotto controllo

Molti pazienti asmatici sottovalutano la gravità dell’asma e, quindi, la maggior parte non sono trattati adeguatamente. Il trattamento non adeguato dell’asma può portare a gravi conseguenze tra cui la riduzione della funzione polmonare, i ricoveri in pronto soccorso e negli altri reparti ospedalieri per asma, fino a possibili decessi correlati alla malattia. Un metodo semplice ed immediato per sapere se l’asma è controllata può essere quello di rispondere ad alcune semplici domande di specifici questionari (es. l’Asthma Control Test) e/o sottoporsi ad una spirometria.

5. Sottoporsi ad una visita allergologica

Gli studi dimostrano che le persone seguite in ambiente allergologico per l’asma sono costrette ad un numero minore di ricoveri in pronto soccorso o negli altri reparti ospedalieri a causa di questa patologia. Gli Allergologi sono in grado di valutare il livello di controllo dell’asma mediante i test di funzionalità polmonare e, grazie alla loro formazione specialistica, sono anche in grado di determinare il ruolo, spesso determinante, delle allergie sull’asma, attraverso l’impiego dei test allergometrici. Gli Allergologi, inoltre, sanno gestire l’immunoterapia specifica (iniettiva e sublinguale) che può contribuire, in casi selezionati, al controllo dell’asma modificando in senso più favorevole la storia naturale della malattia.

6. Eseguire una spirometria

La spirometria è una metodica diagnostica per quantificare la funzionalità polmonare di una persona. È una parte molto importante della diagnosi e del trattamento dell’asma. Tutte le persone con asma dovrebbero effettuare una spirometria almeno due volte l’anno o, più di frequente, quando l’asma è grave o sia necessario valutare la risposta alla terapia. Anche i bambini di età superiore ai 6 anni sono, generalmente, in grado di effettuare l’esame. Dal momento che la spirometria può identificare problemi con l’asma ancor prima della comparsa dei sintomi, è importante per gli asmatici sottoporsi a tale esame anche se non hanno sintomi.

7. Sottoporsi a test allergometrici

I test allergologici possono aiutare un asmatico imparare a riconoscere tempestivamente quali sono i fattori scatenanti (trigger) allergici. Tale conoscenza può tradursi in un migliore controllo dei sintomi dell’asma adottando semplici misure di evitamento (bonifica ambientale) o di intervento terapeutico. Le prove allergiche hanno anche lo scopo di far conoscere le stagioni “critiche” per l’asmatico allergico al fine di consentire un pronto adeguamento della terapia. I test allergometrici, infine, sono necessari per stabilire una corretta immunoterapia specifica.

8. Stilare un piano di azione dell’asma con il proprio specialista

Un piano d’azione per l’asma può basarsi sui valori ottenuti dal misuratore di picco di flusso espiratorio, sulla frequenza dei sintomi dell’asma o su entrambi. Il misuratore di picco di flusso espiratorio è un dispositivo portatile che misura la velocità con la cui una persona riesce ad espellere l’aria dai propri polmoni. Se si osserva una riduzione del valore di picco di flusso espiratorio rispetto al normale, bisogna mettere in pratica le istruzioni riportate sul piano d’azione al fine di ottenere il controllo dei sintomi dell’asma. Ci sono molte opzioni per tali istruzioni nel piano d’azione dell’asma e possono variare da medico a medico.

9. Controlli medici periodici per l’asma

Le persone con asma dovrebbero vedere il loro medico per le visite “programmate” almeno ogni 6 mesi. Se le visite avvengono secondo il calendario proposto dal medico, senza incontri “extra” significa che l’asma è stabile e non ci sono problemi. Le visite saranno inevitabilmente più frequenti se non si è ancora raggiunto un controllo ottimale dell’asma e sono presenti riesacerbazioni.

10. Sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale

Gli asmatici sono particolarmente suscettibili a gravi complicanze quando contraggono il virus dell’influenza. Gli esperti ed il Ministero della Salute raccomandano agli asmatici di vaccinarsi per l’influenza ogni anno.  Recenti studi dimostrano che il vaccino antinfluenzale è sicuro anche per la maggior parte delle persone con allergia all’uovo.

Riferimenti

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