Uno studio pubblicato lo scorso Giugno su Annals of Allergy, Asthma and Immunology, l’organo di stampa dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI), ha esaminato le cartelle cliniche di 484 bambini ricoverati in pronto soccorso per anafilassi. I ricercatori hanno puntato l’attenzione sui casi che hanno presentato una seconda reazione dopo quella iniziale (anafilassi bifasica). Le reazioni ritardate si verificano quando i primi sintomi della reazione allergica sono apparentemente regrediti e ricompaiono dopo ore, senza l’esposizione alla sostanza che ha causato la reazione iniziale.

Dai dati dello studio si evince che il 75% delle reazioni secondarie si verifica entro sei ore dalla prima. L’aver avuto una reazione iniziale grave si associa ad una maggiore probabilità di avere una seconda reazione.

I bambini con più elevata probabilità di sviluppare reazioni secondarie gravi sono risultati i seguenti:

  • Quelli di età compresa tra i sei ed i nove anni di età;

  • Quelli che hanno avuto bisogno di più di una dose di adrenalina

  • Quelli che non sono stati immediatamente trattati con l’adrenalina

  • Quelli che hanno avuto bisogno anche della somministrazione di beta-2-agonisti inalatori (es. salbutamolo).

Almeno la metà delle reazioni ritardate sono state considerate gravi ed hanno richiesto un trattamento con adrenalina.

I risultati dello studio confermano la necessità di utilizzare l’adrenalina ai primi segni di reazione allergica grave con interessamento cardio-vascolare e/o respiratorio per evitare il peggioramento dei sintomi che può essere fatale. In caso di reazione grave che abbia richiesto l’uso dell’adrenalina è necessario recarsi o farsi immediatamente accompagnare in un pronto soccorso dove si potranno, eventualmente, ricevere ulteriori dosi del farmaco. Malgrado in Italia il Sistema Sanitario Nazionale fornisca gratuitamente un solo autoiniettore di adrenalina ai pazienti a rischio di anafilassi, può essere utile valutare l’opportunità di acquistare un secondo autoiniettore!

La visita al pronto soccorso per anafilassi deve essere sempre seguita da una visita di un Allergologo per confermare le cause dell’anafilassi, ricevere consigli per evitare future esposizioni, ridefinire il piano di azione in caso di nuove esposizioni accidentali e ricevere il trattamento immunoterapico specifico, ove possibile, come nel caso di allergia a veleno di insetti (Imenotteri).

Riferimenti

Alqurashi W, Stiell I, Chan K, Neto G, Alsadoon A, Wells G. Epidemiology and clinical predictors of biphasic reactions in children with anaphylaxis. Ann Allergy Asthma Immunol. 2015 Jun 11: S1081-1206(15)

 

I pollini di Graminacee e Parietaria sono i principali responsabili di allergie respiratorie agli inizi dell’estate. Il contatto con l’erba, oltre ai sintomi respiratori (rinite ed asma), può provocare anche prurito ed orticaria alle persone che sono allergiche a tali pollini. Verso la fine dell’estate, il polline delle Asteracee (Artemisia e Ambrosia) spandono i loro pollini nell’aria causando disturbi sempre più frequenti anche nel nostro paese.

Oltre ai pollini, nel periodo estivo, una pericolosa compagnia per gli allergici è rappresentata dalle spore di Alternaria, una specie di funghi particolarmente diffusa in Italia. Malgrado sia un allergene perenne, ovvero presente tutto l’anno, l’Alternaria provoca sintomi allergie respiratorie soprattutto tra luglio e settembre, periodo nel quale si ha la massima concentrazione di spore nell’aria.

Per i pazienti che sono allergici a tali allergeni, quindi, è importante seguire le prescrizioni del proprio specialista Allergologo e la conta dei pollini e delle spore fungine anche durante il periodo estivo. Per coloro che osservano per la prima volta la comparsa di sintomi compatibili con rinite, congiuntivite ed asma durante l’Estate è importante consultare un Allergologo che, dopo aver raccolto la storia del paziente ed averlo sottoposto ai test più opportuni, sarà in grado di formulare una corretta diagnosi e consigliare l’opportuna terapia farmacologica e/o immunoterapica specifica.

Se è relativamente facile evitare gli allergeni derivanti dagli acari della polvere e gli animali domestici (allergeni presenti negli ambienti domestici, allergeni indoor), è più difficile evitare l’esposizione ai pollini, presenti all’aria aperta (allergeni outdoor). Di seguito sono riportati alcuni consigli utili:

- Tenere le finestre chiuse aiuta a prevenire l’ingresso dei pollini negli ambienti domestici e di lavoro.

- Tenere i finestrini dell’auto chiusi quando si viaggia.

- Limitare la persistenza all’aperto quando la conta pollinica è segnalata come particolarmente intensa o nelle giornate di vento.

- Prendersi una vacanza durante il culmine della stagione pollinica in aree a più bassa conta pollinica, come la spiaggia o il mare.

- Evitare di tagliare l’erba o di stazionare in aree dove l’erba sia stata appena tagliata.

Riferimenti

EAACI

SIAAIC

Per tenere sotto controllo le allergie, arriva “Allergy Control” la nuova app gratuita per conoscere le allergie respiratorie, gli allergeni, i calendari pollinici, le terapie e gestire al meglio l’Immunoterapia Allergene Specifica.

L’obiettivo di Allergy Control è quello di aiutare il paziente allergico, accompagnandolo dopo la prima visita nella gestione della terapia concordata con l’allergologo. Questo grazie alla possibilità di consultare il calendario pollinico per regione, ma soprattutto grazie al diario dell’allergico dove, compilando i campi, si potrà registrare l’andamento della patologia nel tempo, archiviando informazioni che permetteranno al paziente di incontrare l’allergologo, nelle visite programmate, con un quadro chiaro e preciso del proprio stato. Tra le funzionalità dell’app si segnalano infine anche una raccolta di domande e risposte ricorrenti sulla gestione dell’AIT sia per gli adulti che per i bambini.

E’ possibile scaricarla gratuitamente dal sito di FederAsma e Allergie Onlus: http://www.federasmaeallergie.org/allergy-control/

Il primo passo è il test allergometrico, utile anche consultare il calendario dei pollini, in alcuni casi ci si può immunizzare da “Il Centro” del 9 Aprile 2015.

LEGGI L’ARTICOLO

Abbiamo cercato di riassumere in dieci punti le regole che gli asmatici dovrebbero rispettare per una ottimale gestione della loro patologia.

1. Comprendere la malattia

Molte persone cui viene diagnostica l’asma non hanno idea di quali siano i meccanismi che sottendono alla malattia. Altre persone pensano di sapere tutto ciò che riguarda l’asma ma, in realtà, sanno molto poco o hanno ottenuto informazioni non corrette sui meccanismi della malattia. Quando si deve affrontare una patologia come l’asma, la conoscenza è potere. Capire cosa scatena l’asma, quali sono i sintomi cui prestare attenzione e il piano per trattare i sintomi dell’asma sono le priorità assolute. E’ importante conoscere le nozioni di base sull’asma per capire cosa accade realmente durante una riesacerbazione dell’asma. E’ utile, in tal senso, diventare membro attivo di una associazione di pazienti allergici (es. Federasma e AllergieAssociazione Pazienti AllergiciIo e l’Asma, etc.), partecipare agli eventi da loro organizzati e rendersi promotori per la propria zona di residenza.

2. Conoscere i vari farmaci che sono stati prescritti per l’asma

La maggior parte delle persone con asma hanno bisogno di più di un farmaco: essi, generalmente, hanno a disposizione, almeno, un farmaco ”di salvataggio” e un farmaco “di controllo” . Ogni asmatico ha a disposizione un farmaco di salvataggio per l’immediato sollievo dai sintomi ma, non in grado di trattare l’infiammazione delle vie respiratorie alla base della malattia. Gli asmatici, inoltre, devono avere almeno un farmaco “di controllo” per trattare l’infiammazione delle vie respiratorie che sottende all’asma. Esso contribuisce a ridurre i sintomi nel lungo periodo e, generalmente, non aiuta a dare sollievo immediato dai sintomi durante le riesacerbazioni. Molte persone con asma sono convinte di aver bisogno solo dei farmaci “di salvataggio” mentre, gli studi dimostrano che l’80% (4 su 5 persone con asma), in realtà, ha bisogno di una terapia “di controllo” quotidiana per controllare i sintomi della malattia. E’ importante conoscere i principi generali del meccanismo di azione dei farmaci e come usarli correttamente.

3. Saper utilizzare i farmaci per l’asma

Saper utilizzare i farmaci per l’asma – in particolare gli inalatori - è fondamentale per chiunque abbia tale malattia. Una tecnica dell’utilizzo degli inalatori non corretta ha come conseguenza una mancato ingresso del farmaco nelle vie respiratorie dove  svolge la sua azione farmacologica. Un aiuto in tal senso può venire anche da filmati presenti su YouTube (es. 123456, etc.). I bambini, gli anziani e le persone con problemi di coordinamento devono sempre utilizzare un distanziatore con un inalatore MDI. Alcune persone, specialmente i bambini e le persone con asma grave e, talvolta, gli anziani, possono avere bisogno di un nebulizzatore (apparecchio per aerosol) per effettuare correttamente la terapia dell’asma. Il nebulizzatore è un compressore d’aria che trasforma la formulazione liquida di un farmaco per l’asma in un aerosol facilmente inalabile.Per i farmaci della terapia di fondo, ci sono numerose possibilità di scelta tra i dispositivi presenti sul mercato. Chiedete allo specialista Allergologo o Pneumologo, al Medico di Medicina Generale o al Farmacista di mostrarvi la corretta tecnica di tali dispositivi inalatori. In generale, è sempre buona norma sciacquare la bocca e / o lavarsi i denti dopo l’uso dei vari farmaci inalatori, specialmente se il farmaco è un corticosteroide per via inalatoria. Tale buona abitudine può ridurre la possibilità di comparsa di micosi del cavo orale (mughetto).

4. Capire se l’asma è sotto controllo

Molti pazienti asmatici sottovalutano la gravità dell’asma e, quindi, la maggior parte non sono trattati adeguatamente. Il trattamento non adeguato dell’asma può portare a gravi conseguenze tra cui la riduzione della funzione polmonare, i ricoveri in pronto soccorso e negli altri reparti ospedalieri per asma, fino a possibili decessi correlati alla malattia. Un metodo semplice ed immediato per sapere se l’asma è controllata può essere quello di rispondere ad alcune semplici domande di specifici questionari (es. l’Asthma Control Test) e/o sottoporsi ad una spirometria.

5. Sottoporsi ad una visita allergologica

Gli studi dimostrano che le persone seguite in ambiente allergologico per l’asma sono costrette ad un numero minore di ricoveri in pronto soccorso o negli altri reparti ospedalieri a causa di questa patologia. Gli Allergologi sono in grado di valutare il livello di controllo dell’asma mediante i test di funzionalità polmonare e, grazie alla loro formazione specialistica, sono anche in grado di determinare il ruolo, spesso determinante, delle allergie sull’asma, attraverso l’impiego dei test allergometrici. Gli Allergologi, inoltre, sanno gestire l’immunoterapia specifica (iniettiva e sublinguale) che può contribuire, in casi selezionati, al controllo dell’asma modificando in senso più favorevole la storia naturale della malattia.

6. Eseguire una spirometria

La spirometria è una metodica diagnostica per quantificare la funzionalità polmonare di una persona. È una parte molto importante della diagnosi e del trattamento dell’asma. Tutte le persone con asma dovrebbero effettuare una spirometria almeno due volte l’anno o, più di frequente, quando l’asma è grave o sia necessario valutare la risposta alla terapia. Anche i bambini di età superiore ai 6 anni sono, generalmente, in grado di effettuare l’esame. Dal momento che la spirometria può identificare problemi con l’asma ancor prima della comparsa dei sintomi, è importante per gli asmatici sottoporsi a tale esame anche se non hanno sintomi.

7. Sottoporsi a test allergometrici

I test allergologici possono aiutare un asmatico imparare a riconoscere tempestivamente quali sono i fattori scatenanti (trigger) allergici. Tale conoscenza può tradursi in un migliore controllo dei sintomi dell’asma adottando semplici misure di evitamento (bonifica ambientale) o di intervento terapeutico. Le prove allergiche hanno anche lo scopo di far conoscere le stagioni “critiche” per l’asmatico allergico al fine di consentire un pronto adeguamento della terapia. I test allergometrici, infine, sono necessari per stabilire una corretta immunoterapia specifica.

8. Stilare un piano di azione dell’asma con il proprio specialista

Un piano d’azione per l’asma può basarsi sui valori ottenuti dal misuratore di picco di flusso espiratorio, sulla frequenza dei sintomi dell’asma o su entrambi. Il misuratore di picco di flusso espiratorio è un dispositivo portatile che misura la velocità con la cui una persona riesce ad espellere l’aria dai propri polmoni. Se si osserva una riduzione del valore di picco di flusso espiratorio rispetto al normale, bisogna mettere in pratica le istruzioni riportate sul piano d’azione al fine di ottenere il controllo dei sintomi dell’asma. Ci sono molte opzioni per tali istruzioni nel piano d’azione dell’asma e possono variare da medico a medico.

9. Controlli medici periodici per l’asma

Le persone con asma dovrebbero vedere il loro medico per le visite “programmate” almeno ogni 6 mesi. Se le visite avvengono secondo il calendario proposto dal medico, senza incontri “extra” significa che l’asma è stabile e non ci sono problemi. Le visite saranno inevitabilmente più frequenti se non si è ancora raggiunto un controllo ottimale dell’asma e sono presenti riesacerbazioni.

10. Sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale

Gli asmatici sono particolarmente suscettibili a gravi complicanze quando contraggono il virus dell’influenza. Gli esperti ed il Ministero della Salute raccomandano agli asmatici di vaccinarsi per l’influenza ogni anno.  Recenti studi dimostrano che il vaccino antinfluenzale è sicuro anche per la maggior parte delle persone con allergia all’uovo.

Riferimenti

Prendiamo spunto da un articolo letto su “Il Centro” di oggi nel quale si parla di un signore di Carsoli salvato dalla reazione anafilattica in seguito alla puntura di una vespa. Malgrado la gravità delle reazioni che il veleno di tali insetti può provocare nei soggetti allergici, si registra, ancora una volta, un’informazione parziale sulle possibilità terapeutiche citando correttamente l’adrenalina ma, omettendo l’immunoterapia specifica.

L’adrenalina è sicuramente il farmaco più importante nelle fasi immediatamente successive la puntura dell’insetto nei pazienti che manifestano segni e sintomi compatibili con l’anafilassi.

L’immunoterapia specifica (il “vaccino”) rappresenta, però, l’unico mezzo di prevenzione attuabile negli individui a rischio di anafilassi da punture di tali insetti. Con tale trattamento, in questi pazienti, il rischio di reagire a nuove punture si riduce fino a al 3% rispetto a quello dei non trattati, che è di circa il 50%. L’immunoterapia specifica per veleno di Imenotteri è considerata insostituibile e salvavita ed è a carico del Sistema Sanitario Nazionale (ovvero, gratuito per il paziente) nella maggior parte delle regioni d’Italia, compreso l’Abruzzo.

È chiara, quindi, la necessità di consultare un Centro di Allergologia in caso di gravi reazioni a veleno di api e vespe.

Riferimenti

Allergia al veleno di Imenotteri (Apidi e Vespidi)

Le madri in gravidanza che soffrono di allergie potranno prendere in considerazione anche l’immunoterapia allergene specifica tra le opzioni di prevenzione per i loro bambini. Secondo uno studio presentato al meeting annuale del Collegio Americano di Allergologia, Asma ed Immunologia (American College of Allergy, Asthma and Immunology – ACAAI) tenutosi in Novembre a Baltimore, le donne incinte sottoposte ad immunoterapia specifica prima e durante la gravidanza possono ridurre la possibilità dei loro bambini di sviluppare allergie in tutte le sue espressioni (asma, allergie alimentari, eczema, etc.).

Le malattie allergiche tendono ad avere una “familiarità”. Se entrambi i genitori soffrono di allergie, i loro figli hanno una probabilità del 75% di essere allergici. Se solo un genitore è allergico, o se un parente ha una qualche allergia, il bambino ha una probabilità dal 30 al 40% di avere un’allergia. Se nessuno dei genitori ha allergie, la possibilità di un bambino di sviluppare un’allergia è solo il 10 a 15%.

Alla luce di questi dati epidemiologici, qualora i dati presentati a Baltimore siano confermati da ulteriori studi, l’immunoterapia specifica acquisirebbe un’ulteriore indicazione oltre a quelle conosciute. Essa, infatti, è l’unico trattamento capace di agire sulle cause, e non solo sui sintomi, dell’allergia e di modificarne la storia naturale;  previene nuove sensibilizzazioni ad allergeni differenti; e riduce la possibilità di sviluppare asma nei pazienti con rinite allergica causata da allergeni inalanti.

Riferimenti

Allergy Shots during Pregnancy may Decrease Allergies in Children - Annual Scientific Meeting of the American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI) BALTIMORE, MD. (November 8, 2013)

Le due compagnie francesi, Stallergenes e DBV Technologies, hanno recentemente annunciato di aver stipulato un accordo per la ricerca e lo sviluppo di un trattamento per l’allergia alla betulla per via epicutanea (cerotto). La Stallergenes metterà a disposizione la sua consolidata esperienza nel settore dell’immunoterapia specifica; la DBV Technologies fornirà la sua esperienza nei devices per la somministrazione epicutanea. Tale via di somministrazione dovrebbe consentire di somministrare l’allergene (il polline di betulla) attraverso la cute intatta evitando il trasferimento massiccio dello stesso nel sangue riducendo i possibili rischi di reazioni allergiche sistemiche (shock anafilattico).

Riferimenti

- Stallergenes and DBV Technologies Announce Respiratory Allergy Research and Development Collaboration for Birch Pollen

HAL Allergy BV ha recentemente annunciato di aver completato l’arruolamento dei pazienti per lo studio di Fase II per SUBLIVAC FIX® per il polline di betulla al fine di individuare la dose ottimale in termini di efficacia clinica e sicurezza. Lo studio multi-centrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su pazienti con rinite e rinocongiuntivite allergica persistente è stato avviato nel mese di luglio 2012 e si concluderà nel marzo 2013. Sono stat reclutati più di 250 pazienti ad opera di 21 centri clinici di Repubblica Ceca, Polonia e Germania.

Che cos’è il SUBLIVAC FIX Betulla®

SUBLIVAC Birch FIX® è un estratto allergenico di polline di betulla per uso sublinguale. Il prodotto sarà presumibilmente di uso commerciale al termine dello studio con l’indicazione per i pazienti affetti da gravi malattie allergiche respiratorie non adeguatamente controllate nonostante l’uso di farmaci sintomatici.

Informazioni su HAL Allergy

Il gruppo HAL Allergy è stato fondato nel 1959 ed è uno dei principale produttori europei di vaccini antiallergici ed estratti diagnostici. I prodotti del gruppo sono distribuiti tramite le filiali in Germania, Spagna, Italia, Polonia, Austria e Benelux, nonché tramite una rete di partner di distribuzione in tutta Europa.

Fonte: HAL Allergy

ArachidiDa un articolo pubblicato sul Journal of Immunology, sembra che alcuni ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago abbiano trovato un modo rapido e sicuro per “spegnere” le reazioni allergiche potenzialmente fatali (shock anafilattico) alle arachidi e altri cibi “ingannando” il sistema immunitario.

Gli esperimenti sono stati condotti sui topi cresciuti sviluppando una allergia alimentare potenzialmente fatale. I ricercatori hanno legato alla superficie di alcuni globuli bianchi le proteine allergizzanti dell’arachide ed hanno iniettato tali cellule nei topi. Quando ai topi è stato permesso di mangiare le arachidi, non c’è stata nessuna reazione allergica. In altri termini, il sistema immunitario dei topi ha considerato le proteine delle arachidi come perfettamente normali perché erano state già presentate dai globuli bianchi. Se i topi non avessero ricevuto tale pre-trattamento sarebbero morti.

Questa sorta di “vaccinazione”, se risulterà praticabile sull’uomo, ha il vantaggio di essere più rapida e sicura rispetto ai tentativi, attualmente in corso, di immunoterapia. Quest’ultima, infatti, richiede lunghi periodi di incremento della dose ed espone i pazienti ad elevati rischi di reazioni avverse.

Al momento attuale, quindi, l’evitamento degli alimenti responsabili delle allergie e l’educazione del paziente e delle persone che vivono con lui a praticare la terapia d’emergenza, rimane ancora l’approccio più efficace e praticabile.

Bibliografia

J Immunol. 2011 Oct 5. Antigen-Fixed Leukocytes Tolerize Th2 Responses in Mouse Models of Allergy. Smarr CB, Hsu CL, Byrne AJ, Miller SD, Bryce PJ.

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