“Allergie: Manuale per i Pazienti” verrà presentato venerdì 10 marzo 2017 alle ore 18 presso la Libreriacoop del Centro d’Abruzzo in via Po, 1 di San Giovanni Teatino.

Una guida per affrontare al meglio le allergie scritta per i pazienti. Il libro edito dalla casa editrice “Pagine” ha lo scopo di fornire informazioni generali ai pazienti sulle allergie. È ricco di suggerimenti a scopo divulgativo quanto più aggiornati possibile ed espressi in un linguaggio chiaro per i non addetti ai lavori.

Partendo da uno sguardo sul sistema immunitario, vengono affrontate le allergie respiratorie (rinite ed asma), le dermatiti allergiche, le allergie alimentari, le allergie da farmaci, da veleno di api e vespe, etc. Alcune sezioni sono dedicate anche a malattie come l’orticaria cronica e l’angioedema ereditario che, tradizionalmente, sono affidate alle cure dell’allergologo pur non essendo causate da meccanismi strettamente allergici.

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Che l’asma avesse una qualche influenza sulla gravidanza e la fertilità femminile è cosa risaputa da tempo ma, tale dato era basato su studi di piccole dimensioni o su studi basati solo su questionari. Un recente studio prospettico osservazionale di coorte in via di pubblicazione sullo European Respiratory Journal condotto su 245 donne ha evidenziato una relazione tra l’asma ed un tempo più lungo della gravidanza ed un tasso inferiore di natalità. Nel dettaglio, il tempo totale medio per raggiungere una gravidanza è risultato 32,2 mesi nelle donne non-asmatiche e 55,6 mesi per quelle asmatiche. Le donne asmatiche risultano avere anche un minor numero di concepimenti e tale tendenza è più evidente nelle donne più anziane.

Alla luce di questi risultati, le donne asmatiche dovrebbero essere incoraggiate alla gravidanza in età più precoce ed ad ottimizzare il loro trattamento per l’asma nel periodo che precede il concepimento.

Riferimenti

Gade EJ, Thomsen SF, Lindenberg S, Backer V. Fertility outcomes in asthma: a clinical study of 245 women with unexplained infertility.Eur Respir J. 2016 Feb 11.

Mepolizumab (Nucala®) è stato approvato per il trattamento dell’asma. La Food and Drug Administration (FDA), l’ente che si occupa della sicurezza, l’efficacia e la sicurezza dei farmaci negli Stati Uniti, ha recentemente approvato il Mepolizumab (Nucala®) per l’utilizzo, insieme ad altri farmaci, per il trattamento dell’asma in pazienti di età superiore ai 12 anni. Il Mepolizumab è approvato per i pazienti che hanno una storia di attacchi di asma grave (riesacerbazioni) malgrado l’impiego degli altri farmaci utilizzati correntemente. L’approvazione di questo nuovo farmaco “offre, ai pazienti con asma grave, una terapia aggiuntiva quando i trattamenti attualmente disponibili non riescono a mantenere un adeguato controllo della loro asma”, ha detto Badrul Chowdhury, MD, Ph.D., Direttore del Centro di Valutazione e Ricerca della FDA Divisione per i Prodotti del settore della Pneumologia, Allergologia e Reumatologia.

Nucala® viene somministrato una volta ogni quattro settimane, per via sottocutanea, nel braccio, sulla coscia o sull’addome ad opera del personale sanitario. Si tratta di un anticorpo monoclonale umanizzato antagonista dell’interleuchina-5 ottenuto mediante la tecnologia del DNA ricombinante. E’ in grado di ridurre gli attacchi di asma grave riducendo i livelli degli eosinofili nel sangue, un particolare tipo di globuli bianchi che contribuiscono allo sviluppo di asma.

Gli studi clinici che hanno portato all’approvazione del farmaco negli Stati Uniti hanno evidenziato una riduzione delle riesacerbazioni severe dell’asma, dei ricoveri ospedalieri e degli interventi di pronto soccorso per tale malattia, ed un diradamento del tempo tra le riesacerbazioni. Nucala®, inoltre, riduce l’utilizzo dei corticosteroidi per via sistemica consentendo un buon controllo dell’asma, rispetto ai pazienti trattati con il solo placebo. Il trattamento con Mepolizumab non ha determinato, sempre sulla base degli studi, un miglioramento significativo della funzione polmonare valutata con la spirometria.

Gli effetti indesiderati più comuni del Mepolizumab includono mal di testa, reazioni nel sito di iniezione (dolore, arrossamento, gonfiore, prurito o una sensazione di bruciore), mal di schiena e senso di affaticamento. Il farmaco può causare reazioni da ipersensibilità che possono comparire entro ore o giorni dalla somministrazione; tra queste si segnalano gonfiore del viso, della bocca e della lingua; svenimenti, vertigini, orticaria, problemi di respirazione ed eruzione cutanea. In alcuni pazienti si sono osservate infezioni da Herpes zoster.

Nucala è prodotto dalla GlaxoSmithKline. In Settembre di quest’anno, il Comitato per i Medicinali a Uso Umano (Committee for Medicinal Products for Human Use – CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha emesso un parere positivo all’immissione in commercio di Mepolizumab anche per l’Europa, preludio alla commercializzazione, a breve, nel Vecchio Continente ed in Italia.

Riferimenti

FDA News Release: FDA approves Nucala to treat severe asthma. 4 Novembre 2015

Si avvicina l’approvazione del mepolizumab per il trattameno dell’asma.

Mepolizumab: nuova opportunità per il trattamento dell’asma?

E’ stata recentemente depositata dal Consigliere Regionale, Domenico Pettinari del “Movimento 5 Stelle”, una interpellanza sulla “spinosa” questione abruzzese relativa ai “vaccini per veleno di api e vespe” (immunoterapia specifica a veleno di Imenotteri).

Malgrado la comprovata efficacia nel prevenire nuove reazioni potenzialmente fatali di tale trattamento ed il riconoscimento, da parte del Sistema Sanitario Nazionale, come trattamento “insostituibile e salvavita”, la regione Abruzzo non si è ancora dotata di una regolamentazione snella, uniforme e valida su tutto il suo territorio per l’erogazione di tale trattamento.

Si auspica che, dalla discussione politica, scaturisca un miglioramento ed una uniformità di trattamento per i pazienti abruzzesi allergici a veleno di Imenotteri che potrebbe portare anche un contenimento della spesa sanitaria.

Riferimenti

Interpellanza: Allergie a veleno di Imenotteri, L’Aquila 9/7/2015.

I pollini di Graminacee e Parietaria sono i principali responsabili di allergie respiratorie agli inizi dell’estate. Il contatto con l’erba, oltre ai sintomi respiratori (rinite ed asma), può provocare anche prurito ed orticaria alle persone che sono allergiche a tali pollini. Verso la fine dell’estate, il polline delle Asteracee (Artemisia e Ambrosia) spandono i loro pollini nell’aria causando disturbi sempre più frequenti anche nel nostro paese.

Oltre ai pollini, nel periodo estivo, una pericolosa compagnia per gli allergici è rappresentata dalle spore di Alternaria, una specie di funghi particolarmente diffusa in Italia. Malgrado sia un allergene perenne, ovvero presente tutto l’anno, l’Alternaria provoca sintomi allergie respiratorie soprattutto tra luglio e settembre, periodo nel quale si ha la massima concentrazione di spore nell’aria.

Per i pazienti che sono allergici a tali allergeni, quindi, è importante seguire le prescrizioni del proprio specialista Allergologo e la conta dei pollini e delle spore fungine anche durante il periodo estivo. Per coloro che osservano per la prima volta la comparsa di sintomi compatibili con rinite, congiuntivite ed asma durante l’Estate è importante consultare un Allergologo che, dopo aver raccolto la storia del paziente ed averlo sottoposto ai test più opportuni, sarà in grado di formulare una corretta diagnosi e consigliare l’opportuna terapia farmacologica e/o immunoterapica specifica.

Se è relativamente facile evitare gli allergeni derivanti dagli acari della polvere e gli animali domestici (allergeni presenti negli ambienti domestici, allergeni indoor), è più difficile evitare l’esposizione ai pollini, presenti all’aria aperta (allergeni outdoor). Di seguito sono riportati alcuni consigli utili:

- Tenere le finestre chiuse aiuta a prevenire l’ingresso dei pollini negli ambienti domestici e di lavoro.

- Tenere i finestrini dell’auto chiusi quando si viaggia.

- Limitare la persistenza all’aperto quando la conta pollinica è segnalata come particolarmente intensa o nelle giornate di vento.

- Prendersi una vacanza durante il culmine della stagione pollinica in aree a più bassa conta pollinica, come la spiaggia o il mare.

- Evitare di tagliare l’erba o di stazionare in aree dove l’erba sia stata appena tagliata.

Riferimenti

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La rinite allergica è un disturbo molto comune e spesso sottovalutato.

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Il primo passo è il test allergometrico, utile anche consultare il calendario dei pollini, in alcuni casi ci si può immunizzare da “Il Centro” del 9 Aprile 2015.

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E’ disponibile su Youtube la trasmissione ”Dottor Star Bene” andata in onda su TV6 condotta dalla giornalista Francesca Romana Testi e che ha visto il Dr. Verna come ospite. Nel corso della trasmissione si è parlato di Rinite Allergica e Ipersensibilità a Veleno di Insetti.

La rinite allergica è un disturbo comune, molte volte sottovalutato e le cui complicanze sono spesso più importanti della malattia stessa. Le complicanze più frequenti sono le infezioni dell’orecchio e dei seni paranasali (rinosinusiti acute e croniche, poliposi nasale), malattie ortodontiche, mancato controllo dell’asma, riduzione della qualità del sonno, dell’attenzione e dell’apprendimento. L’immunoterapia specifica è l’unico trattamento che, quando praticabile, offre un beneficio a lungo termine per le malattie allergiche.

Quando si viene punti da  api e vespe, generalmente si manifestano solo delle reazioni locali. La piccola quota dei pazienti allergici può manifestare reazioni potenzialmente fatali (anafilassi). Tali pazienti devono essere dotati di un piano dettagliato per affrontare nuove punture ed essere sottoposti ad immunoterapia specifica per il veleno cui sono allergici.

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Un recente studio pubblicato su Annals Allergy, Asthma and Immunology da un gruppo di ricercatori del Texas ha confermato un’osservazione frequente da parte degli operatori sanitari. Malgrado molti pazienti siano provvisti di dispositivi salvavita, si trovano, spesso, a dover affrontare situazioni potenzialmente fatali a causa del non corretto utilizzo degli stessi. Secondo lo studio, infatti, solo il 16% dei pazienti utilizza gli autoiniettori di adrenalina in modo corretto e solo il 7% utilizza gli inalatori per l’asma come previsto.

I ricercatori del Texas hanno scoperto che l’errore più comune nell’utilizzo degli autoniettori dell’adrenalina consiste nel non mantenere il dispositivo in posizione per almeno 10 secondi dopo lo scatto. Sue 102 pazienti adulti che hanno partecipato allo studio, i tre quarti hanno commesso questo errore.

Per quanto riguarda gli inalatori per l’asma, l’errore più comune è stato quello di non espirare completamente l’aria dai polmoni prima di utilizzare il dispositivo. Tale errore potrebbe ridurre la quantità di farmaco inalata. Su 44 pazienti esaminati, due terzi hanno dimenticato tale fase dell’erogazione del farmaco.

I risultati di questo piccolo studio pongono l’accento sulla necessità di dedicare maggiore attenzione all’educazione sull’utilizzo dei dispositivi e rivalutare a distanza (1-2 volte l’anno) l’effettivo apprendimento delle procedure di somministrazione dei farmaci.

Riferimenti

Bonds RS, Asawa A, Ghazi AI. Misuse of medical devices: a persistent problem in self-management of asthma and allergic disease. Ann Allergy Asthma Immunol. 2014 Nov 18.

Prendiamo spunto da un articolo letto su “Il Centro” di oggi nel quale si parla di un signore di Carsoli salvato dalla reazione anafilattica in seguito alla puntura di una vespa. Malgrado la gravità delle reazioni che il veleno di tali insetti può provocare nei soggetti allergici, si registra, ancora una volta, un’informazione parziale sulle possibilità terapeutiche citando correttamente l’adrenalina ma, omettendo l’immunoterapia specifica.

L’adrenalina è sicuramente il farmaco più importante nelle fasi immediatamente successive la puntura dell’insetto nei pazienti che manifestano segni e sintomi compatibili con l’anafilassi.

L’immunoterapia specifica (il “vaccino”) rappresenta, però, l’unico mezzo di prevenzione attuabile negli individui a rischio di anafilassi da punture di tali insetti. Con tale trattamento, in questi pazienti, il rischio di reagire a nuove punture si riduce fino a al 3% rispetto a quello dei non trattati, che è di circa il 50%. L’immunoterapia specifica per veleno di Imenotteri è considerata insostituibile e salvavita ed è a carico del Sistema Sanitario Nazionale (ovvero, gratuito per il paziente) nella maggior parte delle regioni d’Italia, compreso l’Abruzzo.

È chiara, quindi, la necessità di consultare un Centro di Allergologia in caso di gravi reazioni a veleno di api e vespe.

Riferimenti

Allergia al veleno di Imenotteri (Apidi e Vespidi)

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