L’insonnia può aumentare il rischio di asma negli adulti fino a tre volte. Questo è quanto emergerebbe dallo studio prospettico HUNT i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sullo European Respiratory Journal a firma di alcuni ricercatori norvegesi

Lo studio è stato condotto su circa 18.000 norvegesi di età compresa tra i 20 ed i 65 anni. I ricercatori hanno scoperto che le persone che affermavano di aver difficoltà ad addormentarsi “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio, rispettivamente, del 65% e del 108% di sviluppare asma negli 11 anni successivi. Le persone che hanno detto di svegliarsi troppo presto e che non riuscivano a tornare a dormire “spesso” o “quasi ogni notte” ha avuto un aumento del rischio di sviluppare asma, rispettivamente, del 92 e del 36%. Coloro, infine, che hanno dichiarato di avere una scarsa qualità del sonno per almeno una volta alla settimana è risultata avere un rischio aumentato di sviluppare asma del 94%.

Lo studio non dimostra una relazione causa-effetto tra insonnia ed asma ma, se ciò fosse dimostrato dai prossimi studi, la cura dell’insonnia potrebbe rientrare nei consigli di prevenzione per gli oltre 300 milioni di persone affette da tale patologia respiratoria in tutto il mondo. Se a questo aggiungiamo che l’asma è stata collegata con l’aumento del rischio di sviluppare una serie di malattie mortali tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiache, è intuibile che la cura dell’insonnia cronica potrebbe diventare una priorità dei sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo.

Riferimenti

Brumpton B. et al. Prospective study of insomnia and incident asthma in adults: the HUNT study. European Respiratory Journal 2017, 49.

I bambini con rinite allergica ed asma allergica persistente all’età di 4 anni possono avere un aumentato rischio di comportamenti di internalizzazione (asma e depressione) all’età di 7 anni. Secondo uno studio longitudinale pubblicato nel numero di Gennaio 2016 di Pediatrics, tale rischio sembra essere associato con il numero di malattie allergiche.

Dai risultati dello studio condotto da ricercatori di Kansas City, nel Missouri, i medici che si occupano di bambini ad alto rischio, soprattutto quelli nati da genitori allergici, dovrebbero essere consapevoli della maggiore possibilità (dalle due alle quattro volte) di sviluppare comportamenti di internalizzazione, soprattutto nei bambini con più malattie allergiche. Gli autori pongono l’accento sulla necessità di una attenta valutazione, anche psicologica, dei piccoli pazienti allergici, malgrado lo studio non abbia preso in considerazione la storia familiare di eventuali malattie mentali dei bambini analizzati, non sia generalizzabile a bambini al di fuori dell’ambiente urbano e si basa solo su dati forniti dai genitori.

Riferimenti

Nanda MK, LeMasters GK, et al. Allergic Diseases and Internalizing Behaviors in Early Childhood. Pediatrics. 2016 Jan;137(1):1-10

Da una revisione (metanalisi) della letteratura della Agenzia per i Farmaci e gli Alimenti (Food and Drug Administration – FDA) degli Stati Uniti, pubblicata sulla rivista Pediatrics (1), risulta che nei bambini sono più frequenti i rari eventi avversi ma, potenzialmente fatali, associati alla somministrazione dei farmaci della famiglia dei beta2-agonisti a lunga durata d’azione (long-acting beta-agonists – LABA), rispetto agli adulti. In Italia, i LABA più prescritti sono il salmeterolo ed il formoterolo.

Già all’inizio dello scorso anno, una commissione della FDA aveva concluso che i LABA andavano utilizzati solo in combinazione con un farmaco di controllo a lungo termine per l’asma (come i corticosteroidi per via inalatoria) per ridurre il rischio di attacchi asmatici potenzialmente fatali associati all’assunzione di LABA.

I LABA aiutano a controllare e prevenire gli spasmi delle vie aeree durante gli attacchi di asma. Tali farmaci, però, non sono in grado di trattare l’infiammazione che rappresenta la causa principale della costrizione delle vie respiratorie e su cui agiscono i corticosteroidi e gli altri farmaci come gli anti-leucotrienici ed i cromoni.

L’agenzia ha, inoltre, concluso che l’uso dei LABA, ampiamente prescritti in combinazione con i corticosteroidi per via inalatoria, deve essere limitato ai pazienti con asma non adeguatamente controllata con altri farmaci di controllo l’asma. La FDA afferma anche che, per i bambini e gli adolescenti che devono necessariamente assumere i LABA, tali farmaci devono essere prescritti in formulazioni che contengano una associazione di tali farmaci con un corticosteroide inalatorio.

Fonti

1. Age and Risks of FDA-Approved Long-Acting beta2-Adrenergic Receptor Agonists. McMahon, A.W., et al. 24 Octber 2011, Pediatrics, p. 2010-1720.

 

impegnativaLe “malattie croniche e invalidanti” che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie correlate sono individuate dal Decreto ministeriale n. 329/1999, successivamente modificato dal Decreto 296/2001 e dal regolamento delle malattie rare (DM 279/2001). L’asma è compresa tra tali patologie.

Il diritto all’esenzione è riconosciuto dalla ASL di residenza dell’assistito sulla base della certificazione della malattia.

Dove ottenere la certificazione

Le certificazioni valide per il riconoscimento del diritto all’esenzione devono riportare la diagnosi (ASMA) e possono essere rilasciate da:

- le aziende sanitarie locali;

- le aziende ospedaliere, compresi gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico e privato assimilati alle aziende ospedaliere ai sensi dell’art.1 comma 3, del d.lgs. n. 269/1993;

- gli enti di ricerca di cui all’art. 40 della legge n. 833/1978;

- gli Istituti di ricovero ecclesiastici classificati di cui all’art. 41, legge n. 833/1978;

- gli Istituti di ricovero ecclesiastici non classificati e le Istituzioni a carattere privato, riconosciuti presidi delle aziende sanitarie locali ai sensi dell’art. 43, comma 2, legge n.833/1978;

- le Istituzioni sanitarie pubbliche di Paesi appartenenti all’Unione europea.

Sono, altresì, valide ai fini del riconoscimento dell’esenzione:

- le certificazioni rilasciate da commissioni mediche degli ospedali militari;

- la copia della cartella clinica rilasciata dalle strutture di cui sopra;

- la copia del verbale redatto ai fini del riconoscimento di invalidità;

- la copia della cartella clinica rilasciata da Istituti di ricovero accreditati e operanti nell’ambito del SSN, previa valutazione del medico del distretto.

Qual’è il codice di esenzione per l’asma?

A ciascuna malattia e condizione esente viene assegnato uno specifico codice numerico che, per l’asma è rappresentato da 007.493.

A che cosa ho diritto con tale esenzione?

L’esenzione non dà diritto alla gratuità di tutte le prestazioni sanitarie ma, a tutte le visite di controllo successive a quella in cui è stata formulata la diagnosi di asma, purché utili al monitoraggio della specifica malattia per la quale il cittadino è esente. Nel caso dell’asma, sono gratuite, oltre alle visite di controllo (codice 89.01) anche le seguenti prestazioni:

89.01 ANAMNESI E VALUTAZIONE, DEFINITE BREVI   Storia e valutazione abbreviata, Visita successiva alla prima
90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND.DERIV., F.L.
90.68.1 IgE SPECIFICHE ALLERGOLOGICHE: QUANTITATIVO (Per pannello, fino a 12 allergeni)
90.68.2 IgE SPECIFICHE ALLERGOLOGICHE: SCREENING MULTIALLERGENICO QUALITATIVO
91.49.2 PRELIEVO DI SANGUE VENOSO
91.90.6 TEST PERCUTANEI E INTRACUTANEI A LETTURA IMMEDIATA (Fino a 12 allergeni)
87.44.1 RADIOGRAFIA DEL TORACE DI ROUTINE, NAS   Radiografia standard del torace [teleradiografia, Telecuore] (2 proiezioni)
88.72.1 ECOGRAFIA CARDIACA   Ecocardiografia
89.52 ELETTROCARDIOGRAMMA
89.37.2 SPIROMETRIA GLOBALE
89.37.4 TEST DI BRONCODILATAZIONE FARMACOLOGICA   Spirometria basale e dopo somministrazione di farmaco
93.18.1 ESERCIZI RESPIRATORI   Per seduta individuale (Ciclo di dieci sedute)
93.99 ALTRE PROCEDURE RESPIRATORIE   Drenaggio posturale  Per seduta (Ciclo di dieci sedute)

Tabella 1 – Prestazioni per le quali il paziente asmatico è esente dal pagamento del ticket sanitario.

Si fa notare che tra le prestazioni in esenzione non è previsto il prick-test (codice 91.90.4).

L’esenzione per l’asma non comporta benefici particolari per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica. I medicinali per l’asma sono classificati in fascia A (gratuiti per tutti gli assistiti) ed in fascia A con Nota AIFA 82 (per quanto riguarda gli antileucotrieni). E’ bene precisare che i farmaci per la rinite allergica che spesso si associa all’asma, sono in fascia C (a pagamento per tutti gli assistiti, compresi gli assistiti esenti per malattia cronica) ad eccezione degli antistaminici. Questi ultimi farmaci possono essere prescritti in fascia A con Nota AIFA 89 per “pazienti affetti da patologie su base allergica di grado medio e grave (rinocongiuntivite allergica stagionale, orticaria persistente non vasculitica) per trattamenti prolungati (superiori ai 60 giorni)”.

Scadenza dell’esenzione

La legge non pone dei limiti temporali di validità degli attestati. Ogni ASL si regola autonomamente ponendo dei propri limiti di scadenza. Di solito, tali limiti sono riportati sul certificato stesso di esenzione. Qualora la propria ASL di appartenenza non riconoscesse una validità temporale illimitata, alla scadenza dell’esenzione, il paziente dovrà ottenere una nuova certificazione per rinnovare la propria esenzione.

Riferimenti

Guida all’esenzione delle patologie croniche del Ministero della Salute

Note dell’Agenzia Italiana del Farmaco

AutunnoDurante l’autunno, i sintomi dell’asma possono essere aggravati da un raffreddore o dall’influenza, creando una situazione potenzialmente pericolosa per i bambini asmatici.

Secondo alcune stime, il 30 per cento dei bambini che vengono ricoverati in ospedale per l’influenza soffre anche di asma. Questi bambini sono a maggiore rischio di sviluppare anche una polmonite.

Le vie respiratorie dei bambini asmatici sono già “irritate” normalmente; quando subentrano nuovi insulti come il raffreddore, le variazioni di temperatura, l’esposizione agli allergeni ed al fumo passivo, la situazione può precipitare drammaticamente.

Le patologie infiammatorie delle alte vie respiratorie (raffreddori, tonsilliti, etc.) sono le principali cause di ospedalizzazione dei bambini asmatici.

La storia che le mamme riferiscono è la seguente: «Il tutto è cominciato con un “banale” raffreddore. Il giorno dopo è comparsa la tosse e, il terzo giorno, il bambino si è ammalato gravemente e sono comparsi anche i sintomi dell’asma».

I motivi di queste “riesacerbazioni” autunnali dell’asma sono molteplici. Durante l’estate, l’asma tende naturalmente ad essere meno severa ed alcuni genitori tendono ad “abbassare la guardia” diventando meno diligenti nel far fare le terapie di controllo per tale patologia. Con i primi freddi si è costretti a serrare le imposte e in casa si creano le condizioni di una maggiore proliferazione degli acari della polvere; il rientro in classe dei bambini aumenta il rischio di trasmissione di malattie infettive e virali in genere.

I consigli per i genitori di bambini asmatici al fine di ridurre i rischi di ri-esacerbazioni gravi dell’asma sono i seguenti:

• Sottoporre i loro bambini al vaccino antinfluenzale per fornire al sistema immunitario un vantaggio nei confronti di alcuni virus.

• Richiedere un check-up in autunno per valutare le loro condizioni prima della stagione influenzale.

• Controllare l’assunzione e la corretta somministrazione dei farmaci quotidiani di controllo dell’asma anche quando i bambini si sentono bene.

• Collaborare con il medico del bambino per sviluppare un piano d’azione scritto dell’asma al fine di essere pronti a tutte le evenienze che possono verificarsi. Tale piano deve mettere in grado i genitori di riconoscere i sintomi, informarli sui farmaci da usare se questi si sviluppano e capire quando chiamare il medico se che la “terapia di emergenza” non ha funzionato.

Bibliografia

1. Crisafulli D, Almqvist C, Marks G, Tovey E. Seasonal trends in house dust mite allergen in children’s beds over a 7-year period. Allergy. 2007 Dec;62(12):1394-400.

2. Julious SA, Osman LM, Jiwa M. Increases in asthma hospital admissions associated with the end of the summer vacation for school-age children with asthma in two cities from England and Scotland. Public Health. 2007 Jun;121(6):482-4. Epub 2007 Feb 5.

3. Riccioni G, Di Stefano F, De Benedictis M, Verna N, et al. Seasonal variability of non-specific bronchial responsiveness in asthmatic patients with allergy to house dust mites. Allergy Asthma Proc. 2001 Jan-Feb;22(1):5-9.

Polmoni in catene1. Che cosa è l’asma?

L’asma è una malattia cronica delle vie aeree del polmone per la quale esistono, attualmente, possibilità di cura molto efficaci. Milioni di persone in tutto il mondo soffrono di tale malattia. I sintomi dell’asma sono correlati alla respirazione ed al sistema respiratorio e variano per frequenza ed intensità. Essi comprendono tosse, respiro affannoso, aumento della produzione di muco, respirazione difficoltosa e mancanza di respiro. La gravità dell’asma non solo varia da persona a persona, ma può anche modificarsi, nel tempo, nell’ambito della stessa persona. Uno degli obiettivi più importanti del trattamento dell’asma è la prevenzione della comparsa dei sintomi da ottenersi attraverso il loro controllo. Alcune persone con asma lieve manifestano raramente sintomi. Altre persone, la cui l’asma è più persistente e collocabili all’altra estremità dello spettro di gravità della malattia, possono aver bisogno di parecchi farmaci da assumere quotidianamente per controllare la malattia, normalizzare la funzionalità polmonare e non manifestare sintomi.

Oggi, anche i malati di asma più grave possono essere trattati con successo. La gestione attuale dell’asma e le terapie attuali permettono alle persone cui è stata diagnostica l’asma di condurre una vita normale ed attiva. Un trattamento efficace dell’asma necessita la comprensione dei principi generali della malattia e di come si manifesta in una particolare persona, combinata ad attente cure mediche e alla creazione di una rapporto di cooperazione collaborativa tra medico e paziente (Tabella 1).

Tabella 1 – Elementi necessari per il successo del trattamento dell’asma

• Farmaci appropriati alla gravità dell’asma e del grado di controllo• Misure di controllo ambientale• Vaccinazioni (anche contro l’influenza)• Identificazione e trattamento di eventuali co-esistenti patologie mediche• Educazione del paziente, della famiglia e delle persone che si prendono cura del paziente (insegnanti, baby-sitter, badanti, etc.)• Strategie di auto-gestione e linee guida• L’esercizio fisico aerobico regolare• Creazione di un solido rapporto di collaborazione tra paziente e medico

 

2. Qual è la diffusione dell’asma?

L’asma è una malattia dei polmoni molto comune che, secondo alcune stime, interessa il 5-10% della popolazione dei paesi industrializzati. Colpisce tutti i gruppi etnici a tutte le età. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Heath Organization – WHO) indicano che ci sono tra i 100 e i 150 milioni di persone che soffrono di questa malattia nel mondo. Le morti associate alla malattia, sempre secondo i dati dell’OMS, sono circa 180.000 ogni anno. Nel 50% degli adulti e nell’80% dei bambini la malattia asmatica dipende da un’allergia respiratoria. Secondo la Global Initiative for Asthma (GINA), sono addirittura 300 milioni le persone nel mondo che soffrono della malattia, una ogni 20. In Europa, secondo la GINA, ci sono oltre 30 milioni di asmatici.

In Italia, si stima che ogni anno circa nove milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell’aria e quattro milioni di essi ricorrono alle cure mediche. Si calcola che circa il 15-20 per cento della popolazione italiana soffre di allergie, fenomeno in crescita, soprattutto tra i più giovani e tra le donne. L’Italian Study on Asthma in Young Adults (ISAYA), un’indagine multicentrica condotta tra il 1998 e il 2000 su nove città italiane su 3.000 persone tra i 20 e i 44 anni, ha permesso di evidenziare una notevole differenza delle manifestazioni asmatiche sul territorio nazionale. La malattia è più presente nelle zone mediterranee che in quelle continentali e la sua prevalenza cresce all’aumentare della temperatura media e al diminuire dell’escursione termica.

In termini economici, l’asma incide più della tubercolosi e dell’AIDS presi insieme. Nei soli Stati Uniti, la stima dei costi diretti e indiretti per la cura si aggira sui 6 miliardi di dollari all’anno e raggiunge gli oltre 10 miliardi considerando il costo totale della malattia, incluse le giornate lavorative e scolastiche perse. Secondo i Centri per il Monitoraggio delle Malattie americani, i bambini con asma non controllato perdono il doppio dei giorni di scuola rispetto a quelli non asmatici e l’asma è un fattore determinante sia per l’assenza dal lavoro sia perla scelta di un lavoro rispetto a un altro. L’apprendimento e le opportunità di socializzazione legate anche alle attività fisiche sono, inoltre, fortemente limitati nei bambini più giovani che soffrono di asma.

Uno degli obiettivi più importanti per gli operatori sanitari che si occupano di asma è quello di ridurre le ospedalizzazione per tale malattia. L’osservazione di un trend positivo in tal senso sembra essere una conseguenza diretta dell’adozione di tutti gli elementi finora individuati per il controllo dell’asma.

3. E’ vero che l’incidenza dell’asma è in aumento?

Per 20 anni (fino agli anni ’90) la prevalenza di asma è aumentata considerevolmente in molti paesi occidentali e soprattutto nei bambini. All’inizio dell’ultimo decennio, il trend dell’asma negli adulti sembrava stabilizzato ma, negli ultimi anni, la prevalenza dell’asma (specie nei bambini) sembra in ulteriore crescita, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo per motivi non del tutto chiari. Lo sforzo di ricerca internazione più grande attualmente è quello di cercare di capire i motivi dell’aumento dell’incidenza della patologie allergiche nelle fasce più giovani della popolazione mondiale. Tale sforzo è portato avanti dall’International Study of Asthma and Allergies in Childhood (ISAAC) iniziato nel 1991. Esso coinvolge 100 paesi ed oltre 2 milioni di bambini per studiare l’asma, la rinite e l’eczema a causa del preoccupante aumento di incidenza di tali malattie nei paesi in via di sviluppo. I risultati finora ottenuti dall’ISAAC confermano che queste malattie sono in aumento nei paesi in via di sviluppo ma, indicano che tale aumento ha poco a che fare con l’allergia, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

In rapporto ai gruppi etnici, la prevalenza dell’asma negli immigranti in Italia dai Paesi in via di sviluppo è maggiore rispetto ai nativi italiani e si associa a comparsa di sensibilizzazione allergica ad allergeni locali, che si manifesta entro pochi anni dall’arrivo in Italia. L’asma negli immigranti è spesso più grave, anche per il minor accesso ai servizi sanitari e le peggiori condizioni socio-economiche tanto che essi dovrebbero essere considerati come una categoria ad elevato rischio di asma, e di asma non controllato.

L’attuale prevalenza di asma in Italia, benché inferiore a quella di molte altre nazioni, rappresenta una notevole fonte di costi sia sociali sia umani. I costi diretti della patologia asmatica in Italia rappresentano l’1-2% della spesa sanitaria totale. I costi indiretti intesi come perdita di produttività lavorativa e scolastica degli individui affetti rappresentano oltre il 50% della spesa totale provocata da tale patologia.

4. Perché l’asma è così comune?

L’asma è molto frequente e si stima che possa arrivare a colpire circa un italiano su dieci a un certo punto della loro vita. Non è chiaro perché l’asma sia diventata una malattia cronica con una prevalenza così elevata. Una delle ipotesi è quella secondo cui i medici siano, oggi, maggiormente addestrati alla corretta diagnosi dell’asma al punto che l’identificazione ed il conteggio più preciso dei soggetti affetti da tale patologia ha portato alla percezione di un aumento del numero di casi diagnosticati. Purtroppo, è vero il contrario, ovvero che la diagnosi di asma è troppo spesso trascurata, soprattutto tra le persone anziane e gli adolescenti. Nella realtà dei fatti, l’asma è veramente diventata più comune soprattutto a causa di vari fattori ambientali. Fumare, per esempio, è diventato socialmente accettabile anche per le donne dopo la seconda guerra mondiale. I neonati di madri che fumano sono a rischio di sviluppare di dispnea ed asma durante l’infanzia. L’aumento degli inquinanti atmosferici e dei particolati nelle aree urbane o industriali possono svolgere un ruolo importante. Dal punto di vista medico, la maggiore consapevolezza dell’importanza della qualità dell’aria in generale e la promulgazione di leggi che vietano di fumare in tutti i luoghi pubblici chiusi sono un passo fondamentale verso il miglioramento delle possibilità di controllo della malattia.

5. L’asma è una malattia solo dei bambini?

L’asma colpisce persone di tutte le età e una diagnosi di asma può essere posta anche in un bambino di appena 2 anni di età. L’asma è la malattia cronica più comune dell’infanzia ma non colpisce solo i bambini. E’ bene sfatare due grandi “miti” sull’asma:

1)       Non è vero che l’asma è solo una malattia dell’infanzia.

2)       Non è vero che l’asma scompare con la crescita del bambino.

Molte persone con nuova diagnosi di asma sono adulti. Anche se alcuni adulti con asma possono aver sofferto di asma da bambini, altri sviluppano tale malattia, per la prima volta, nell’età adulta. L’asma può, quindi, svilupparsi a qualsiasi età.

6. Come funzionano i polmoni?

I polmoni sono la componente principale del sistema respiratorio. Per capire il funzionamento dell’apparato respiratorio è utile avere qualche nozione di anatomia. Il sistema respiratorio umano comincia dal naso, con le narici, e prosegue con il faringe e la trachea. La trachea si trova sotto le corde vocali (laringe) e la si può percepire toccando la parte anteriore del collo subito sopra lo sterno, nella parte superiore del torace. La trachea termina dividendosi in due rami: il bronco principale destro e il bronco principale di sinistra. Il bronco principale di destra porta l’aria da e verso il polmone destro, e il bronco principale di sinistra conduce aria da e verso il polmone sinistro.

La zona in cui la trachea si divide nei bronchi principale destro e sinistro si chiama la carena. Da questo punto in poi inizia tutta una serie di ramificazioni sempre più strette che costituiscono l’albero tracheobronchiale la cui suddivisione più piccola è il bronchiolo. Ogni bronchiolo porta a “sacche” d’aria nei polmoni chiamate gli alveoli.

Gli alveoli sono strutture altamente specializzate del polmone. Sono le unità polmonari di scambio dei gas. Essi, infatti, fanno in modo che l’aria fresca inalata, ricca di ossigeno (O2) entri nel corpo nello stesso tempo in cui l’aria povera di ossigeno e ricca di biossido di carbonio (CO2) esce. L’ossigeno (O2) è necessario per la vita, la mancanza di ossigeno è rapidamente fatale. Mentre l’ossigeno inalato viene fornito agli organi attraverso i polmoni, l’aria “usata”, costituita principalmente da anidride carbonica (CO2), viene escreta tramite l’espirazione. L’anidride carbonica è prodotta dal metabolismo del corpo ed è considerato un “prodotto di scarto”. L’accumulo anomalo di anidride carbonica nel corpo e nel sangue è dannoso per la salute ed è responsabile di alcune forme di insufficienza respiratoria.

Il processo responsabile del consumo di ossigeno nel corpo e della rimozione dell’anidride carbonica è chiamato respirazione. La respirazione è la funzione principale e fondamentale dei polmoni e del sistema respiratorio. I medici a volte considerano la respirazione come uno “scambio di gas”. Il gas scambiati sono l’ossigeno (O2) e anidride carbonica (CO2). Con il termine “scambio” si intende che il gas CO2 eliminato dal corpo viene sostituito da una nuova scorta di O2. Lo scambio avviene nella zona più profonda del polmone, a livello degli alveoli. Lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica avviene attraverso una zona specializzata in cui ogni sacca di aria (alveolo) è in intimo contatto con vasi sanguigni minuti e sottili chiamati capillari. Il letto capillare circonda completamente gli alveoli lungo la membrana alveolo-capillare. A causa della struttura della membrana alveolo-capillare, l’ossigeno inalato (O2) passa facilmente dalla alveoli al sangue capillare che poi lo invia ai nostri organi. Allo stesso modo, la CO2 del corpo attraverso il flusso della circolazione sanguigna viene ceduta alla membrana alveolo-capillare, e successivamente all’alveolo per essere esalata dai nostri polmoni a ogni respiro. Un adulto normale, a riposo, respira circa 12-18 volte al minuto, i bambini circa 20 volte al minuto, i neonati ancora più frequentemente. La frequenza respiratoria è il numero di respiri che una persona compie in 1 minuto. Il soggetto sano non si rende conto della propria respirazione in quanto essa è un atto automatico, che non richiede sforzo ed indolore. L’aumento della frequenza respiratoria, a volte percepita come una sorta di “mancanza di fiato”, può rappresentare un processo normale, come avviene in corso di attività fisica e consente di aumentare l’apporto di ossigeno al corpo. Un aumento della frequenza respiratoria può anche indicare l’insorgenza di un problema di salute e, in particolare, può essere un segno di accentuazione della sintomatologia dell’asma. Questo è il motivo per cui l’insieme delle misurazioni della frequenza respiratoria, delle pulsazioni (o frequenza cardiaca), della pressione sanguigna e della temperatura è chiamato, nella terminologia medica, come i “segni vitali”!

 

Figura 1 – Rappresentazione schematica dell’apparato respiratorio umano (da Wikipedia).

Figura 1 – Rappresentazione schematica dell’apparato respiratorio umano (da Wikipedia).

7. I polmoni continuano a svilupparsi dopo la nascita?

Sì, i nostri polmoni continuano a crescere e svilupparsi dopo la nascita. In particolare, le unità specializzate per lo scambio gassoso ossigeno-anidride carbonica, chiamate alveoli, si sviluppano dopo la nascita. La maggior parte degli alveoli polmonari, circa l’85%, si formano dopo la nascita, durante i primi 3 anni di vita. Anche l’afflusso di sangue all’interno della rete capillare matura parallelamente allo sviluppo alveolare, dalla nascita fino ai 3 anni di età. Anche le cellule mucose che delineano i passaggi dell’aria si sviluppano dopo la nascita.

Dato che la maggior parte degli alveoli si sviluppano dopo la nascita, i primi 3 anni di vita possono essere visti come un periodo particolarmente delicato. Gli esperti ritengono che un’asma non ben controllata, durante l’infanzia e l’adolescenza, possa essere responsabile di una capacità polmonare ed una funzionalità polmonare ridotta per tutta la vita. Oltre al controllo l’asma infantile, è fondamentale, per i neonati ed i bambini, crescere in ambienti privi di fumo per massimizzare la normale maturazione del polmone.

Dopo i 3 anni di età, i polmoni sono formati, ma non completamente sviluppati. I nostri polmoni, come il resto del corpo, si sviluppano durante l’adolescenza fino all’età adulta. L’adolescenza rappresenta una seconda finestra vulnerabile. Recenti studi scientifici indicano che gli adolescenti che fumano avranno, al termine dello sviluppo, una funzionalità polmonare inferiore a quella degli adolescenti non fumatori sani. L’osservazione di una funzionalità polmonare ridotta nei fumatori adolescenti è particolarmente più evidente nelle ragazze.

8. Quali sono le cause dell’asma?

Si ritiene che l’asma sia il risultato di una complessa interazione tra fattori propri dell’individuo, i geni e vari fattori ambientali, esterni all’individuo.

I fattori ambientali che sono stati studiati includono i virus come l’RSV (virus respiratorio sinciziale), il fumo di sigaretta, gas di scarico, animali da fattoria, i farmaci (soprattutto i farmaci antinfiammatori non steroidei come l’acido acetilsalicilico), i pesticidi, gli animali domestici, e il fumo.

La tendenza a sviluppare l’asma, soprattutto nei giovani, ha una base ereditaria. Se uno o entrambi i genitori hanno l’asma, per esempio, il loro bambino ha una maggiore probabilità di sviluppare asma rispetto a un altro bambino i cui genitori non hanno una storia di asma. Malgrado si sappia da tempo che nell’ambiato della stessa famiglia ci possono essere diversi casi di asma, non esiste un gene particolare, noto per essere il responsabile dello sviluppo di asma. Sembra, invece, che molti geni contribuiscono alla tendenza di un individuo a sviluppare asma. Geni localizzati su cromosomi diversi, quali i cromosomi 2, 5, 6, 7, 12, 16, 17, 19, e 20, sono importanti per l’asma. La ricerca scientifica è volta all’identificazione dei geni che contribuiscono allo sviluppo di asma, dei geni responsabili della gravità della malattia e dei geni responsabili della riposta o della mancata risposta ai trattamenti.

9. Qualè il rapporto tra allergia e asma?

L’allergia e asma sono due condizioni mediche distinte, nonostante l’asma spesso coesista con una diagnosi di allergia, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.

L’allergia coinvolge il nostro sistema immunitario che svolge un ruolo importante anche nell’asma. L’allergia è una risposta una risposta particolare del sistema immunitario ad un agente specifico, chiamato allergene. Esempi di allergeni sono i peli di gatto, le muffe, le arachidi, le penicilline, e i pollini solo per citarne solo alcuni. La maggior parte delle persone, non allergiche, può giocare con i gatti, mangiare noccioline, assumere antibiotici per le infezioni o sentire il profumo dei fiori senza conseguenze negative. Il soggetto allergico ai gatti o alle arachidi, invece, in seguito all’esposizione ai gatti o arachidi, può sviluppare uno o più sintomi di allergia. I sintomi di allergia possono derivare dall’interessamento di diversi organi del corpo come la pelle (orticaria), le mucose degli occhi (congiuntivite) e del naso (rinite), l’intestino (crampi, nausea, vomito, diarrea) ed i polmoni (difficoltà respiratoria).

L’asma è una parola derivante dal greco asqma che significa “respirazione difficile”. Una persona con asma può avere sintomi intermittenti e variabili quali tosse, produzione di muco, respiro sibilante e dispnea. Una parte della gestione dell’asma, al giorno d’oggi, comprende l’identificazione dei fattori scatenanti (trigger) delle crisi e la conseguente riduzione degli stessi a ogni livello possibile. Alcuni dei trigger in grado di provocare i sintomi dell’asma nella maggior parte delle persone con asma sono considerati universali mentre, altri sono più personali. L’aria fredda e le infezioni delle vie respiratorie sono due esempi di trigger universali dell’asma. Ciò significa che la maggior parte degli asmatici, se esposti ad aria molto fredda per un periodo abbastanza lungo di tempo o quando sono colpiti da qualche infezione delle vie respiratorie, probabilmente svilupperanno alcuni sintomi di asma quali, ad esempio, tosse e respiro affannoso notturno. Le stesse persone possono, o meno, sviluppare sintomi di asma quando accarezzano un gatto se sono, o meno, allergiche a tale animale. L’esposizione ad un allergene noto, per le persone allergiche che soffrono anche di asma, può essere un fattore scatenante (trigger) per l’asma. Sebbene asma ed allergia siano due cose diverse, spesso la loro diagnosi avviene quasi contemporaneamente, soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Alcuni studi indicano che tra il 60% e 80% dei bambini con asma soffre anche di allergie. Inoltre, un individuo allergico di qualsiasi età ha un rischio significativamente più elevato di avere asma rispetto ad un individuo non allergico.

10. Si può prevenire l’asma?

Come già detto, si ritiene che lo sviluppo di asma derivi dalle complesse e scarsamente conosciute interazioni tra le caratteristiche innate (genetiche) di una persona e gli elementi del contesto in cui vive sin dalla nascita. Ognuno di noi è dotato di uno specifico patrimonio di geni, ereditati dai nostri genitori, e non possiamo, ovviamente, fare nulla per cambiarlo. Dobbiamo, quindi, rivolgere la nostra attenzione agli elementi che costituiscono l’ambiente in cui viviamo per vedere se le misure di prevenzione potrebbero rivelarsi utili. Alcune evidenze scientifiche suggeriscono che l’infezione da parte di alcuni comuni ceppi di virus respiratori nel corso dei primi anni di vita può predisporre il bambino a sviluppare l’asma. Malgrado tali evidenze siano interessanti e guideranno le ricerche future su tali virus e il loro rapporto con l’asma, le implicazioni pratiche sono molto scarse. Non conosciamo, infatti, ancora metodi efficaci per evitare le infezioni da parte dei comuni virus respiratori.

Sicuramente più praticabile è un “controllo” sui nostri luoghi chiusi (indoor). Ci sono dati incontrovertibili a sostegno di una relazione causale tra lo sviluppo di asma e l’esposizione agli acari della polvere, nonché una forte associazione tra esposizione al fumo passivo e l’asma nei bambini più piccoli. Gli studi sulle restrizioni dietetiche sulla madre, prima del parto hanno dato risultato non ancora univoci. L’allattamento esclusivo al seno per almeno i primi 4-6 mesi di vita sembra ritardare (ma non necessariamente evitare) lo sviluppo di allergie e asma. La consuetudine, da parte dei pediatri, di ritardare lo svezzamento e l’introduzione di alimenti particolarmente allergizzanti (latte vaccino, uova, frutta con guscio e pesce) in bambini di coppie di genitori allergici è ancora oggetto di studio. 

Letture consigliate

- http://www.ginasthma.com/

- http://www.ginasma.it/

- Role of viral respiratory infections in asthma and asthma exacerbations. Busse WW, Lemanske RF Jr, Gern JE. Lancet. 2010 Sep 4;376(9743):826-34.

- Environmental epigenetics of asthma: an update. Ho SM. J Allergy Clin Immunol. 2010 Sep;126(3):453-65.

- The role of allergen exposure and avoidance in asthma. Baxi SN, Phipatanakul W. Adolesc Med State Art Rev. 2010 Apr;21(1):57-71, viii-ix.

Riferimenti: Dr. Nicola Verna   Info: n.verna@tiscali.it   Telefona gratis: 085/65360

custom counter

Web stats powered by www.ninestats.com


 

La gestione dell’asma del bambino dovrebbe avvalersi un piano di trattamento globale che comprenda l’evitamento degli allergeni inalanti e dei fattori scatenanti (dove possibile), una appropriata farmacoterapia ed un programma di educazione per i pazienti, i genitori e di coloro che si prendono cura dei bambini. L’immunoterapia allergene-specifica va proposta solo a quei pazienti selezionati dallo specialista nei quali ci si può attendere dei benefici.

(continua…)

La gravidanza è un periodo particolare della vita di una donna. I cambiamenti del corpo possono anche coincidere con dei cambiamenti emozionali e di umore. L’ultima cosa di cui si ha bisogno, durante la gravidanza, è di un attacco di asma.

(continua…)