Alcune persone escludono immotivatamente alcuni alimenti dalla loro dieta senza una diagnosi di allergia, altre non si sottopongono alla vaccinazione anti-influenzale a causa di una presunta sensibilità all’uovo senza una chiara dimostrazione di allergia. Questi sono solo alcuni esempi di luoghi comuni che creano confusione e riducono la qualità della vita delle persone che non hanno ottenuto una corretta diagnosi specialistica di allergia.

“Ho un’allergia ai coloranti artificiali”

Alcuni attribuiscono i disturbi più svariati (orticaria cronica, asma, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, etc.) all’allergia ai coloranti artificiali utilizzati per gli alimenti. Finora non vi è alcuna prova scientifica che i coloranti artificiali possano causare questi disturbi.

“Sono sensibile alle proteine dell’uovo e non posso sottopormi alle vaccinazioni anti-influenzali”

Alcune persone sensibili alle proteine delle uova rifiutano la vaccinazione anti-influenzale. Gli attuali vaccini anti-influenzali sono sicuri per la maggior parte delle persone con allergia all’uovo in quanto, pur essendo ottenuti coltivando i virus su uova di gallina, contengono quantità molto basse di proteine di tale alimento. E’ solo per gli individui con allergia “severa” all’uovo che è consigliabile consultare uno Specialista in Allergologia per una valutazione del rischio.

“Ho la rinite allergica e non posso fare l’anestesia locale dal dentista”

Alcuni pazienti pensano di doversi sottoporre a test allergometrici per gli anestetici locali usanti dal Dentista perché sono affetti da una rinite allergica. Non è stata mai dimostrata una cross-reattività tra le sostanze che provocano rinite allergica e gli anestetici locali. L’effettuazione dei test allergometrici per gli anestetici locali, nei pazienti che non hanno mai avuto alcuna reazione avversa a tali farmaci, non ha alcuna utilità. Allo stato attuale delle conoscenze mediche, infatti, i test allergometrici non sono in grado di prevedere nuove reazioni allergiche in pazienti che non hanno mai assunto un dato farmaco o non abbiamo mai avuto manifestazioni compatibili con allergia ad un dato farmaco.

“Non si devono somministrare alimenti allergizzanti ai bambini piccoli”

A causa anche di alcune linee guida di qualche anno fa, si è diffusa la convinzione che sarebbe pericoloso somministrare alimenti come noci e pesce ai bambini fino ai 12 mesi di età. Le raccomandazioni contenute in tali linee guida non erano basate su evidenze scientifiche e sono state successivamente smentite. In realtà, ci sono prove emergenti a favore dell’introduzione precoce di alimenti solidi, anche potenzialmente allergenici, affiancata all’allattamento al seno. Tale prassi sembra promuovere la tolleranza verso gli alimenti e ridurre le allergie.

“Il mio gatto è ipoallergenico!!!

Non esistono animali con pelliccia veramente ipoallergenica. In realtà, tutti gli animali secernono alcuni allergeni nella loro saliva, dalle ghiandole sebacee e quelle perianali: non è la pelliccia che scatena le allergie. Alcune razze sono solo meno “fastidiose” per chi soffre di allergie rispetto ad altre. Attenzione anche pesci e tartarughe d’acqua dolce. Essi sono, spesso, considerati una valida alternativa per gli allergici ai derivati epidermici. Senza manutenzione sufficiente, però, anche il simpatico pesciolino “Nemo” può scatenare i sintomi delle allergie. In varie parti degli acquari o delle vaschette possono svilupparsi delle muffe potenzialmente allergizzanti!

“La diagnosi di allergia si fa con un prelievo di sangue”

Gli esami del sangue (dosaggio delle IgE specifiche ed ISAC) da soli sono in grado di evidenziare solo le “sensibilizzazioni” agli allergeni. L’essere sensibili ad una sostanza non è sinonimo di esserne allergici. E’ solo uno specialista Allergologo che può porre una diagnosi di allergia sulla base del racconto del paziente, i test cutanei, gli esami del sangue ed i test di provocazione. Basare la diagnosi solo su un test può portare a interpretazioni errate, confusione diagnostica e l’eliminazione ingiustificata di alcuni alimenti, farmaci etc.

Che cosa è il polline?

I pollini sono piccoli “corpuscoli” sferoidali rilasciati da piante con i fiori (Gimnosperme e Angiosperme) trasportati dal vento o dagli insetti. Servono per l’impollinazione di altre piante dello stesso tipo a fini riproduttivi. Quando i granuli pollinici sono sospesi nell’aria possono venire in contatto con gli occhi, il naso e i polmoni causando reazioni avverse nelle persone allergiche.

I sintomi delle allergie respiratorie da pollini possono essere la rinite, la congiuntivite e l’asma.

I pollini che vengono sparsi dal vento sono quelli responsabili delle allergie mentre, i pollini trasportati dagli insetti come le api, generalmente, non scatenano reazioni allergiche. In via generale possiamo dire che le piante con fiori di colori sgargianti e vivaci come le rose sono impollinate dagli insetti e non causano allergie in quanto i loro pollini non sono presenti nell’aria. Le piante responsabili di allergie respiratorie, generalmente, non sono coltivate, sono molto meno appariscenti e producono grandi quantità di pollini di dimensioni comprese da i 5 ed i 200 micron.

Come faccio a sapere se sono allergico ai pollini?

Un Allergologo può aiutare a determinare se si è affetti da allergie da pollini (pollinosi) individuando anche a quali tipi di pollini derivanti da alberi o erbe si è allergici. Questo si realizza attraverso test allergologici sia cutanei, sia di laboratorio (dosaggio delle IgE specifiche). I test allergologici sono utili per predire i periodi dell’anno in cui si hanno maggiori probabilità di comparsa dei sintomi di allergia al fine di prevenirli e trattarli con l’immunoterapia specifica.

Riferimenti

EAACI – Spring and Pollinosis

Che l’asma avesse una qualche influenza sulla gravidanza e la fertilità femminile è cosa risaputa da tempo ma, tale dato era basato su studi di piccole dimensioni o su studi basati solo su questionari. Un recente studio prospettico osservazionale di coorte in via di pubblicazione sullo European Respiratory Journal condotto su 245 donne ha evidenziato una relazione tra l’asma ed un tempo più lungo della gravidanza ed un tasso inferiore di natalità. Nel dettaglio, il tempo totale medio per raggiungere una gravidanza è risultato 32,2 mesi nelle donne non-asmatiche e 55,6 mesi per quelle asmatiche. Le donne asmatiche risultano avere anche un minor numero di concepimenti e tale tendenza è più evidente nelle donne più anziane.

Alla luce di questi risultati, le donne asmatiche dovrebbero essere incoraggiate alla gravidanza in età più precoce ed ad ottimizzare il loro trattamento per l’asma nel periodo che precede il concepimento.

Riferimenti

Gade EJ, Thomsen SF, Lindenberg S, Backer V. Fertility outcomes in asthma: a clinical study of 245 women with unexplained infertility.Eur Respir J. 2016 Feb 11.

I non addetti ai lavori sono propensi a credere che in inverno i sintomi allergici scompaiono. Al contrario, alcuni pazienti possono manifestare sintomi allergici, o presunti tali, anche nei periodi freddi. Vediamo alcuni esempi.

Pollini invernali

I primi mesi dell’anno, infatti, fioriscono e, quindi, impollinano le Cupressacee. La prevalenza della pollinosi da Cupressaceae sembra essere in continuo aumento in concomitanza con l’incremento dell’uso dei cipressi come piante ornamentali, frangivento e di copertura.

I sintomi della pollinosi da Cupressaceae sono, spesso, simili a quelli di altre malattie stagionali come il raffreddore o l’influenza comune. La reale incidenza dell’allergia al polline di cipresso, pertanto, potrebbe essere sottostimata. Malgrado i sintomi possono comparire a tutte le età, l’esordio della pollinosi da Cupressaceae sembra più tipica dell’età adulta.

La ricomparsa costante ad ogni inverno di rinocongiuntivite rende più probabile la diagnosi di pollinosi da Cupressaceae che va confermata dall’Allergologo per mezzo dei test allergometrici. La corretta diagnosi consentirà di instaurare una terapia farmacologica generalmente con spray nasali a base cortisonica, antistaminici per via orale e, se indicato, con l’immunoterapia specifica. E’ importante che la maggior parte delle terapie siano intraprese, secondo le indicazioni dello specialista Allergologo, prima della comparsa dei sintomi per evitare le complicanze del mancato trattamento.

Rinite vasomotoria

Quando le temperature scendono, nelle nostre tasche ricompaiono i fazzoletti per fronteggiare gli “sgocciolamenti” del naso. Questi possono non essere dovuti ad un’allergia ma, essere causati da una rinite vasomoria. Si tratta di una rinite non allergica che provoca sgocciolamento del naso, scolo retro-nasale (post-nasal drip) e congestione nasale. E’ causata da diversi fattori scatenanti come i cambiamenti di temperatura, il vento, cambiamenti di umidità ambientale, odori, profumi e fumi particolarmente intensi.

La diagnosi della rinite vasomotoria può non essere semplice. Molti sintomi, infatti, sono comuni a quelli della rinite allergica. Non ci sono test specifici per tale malattia e, generalmente, la diagnosi si pone dopo aver attentamente escluso le altre possibili cause di rinite allergica e non allergica con l’aiuto di un Allergologo ed un Otorinolaringoiatra.

Allergia alle muffe

Le muffe sono dei funghi che producono “spore” come le piante producono semi. Le spore rimangono in sospensione nell’aria che possono essere inalate a provocare sintomi di allergia nelle persone sensibili. Esistono muffe degli ambiente esterni che crescono sui tronchi in decomposizione, tra le foglie cadute, i fili d’erba ed i cereali. A differenza della maggior parte che emettono pollini, le muffe non smettono di crescere durante i periodi freddi autunnali ed invernali ma, smettono solo di proliferare. Le muffe degli ambienti interni crescono negli ambienti particolarmente umidi come le cucine, i bagni e le cantine.

Per difendersi dalle muffe bisogna svuotare frequentemente i bidoni della spazzatura, evitare di accatastare legna in ambienti frequentati per lunghi periodi di tempo, tenere la casa asciutta, garantire un frequente ricambio d’aria soprattutto negli ambienti domestici particolarmente umidi, riparare il prima possibile le perdite di acqua dalle tubature e dai canali di scolo, etc.

Orticaria da freddo

L’orticaria da freddo è una forma di orticaria fisica che si caratterizzata dalla comparsa di orticaria ed angioedema in seguito all’esposizione al freddo. I fattori scatenanti di tale orticaria possono essere molteplici e sono rappresentati dai climi freddi, le bevande fredde e nuotare in acque fredde. Il sospetto di tali forme di orticaria può essere confermato dagli specialisti in Allergologia ricreando delle condizioni di raffreddamento con l’uso di un cubetto di ghiaccio posto sull’avambraccio, il test di immersione della mano nell’acqua fredda, etc.

Riferimenti

D. Charpin, M. Calleja et al. Allergy to cypress pollen. Allergy. Volume 60, Issue 3, pages 293–301, March 2005.

Bernstein JA. Nonallergic rhinitis: therapeutic options. Curr Opin Allergy Clin Immunol. 2013 Aug;13(4):410-6.

Rodrigues J, Caruthers C, et al. The spectrum of allergic fungal diseases of the upper and lower airways. Expert Rev Clin Immunol. 2016 Jan 16.

Abajian M, M?ynek A, Maurer M. Physical urticaria. Curr Allergy Asthma Rep. 2012 Aug;12(4):281-7.

Il primo passo è il test allergometrico, utile anche consultare il calendario dei pollini, in alcuni casi ci si può immunizzare da “Il Centro” del 9 Aprile 2015.

LEGGI L’ARTICOLO

 

L’allergia è la più comune malattia del sistema immunitario. Secondo recenti studi epidemiologici condotti nel nostro paese, il 25% della popolazione compresa tra i 18 ed 44 anni soffre di rinite allergica e il 5% soffre di asma. Alcune malattie allergiche danno dei quadri clinici lievi; altre, invece, possono essere potenzialmente fatali. Al momento attuale, non esistono cure definitive per le allergie ma, tali malattie possono essere gestite attraverso trattamenti regolari. La visita allergologica da parte di un medico specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica può aiutare a identificare i fattori scatenanti specifici dei sintomi di allergia. Evitando l’allergene specifico responsabile della malattia si può aumentare la qualità della vita diminuendo la necessità dell’utilizzo dei farmaci.

Chi sono gli specialisti in Allergologia ed Immunologia Clinica?

Sono medici specializzati nella diagnosi e nel trattamento delle seguenti condizioni: rinite allergicaallergie alimentariasma allergicareazioni allergiche cutaneeallergie da farmacirinosinusiti allergiche, infezioni ricorrenti e reazioni punture di insetti.

Quando bisognerebbe essere visitati da un Allergologo ed Immunologo Clinico?

Si dovrebbe essere visitati da un Allergologo se:

- Le allergie già note stanno causando sintomi quali rinosinusiti croniche, congestione nasale e difficoltà respiratorie non controllate dalla terapia a disposizione.

- Si verificano sintomi di rinite o altri sintomi di allergia parecchi mesi l’anno.

- Si manifestano reazioni dopo aver mangiato alimenti specifici.

- Si ha secchezza e prurito cutaneo.

- Si ha il sospetto di un’allergia da farmaci quali ad esempio la penicillina.

- Si è avuta una reazione grave dopo una puntura di api o vespe.

- Gli antistaminici ed i farmaci “da banco” non controllano i sintomi di allergia o causano effetti collaterali inaccettabili come la sonnolenza.

- Si verificano sintomi gravi di asma quali: difficoltà respiratoria, respiro sibilante o tosse, soprattutto di notte o dopo l’esercizio, senso di oppressione al torace, sensazione di “fiato corto”.
- È già stata posta una diagnosi di asma, in precedenza, ma si continuano ad avere attacchi frequenti malgrado l’assunzione dei farmaci prescritti.

Cosa succede durante una visita allergologica?

L’Allergologo esaminerà lo stile di vita del paziente e le attività recenti per scoprire tutte le informazioni inerenti le allergie. Verranno, inoltre, discusse le conoscenze e l’applicazione delle manovre di prevenzione per evitare l’esposizione agli allergeni. In molti casi, è impossibile evitare completamente alcuni allergeni specifici, l’Allergologo può fornire suggerimenti specifici per ridurne al minimo l’esposizione.

Se è necessario, vengono eseguiti i test allergometrici per determinare lo/gli allergene/i scatenante/i e vengono prescritti i trattamenti e i farmaci più recenti ed efficaci.

I test cutanei

Il prick-test e le intradermoreazioni possono essere il primo passo del percorso diagnostico-terapeutico. Questi test sono molto sensibili e possono identificare rapidamente gli allergeni specifici in grado di causare i sintomi. I test possono essere eseguiti su comuni allergeni come pollini, muffe, acari della polvere, peli di animali, insetti, vari cibi e anche farmaci come la penicillina. Tali test sono relativamente indolori e non prevedono alcun prelievo di sangue. Sono, ancora oggi, i test più comunemente impiegati per identificare le allergie IgE-mediate. Durante il test, l’Allergologo metterà quantità diluite di allergeni sospetti sulla pelle (prick-test) o negli strati più superficiali della cute (intradermoreazione). Una serie di piccole punture consentiranno alla soluzione di penetrare nella pelle. Nelle persone allergiche, si svilupperà un piccolo pomfo nella zone di iniezione della soluzione entro 15-20 minuti.

Il patch-test viene effettuato per cercare di capire se, ad esempio, una lozione, un cosmetico, un metallo (ad esempio, gioielli), la tintura per capelli, alcuni farmaci o conservanti siano responsabili di una reazione allergica ritardata responsabile di una dermatite allergica da contatto. Questo test precede l’applicazione, generalmente dietro la schiena, di cerotti (patch) contenenti apteni specifici (es. nickel, cobalto cloruro, etc.). Dopo 48-72 ore i cerotti vengono rimossi e la pelle del paziente viene esaminata per individuare eventuali segni di rash cutaneo o irritazione nel sito di applicazione dei singoli cerotti. In alcuni casi, l’esame può protrarsi anche oltre le 72 ore.

Come ci si deve preparare ad una visita allergologica

Se, in accordo con il Medico di Medicina Generale ed il Pediatra di Libera Scelta, i sintomi sono compatibili con una malattia allergica ed è consigliabile sottoporsi ad una visita allergologica, ecco alcuni consigli per prepararsi:

- Redigere un diario dei sintomi.

- Se si dispone di cartelle cliniche precedenti, portarle in visione allo specialista Allergologo.

- Chiamare in anticipo per sapere se ci sono istruzioni particolari per la preparazione alla visita. L’assunzione di antistaminici può interferire con i test allergologici. Potrebbe essere necessario sospendere tali farmaci 3-7 giorni prima dei test al fine di ottenere risultati accurati.

Prendere coscienza della proprie allergie rappresenta la miglior “terapia” soprattutto di reazioni allergiche potenzialmente fatali (allergie da alimenti, farmaci ed insetti). Se si ha il sospetto di avere un’allergia è importante parlarne con il proprio Medico di Medicina Generale e con il Pediatra di Libera Scelta e concordare con loro l’opportunità di una visita allergologica ed i relativi test.


E’ possibile rivedere su internet la puntata del 7 Maggio 2013 della trasmissione “Dottor Star Bene” andata in onda su TV6 e condotta da Francesca Romana Testi.

Ospiti della trasmissione:

Dr. Nicola Verna – Unità Operativa Semplice di Allergologia dell’Ospedale di Pescara

Dr. Gaetano Silvestre – Unita Operativa di Fisiopatologia Pediatrica dell’AUSL di Pescara

Dr. Domenico Palmieri – Unità Operativa Complessa di Ortopedia dell’Ospedale di Pescara

VAI ALLA TRASMISSIONE

La prevalenza delle allergie sembra crescere in modo esponenziale e qualcuno parla di una sorta di “epidemia allergica”. Bisogna riconosce che oggi, la diagnosi delle malattie allergiche non è più frequente solo a causa di una maggiore consapevolezza ma, per un reale aumento di tali patologie nella popolazione nel tempo.

A provocare un’allergia è una anomala ed eccessiva reazione del sistema immunitario verso una sostanza. Il nostro organismo, di solito, ha già incontrato la sostanza ad un certo punto nel passato e tale processo è conosciuto come “esposizione” alla sostanza. Per qualche ragione, l’organismo  riconosce la sostanza come estranea e dannosa e instaura una risposta immunitaria esagerata nei suoi confronti nota come “ipersensibilità”. Quando, successivamente, l’organismo viene esposto alla stessa sostanza, questi instaura una risposta rapida volta tentare di evitare o sbarazzarsi velocemente dell’agente considerato dannoso, conosciuta come “reazione allergica”. Le sostanze chiamate allergene che possono provocare le allergie sono generalmente delle proteine.

Le reazioni irritative possono causare sintomi simili alle allergie ma, generalmente, non durano per molto tempo e non necessariamente provocano sintomi ogni volta l’organismo incontra la sostanza irritante. Un esempio di questo tipo di reazione è l’irritazione del naso dopo aver inalato qualche profumo molto intenso. Queste reazioni non sono delle vere allergie in quanto l’organismo non mette in atto la complicata risposta immunitaria che sottende a queste malattie e, di solito, non persiste per molto tempo dopo che l’agente irritante è stato rimosso.

Un ruolo centrale per il riconoscimento e scatenamento della risposta allergica è giocato dalle immunoglobuline della classe E, note come IgE, una delle componenti del sistema immunitario. Le IgE hanno, normalmente, un ruolo importante nel riconoscimento e nella rimozione dei parassiti che infettano il nostro organismo. Le IgE sono prodotte dal nostro midollo osseo ed altri organi del sistema immunitario. Sono responsabili della lunga durata della “memoria” del sistema immunitario ovvero del fatto che ci si può sensibilizzare ad un allergene in un certo momento della nostra vita e potremmo avere una reazione allergica anche a distanza di molti anni dalla sensibilizzazione. I pazienti spesso chiedono al medico se la loro allergia andrà mai via. La risposta dipende dalla sostanza cui si è allergici,  la severità delle manifestazioni allergiche e l’età del paziente quando si è sensibilizzato.

La tendenza a sviluppare allergie si chiama atopia. Questa condizione è generalmente ereditaria. Inoltre, il problema allergico specifico di una persona non è necessariamente lo stesso ereditato dal figlio. Ad esempio, il genitore può soffrire di asma e rinite allergica mentre il figlio può sviluppare delle allergie alimentari e/o l’eczema.

Si parla spesso della marcia atopica, che inizia con le allergie alimentari in grado di provocare l’eczema.

Soffrire di una malattia allergica potrebbe significare molte cose. Le allergie possono variare da fastidiosi problemi come, ad esempio, le riniti allergiche lievi fino a reazioni gravi che possono mettere a rischio di vita. Le diverse forme di malattie allergiche sono elencante nella tabella sottostante.

 

Tabella 1 – Tipi di condizioni allergiche

  • Rinite allergica – allergie a fattori ambientali che influenzano la mucosa nasale
  • Congiuntivite allergica – allergie a fattori ambientali che influenzano gli occhi
  • Eczema/dermatite atopica - condizione della pelle allergica con conseguente eruzione cutanea che può essere innescato da qualcosa presente nell’ambiente, da qualche alimento o sostanze chimiche che vengono a contatto con la pelle (ad esempio cosmetici, profumi, metalli, etc.)
  • Allergie alimentari – le reazioni allergiche agli alimenti
  • Allergie alla puntura di insetti – reazione allergica al veleno di insetti pungenti come le api, vespe, gialloni e calabroni (Imenotteri)
  • Allergia a farmaci – allergia ai farmaci assunti per bocca o per iniezione
  • Allergia al lattice – allergia al lattice della gomma, materiale ampiamente usato negli studi medici e negli ospedali per strumenti medici
  • Anafilassi – una reazione grave e potenzialmente pericolosa per la vita

Per i non addetti ai lavori, l’anafilassi è il termine che definisce una grave reazione allergica verso un allergene. L’anafilassi è un’emergenza medica e può portare anche alla morte. I sintomi possono coinvolgere diversi organi, compreso il cuore, i polmoni, la pelle e l’intestino. La morte può verificarsi per collasso cardiocircolatorio (bassa pressione sanguigna e riduzione dell’apporto di sangue agli organi vitali) o asfissia.

Le allergie più lievi possono essere facilmente trattate con evitamento o con farmaci sintomatici. Per una diagnosi accurata, l’identificazione degli allergeni e la gestione dei problemi allergici è opportuno rivolgersi ad un medico specialista in Allergologia e Immunologia Clinica.

impegnativaLe “malattie croniche e invalidanti” che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie correlate sono individuate dal Decreto ministeriale n. 329/1999, successivamente modificato dal Decreto 296/2001 e dal regolamento delle malattie rare (DM 279/2001). L’asma è compresa tra tali patologie.

Il diritto all’esenzione è riconosciuto dalla ASL di residenza dell’assistito sulla base della certificazione della malattia.

Dove ottenere la certificazione

Le certificazioni valide per il riconoscimento del diritto all’esenzione devono riportare la diagnosi (ASMA) e possono essere rilasciate da:

- le aziende sanitarie locali;

- le aziende ospedaliere, compresi gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico e privato assimilati alle aziende ospedaliere ai sensi dell’art.1 comma 3, del d.lgs. n. 269/1993;

- gli enti di ricerca di cui all’art. 40 della legge n. 833/1978;

- gli Istituti di ricovero ecclesiastici classificati di cui all’art. 41, legge n. 833/1978;

- gli Istituti di ricovero ecclesiastici non classificati e le Istituzioni a carattere privato, riconosciuti presidi delle aziende sanitarie locali ai sensi dell’art. 43, comma 2, legge n.833/1978;

- le Istituzioni sanitarie pubbliche di Paesi appartenenti all’Unione europea.

Sono, altresì, valide ai fini del riconoscimento dell’esenzione:

- le certificazioni rilasciate da commissioni mediche degli ospedali militari;

- la copia della cartella clinica rilasciata dalle strutture di cui sopra;

- la copia del verbale redatto ai fini del riconoscimento di invalidità;

- la copia della cartella clinica rilasciata da Istituti di ricovero accreditati e operanti nell’ambito del SSN, previa valutazione del medico del distretto.

Qual’è il codice di esenzione per l’asma?

A ciascuna malattia e condizione esente viene assegnato uno specifico codice numerico che, per l’asma è rappresentato da 007.493.

A che cosa ho diritto con tale esenzione?

L’esenzione non dà diritto alla gratuità di tutte le prestazioni sanitarie ma, a tutte le visite di controllo successive a quella in cui è stata formulata la diagnosi di asma, purché utili al monitoraggio della specifica malattia per la quale il cittadino è esente. Nel caso dell’asma, sono gratuite, oltre alle visite di controllo (codice 89.01) anche le seguenti prestazioni:

89.01 ANAMNESI E VALUTAZIONE, DEFINITE BREVI   Storia e valutazione abbreviata, Visita successiva alla prima
90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND.DERIV., F.L.
90.68.1 IgE SPECIFICHE ALLERGOLOGICHE: QUANTITATIVO (Per pannello, fino a 12 allergeni)
90.68.2 IgE SPECIFICHE ALLERGOLOGICHE: SCREENING MULTIALLERGENICO QUALITATIVO
91.49.2 PRELIEVO DI SANGUE VENOSO
91.90.6 TEST PERCUTANEI E INTRACUTANEI A LETTURA IMMEDIATA (Fino a 12 allergeni)
87.44.1 RADIOGRAFIA DEL TORACE DI ROUTINE, NAS   Radiografia standard del torace [teleradiografia, Telecuore] (2 proiezioni)
88.72.1 ECOGRAFIA CARDIACA   Ecocardiografia
89.52 ELETTROCARDIOGRAMMA
89.37.2 SPIROMETRIA GLOBALE
89.37.4 TEST DI BRONCODILATAZIONE FARMACOLOGICA   Spirometria basale e dopo somministrazione di farmaco
93.18.1 ESERCIZI RESPIRATORI   Per seduta individuale (Ciclo di dieci sedute)
93.99 ALTRE PROCEDURE RESPIRATORIE   Drenaggio posturale  Per seduta (Ciclo di dieci sedute)

Tabella 1 – Prestazioni per le quali il paziente asmatico è esente dal pagamento del ticket sanitario.

Si fa notare che tra le prestazioni in esenzione non è previsto il prick-test (codice 91.90.4).

L’esenzione per l’asma non comporta benefici particolari per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica. I medicinali per l’asma sono classificati in fascia A (gratuiti per tutti gli assistiti) ed in fascia A con Nota AIFA 82 (per quanto riguarda gli antileucotrieni). E’ bene precisare che i farmaci per la rinite allergica che spesso si associa all’asma, sono in fascia C (a pagamento per tutti gli assistiti, compresi gli assistiti esenti per malattia cronica) ad eccezione degli antistaminici. Questi ultimi farmaci possono essere prescritti in fascia A con Nota AIFA 89 per “pazienti affetti da patologie su base allergica di grado medio e grave (rinocongiuntivite allergica stagionale, orticaria persistente non vasculitica) per trattamenti prolungati (superiori ai 60 giorni)”.

Scadenza dell’esenzione

La legge non pone dei limiti temporali di validità degli attestati. Ogni ASL si regola autonomamente ponendo dei propri limiti di scadenza. Di solito, tali limiti sono riportati sul certificato stesso di esenzione. Qualora la propria ASL di appartenenza non riconoscesse una validità temporale illimitata, alla scadenza dell’esenzione, il paziente dovrà ottenere una nuova certificazione per rinnovare la propria esenzione.

Riferimenti

Guida all’esenzione delle patologie croniche del Ministero della Salute

Note dell’Agenzia Italiana del Farmaco

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